Google Maps avvisa:il Museo della storia del Gulag di Mosca, che documentava i crimini del regime sovietico e commemorava i suoi milioni di vittime, è chiuso definitivamente. Eppure, a leggere le recensioni sullo stesso sito, i visitatori ne uscivano commossi e sconvolti. "Le mostre rivelano le
vite di singoli individui: le loro lettere, fotografie, oggetti personali e ricordi..." scrive ad esempio Emar Dhuzaev. "Sono rimasto colpito da quanto bene trasmetta paura e senso di impotenza", aggiunge
Ilya Zakharov. Ed Elena Ponomareva: "Non ho mai visto un museo come questo... è pieno delle voci vive dei sopravvissuti. Tutti gli studenti russi dovrebbero visitarlo". Ma niente da fare, nel 2024 il museo è stato chiuso con una motivazione risibile: violazioni delle norme antincendio. E ora quello che era il suo sito è occupato solo da una scritta: "A Mosca verrà inaugurato un Museo della Memoria. Sarà dedicato alla memoria delle vittime del genocidio del popolo sovietico. La mostra ripercorrerà tutte le fasi dei crimini di guerra nazisti durante la Grande Guerra Patriottica", cioè la Seconda guerra mondiale, come veniva chiamata all'epoca dell'Urss. Insomma, solo i crimini degli altri vanno documentati.
"Oggi il passato si riscrive per giustificare il presente e paragonare la lotta al Terzo Reich alla 'denazificazione' dell’odierna Ucraina", scrive Rosalba Castelletti sul Venerdì di questa settimana, nel suo articolo dedicato alla guerra alla memoria e alla verità storica dichiarata dalla Russia putiniana. Statue abbattute o spostate, memoriali chiusi o stravolti, associazioni bandite, libri di storia censurati, studiosi arrestati. E persino il progetto di costruire un nuovo monumento all'"Operazione militare speciale" contro l'Ucraina proprio in uno dei luoghi più sacri di tutte le Russie: il Mamaev Kurgan di Volgograd, la collina-mausoleo-cimitero che ricorda la battaglia di Stalingrado e i suoi due milioni di morti, ai piedi della colossale statua della Madrepatria, una delle più grandi del mondo. Per molti russi, spiega Castelletti, equiparare la guerra di Putin a quella combattuta dai loro nonni e bisnonni per salvarsi dai nazisti – quelli veri – è qualcosa di molto simile a una profanazione.
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