




















Punti chiave
L’Idf dichiara “zona militare chiusa” la costa vicino al confine con il Libano
L'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" un'area costiera che si estende per 5,7 chilometri dal confine con il Libano. Lo riporta Haaretz secondo cui l'Idf ha affermato di aver emesso l'ordine questa sera "a seguito di una valutazione della situazione", aggiungendo che "l'accesso all'area è severamente vietato". La zona interdetta si estende dalla località di confine di Rosh Hanikra, dove un drone di Hezbollah ha ferito tre persone, fino alla città costiera di Nahariya, nel nord di Israele
Onu: “Nuovi attacchi israeliani vicino ai caschi blu in Libano”
In Libano continuano gli attacchi ai caschi blu da parte delle forze israeliane. Lo ha riferito il portavoce dell'Onu Farhan Haq. "Tre colpi di mortaio sparati dalle forze di difesa israeliane sono caduti a circa 70 metri a sud-ovest di una postazione della missione Unifil vicino a Rumaysh, nel Settore Ovest", ha detto il portavoce. "Nelle prime ore di questa mattina - ha aggiunto - i caschi blu hanno segnalato un colpo all'interno e un altro nelle vicinanze di una postazione Onu ad Al Bayyadah, nel Settore Ovest". Ma ci sono anche altri episodi segnalati nell'area. "Ieri, il movimento dei caschi blu dell'Unifil è stato ostacolato due volte dalle forze israeliane. A sud-ovest di Al Bayyadah, un carro armato ha fermato i caschi blu che stavano scortando la Croce Rossa Libanese, puntando il cannone principale verso il convoglio e ordinando loro di lasciare l'area; il convoglio ha poi potuto proseguire"
Trump rivela scambio con la Cina, petrolio per stop armi iraniane
Le dichiarazioni rilasciate dal presidente statunitense, Donald Trump, dopo l'incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping, hanno rivelato un do ut des non annunciato, che prevede la concessione di esenzioni dalle normative statunitensi alle compagnie petrolifere cinesi in cambio dell'impegno della Cina a interrompere le forniture di armi all'Iran. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, di ritorno a Washington da Pechino dopo i colloqui del 14 e 15 maggio, Trump ha rivelato l'impegno degli Stati Uniti a revocare tutte le sanzioni statunitensi contro le compagnie petrolifere cinesi che acquistano petrolio iraniano, in cambio della rinuncia da parte della Cina ad armare Teheran
Medici Gaza: “Tre morti e 20 feriti nel raid contro il leader di Hamas a Gaza”
Medici di Gaza affermano che almeno tre persone sono morte e 20 sono rimaste ferite negli attacchi aerei che hanno colpito un appartamento e un veicolo prendendo di mira il capo militare di Hamas a Gaza, Izz al-Din Haddad. Lo scrive il Times of Israel, secondo cui non è immediatamente chiaro se Haddad sia tra le vittime. In precedenza, un funzionario israeliano ha dichiarato ai media che Israele ritiene che l'attacco sia andato a buon fine
Partiti i due cacciamine italiani, diretti a Gibuti
Sono partiti da Augusta - a quanto si apprende - i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire nello Stretto di Hormuz a tregua consolidata. Le due unità, il 'Crotone' e il Riminì, sono inizialmente diretti a Gibuti, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Servirà quasi un mese di navigazione ai due cacciamine per raggiungere il Golfo
Israele: “Ucciso il massimo capo militare di Hamas a Gaza
Il governo israeliano ha annunciato l'eliminazione di Izz al-Din al-Haddad, il comandante militare di Hamas a Gaza. "Abbiamo ucciso Al-Haddad, comandante del braccio armato di Hamas nella Striscia di Gaza", hanno dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Israel Katz, in una nota pubblicata dai media israeliani. Al-Haddad era uno degli "architetti" degli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele, aggiunge la nota, e si era rifiutato di attuare l'accordo promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il disarmo di Hamas. Ancora nessuna reazione dal movimento islamista
Prorogata di 45 giorni la tregua Israele-Libano
Il "cessate il fuoco” tra Israele e Libano è stato prorogato di 45 giorni. Lo annuncia il Dipartimento di Stato americano. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato che la proroga è stata concordata dopo due giorni di colloqui "altamente produttivi" tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti. Pigott ha dichiarato che il Dipartimento riprenderà i negoziati "sul piano politico" il 2 e 3 giugno, mentre un "piano di sicurezza" sarà avviato al Pentagono il 29 maggio con delegazioni militari israeliane e libanesi. "Ci auguriamo che questi colloqui promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale, e la creazione di una sicurezza autentica lungo il confine condiviso", ha dichiarato in un post su X
