




















Altolà di Donald Trump sui pedaggi di Teheran a Hormuz. “Ci sono notizie secondo cui l'Iran li starebbe imponendo alle petroliere che attraversano lo Stretto”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth. “È meglio che non lo stiano facendo e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!”. Intanto i media iraniani hanno riferito che Kamal Kharrazi, capo del Consiglio strategico per le relazioni estere dell'Iran e ministro degli Esteri della Repubblica islamica dal 1997 al 2005, è morto a causa delle ferite riportate in un attacco israelo-americano di circa una settimana e mezza fa.
Punti chiave
Trump: “Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz”
La delegazione iraniana guidata da Ghalibaf è arrivata a Islamabad
Libano, Meloni sente Al-Sisi: “Cessate il fuoco e sostegno ai negoziati con Israele”
Il premier del Pakistan: “Domani colloqui con Usa, fase cruciale”
Con la tregua solo 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
Media: martedì primo incontro Israele-Libano negli Usa
Trump avverte l'Iran: “Nuovi attacchi se non si arriva a un accordo”
Trump: “Il più grande reset del mondo”
Israele esclude la Spagna dal quartier generale di Kiryat Gat
Vance: “Credo che i negoziati saranno positivi”
Vance in partenza per Islamabad: “Se Teheran è in buona fede siamo pronti a tendere la mano”
Libano conferma la partecipazione a colloqui su tregua a Washington
Islamabad bloccata per colloqui Usa-Teheran
Media, primo sondaggio dopo tregua penalizza Netanyahu in vista voto
Allerta antiaerea in tutto Israele all'alba
Hormuz, Trump: “Iran sta facendo pessimo lavoro nella gestione del petrolio”
Sirene antimissili a Tel Aviv e in altre aree di Israele
Trump: “Pedaggi di Teheran a Hormuz? Meglio che non lo facciano”
Trump: “Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz”
"Non permetterò" che l'Iran "faccia pagare un pedaggio sullo stretto di Hormuz". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Virginia augurando inoltre "buona fortuna" a Jd Vance per i colloqui di domani in Pakistan.
Beirut conferma l’incontro con Israele martedì a Washington
La presidenza libanese ha annunciato che martedì si terrà a Washington un incontro con Israele per discutere un cessate il fuoco nella guerra tra l'esercito israeliano e il movimento Hezbollah, filo-iraniano, in corso dall'inizio di marzo. Al termine di un colloquio tra gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti, "è stato concordato di organizzare un primo incontro martedì presso il Dipartimento di Stato per discutere l'instaurazione di una tregua e la data di inizio dei negoziati tra Libano e Israele sotto l'egida degli Stati Uniti", si legge nel comunicato.
Media: solo due navi hanno attraversato oggi Hormuz
Alla vigilia del primo giro di negoziati tra Usa e Iran, in programma domani a Islamabad, in Pakistan, solo due navi hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il New York Times, che cita i dati di S&P Global Market Intelligence, piattaforma americana di informazioni finanziarie. E' il numero più basso da quando l'Iran ha concordato martedì un cessate il fuoco con Stati Uniti e Israele. Quattro imbarcazioni avevano attraversato lo stretto sia mercoledì sia giovedì, secondo S&P. Centinaia di altre navi restano in attesa su entrambi i lati dello stretto.
L'Iran ha dichiarato che qualsiasi nave che tenti di attraversare il canale deve coordinare il proprio viaggio con l'esercito iraniano.
La delegazione iraniana guidata da Ghalibaf è arrivata a Islamabad
La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad in vista dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riportano i media iraniani. Secondo la tv di Stato, la delegazione include anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, il segretario del Consiglio di difesa, Ali Akbar Ahmadian, e il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemmati, oltre ad alcuni parlamentari. I colloqui, sempre secondo l'emittente, inizieranno solo se Washington accetterà le condizioni preliminari poste da Teheran.
Libano, Meloni sente Al-Sisi: “Cessate il fuoco e sostegno ai negoziati con Israele”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Repubblica araba d'Egitto, Abdel Fattah Al Sisi "hanno anche discusso della situazione in Libano, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato e condividendo il sostegno alla prospettiva di negoziati diretti tra Israele e Libano". Lo fa sapere in una nota palazzo Chigi.
