























Il Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Ue - ha approvato l'ultima tessera legislativa mancante per procedere con il prestito da 90 miliardi all'Ucraina e ha approvato il 20esimo pacchetto sanzioni alla Russia, bloccato sinora dal veto dell'Ungheria. Budapest, invece, ha ottenuto la ripresa del trasporto di petrolio greggio attraverso l'oleodotto Druzhba, diventato una delle infrastrutture più controverse d'Europa da quando un attacco di droni russi ha danneggiato la condotta nell'Ucraina occidentale.
Punti chiave
Ucraina invita Bulgaria a non compromettere il sostegno dell'Ue
L'Ucraina ha invitato la Bulgaria a non compromettere il sostegno dell'Unione europea nei suoi confronti, dopo la vittoria elettorale di Rumen Radev, favorevole a una ripresa del dialogo con Mosca, nelle legislative dello scorso fine settimana. "Partiamo dal presupposto che la dinamica di buon vicinato sarà preservata e che la posizione della Bulgaria resterà costante nel sostegno all'Ucraina su diversi fronti, dall'integrità territoriale alla nostra adesione all'Unione europea", ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, parlando ad alcuni media, tra cui l'Afp. Radev, già presidente della Bulgaria, ha ottenuto la maggioranza assoluta alle elezioni legislative di domenica ed è destinato a guidare il governo. Favorevole a riaprire il dialogo con Mosca, Radev si oppone all'invio di armi a Kiev, ma ha escluso di utilizzare il veto per bloccare le decisioni dell'Unione europea. La sua vittoria, accolta con favore dalla Russia, ha alimentato timori che Sofia possa diventare il nuovo elemento critico all'interno dell'Ue sul sostegno all'Ucraina, prendendo il posto del premier ungherese Viktor Orban, sconfitto alle elezioni legislative nel suo Paese il 12 aprile.
Solovyov a Meloni: “Voi sostenitori dei crimini fascisti”
"Signora Meloni, le parlo come uomo e ebreo che è stato nuovamente perseguitato dalle autorità italiane. Questo è accaduto più di una volta nella storia italiana. Non sono un propagandista, ma un ebreo e un antifascista, che si rivolge a voi, seguaci del fascista Mussolini, che ha combattuto nella guerra contro il popolo sovietico e che, come Hitler, porta la responsabilità personale della morte di 27 milioni di cittadini sovietici, del genocidio del popolo sovietico e dell'Olocausto contro gli ebrei". Lo scrive sul suo canale Telegram il conduttore televisivo russo vicino al Cremlino, Vladimir Solovyov. "Condividendo le idee di Mussolini, voi aderite a tutti i crimini dell'Italia fascista e, logicamente, dovreste condividerne la responsabilità", aggiunge Solovyov all'indomani del violento attacco alla premier italiana. "In ogni caso, dimostrate simpatia per questi crimini sostenendo lo stato nazista ucraino, che compie attacchi terroristici sul territorio russo e non ha fatto mistero dei suoi ripetuti complotti per assassinare qualcuno, incluso il mio stesso obiettivo dichiarato. E quando mi rispondete personalmente, tenete sempre presente questo", conclude.
Zakharova: “Italia è confusa dalla propria propaganda”
L'Italia è confusa dalla propria propaganda da molti anni. Lo ha dichiarato ai media la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Sono confusi dalla propria propaganda da molti anni. Per molti anni, hanno permesso ai media occidentali, orientati verso Washington e Londra, di ingannarli", ha osservato Zakharova citata da Tass. In precedenza, l'ambasciatore russo in Italia, Aleksej Paramonov, aveva espresso perplessità per la convocazione al ministero degli Esteri, in seguito agli insulti del giornalista russo Vladimir Solovyov contro la premier Giorgia Meloni.
Approvato il 20esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia
Il Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Ue - ha approvato il 20esimo pacchetto sanzioni alla Russia, bloccato sinora dal veto dell'Ungheria. Lo fa sapere la presidenza di turno cipriota.