Media Israele: “LIdf pronto a riprendere la guerra contro l'Iran”
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato alla tv israeliana Channel 12 che Gerusalemme si sta preparando all'imminente ripresa della guerra contro l'Iran. "Gli americani capiscono che i negoziati con l'Iran non stanno portando da nessuna parte", ha affermato il funzionario, rimasto anonimo. "Ci stiamo preparando a giorni o settimane di combattimenti e attendiamo la decisione finale di Trump. Ne sapremo di più tra 24 ore", ha aggiunto il funzionario
Israele ordina l’evacuazione di alcune aree di Tiro, in Libano
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione di alcune aree della città libanese di Tiro, in vista di un imminente attacco. Il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, ha pubblicato su X una mappa con segnate le zone da evacuare, che sarebbero in prossimità di edifici utilizzati da Hezbollah
Katz sul raid contro il leader di Hamas a Gaza: “Prima o poi Israele vi troverà”
"Questo è un messaggio a tutti coloro che mettono in pericolo le nostre vite: prima o poi vi troveremo". Lo ha dichiarato in un post su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, confermando di aver dato ordine insieme al primo ministro, Benjamin Netanyahu, di condurre raid nella Striscia di Gaza contro Izz al-Din al-Haddad, indicato da Israele come uno dei principali leader del braccio armato di Hamas e tra gli "architetti" dell'attacco del 7 ottobre. Secondo Katz, al-Haddad sarebbe stato responsabile "dell'uccisione, del rapimento e del ferimento di migliaia di civili israeliani e soldati dell'Idf" durante l'attacco del 7 ottobre. Il ministro lo ha inoltre accusato di aver detenuto gli ostaggi israeliani "con estrema crudeltà", di aver ordinato attacchi contro le forze israeliane e di aver rifiutato il piano promosso dal presidente americano, Donald Trump, per il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza. "Continueremo ad agire con forza e determinazione contro chiunque abbia preso parte al massacro del 7 ottobre", ha aggiunto il ministro
Raid Idf per colpire il capo di Hamas a Gaza, probabilmente ucciso
Un alto funzionario della sicurezza israeliana ha dichiarato che vi sono "prime indicazioni" che il leader di Hamas, Izz al-Din al-Haddad, sia stato ucciso poco fa in un raid aereo a Gaza City. Lo riporta il Times of Israel. L'esercito non ha ancora commentato l'attacco, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato di aver ordinato all'Idf di uccidere Haddad. Secondo quanto riferito da Channel 12 Netanyahu e Katz avrebbero dato l'ordine di uccidere Haddad nei giorni scorsi, una volta appurato che l'uomo rappresentava un ostacolo agli sforzi per convincere Hamas a disarmarsi
Raid Idf su Gaza, media: “Ucciso il leader di Hamas Haddad”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto un raid aereo sulla Striscia di Gaza con l'obiettivo di uccidere Izz al-Din Haddad, leader di Hamas nell'enclave palestinese. Lo riporta il sito di Haaretz. Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato al sito di Ynet che il tentato assassinio si è concluso con successo
Trump: “Potremmo distruggere la rete elettrica in due giorni”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista a 'Fox News' di non aver sottovalutato le capacità dell'Iran. Alla domanda se avesse valutato male la resistenza dell'Iran, Trump ha risposto: "Non ho sottovalutato nulla. Li abbiamo colpiti incredibilmente duramente. Guardate, non abbiamo toccato i loro ponti. Non abbiamo toccato nemmeno le loro reti elettriche. Possiamo distruggere tutto in due giorni". Alla domanda su quando finirà, Trump ha risposto: "La guerra del Vietnam è durata 19 anni. Quella dell'Iraq circa un decennio. Quella di Corea sette anni. Un'altra 14 anni. Un'altra 12 anni. Un'altra ancora nove anni"
Wang Yi: “Trump capisce la nostra posizione su Taiwan”
