Sono forti questi valdesi. A parte che ritengono l’educazione religiosa un tema delle famiglie e delle chiese, che non c’entra con lo Stato e men che meno con la scuola, hanno una visione della società che li porta a lanciare campagne per l’8 per mille assai moderne. L’anno scorso, insieme a due donne con bebè, si leggeva la scritta “un bambino ha bisogno di amore”, e una riga a cancellare “di una mamma e un papà”. Questa volta spunta Andrea — lo vedete nella foto — ragazzo di genere incerto, occhi bistrati e rossetto. Ma ci sono anche un detenuto (che studia) e un immigrato (ingegnere).
L’idea è dei giovani creativi di Freeco, «frizzantissimi, talvolta dobbiamo frenarli» dice Alessandra Trotta, la moderatora di valdesi e metodisti. «È una campagna contro gli stereotipi. Siamo coerenti, da sempre, nella lotta alle discriminazioni». I soldi (il 3 per cento della raccolta 8 per mille, che va ancora per la maggior parte alla Chiesa cattolica) sono distribuiti in tanti progetti, dal sostegno ai gay cacciati dalle famiglie, ai detenuti, ai migranti...
Già che ci siamo, le chiediamo ragione del termine “moderatora”: «Lo scelse Maria Bonafede, la mia predecessora, forse per assonanza con lo spagnolo moderadora. Poi se mi chiamano “moderatrice” non mi offendo, è “moderatore” a non andare bene».
Sul Venerdì dell’8 maggio 2026