Il Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Ue - ha approvato l'ultima tessera legislativa mancante per procedere con il prestito da 90 miliardi all'Ucraina, bloccato sinora dal veto dell'Ungheria. Lo fa sapere la presidenza di turno cipriota.
Kiev: “Ravviato petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia”
L'Ucraina ha riavviato il pompaggio di petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba, riparato in seguito a un attacco russo, verso Ungheria e Slovacchia, stando a quanto ha dichiarato all'Afp una fonte dell'industria energetica ucraina. "Alle 12:35 (10:35 ora italiana) il transito del petrolio è stato avviato e il pompaggio è iniziato", ha detto. Kiev spera che la mossa risulti nella fine del veto ungherese sull'erogazione del prestito da 90 miliardi di euro convenuta a dicembre.
Patriarca Kirill, con nuovo Papa "relazioni positive"
La Chiesa ortodossa russa continua a impegnarsi in un dialogo significativo con la Santa Sede, ha affermato il Patriarca di Mosca, Kirill, durante un evento al ministero degli Esteri russo. "Continuiamo il nostro dialogo con il Vaticano sulla tutela dei valori tradizionali e ci occupiamo anche della questione dei diritti umani e della libertà religiosa in Ucraina. Questo dialogo è significativo, non meramente formale", ha affermato il primate ortodosso russo, aggiungendo che il mantenimento di tali contatti è molto apprezzato. Secondo il Patriarca, sono state instaurate "relazioni positive" con il nuovo Papa.
Media, l'Ucraina pronta a riavviare da oggi l'oleodotto Druzhba
L'Ucraina ha comunicato al gruppo petrolifero ungherese Mol che le consegne di petrolio greggio russo riprenderanno oggi attraverso l'oleodotto Druzhba verso Ungheria e Slovacchia, consentendo potenzialmente a Budapest di sbloccare un prestito di 90 miliardi di euro (105,79 miliardi di dollari) destinato a Kiev. Lo riporta Reuters sul sito. L'oleodotto è diventato una delle infrastrutture più controverse d'Europa da quando un attacco di droni russi ha danneggiato la condotta nell'Ucraina occidentale, interrompendo le forniture di petrolio russo a Ungheria e Slovacchia.
Sikorski: “Solidarietà all'Italia e a Meloni”
"Vorrei esprimere la nostra solidarietà ai nostri amici italiani, noi sperimentiamo spesso una mancanza di educazione adeguata della Russia, a volte accompagnata da minacce di annientamento nucleare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski in un punto stampa con l'omologo Antonio Tajani a margine del Forum strategico Italia-Polonia in corso a Roma, in riferimento agli insulti contro la premier italiana del giornalista russo Vladimir Solovyov. "Abbiamo discusso dell'aggressione russa all'Ucraina. Vorrei ringraziare pubblicamente la prima ministra Meloni per la sua schietta dichiarazione di ieri", ha proseguito il capo dalla diplomazia polacca. "Ora sapete cosa si prova a essere vicini della Russia, un paese incapace di abbandonare questo nazionalismo folle e questa brama di dominio. Devono imparare a vivere in pace con i loro vicini e a mostrare rispetto per gli altri paesi", ha sottolineato con fermezza Sikorski.
Berlino, 'stop da maggio alle forniture di petrolio kazako dalla Russia alla Germania'
Il ministero tedesco dell'Energia ha annunciato che la Russia interromperà dal 1° maggio le forniture di petrolio kazako alla Germania attraverso l'oleodotto Druzhba, un annuncio che giunge nel pieno della crisi energetica mondiale legata alla guerra in Medio Oriente. La filiale tedesca del gruppo statale russo Rosneft, Rosneft Deutschland, ha dichiarato che "su istruzione del Ministero dell'Energia russo, a partire dal 1° maggio 2026 non sarà autorizzato alcun transito di petrolio greggio kazako attraverso l'oleodotto Druzhba via il territorio della Federazione Russa verso la raffineria (tedesca) PCK", ha indicato il ministero tedesco.
