






















A quarant'anni dal Disastro di Chernobyl, Pripyat resta una citta' fantasma: palazzi vuoti, negozi deserti e una ruota panoramica arrugginita simbolo del tempo fermo. L'esplosione del 1986, causata da un errore umano durante un test, e' considerata il piu' grave incidente nucleare civile della storia. All'epoca, la centrale era tra le piu' avanzate dell'Unione Sovietica e "attirava giovani lavoratori con stipendi alti e prospettive di carriera", racconta Nadiya Mudryk-Mochalova, addetta stampa dell'Agenzia statale ucraina per la gestione della zona di esclusione. Pripyat, costruita come citta' satellite, offriva alloggi moderni e una qualita' della vita rara per gli standard sovietici. Fondata appena 16 anni prima dell'incidente, aveva un'eta' media di soli 26 anni. Il 27 aprile 1986 inizio' l'evacuazione dei residenti, costretti ad abbandonare tutto. Oggi l'area resta disabitata, memoria silenziosa di una tragedia che ha segnato un'epoca.
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