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che Pechino percepisce che il Presidente Donald Trump comprende la posizione della Cina su Taiwan. "Durante l'incontro abbiamo percepito che la parte statunitense comprende la posizione della Cina e attribuisce importanza alle sue preoccupazioni, e, come la comunità internazionale, non appoggia nè accetta che Taiwan si muova verso l'indipendenza", ha dichiarato Wang ai media statali cinesi, al termine del vertice dei leader. "La questione di Taiwan è la questione più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti; influenza la situazione nel suo complesso", ha ribadito Wang. "Ci auguriamo che la parte statunitense rispetti il principio di una sola Cina e i tre comunicati congiunti sino-americani e adempia ai propri obblighi internazionali". Il "principio di una sola Cina" si riferisce alla posizione della Cina secondo cui Taiwan fa parte del suo territorio e che desidera "riunificare", nonostante non abbia mai controllato l'isola democratica e autogovernata. Washington mantiene solide relazioni non ufficiali con Taiwan
Trump avverte Taiwan: “Non proclami l’indipendenza, provocherà una guerra”
Di rientro dalla visita di Stato in Cina, il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento alla leadership di Taiwan: "Non voglio che qualcuno dichiari l'indipendenza e che gli Usa debbano percorrere 15.000 chilometri per andare in guerra". Per Trump, che ha affrontato il tema durante un’intervista a Fox News, nella politica degli Stati uniti verso Taiwan “non è cambiato nulla. Voglio che si calmino. Voglio che la Cina si calmi", ha detto Trump che poi ha evitato di prendere impegni sulla vendita di armi all’isola. "Non vogliamo scatenare guerre. Se si mantenesse lo status quo, credo che la Cina non avrebbe nulla da obiettare. Ma non vogliamo che qualcuno si senta autorizzato a dire: 'Dichiariamo l'indipendenza, tanto gli Stati Uniti ci coprono le spalle’".
Hormuz, per la Cina “il dialogo è la sola via” per riaprire lo Stretto
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che Pechino ritiene che una soluzione ai problemi nello Stretto di Hormuz "risieda nel raggiungimento di un cessate il fuoco permanente e globale" tra Washington e Teheran. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, Wang ha affermato che il presidente Xi, nei suoi colloqui con Trump, ha sottolineato "che la forza non risolve i problemi e che il dialogo è l'unica strada giusta".
Brics, l’Iran accusa gli Emirati di aver bloccato la dichiarazione finale
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero "bloccato" una dichiarazione congiunta dei Brics. Araghchi non ha fornito dettagli specifici sulle parti contestate dagli Emirati, limitandosi a dichiarare che "la dichiarazione finale della riunione ministeriale dei Brics è stata bloccata, o almeno in parte, da uno Stato membro che intrattiene relazioni speciali con Israele".
I Brics comprendono Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Etiopia, Egitto, Iran, Emirati Arabi Uniti e Indonesia. Il ministro iraniano ha aggiunto: "Non abbiamo problemi con quel determinato Paese. Non sono stati il nostro obiettivo nella guerra in corso. Abbiamo colpito solo basi e installazioni militari americane, che purtroppo si trovano sul loro territorio". Ha inoltre sostenuto che "l'unico motivo per cui hanno interrotto la dichiarazione finale è stato il loro sostegno a Israele e agli Stati Uniti nella loro aggressione contro l'Iran". Araghchi ha infine espresso l'auspicio che nei prossimi vertici si arrivi a una maggiore convergenza. "L'Iran è un Paese vicino. Dobbiamo convivere. Abbiamo convissuto per secoli e dovremo continuare a farlo per i secoli a venire".
Rimpatriati i marinai di Pakistan e Iran che erano a bordo delle navi sequestrate dagli Stati Uniti
Undici cittadini pakistani e venti cittadini iraniani, che si trovavano a bordo di navi sequestrate dagli Stati Uniti in alto mare, sono stati rimpatriati. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar.
Araghchi: “Su uranio posizioni distanti con gli Usa, discussione rinviata”
"L'argomento del nostro materiale arricchito è molto complesso. Siamo giunti alla conclusione, insieme agli americani, che poiché è molto difficile e ci troviamo quasi in una situazione di stallo su questo punto specifico, è opportuno rimandarlo alle fasi successive dei nostri negoziati". Così, parlando dell'uranio arricchito iraniano, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi, nel corso di una conferenza stampa a New Delhi, riportata dall'agenzia russa Tass.