Tajani: “A Paramonov ribadito insulti inaccettabili”
"All'ambasciatore russo abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia uno, che è la televisione di stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno stato libero e democratico qual è l'Italia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Forum Strategico Italia-Polonia, dopo che l'ambasciatore russo in Italia Paramonov è stato ricevuto alla Farnesina questa mattina. "Noi non ci preoccupiamo delle critiche politiche, ma gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili. L'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto", ha sottolineato Tajani. "L'ambasciatore Paramonov ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno, ma quando si parla alla televisione russa e ai canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo", ha concluso il titolare della Farnesina.
Farnesina: “Manifestata profonda indignazione a Paramonov”
L'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov è stato ricevuto alla Farnesina. A quanto si apprende la Farnesina ha manifestato profonda indignazione per le inaccettabili offese rivolte al premier, Giorgia Meloni. Paramonov ha detto di essersi chiaramente dissociato già ieri sera dalle affermazioni di Soloviev (e lo ha fatto più volte durante l'incontro a fronte delle sollecitazioni). Ha aggiunto che il Governo e le istituzioni russe non hanno mai, in alcun modo, attaccato la premier.
Ambasciatore russo Paramonov ricevuto alla Farnesina
L'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Paramonov, è stato ricevuto alla Farnesina questa mattina, dopo gli insulti rivolti dal presentatore Tv pro-Putin, Vladimir Solovyov, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo si apprende da fonti.
Kiev: “Oleodotto Druzhba riparato, pronti a ripresa transito petrolio”
"La JSC Ukrtransnafta, responsabile della gestione della sezione ucraina dell'oleodotto Druzhba, ha notificato ufficialmente a ministero del lavoro il completamento dei lavori di riparazione dell'oleodotto Druzhba". Lo rende noto lo stesso ministero ucraino in una nota. "Ukrtransnafta è pronta a riprendere il transito di petrolio greggio verso Ungheria e Slovacchia", aggiunge il comunicato.
Kiev: “Drone russo colpisce stazione a Zaporizhzhia, ucciso un macchinista”
Nella notte del 22 aprile, un drone russo ha attaccato un'area di smistamento presso la stazione ferroviaria di Zaporizhzhia-Live, uccidendo un macchinista assistente. Come riportato da Ukrinform, lo ha reso noto su Telegram il vice primo ministro per la Ripresa e ministro dello Sviluppo comunitario e territoriale Oleksiy Kuleba. "La Russia ha attaccato la ferrovia - ha detto - Questa notte, un drone ostile ha attaccato lo scalo di smistamento della stazione di Zaporizhzhia-Live. Al momento dell'impatto, un treno con locomotiva elettrica si trovava sui binari. Il macchinista di supporto è rimasto mortalmente ferito. L'uomo è deceduto". L'autista è stato ricoverato in ospedale, ha aggiunto Kuleba. Anche le infrastrutture portuali di Odessa sono state oggetto di attacchi russi. Sono scoppiati incendi a seguito di raid di droni. Non ci sono state vittime. Moli, magazzini, infrastrutture ferroviarie e strutture dell'operatore portuale hanno subito danni, ha osservato il vice primo ministro.
Media: “Droni ucraini hanno colpito regione russa di Samara”
Droni ucraini avrebbero colpito nella notte la città russa di Syzran e la regione di Samara. Lo riportano media russi su Telegram, dove foto e video sembrano mostrare diversi edifici residenziali danneggiati in città, in concomitanza con segnalazioni di detriti di droni caduti. Forti esplosioni sono state udite inoltre intorno alle 3 del mattino. La procura regionale ha affermato che 11 persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite a seguito del crollo di uno degli ingressi dell'edificio. La città ospita la raffineria di petrolio Syzran, tuttavia non sono giunte notizie secondo cui l'impianto è stato colpito. L'attacco giunge dopo che ieri le forze ucraine hanno colpito la stazione di distribuzione petrolifera di Samara, un impianto fondamentale per le infrastrutture di trasporto del petrolio del paese.
