Chi non la conosce, provi a immaginarla sul palco, microfono in mano, mentre con tono suadente strizza l’occhio alla platea: «Per me anche gli uomini possono aspirare a fare carriera». Pausa. «C’è qualche uomo in sala che lavora, splendidi? Che lavoro fate, cucciolotti? Cassieri? Baby sitter?». Un passo avanti verso il pubblico. «Come? Ahhh, abbiamo un informatico! Part time, caro? E lo trovi il tempo per cucinare?».
Tutti ridono, e giustamente, davanti a questa parodia sociale dove Maura Bloom, autrice e performer satirica napoletana, porta in scena la sua abilità nel ribaltare i ruoli stereotipati, attraverso i personaggi di Bambolotto e Principesso. «Dopo 15 anni a Parigi, ero tornata a Napoli con un’aria da turista che scatenava fischi e catcalling» dice a Bioritmi. «Ho iniziato a rispondere a tono, anche in modo volgare, e vedere questi uomini farsi di pietra mi ha fatto pensare: allora funziona!». Così è nato l’universo parallelo dove interpreta la donna alfa: un’aggiustatina distratta ai genitali mentre sta parlando, le ginocchia spalancate nella seduta del bus, l’aria arrogante di chi crede di saperla lunga. Sono uscite che disorientano, anche perché lei è, oltre che arguta, aggraziata. Un racconto dell’ancello implausibile, e implacabile, da portare a scuola durante l’ora di educazione sessuo-affettiva che non si farà mai. (Bambolotto, il 26 giugno a Cosenza e il 1° luglio a Milano, @maurabloomcomedy).
Sul Venerdì del 12 giugno 2026
