Trump accusa di tradimento i giornalisti al seguito sull’Air Force One
Il presidente degli Usa Donald Trump, a bordo dell'Air Force One, ha dato dei "traditori" ai giornalisti al suo seguito dopo una domanda sgradita sull'Iran. Un cronista aveva chiesto a Trump conto delle notizie di intelligence secondo le quali le forze armate e gli arsenali di Teheran non sarebbero affatto stati distrutti come sostiene Washington.
"Dovreste vergognarvi. Credo proprio che sia tradimento", ha tuonato il presidente americano: "Scrivete che la guerra sta andando bene per loro, quando non hanno né marina, né aviazione, né alcuna capacità di difesa contro nulla. Tra l'altro,abbiamo distrutto l'85% della loro produzione di missili".
"Abbiamo ottenuto una vittoria militare totale, ma le notizie false, gente come te le scrivono in modo errato. Sei un impostore", ha proseguito Trump rivolto a un giornalista. "Credo proprio che quello che scrivi sia una sorta di tradimento, ma direi che voi del New York Times e della Cnn siete i peggiori. E tutti sanno che è per questo che i vostri abbonati sono crollati".
Hormuz, la portaerei francese de Gaulle arrivata nel Mar Arabico
La portaerei francese Charles de Gaulle e la sua scorta sono arrivate "sul posto" nel Mar Arabico, dove sono posizionate nel caso in cui venga lanciata una missione "neutrale" per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, ha annunciato giovedì la viceministra francese agli Armamenti Alice Rufo. "Ha attraversato il Canale di Suez, si è diretta verso il Mar Arabico ed è sul posto, ma non nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Rufo in un'intervista a Bfm Tv. "Fin dall'inizio, la posizione della Francia è stata quella di offrire la possibilità di ripristinare la libertà di navigazione marittima nello stretto, ma in modo non offensivo, bensì esclusivamente difensivo e in conformità con il diritto internazionale", ha aggiunto. L'ammiraglia della flotta francese ha attraversato il Canale di Suez il 6 maggio prima di effettuare una sosta di diversi giorni a Gibuti, dove la Francia mantiene una base di supporto. "La sua presenza nella regione del Golfo ci fornisce i mezzi per valutare la situazione e per avere voce in capitolo nell'equazione diplomatica regionale e globale", ha spiegato la viceministra.
Trump: “Potremmo intervenire di nuovo in Iran per fare pulizia”
Gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare "un po’ di pulizie". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, ai cronisti sull'Air Force One.
"Abbiamo spazzato via le loro forze armate di fatto", ha detto Trump, "potremmo dover fare un pò di pulizie perchè abbiamo avuto un piccolo cessate il fuoco di un mese". Il presidente americano ha quindi affermato di aver accettato una tregua "per fare un favore al Pakistan" anche se lui personalmente non era dell'idea.
Merz: “Buon colloquio con Trump, Teheran riapra lo Stretto”
"Ho avuto un buon colloquio telefonico con il Presidente degli Stati Uniti, di rientro dalla sua visita in Cina. Abbiamo concordato sul fatto che l'Iran deve venire a sedere al tavolo negoziale ora, deve aprire lo Stretto di Hormuz. A Teheran non deve essere concesso di possedere armi nucleari". A scriverlo, su X, è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Abbiamo anche discusso di una soluzione pacifica per l'Ucraina e coordinato le nostre posizioni in vista del vertice Nato di Ankara. Stati Uniti e Germania sono partner forti in una Nato forte".
Trump: “Lanciamissili iraniani in gran parte eliminati”
I lanciamissili iraniani sono stati "in gran parte eliminati". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato come "false" le notizie secondo cui l'Iran avrebbe conservato una parte consistente dei suoi lanciatori missilistici. "Li colpivamo come fossero una 'pentolaccia'", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che gli Stati Uniti avrebbero rapidamente neutralizzato i rimanenti qualora fossero tornati in Iran.
Trump: “Cessate il fuoco è un favore al Pakistan, io non l’avrei mai fatto”
"Abbiamo fatto il cessate il fuoco su richiesta degli altri Paesi, io non l'avrei fatto altrimenti". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, rispondendo a domande sull'Iran a bordo dell'Air Force One. "Abbiamo fatto un favore ai pakistani, che sono persone splendide", ha aggiunto.
