Non sempre la guerra arriva con i carri armati. Può anche entrare in una scuola con una circolare, sedersi tra i banchi, infilarsi nei quaderni, nelle lezioni degli insegnanti, nei giochi dei ragazzi e delle ragazze, nelle loro coscienze. Premio Oscar come migliore documentario,Mr Nobody Against Putin racconta la propaganda bellica e il potere che la sostiene. Quando arriva in una scuola, dunque in tutte le scuole: nelle parole consentite, nei silenzi obbligati, nella pedagogia deformata in addestramento.La scuola è quella primaria di Karabash, negli Urali, dove insegna Pavel Talankin, detto Pasha: giovane ironico, occhi azzurri, affezionato agli studenti, trasforma il suo ufficio in uno spazio di libertà e ascolto. Ma quando nel 2022 la Russia invade l’Ucraina, la sua vita, come quella di tutti i russi, cambia. Come videomaker dell’istituto, Pasha è chiamato a documentare le attività patriottiche. Refrattario, ma obbligato alla disponibilità, decide di usare la videocamera per raccontare ciò che davvero vede intorno a lui: la normalizzazione,il consenso e gli anticorpi.Mr Nobody Against Putin rivela «come si perde un Paese». «Attraverso innumerevoli piccoli atti di complicità», dice sul palco degli Oscar David Borenstein,l’altro regista insieme a Talankin. Non definirei Pasha un dissidente, piuttosto una coscienza inquieta e coraggiosa che a un certo punto non riesce più a stare al gioco. Non la posa eroica, ma la pratica quotidiana. C’è qualcosa di struggente nel modo disordinato e istintivo con cui filma. Poi, nell’estate del 2024, lasciala Russia, portando con sé i video.Da metà aprile il documentario gira l’Italia con Andrea Segre, regista e fondatore di ZaLab, realtà rara di produzione e distribuzione indipendenti. La sua domanda è:«Io cosa farei?». Domanda scomoda che ci riguarda, esercizio politico e psicologico. Buon 25 aprile.
Sul Venerdì del 24 aprile 2026























