Michele De Lucchi, architetto, artista e designer più famosi al mondo, il protagonista della copertina del Venerdì in edicola con Repubblica domani 10 aprile. È stato lui a disegnare la lampada Tolomeo, la più venduta di sempre, ma anche i contatori della luce che abbiamo in casa o i nuovi uffici di Poste Italiane. Per la Milano Design Week De Lucchi ha architettato un’installazione, L’Anello Mancante, per il Giardino delle Meraviglie di Palazzo Crivelli a Brera. «Mi sono interrogato su come progettare muri che non servano per dividere ma per tenere insieme, per agevolare le connessioni e le amicizie tra esseri umani» dice nell’intervista a Marco Romani.
Lui la definisce “architettura gentile”: «Se riusciamo a trasmettere mitezza e sensibilità abbiamo già fatto un gran lavoro. Di architetti pessimisti e aggressivi non ne abbiamo bisogno. Per quello ci sono già i politici». E sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul suo mestiere aggiunge: «C’è e dobbiamo gestirla. Oggi la conoscenza è a disposizione di tutti, basta chiedere a ChatGpt e subito arriva la risposta. A vincere sarà invece chi saprà usare creativamente quelle informazioni. Chi saprà essere più umano degli umani».
Nel magazine anche un reportage da Città del Messico, dove la gentrification ha un volto e una moneta chiare: sono gli americani, che con i loro dollari stanno colonizzando le zone più belle della città. E uno da Varese, la culla della Lega di Umberto Bossi che oggi cerca il suo successore: in chiave anti-Salvini.
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