Trump: “Sufficienti 20 anni allo stop dell’attività nucleare di Teheran”
Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di accettare un accordo con l'Iran che preveda uno stop di 20 anni all'attività nucleare. "Vent'anni sono sufficienti - ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One - ma serve un certo livello di garanzie.. devono essere veri 20 anni".
Trump: “Xi è fermamente convinto che l’Iran non possa avere l’arma nucleare”
Il presidente americano Donald Trump ha definito "molto interessante" la posizione dell'omologo cinese Xi Jinping sull'Iran. "E' fermamente convinto che non debba possedere un'arma nucleare - ha riferito ai giornalisti a bordo dell'Air Force One - e vuole che aprano lo Stretto di Hormuz. Ma come ha detto sorridendo, 'loro hanno chiuso lo Stretto, voi avete chiuso loro'".
Trump: “Discusso con Xi della denuclearizzazione”
Trump ha detto di aver discusso con Xi della denuclearizzazione, ma ha rifiutato di fornire dettagli
Trump: “Non ho assunto alcun impegno su Taiwan”
Trump ha detto che lui e Xi “hanno parlato molto di Taiwan” a Pechino. “Non ho assunto alcun impegno su Taiwan”, ha aggiunto parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Trump ha specificato che hanno discusso della vendita di armi a Taiwan e che “prenderà decisioni” sul tema.
Iran: “Nostro uranio trasferito in Russia? Ne parleremo, ma non ora”
L'Iran è interessato a discutere la proposta della Russia di acquisire l'uranio altamente arricchito attualmente in possesso di Teheran per risolvere il braccio di ferro sul nucleare, ma "non ora". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, parlando in una conferenza stampa a New Delhi al termine di una riunione dei Paesi Brics. "Ho incontrato il presidente Vladimir Putin e, tra le altre cose, abbiamo discusso questa questione", ha dichiarato Araghchi rispondendo alla domanda di un giornalista dell'agenzia russa Tass. "Questo argomento verrà discusso con la parte russa, ma più avanti, non ora", ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana, che il 27 aprile scorso ha incontrato Putin a San Pietroburgo
Media, Teheran ha ricevuto risposta Usa che respinge completamente la proposta iraniana
Teheran ha ricevuto ufficialmente la risposta degli Stati Uniti, che "respinge completamente" la proposta presentata dalla Repubblica islamica nell'ambito dei negoziati. Lo riferisce al Jazeera, citando fonti iraniane, secondo cui Teheran aveva incluso cinque condizioni da soddisfare prima di avviare i negoziati sul nucleare: la fine della guerra su tutti i fronti; la revoca di tutte le sanzioni; lo sblocco dei beni congelati; il risarcimento per i danni e le perdite di guerra; e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
Araghchi: “Aperti ad aiuto Cina per soluzione del conflitto”
"Qualsiasi cosa farà la Cina per aiutare la situazione sarà benvenuta". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, citato da Iran International, durante una conferenza stampa a New Delhi al termine della ministeriale dei Paesi Brics.
Droni Hezbollah contro Israele, Idf bombarda zona Tiro
Mentre a Washington le delegazioni israeliana e libanese si preparano al secondo giorno di colloqui diretti, in Medio Oriente continua lo scambio di fuoco. Diversi droni esplosivi lanciati da Hezbollah hanno colpito il territorio israeliano, vicino al confine con il Libano, facendo scattare le sirene in diverse comunità della Galilea occidentale ma non si sono registrati feriti. L'Idf ha condotto una serie di raid aerei contro siti infrastrutturali del gruppo sciita filo-iraniano nella zona di Tiro, sulla costa meridionale del Libano, per i quali in precedenza aveva emesso un avviso di evacuazione. Ieri un colpo di mortaio ha ucciso un soldato israeliano, il 20enne Negev Dagan, nella zona del fiume Litani, durante scontri con Hezbollah. E' di 19 militari uccisi il bilancio finora della guerra di Israele contro Hezbollah in Libano. Nel Paese è formalmente in vigore un cessate il fuoco che tuttavia viene quotidianamente violato sia dall'Idf che dal gruppo sciita filo-iraniano.
