La litania irritante secondo cui «ormai le donne sono dappertutto» crolla, come spesso accade, sotto il peso dei numeri. La presenza femminile ai vertici delle imprese, della pubblica amministrazione, della politica e della finanza resta minoritaria. In Italia, solo il 4 per cento degli amministratori delegati è donna, mentre a livello mondiale è esattamente il doppio. Non è solo un tema di visibilità, dice Azzurra Rinaldi nel suo ultimo libro Soldi, sesso e potere (Rizzoli). Docente di Economia politica e direttrice della School of Gender Economics dell’Università Unitelma Sapienza, dati alla mano spiega che questa sotto rappresentazione ha effetti sulla distribuzione delle risorse, sulle scelte di investimento, sulle politiche di welfare aziendale, e anche sulla costruzione dei modelli. Mai sentito parlare di dream gap? È il condizionamento subito dalle bambine, che non vedono donne in posizione di vertice o in alcuni settori. Le storture, i dati, i percorsi per conquistare diritti, gli inciampi di cui è ricca la storia delle donne in ogni campo andrebbero lanciati come pietre nello stagno della manosfera: se ve lo foste persi, questo gioco di parole tra man (uomo) e blogsfera indica il sottobosco dei siti web misogini che promuovono la supremazia maschile, dunque il luogo dove si recrimina con più rabbia sul falso dato che «ormai le donne sono dappertutto».
Sul Venerdì del 10 aprile 2026


























