
























Il 51° Stato degli Usa, come vorrebbe il presidente americano Donald Trump? No, grazie. E se invece il Canada diventasse il 28° Stato dell’Unione europea? L’idea appare oggi come fantapolitica, ma un giorno, in questo mondo che va a tutta velocità, potrebbe non esserlo più. E infatti in questi mesi se ne parla sempre più insistentemente.
Tanto per cominciare, oggi Mark Carney sarà il primo premier canadese a partecipare a un summit della Comunità politica europea, la piattaforma sul futuro dell’Europa lanciata nel 2022 dal leader francese Emmanuel Macron che è arrivata all’ottavo vertice e che ha l’obiettivo di tenere aperto il dialogo tra la Ue e i propri partner più vicini, inclusi Regno Unito, Turchia, Ucraina, Paesi nordici come Norvegia e Islanda, e poi Paesi balcanici e del Caucaso. Per la prima volta è stato invitato dunque un Paese geograficamente non europeo, il Canada appunto.
A Erevan, in Armenia, dove a capo del summit ci sarà il presidente del Consiglio europeo António Costa, Carney stringerà il rapporto con il Vecchio continente in una fase in cui, a causa della grave crisi politica con gli Stati Uniti dell’inaffidabile e minaccioso Donald Trump – che ha apertamente invocato l’annessione del suo Paese, umiliato il suo predecessore Justin Trudeau definendolo “governatore” del 51° Stato degli Usa e imposto pesanti dazi – il premier canadese si sta avvicinando all’Europa e teorizza la necessità, come ha detto a gennaio a Davos in un famoso discorso, di un’alleanza delle “medie potenze” globali contro le superpotenze.
Già nei mesi scorsi, però, l’avvicinamento del Canada all’Europa ha provocato commenti entusiasti e sorprendenti in alcuni politici di governo continentali di primo piano. A metà marzo è stato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot a dire che sì, un giorno il Canada potrebbe entrare nella Ue. Poi a metà aprile il presidente finlandese Alexander Stubb ha suggerito a Carney di “pensarci su”.
E i canadesi? Cosa ne pensano? A inizio aprile da un sondaggio di Spark Advocacy è emerso che il 58% dei cittadini è favorevole a esplorare l’idea di un ingresso del Canada nella Ue, mentre uno su quattro considera già l’adesione una buona idea. Un sondaggio di YouGov Canada, l’anno scorso, sosteneva che i favorevoli fossero il 42% e i contrari il 33%. Un sentimento che è reciproco, visto che secondo un altro rilevamento la maggioranza dei cittadini dei cinque maggiori Stati europei – Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna – vedrebbe bene l’ingresso di Ottawa.
Da quando Carney è andato al governo, nel marzo del 2025, ha stretto accordi con la Ue nel campo della sicurezza e della Difesa. A febbraio il Canada è diventato il primo Paese non-europeo ad accedere al Safe, lo strumento per la difesa da 150 miliardi di euro che sostiene gli Stati membri dell'Ue che desiderano investire nella produzione dell'industria della difesa mediante appalti comuni. L’Unione è inoltre il secondo partner commerciale del Canada, con cui ha siglato nel 2017 l’accordo di libero scambio Ceta e che ha aderito anche al programma di ricerca scientifica della Ue Horizon.
“Il Canada dovrebbe entrare nella Ue”, ha scritto l’Economist nel gennaio del 2025. E al Parlamento europeo c’è perfino un eurodeputato, il liberale tedesco Joachim Streit, che porta avanti questa campagna.
Ma Ottawa potrebbe candidarsi? C’è chi dice: no, perché secondo l’articolo 49 dei trattati si deve essere uno Stato “europeo”. Nel senso geografico? Al di là del fatto che i trattati si possono cambiare, c’è chi osserva che molti territori di oltremare – ad esempio francesi – fanno parte della Ue pur essendo dall’altra parte del mondo, per non parlare dello status della vicina Groenlandia, che è danese ed associata alla Ue.
E dal punto di vista culturale? Carney – che vorrebbe far partecipare il suo Paese all’Eurovision – a marzo a Parigi ha detto che il Canada, per le sue radici britanniche e francesi, è “il più europeo dei Paesi non europei”. È una questione di lingua e di profondi valori comuni: dalla democrazia all’idea di libertà, dallo Stato sociale all’ambiente (e con un Paese europeo, il Regno Unito, condivide anche il sovrano). Ma sarebbe anche un bel matrimonio di interessi, tra energia e difesa.
Carney ha spiegato che non è sua intenzione entrare nella Ue, ma solo “avvicinarsi”. Ma in questo “mondo pericoloso e diviso”, come lo ha definito lui stesso, è difficile dire cosa abbia in serbo il futuro. Magari i nostri nipoti faranno l’Erasmus a Québec City.
此内容由惯性聚合(RSS阅读器)自动聚合整理,仅供阅读参考。 原文来自 — 版权归原作者所有。