Teheran: “Hormuz rimane aperto per navi amiche”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, al termine del vertice dei ministri degli Esteri dei Brics, che lo Stretto di Hormuz rimane aperto al traffico commerciale proveniente dai paesi amici, e che alle navi è stato chiesto di coordinare il passaggio con le forze iraniane per garantire un transito sicuro. "Lo Stretto di Hormuz, per quanto ci riguarda, non è chiuso, soprattutto per i paesi amici", ha dichiarato Araghchi in un'intervista ai media indiani. "Alle navi appartenenti a tutti gli altri paesi viene solo chiesto di coordinare il loro passaggio con le nostre forze armate".
Media, Usa annunceranno proroga tregua in Libano e piano intenti
Al termine dei due giorni di colloqui a Washington tra Israele e Libano, gli Stati Uniti dovrebbero rilasciare una dichiarazione riassuntiva degli incontri avvenuti e annunciare una proroga del cessate il fuoco, insieme a una "dichiarazione d'intenti". E' quanto riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah, secondo il quale la dichiarazione si concentrerà su un meccanismo per un graduale ritiro israeliano, in parallelo con l'avvio da parte del Libano di un processo globale di disarmo del gruppo sciita filo-iraniano. Secondo Al-Akhbar, Washington ha discusso con Tel Aviv di "linee guida generali di un piano concreto" da attuare con le autorità di Beirut, nell'ambito degli sforzi per separare la questione libanese da un possibile accordo con l'Iran.
Iran: “Messaggi contraddittori da Usa complicano negoziati”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che i "messaggi contraddittori" inviati dagli Stati Uniti stanno complicando i negoziati. In dichiarazioni riportate dall'emittente iraniana Irib, Araghchi ha dichiarato che l'Iran non è responsabile delle interruzioni nello Stretto di Hormuz e che Teheran non ha iniziato la guerra, limitandosi a difendersi. Araghchi ha ribadito la posizione dell'Iran secondo cui lo Stretto è ora aperto alle navi dei "paesi amici", a condizione che si coordinino con le autorità iraniane, ed è chiuso solo ai "nemici" di Teheran.
Lavrov ad Araghchi, avanti tregua e diplomazia con Usa
Nel suo incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov ha sottolineato l'importanza di mantenere il cessate il fuoco e gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
"La parte russa ha sottolineato l'importanza di mantenere il cessate il fuoco e la fragile tregua, nonchè di evitare l'interruzione degli sforzi politici e diplomatici per raggiungere un accordo globale iraniano-americano che apra la strada a una normalizzazione duratura e sostenibile della situazione nella regione", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata a seguito dell'incontro di Lavrov con Araghchi a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a New Delhi. Lavrov "ha ribadito la volontà della Russia di fornire buoni servizi alle parti nella ricerca e nell'attuazione di soluzioni reciprocamente accettabili", si legge nel comunicato. I due hanno anche discusso "aspetti attuali della cooperazione bilaterale" e "hanno riaffermato la loro reciproca determinazione a rafforzare costantemente il partenariato strategico globale tra i due paesi amici", ha aggiunto il ministero.
Media Israele, il capo dell'Idf Zamir ha visitato gli Emirati durante la guerra
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, avrebbe visitato gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l'Iran. Secondo l'emittente pubblica Kan, Zamir era accompagnato da altri ufficiali militari. Durante la visita, Zamir ha incontrato funzionari emiratini, tra cui il presidente Sheikh Mohammed bin Zayed, riferisce Kan. La notizia arriva dopo che il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato mercoledì di aver visitato gli Emirati Arabi Uniti anche durante la guerra con l'Iran, affermazione smentita dagli Emirati Arabi Uniti. È stato inoltre riferito che i capi dello Shin Bet e del Mossad hanno visitato la nazione del Golfo durante la guerra.
Trump: “Con l'Iran non avrò molta più pazienza”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un'intervista notturna al programma 'Hannity' di Fox News, ha affermato che la sua pazienza nei confronti dell'Iran si sta esaurendo, dopo aver discusso ieri con il presidente cinese Xi Jinping proprio sulla guerra tra Usa e Teheran. "Dovrebbero trovare un accordo", ha aggiunto il tycoon riferendosi ai dissidi dentro i vari poteri iraniani. Sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito dell'Iran, Trump ha minimizzato. "In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro, però", ha affermato.
