Mentre sul campo si alza il livello dello scontro, il Consiglio europeo condanna gli attacchi di Mosca ai siti Unesco di Kiev. La volontà è quella di aprire un canale diplomatico con Putin e per farlo Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, è ritenuto dalla maggior parte dei 27 il “rappresentante naturale”. Per Zelensky la cattiva notizia è che l’iter di adesione del suo Paese all’Ue non avrà accelerazioni fuori dai canoni.
Per molti leader Costa “naturale rappresentante dell’Ue”
Al Consiglio europeo i leader Ue hanno avuto una discussione sui futuri negoziati di pace e su come organizzarsi a livello europeo per questo. Nella discussione, iniziata con Zelensky presente, e poi è continuata senza di lui, è emerso l'orientamento che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, veda il suo ruolo come quello di mantenere l'unità, ed è pronto a svolgere questo ruolo, nessuno avrebbe obiettato. Diversi leader hanno detto che era lui "la persona naturale" per rappresentare l'Unione come dicono i trattati, e questo è anche nelle conclusioni del Consiglio. Quanto ai contatti dello staff di Costa con il Cremlino, "non si parla ancora di negoziati", ma semplicemente di voler "aprire un canale di comunicazione attraverso un breve contatto di scarsa sostanza". Costa avrebbe anche avuto contatti con diversi leader Ue ma non servirebbe alcun mandato, in quanto c'è "un mandato chiaro dato dalle conclusioni del Consiglio europeo e dal ruolo istituzionale che il presidente del Consiglio europeo svolge. Non c'è alcun negoziato, anche perché, viene spiegato, non è ancora il momento e il comportamento di Putin non sembra tradursi in una reale volontà di negoziare”.
L’Ue frena sull’adesione dell’Ucraina
"Il Consiglio europeo accoglie con favore lo svolgimento della Conferenza intergovernativa sull'adesione dell'Ucraina all'Unione europea e l'apertura del cluster sui fondamentali avvenuta il 15 giugno 2026 e attende con interesse l'avvio degli altri gruppi tematici, in linea con l'approccio basato sul merito". È quanto si legge nel testo finale delle conclusioni del vertice dei leader Ue. Rispetto alle bozze circolate alla vigilia del summit, tuttavia, i capi di Stato e di governo hanno rimosso il riferimento temporale che impegnava l'Unione ad aprire i successivi cluster negoziali "il prima possibile". Nel testo definitivo, i Ventisette si limitano ad affermare che il Consiglio "auspica l'apertura degli altri cluster, in linea con l'approccio basato sul merito", frenando così sul pressing per un'accelerazione del processo di integrazione europea di Kiev. Il risultato è stato rivendicato dal primo ministro ungherese Péter Magyar. "Su mia iniziativa, all'ultimo momento è stata eliminata dal testo la clausola che faceva riferimento all'accelerazione dell'adesione. Non è stato facile", ha scritto su X.
Il Consiglio europeo condanna l’attacco russo a sito Unesco di Kiev
Il Consiglio europeo "condanna fermamente la recente e grave escalation da parte della Russia, compresi gli attacchi missilistici e con droni su larga scala contro i civili in Ucraina" e i recenti attacchi contro il sito patrimonio Unesco di Pechersk Lavra di Kiev. quanto si legge nel testo di conclusioni sull'Ucraina approvato al Consiglio europeo in corso a Bruxelles. I leader Ue hanno condannato anche il comportamento "sempre più aggressivo, sconsiderato e irresponsabile nei confronti degli Stati membri, tra cui la manipolazione e l'interferenza di informazioni straniere e le minacce contro la presenza diplomatica europea in Ucraina", continua il testo. Il recente incidente che ha coinvolto un drone russo che ha colpito un edificio in Romania, così come incidenti simili in altri Stati membri, si legge ancora nelle conclusioni, "sono una diretta conseguenza della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e minacciano la sicurezza dei cittadini dell'Ue e la stabilità regionale". Il Consiglio europeo condanna infine "le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri e sottolinea che la Russia è pienamente responsabile delle conseguenze del suo comportamento di escalation e delle sue continue azioni militari".





