Fonti, oggi possibile ok Ue anche a nuove sanzioni
Gli ambasciatori degli Stati Ue potrebbero oggi dare il via libera anche al ventesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia, oltre che alle modifiche al bilancio pluriennale che permetterebbero il prestito da 90 miliardi per Kiev. A quanto si apprende, il punto è stato aggiunto all'ordine del giorno del comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), e se dovessero essere soddisfatte le condizioni per procedere all'adozione della decisione sul prestito, gli ambasciatori saranno in grado di procedere anche con l'adozione del pacchetto di sanzioni. Entrambe le decisioni sarebbero adottate tramite procedure scritte separate, al termine delle quali se non dovessero esserci obiezioni le decisioni risulterebbero adottate. L'Ungheria e la Slovacchia avevano motivato i propri veti con il blocco delle forniture di petrolio tramite l'oleodotto Druzhba, di cui ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha annunciato la riparazione.
Alle 12 riparteil flusso del petrolio russo nell’oleodotto Druzhba
L'Ucraina riprenderà a mezzogiorno di oggi a far fluire petrolio russo dall'oleodotto Druzhba. Lo scrive Ukrinform citando l'agenzia Reuters. "La ripresa del passaggio del petrolio è prevista per mezzogiorno", ha spiegato una fonte. La chiusura del Druzhba ha provocato un lungo braccio di ferro tra l'Ucraina e l'Ungheria che per questo ha bloccato a lungo il prestito di 90 miliardi dall'Unione europea a Kiev. Ora il premier ungherese Viktor Orban dovrebbe togliere il suo vero. La compagnia petrolifera ungherese Mol ha presentato la prima domanda di transito."Il Mol ha già fatto richiesta per i primi volumi, che andranno in egual misura per l'Ungheria e la Slovacchia", ha spiegato la fonte citata dalla Reuters.
Riparato oleodotto danneggiato dai russi
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che l'Ucraina ha completato i lavori di riparazione del tratto dell'oleodotto Druzhba danneggiato da un attacco russo e si aspetta che il sostegno europeo venga sbloccato. "Colleghiamo questo risultato allo sblocco del pacchetto di sostegno europeo all'Ucraina, già approvato dal Consiglio europeo", ha affermato, riferendosi alla decisione di dicembre dei leader dell'Ue di concedere all'Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro.
Zelensky ha inoltre auspicato: "Vale la pena di continuare a esercitare pressioni sistematiche con le sanzioni contro la Russia e ad adoperarsi per diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento energetico dell'Europa. L'Europa deve essere indipendente da coloro che cercano di distruggerla o indebolirla".
Autorità di Mariupol: “Russia ha distrutto fosse comuni”
Il consiglio comunale di Mariupol, che opera in esilio da quando la Russia ha occupato la città ucraina nel 2022, ha pubblicato delle immagini satellitari che indicano la distruzione di un sito di sepoltura di massa nel vicino insediamento di Mangush. Lo rende noto il Kyiv indepentent, sottolineando che secondo il Centro ucraino per lo studio dell'occupazione, il sito era stato utilizzato per seppellire i residenti morti durante l'assedio russo della città nel 2022.
Il Centro ha analizzato le immagini satellitari del sito di sepoltura scattate dal 2022 al 2026, rilevando che l'area dove le forze russe avrebbero istituito alcune delle prime fosse comuni "ora sembra essere stata convertita in quello che viene descritto come un cantiere per la riparazione stradale", scrive la testata ucraina. L'ente stima che almeno 22.000 civili siano stati uccisi durante l'assedio russo di Mariupol, durato 86 giorni, anche se secondo il consiglio comunale in esilio "il numero effettivo delle vittime potrebbe essere significativamente più alto. Gli occupanti russi stanno nascondendo la vera portata delle perdite, così come i crimini di guerra commessi durante l'accerchiamento, il bombardamento e l'occupazione della città"
Le autorità russe negano la responsabilità per i crimini di guerra a Mariupol e non riconoscono il bilancio delle vittime riportato, descrivendo ampiamente le loro azioni in città come liberazione, riporta sempre Kyiv Independent, rilevando che lo scavo delle fosse comuni e l'identificazione delle vittime "saranno probabilmente possibili solo dopo la de-occupazione della città". Tuttavia, con Mariupol al quinto anno sotto occupazione russa e le prove sul campo "sempre più distrutte, le prospettive di giustizia per le vittime dell'assedio stanno diminuendo".
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