NEW YORK – Il “ministro crociato” dell’amministrazione americana, Pete Hegseth, continua a essere il punto debole di Donald Trump. E l’opposizione vuole approfittarne. I democratici del Congresso hanno annunciato la presentazione della richiesta di impeachment, cioè l’incriminazione formale prevista dalla Costituzione, del capo del Pentagono, accusato di essere al centro di negligenze, violazioni e abusi di potere. Una risoluzione di sette pagine elenca sei capi d’accusa, che vanno dai presunti crimini di guerra alla legalità degli attacchi all’Iran e allo scandalo “Signalgate”.
Sebbene la richiesta non ha possibilità di passare alla Camera, guidata dalla maggioranza repubblicana, mostra la strategia della minoranza di mettere in difficoltà l’ex conduttore di Fox News, in passato con problemi di dipendenza dall’alcol e accusato di abusi sessuali. Rappresentante dell’ala cristiano nazionalista del governo, il corpo coperto da tatuaggi che evocano le crociate, Hegseth è anche quello che per primo ha dato una connotazione religiosa alla guerra all’Iran, sostenendo che fosse stata fatta in nome di Dio. Ma è anche mal sopportato dai vertici militari, che in lui vedono solo un fanatico. La deputata democratica dell’Arizona Yassamin Ansari ha annunciato la presentazione degli articoli per l’impeachment, assieme ad altri otto colleghi di partito, e con l’appoggio di gruppi progressisti e pacifisti.
Il primo capo d’accusa riguarda l’aver lanciato una “guerra non autorizzata contro l’Iran”, avviata senza il via libera del Congresso, e “aver messo in grave pericolo le forze armate”. Il secondo accusa Hegseth di aver condotto “operazioni criminali”, abbassando gli standard per la tutela dei civili e aver promosso una condotta militare più aggressiva, in violazione degli accordi di Ginevra. Il riferimento è al bombardamento del 28 febbraio della scuola elementare di Minab, nel sud dell’Iran, dove morirono più di 160 bambini. Nel testo viene citata anche la frase “uccideteli tutti”, ordine attribuito al capo del Pentagono per gli attacchi ai presunti narcotrafficanti nei Caraibi. Il terzo articolo cita lo scandalo “Signalgate”, legato all’uso improprio della app di messaggistica in cui Hegseth aveva condiviso dati sensibili di un raid militare in Yemen, senza rendersi conto che nel gruppo era stato inserito per errore un giornalista.
Il quarto accusa il capo del Pentagono di mancanza di trasparenza con il Congresso “omettendo fatti rilevanti”, come i dati sulle vittime civili. Il quinto accusa Hegseth di “aver politicizzato le Forze armate”, mentre l’ultimo critica il segretario alla Difesa per aver “gettato discredito” sull’esercito, emarginando le minoranze e le donne, e aver “messo a rischio la postura” delle alleanze, sostenendo la posizione del presidente di voler ritirare gli Usa dalla Nato. I repubblicani faranno muro, ma i dem puntano a lanciare un avvertimento in vista delle elezioni di novembre per il rinnovo del Congresso, quando i progressisti potrebbero conquistare la maggioranza.


