Smotrich: “Giunto momento di cancellare differenze tra aree A, B e C in Cisgiordania”
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha dichiarato ieri, durante un incontro per la Giornata di Gerusalemme, che "è giunto il momento di cancellare, in modo permanente, le linee che distinguono le aree A, B e C", secondo quanto riportato dai media israeliani. Secondo gli Accordi di Oslo II, firmati nel 1995 da Israele e dall'Autorità Palestinese, la Cisgiordania è divisa in tre aree: A, B e C. L'area C è sotto il pieno controllo israeliano, l'area B è sotto il controllo civile palestinese e la sicurezza israeliana, mentre l'area A è sotto il pieno controllo palestinese. Le dichiarazioni sono state rilasciate presso la yeshiva Mercaz Harav, un'istituzione fondamentale del sionismo religioso. Rivolgendosi agli studenti, il ministro di estrema destra ha affermato: "La nazione di Israele sta tornando a casa, e questa volta per sempre".
Xi: “Con Trump raggiunto importanti intese”
Con Donald Trump "abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull'espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull'affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni". Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, a proposito della visita di Stato di tre giorni in Cina del presidente Usa Donald Trump. Lo riportano i media cinesi. Xi ha aggiunto che le due parti hanno anche concordato di rafforzare la comunicazione e il coordinamento su questioni internazionali e regionali. La visita è utile per migliorare la comprensione reciproca, approfondire la fiducia reciproca e migliorare il benessere dei due popoli, ha detto Xi.
Trump ha lasciato Pechino, saluta con il segno della vittoria
Il presidente Donald Trump ha lasciato Pechino per tornare negli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn. L'Air Force One è decollato dall'aeroporto internazionale di Pechino pochi minuti fa, dopo una cerimonia di saluto sulla pista.
Trump ha alzato il pugno in segno di vittoria mentre saliva a bordo dell'aereo, mentre persone vestite di blu sventolavano bandiere statunitensi e cinesi e applaudivano.
Trump riparte da Pechino
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è ripartito da Pechino. Prima di imbarcarsi sull’Air Force One ha parlato brevemente con il ministro degli Esteri cinese.
Israele emette avviso di evacuazioni per vari villaggi nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione "urgente" per diversi villaggi libanesi nei pressi di Tiro, nel Libano meridionale, in vista degli attacchi contro Hezbollah. Lo scrive Times of Israel.
"Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, l'Idf è costretto ad agire con la forza e non intende arrecare danno a voi", avverte il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
Usa-Cina: Trump, con Xi visione simile per fine guerra in Iran
Gli Stati Uniti e la Cina condividono una visione "molto simile" sulle modalità per porre fine al conflitto in Iran e per ottenere l'immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump prima del pranzo di lavoro con l'omologo cinese Xi Jinping a Zhongnanhai, il complesso della leadership comunista a Pechino.
"Abbiamo parlato dell'Iran. Vogliamo che la guerra finisca, non vogliamo che abbiano un'arma nucleare e vogliamo che lo stretto venga riaperto", ha affermato l'inquilino della Casa Bianca, commentando gli sviluppi del conflitto esploso a fine febbraio a seguito dell'offensiva militare congiunta di Washington e Israele
Pechino, serve una riapertura delle rotte marittime il prima possibile
Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito la necessità di mantenere il cessate il fuoco nella guerra in Iran, riaffermando che il conflitto non avrebbe mai dovuto iniziare e che le rotte marittime devono essere riaperte il prima possibile. Lo ha affermato un portavoce del ministero, secondo quanto riferito dalla Cctv.
"Questa guerra, che non avrebbe mai dovuto verificarsi, non ha motivo di continuare", ha affermato il portavoce, e "trovare una soluzione rapida andrebbe a vantaggio sia degli Stati Uniti che dell'Iran, nonché dei Paesi della regione e del mondo nel suo complesso".
Iran: Trump e l'uranio di Teheran, "lo useremo per l'ottica"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suggerito che la caccia all'uranio arricchito iraniano fosse principalmente una questione di immagine politica, dopo che Israele l'aveva indicata come obiettivo. "In realtà mi sentirei meglio se lo ottenessi, ma credo che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro", ha detto Trump al conduttore di Fox News Sean Hannity in un'intervista dalla Cina trasmessa giovedì sera negli Stati Uniti.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che insieme a Trump ha ordinato l'attacco all'Iran a partire dal 28 febbraio, ha dichiarato in una recente intervista che la guerra "non è finita" perchè il materiale nucleare sensibile "deve essere portato fuori" dal Paese.
