È il 1942. L’Italia è in guerra, le materie prime scarseggiano. Alla Stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari di Parma un ricercatore studia come sintetizzare una resina dalle bucce di pomodoro, senza uso di petrolio. Finita la guerra, quell’idea finisce negli archivi e ci resta per settant’anni.
Angela Montanari la ritrova per caso nel 2012. E nel 2019 fonda Tomapaint, con Tommaso Barbieri, ingegnere ambientale, e Alessandro e Stefano Chiesa, imprenditori agricoli con un impianto di biogas che valorizza scarti alimentari. Bucce e semi di pomodoro arrivano dalle aziende di trasformazione, Tomapaint sintetizza la resina.
L’impianto oggi produce fino a 400 tonnellate di resina all’anno. Per ogni chilo di resina sintetica sostituita si risparmiano circa cinque chili di CO2. Mentre la Commissione Europea ha certificato all’azienda che utilizzando 200 tonnellate annue di bucce si ottiene una riduzione equivalente alla piantumazione di 200.000 alberi.
La principale applicazione è la vernice interna delle lattine, quella che impedisce il contatto tra cibo e metallo: e nasce dagli stessi pomodori che quelle lattine conterranno. Dal pomodoro, al pomodoro. Essere Green Heroes significa anche questo: sapere che la soluzione c’era già, aspettava di essere colta.
Sul Venerdì del 15 maggio 2026