Attacco con droni contro il personale dell’ambasciata Usa a Baghdad
Personale dell'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stato preso di mira da "ripetuti attacchi con droni" lanciati da una milizia irachena nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale. Lo ha riferito un funzionario del Dipartimento di Stato americano, secondo quanto riporta la Cnn. Le autorità statunitensi hanno confermato oggi l'episodio avvenuto mercoledì, senza indicare quale gruppo sia ritenuto responsabile. Il funzionario ha comunque precisato che "tutto il personale è al sicuro".
Fonti Usa ad Axios: “Non siamo d’accordo su cosa negoziare”
"Non siamo ancora d'accordo su cosa negoziare". È quanto ha dichiarato un funzionario americano, citato da Axios, alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, segnalando le profonde divergenze ancora aperte sul perimetro stesso del negoziato. Il vice presidente americano, JD Vance, è partito per Islamabad per guidare i colloqui, in quello che viene descritto come il passaggio più delicato della sua carriera politica. Si tratta, infatti, del più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dal 1979. Un altro funzionario statunitense ha definito la missione "una grande partita per JD", paragonandola ad "andare al Super Bowl", per evidenziarne il peso politico.
Pakistan: “Domani negoziati o la va o la spacca”
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, che dovrebbero iniziare domani, sono "make or break" per raggiungere un cessate il fuoco permanente nel conflitto mediorientale che dura da settimane.
Idf: “Mercoledì uccisi 180 miliziani Hezbollah su 357 morti”
Le Forze armate israeliane hanno dichiarato che gli attacchi aerei effettuati mercoledì in Libano hanno ucciso più di 180 miliziani di Hezbollah. "A seguito di una prima valutazione dell'intelligence si può stabilire che le Idf hanno eliminato più di 180 miliziani dell'organizzazione terroristica Hezbollah. Il conteggio è ancora in corso", hanno detto i militari.
Nel frattempo, il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in tutto il Paese di mercoledì è stato di 357 unità, in aumento rispetto al precedente conteggio di 303, mentre ha affermato che sono rimaste ferite altre 1.223 persone.
Il premier del Pakistan: “Domani colloqui con Usa, fase cruciale”
Le delegazioni statunitense e iraniana terranno colloqui domani a Islamabad. Lo ha confermato il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, durante un discorso al Paese trasmessa in diretta televisiva. "Questa fase dei colloqui tra Stati Uniti e Iran è cruciale per il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo", ha aggiunto.
Ospitare i negoziati tra Stati Uniti e Iran è "un momento di orgoglio non solo per il Pakistan, ma per l'intero mondo musulmano", ha proseguito Sharif, che ha ringraziato le leadership di Teheran e Washington per aver accettato la sua proposta. Il premier ha quindi evidenziato come, in una fase particolarmente delicata, la leadership pakistana sia riuscita a convincere entrambe le parti ad accettare una tregua "con grande cautela, ma anche con fermezza". Ha quindi ringraziato il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, per il lavoro svolto "giorno e notte", così come il capo delle forze armate, Asim Munir, i cui sforzi "instancabili" hanno contribuito a favorire il dialogo.
Con la tregua solo 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz
L'agenzia Reuters, citando i dati di tracciamento delle navi, scrive che il traffico navale nello Stretto di Hormuz rimane ben al di sotto dei livelli normali. Solo 15 navi sono entrate o uscite dallo Stretto di Hormuz da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco.
Fonte pachistana: “I colloqui sono in corso”
Una fonte diplomatica pakistana ha dichiarato ad Al Jazeera, commentando la dichiarazione del Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf: "Siamo molto ottimisti sul fatto che i colloqui siano in corso e siamo in contatto con i nostri partner".
Attacco israeliano a Nabatiyeh in Libano: 13 morti
Un attacco israeliano, uno dei tanti contro la città di Nabatiyeh, nel Libano meridionale, ha ucciso 13 membri della sicurezza dello Stato. "Questa dolorosa perdita non fa altro che rafforzare la nostra determinazione a raggiungere un cessate il fuoco che proteggerà il Libano e il nostro popolo nel sud", ha affermato in una nota il primo ministro Nawaf Salam.
