Il Consiglio dell'Ue ha deciso di prorogare di un anno, fino al 28 maggio 2027, il quadro delle sanzioni nei confronti dei responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani, della repressione della società civile e dell'opposizione democratica, nonché del minare la democrazia e lo Stato di diritto in Russia. Attualmente, le misure restrittive dell'Ue si applicano a 72 persone fisiche e a un'entità giuridica.
Le persone fisiche e giuridiche incluse nell'elenco delle sanzioni dell'Ue sono soggette al congelamento dei beni. Ai cittadini e alle imprese dell'Ue è vietato mettere a loro disposizione fondi. A tali persone fisiche è inoltre imposto un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell'Ue. L'Ue rimane ferma nella sua condanna delle violazioni dei diritti umani e delle repressioni in Russia ed è profondamente preoccupata per il continuo deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese, soprattutto nel contesto della guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l'Ucraina.
"Le minacce della Federazione russa di rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia (Cig) per presunte violazioni dei diritti dei cittadini di lingua russa nei Paesi baltici rientrano in una strategia di sistematica disinformazione lungo periodo di Mosca". Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna. Tsahkna ha ricordato che fin dal 1991 la Russia ha utilizzato analoghi argomenti per giustificare il proprio intervento fuori dai confini dello Stato. Il ministro ha inoltre ribadito che la principale ragione per cui Mosca ha iniziato ad accusare i Paesi baltici è la necessità di distrarre l'attenzione dalle sue gravi violazioni delle norme del diritto internazionale in Ucraina e dagli scarsi risultati ottenuti nel corso del conflitto.

