Nyt, attacchi diretti all'Iran di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti durante il conflitto
In risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato direttamente obiettivi in Iran nel corso il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, secondo cui si tratterebbe della prima volta di un'azione del genere da parte dei due Paesi arabi contro Teheran, in base a quanto riferito da alti funzionari americani in carica e in pensione.
Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica o sugli obiettivi degli attacchi, che sarebbero stati condotti in modo indipendente. Né l'Arabia Saudita né gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato le ricostruzioni.
L'Iran ha ripetutamente attaccato obiettivi in entrambi i Paesi, in risposta all'azione militare di Usa e Israele, causando danni significativi. Le forze armate americane mantengono basi sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti.
Arabia Saudita e Iran si contendono da tempo il predominio nella regione. La rivalità è alimentata anche dal conflitto tra l'Islam sunnita in Arabia Saudita e l'Islam sciita in Iran.
Anche le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Iran sono tese. Il Paese arabo è un importante alleato Usa e ha recentemente normalizzato le sue relazioni con Israele, acerrimo nemico dell'Iran.
Usa, ripresi colloqui tra Israele e Libano per estendere il cessate il fuoco
Gli Stati Uniti hanno cercato favorire un'estensione del fragile cessate il fuoco tra Israele e Libano, considerato ancora in vigore malgrado le centinaia di morti causate dai raid israeliani, in vista della scadenza di domenica. Da Pechino il presidente Donald Trump si è detto ottimista sugli sforzi della Cina nei confronti dell'Iran, mentre le tensioni si sono nuovamente riaccese tra Libano e Israele.
Gli ambasciatori israeliano e libanese hanno tenuto il primo di due giorni di colloqui al Dipartimento di Stato, con Israele accompagnato da ufficiali militari, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche. Le due parti si sono incontrate l'ultima volta il 23 aprile alla Casa Bianca, dove Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra i due Paesi, tecnicamente in guerra da decenni.
Israele farà causa a Nyt per editoriale su abusi su palestinesi
Israele farà causa al New York Times per un editoriale che denuncia abusi sessuali e stupri diffusi ai danni di detenuti palestinesi. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar che hanno definito l'articolo del giornalista Nicholas Kristof "una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele nella stampa moderna". "Oggi ho incaricato i miei consulenti legali di valutare le azioni legali più severe contro il New York Times e Nicholas Kristof", ha scritto Netanyahu in un post successivo su X, "hanno diffamato i soldati di Israele e diffuso una calunnia sanguinaria sullo stupro, cercando di creare una falsa simmetria tra i terroristi genocidi di Hamas e i valorosi soldati israeliani. Combatteremo queste menzogne nel tribunale dell'opinione pubblica e in quello della legge. La verità prevarrà".
Artiglieria di Israele colpisce nel sud del Libano
Secondo quanto riportato da 'Al Jazeera', l'artiglieria israeliana ha preso di mira nel sud del Libano le colline di Ali al-Taher, nonchè le città di Nabatieh al-Fouqa, Kfar Tebnit, Jebchit e Mefdoun. Dalla ripresa dei combattimenti il 2 marzo, gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 2.896 persone in Libano.
Il Pentagono sospende l'invio di 4mila soldati americani in Europa
Il dispiegamento in Europa di circa 4.000 militari americani della brigata Black Jack è stato sospeso. Lo riferisce il sito specializzato Stars and Stipes citando un funzionario del Pentagono. L'armata era partita da Fort Hood, in Texas, una settimana fa, per una missione in Poloni e altre zone sul fianco orientale della Nato della durata di circa nove mesi. Tuttavia, il piano è stato bloccato, nonostante la maggior parte dell'equipaggiamento dell'unità sia già stata spedita in Europa.
Trump: “Xi ha offerto aiuto per riaprire lo Stretto di Hormuz”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il presidente Xi Jinping ha offerto l'aiuto della Cina per aprire lo Stretto di Hormuz e si è impegnato a non inviare equipaggiamento militare a sostegno dell'Iran nella sua guerra contro Stati Uniti e Israele. "Ha detto che non fornirà equipaggiamento militare... lo ha detto con fermezza", ha affermato Trump al programma "Hannity" di Fox News, dopo l'incontro tra i due leader a Pechino. "Gli piacerebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto 'se posso essere d'aiuto in qualsiasi modo, sarei felice di dare una manò", ha aggiunto Trump.
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