Il Presidente Joseph Aoun ha invitato la comunità internazionale ad "assumersi le proprie responsabilità nel porre fine alle ripetute aggressioni israeliane".
Naim Qassem, capo di Hezbollah sostenuto dall'Iran, ha chiesto al governo libanese di smettere di fare "concessioni gratuite" a Israele prima dei colloqui per cercare di porre fine alla guerra durata un mese tra Israele e Hezbollah che ha provocato la morte di circa 1.900 persone in Libano.
L'agenzia di stampa statale National News Agency ha dichiarato che oggi "aerei da guerra nemici hanno lanciato una serie di pesanti attacchi" su Nabatiyeh e un fotografo dell'Afp ha notato ingenti danni presso l'ufficio della sicurezza dello Stato, dove infuria ancora un incendio. Israele, da parte sua, ha segnalato oggi 30 razzi lanciati da Hezbollah verso Israele.
Media: a Teheran spaccatura sulla composizione della delegazione negoziale
Alla vigilia dei negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti a Islamabad, è emersa una forte divergenza tra i più alti funzionari del regime iraniano riguardo la composizione e i poteri della delegazione negoziale. Lo riferisce Iran International secondo cui Ahmad Vahidi, comandante in capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, vuole limitare nei colloqui l'autorità del presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Vahidi ha anche chiesto la presenza di Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, nella delegazione. La richiesta ha incontrato la resistenza dei membri della delegazione, che ritengono Zolghadr privo dell'esperienza necessaria per negoziati strategici. Nel frattempo, Vahidi e il comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione hanno sottolineato che la delegazione dovrebbe astenersi da qualsiasi negoziato riguardante il programma missilistico iraniano.
Media: martedì primo incontro Israele-Libano negli Usa
Il primo incontro nell'ambito dei negoziati previsti tra Israele e Libano si terrà martedì presso il Dipartimento di Stato americano. Lo riferisce al Times of Israel un funzionario statunitense a conoscenza dei dettagli. Secondo quanto riferito dal funzionario, saranno presenti l'ambasciatrice libanese a Washington Nada Hamadeh-Moawad, l'ambasciatore israeliano a Washington Yechiel Leiter e l'ambasciatore statunitense a Beirut Michel Issa, rispettivamente a capo delle delegazioni libanese, israeliana e statunitense.
Secondo quanto riferito dal funzionario, oggi si terrà una riunione telefonica preparatoria tra i tre funzionari e il consigliere del Dipartimento di Stato Mike Needham.
L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu non ha confermato immediatamente l'incontro. Netanyahu ha dichiarato ieri sera che Israele avvierà i negoziati con il Libano "il prima possibile", con l'obiettivo di disarmare Hezbollah e raggiungere un accordo di pace completo tra i due Paesi.
Trump: “Gli iraniani più bravi nella pubbliche relazioni che a combattere”
“Gli iraniani sono più bravi a gestire i media delle fake news e le pubbliche relazioni che a combattere!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Trump: “Gli iraniani non hanno alcuna carta da giocare, devono negoziare”
"Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non l'estorsione a breve termine ai danni del mondo attraverso l'uso delle vie d'acqua internazionali. L'unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Trump avverte l'Iran: “Nuovi attacchi se non si arriva a un accordo”
Alla vigilia dei negoziati in Pakistan Donald Trump ha avvertito l'Iran checi saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. intensità ancora maggiore, affermando . "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi", ha detto il presidente in un'intervista al New York Post.
Ambasciatori di Usa, Israele e Libano tengono un primo round di colloqui a Washington
Gli ambasciatori di Israele, Libano e Stati Uniti terranno oggi a Washington un primo round di colloqui per gettare le basi delle future negoziazioni tra Israele e Libano. Lo riferisce la Cnn citando fonti israeliane. Tra le questioni più urgenti da negoziare c'è la richiesta del Libano di un cessate il fuoco quale condizione preliminare per l'avvio dei colloqui. I funzionari libanesi hanno dichiarato che non negozieranno "sotto il fuoco", mentre Israele ha respinto l'ipotesi di una tregua con Hezbollah. Secondo le fonti, i colloqui oggi si svolgeranno alla presenza di Michel Issa, ambasciatore americano in Libano, Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti e Nada Hamadeh Moawad, ambasciatrice del Libano negli Usa.
