




















NEW YORK - Sotto il sole feroce di Las Vegas, cartelloni giganteschi promettono di “vivere al massimo”, e forse anche un po’ oltre, mentre dagli altoparlanti di una nuova arena all’aperto la voce cavernosa da radio di uno speaker sportivo finge di presentare il nuotatore britannico Ben Proud e una sfilata di altri corpi costruiti per sfidare il limite umano. Era una prova generale per uno degli esperimenti più controversi che lo sport moderno abbia mai concepito: gli Enhanced Games. Tipo Olimpiadi, ma senza l’ombra del doping. Nel senso che è tutto alla luce del sole e delle vene: lo sport consegnato agli steroidi.
Nella città del Nevada in cui l’azzardo è una professione sono andati in scena ieri notte quaranta atleti d’élite, autorizzati a usare sostanze dopanti, con l’obiettivo di demolire record mondiali nell’atletica, nuoto e sollevamento pesi. Sul tavolo c’erano 25 milioni di dollari di premi. Un milione per ogni record battuto. Il linguaggio morale dello sport è stato rovesciato.
Testosterone, ormone della crescita, sostanze proibite dalla Wada, l’agenzia che contrasta il doping, non sono soltanto tollerate: vengono celebrate, vendute, incorporate nel marchio stesso dell’evento. Gli organizzatori hanno insistito sul fatto che tutto ciò che viene assunto è legale e approvato dalla Food and Drug Administration, l’agenzia federale del farmaco. Ma la distinzione tra legale e sicuro, tra consentito e umano, resta il centro di una disputa che va ben oltre la pista.
Il progetto è nato tre anni fa con gli imprenditori Aron D’Souza e Maximilian Martin, e ha attirato finanziatori potenti e ideologicamente allineati a una certa ossessione moderna per l’“ottimizzazione” dell’essere umano: tra loro il miliardario Peter Thiel e, naturalmente, Donald Trump Jr., il figlio del presidente degli Stati Uniti. I medici hanno da tempo messo in guardia dall’uso di steroidi anabolizzanti e ormoni della crescita, indicando il rischio di ictus, danni cardiovascolari e conseguenze irreversibili. Gli organizzatori delle Olimpiadi dei dopati hanno parlato di progresso, trasparenza, nuova frontiera della performance. Di promuovere modelli negativi non interessa a nessuno: il business passa sopra lo scrupolo morale.
In una sala del Resorts World Casino, gli atleti degli Enhanced Games hanno affrontato alla vigilia la stampa per due ore. Quasi nessuno ha voluto dire quali sostanze stesse assumendo. L’unica eccezione è Hafthor Bjornsson, 38 anni, il gigante islandese che ha intrepretato “la Montagna” in Game of Thrones. Ha raccontato che voleva battere il proprio record di sollevamento pesi con stacco da 510 chili e parlato apertamente di uso di steroidi perché, dice, nel suo sport nessuno finge davvero che non esistano.
La velocista americana Shania Collins, 29 anni, ha offerto la definizione più sincera della filosofia degli Enhanced Games: “Noi siamo onesti fin dall’inizio. Diciamo apertamente quello che facciamo. Come si può mettere in dubbio la nostra integrità?”. E’ una domanda che tocca il nervo scoperto dello sport contemporaneo. Perché gli Enhanced Games non nascono solo dal desiderio di battere record. Nascono dalla convinzione - molto americana - che ogni limite biologico sia, in fondo, un problema di marketing, regolamentazione o chimica. Molte federazioni sportive hanno reagito con disgusto. Jack Buckner, direttore di UK Athletics, ha detto di essere rimasto “inorridito” quando l’ex velocista britannico Reece Prescod ha aderito al progetto. Ma qui, sostengono con orgoglio i partecipanti, non si nega più nulla: il corpo non è separato dal laboratorio.
L'unico atleta per ora ad aggiudicarsi il bonus di 1 milione di dollari per aver nuotato più velocemente del record del mondo è stato Kristian Gkolomeev, che ha nuotato i 50 metri stile libero in 20,81 secondi. Il record del mondo maschile dei 50 metri stile libero, di 20,88 secondi, è stato stabilito due mesi fa in una competizione ufficiale da Cameron McEvoy.
此内容由惯性聚合(RSS阅读器)自动聚合整理,仅供阅读参考。 原文来自 — 版权归原作者所有。