"Ci chiamavano gli Europei, me e il mio bambino, perché camminavamo – uno su due gambe, l'altro spinto dal passeggino... [e perché] non andavamo da nessuna parte. Vagabondavamo, andavamo a casaccio, perché ci interessava più il tragitto che la destinazione". Così Andrea Bajani, nel suo articolo sul Venerdì di oggi, racconta il suo impatto con la cultura americana dell'automobile. A Houston, dove si è trasferito con la famiglia, la sua ostinazione nell'evitare il più possibile di prendere la macchina e imboccare l'Interstate 69 è considerata un'assurda bizzarria, se non proprio un ostacolo alla quotidiana sopravvivenza.
Lo stesso straniamento lo stanno provando i tifosi di tutto il mondo diretti negli Stati Uniti per i prossimi Mondiali di Calcio. Non solo hanno pagato cifre proibitive per i biglietti (fino a 1.500 dollari per posti da cui non si vede granché, ma anche raggiungere gli stadi gli costerà una fortuna. Il MetLife Stadium, per esempio, dove si giocheranno diverse partite dei gironi e poi la finale, si trova nel New Jersey: in occasione dei match il biglietto del treno da New York era stato aumentato a 150 dollari e quello del pullman a 80. Rivolta dei fan, che sui social di tutto il mondo hanno cominciato a scambiarsi consigli su come raggiungere lo stadio a piedi.
È stato come bestemmiare in chiesa. Andare allo stadio a piedi è assolutamente proibito. "Qui non siamo in Inghilterra, non siamo a Berlino" hanno avvertito i responsabili. Si tratterebbe di camminare lungo autostrade trafficatissime o addirittura attraversare paludi inospitali. La stessa Google Maps si rifiuta di indicare l'itinerario a piedi: bisogna arrangiarsi con quello in bicicletta (sopra). Con totale sprezzo del pericolo, un eroico giornalista del Guardian ci ha provato lo stesso, impiegando poco più di quattro ore per percorre la quindicina di chilometri che separano il Washington Bridge di New York dal MetLife. Per poi scoprire che allo stadio a piedi non si può letteralmente entrare, manca proprio un passaggio pedonale che porti dall'autostrada al parcheggio e poi agli spalti.
Per cui ciccia, tocca comunque prendere il trasporto pubblico. Grazie alle proteste i prezzi sono stati un po' abbassati: il treno costerà solo 105 dollari, il bus addirittura solo 20. E per ampliare la flotta, la governatrice dello Stato di New York ha detto che requisirà anche gli scuolabus.
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