Sanchez: “Ue sospenda accordo con Israele, non possiamo permettere una nuova Gaza in Libano”
"Non possiamo permettere una nuova Gaza in Libano", "di fronte a violazioni flagranti del diritto internazionale umanitario, l'Europa deve agire con coerenza, se vogliamo poi che il resto del mondo ci sostenga nell'appoggio che stiamo dando all'Ucraina nella sua lotta per la libertà", "e per questo motivo ieri il governo spagnolo e io stesso ho proposto che, per coerenza ed empatia, l'Unione Europea sospenda l'accordo di associazione con Israele". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all'European Pulse Forum 2026 a Barcellona. "E' evidente che Israele sta calpestando e violando numerosi principi degli articoli di tale accordo, in particolare quelli relativi al rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario", ha rimarcato il leader socialista.
Cnn, oggi una sola petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz
Un'analisi della Cnn basata sui dati del traffico marittimo rivela che oggi, fino alle 17.30 ora di Teheran (le 10 sulla Costa Orientale Usa), una sola petroliera, perlatro soggetta a sanzioni da parte degli Stati Uniti, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratterebbe della Mab 5, una petroliera battente bandiera del Botswana, che ha attraversatolo Stretto nelle prime ore di oggi, secondo quanto indicato dai suoi dati Ais (sistema di identificazione automatica) monitorati dal servizio MarineTraffic. Tuttavia, le imbarcazioni hanno la possibilità di interrompere la trasmissione dei propri dati Ais, che ne indicano la posizione. Questo significa che un numero maggiore di navi potrebbe stare attraversando lo Stretto senza essere rilevato dai sistemi di monitoraggio marittimo.
Trump: “Nostre navi caricano migliori munizioni se falliscono negoziati”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare l'Iran in vista dell'atteso inizio dei colloqui in Pakistan, sostenendo che le navi da guerra Usa stanno caricando le "migliori munizioni" in vista di una possibile ripresa degli attacchi in caso di fallimento dei negoziati. "Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto", ha detto Trump in un'intervista telefonica al New York Post rispondendo alla domanda se pensasse che i colloqui avrebbero avuto successo. "Stiamo attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite - persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi", ha aggiunto Trump, che ha quindi lanciato un nuovo monito a Teheran: "Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace".
Riad conferma l'attacco iraniano contro un cruciale oleodotto Est-Ovest
L'Arabia Saudita ha confermato che i recenti attacchi iraniani contro le sue infrastrutture petrolifere hanno colpito anche l'unico oleodotto del Paese che esporta petrolio attraverso i terminali del Mar Rosso. Lo scrive Sky News Uk. Il raid risale all'8 aprile. La decisione di Teheran di chiudere di fatto lo Stretto di Hormuz ha conferito all'oleodotto saudita Est-Ovest un ruolo centrale nel flusso globale di petrolio. L'oleodotto, in grado di trasportare una parte significativa del petrolio del regno verso i mercati internazionali, si estende dai giacimenti petroliferi sauditi nella parte orientale del Paese fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, aggirando completamente Hormuz. L'agenzia di stampa statale saudita ha riferito che l'attacco ha causato una perdita di circa 700.000 barili al giorno di volume pompato attraverso l'oleodotto. "Il protrarsi di questi attacchi provoca carenze di approvvigionamento e rallenta il ritmo della ripresa, compromettendo la sicurezza degli approvvigionamenti per i Paesi dipendenti e contribuendo ad aumentare la volatilità dei mercati petroliferi", ha precisato l'agenzia.
Inviato Iran: “Colloqui in Pakistan dureranno probabilmente 2-3 giorni”
I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan dureranno "probabilmente due o tre giorni". Lo ha dichiarato all'agenzia russa Tass Abdul Majeed Hakim Ilahi, rappresentante in India della Guida Suprema iraniana. Dopo i colloqui, le delegazioni torneranno "nei rispettivi Paesi per discutere con i propri funzionari", ha aggiunto. Allo stesso tempo, Ilahi ritiene che un cessate il fuoco di due settimane potrebbe non essere sufficiente per ottenere risultati duraturi nei negoziati. Se l'accordo è raggiunto nei colloqui a Islamabad, ha detto il diplomatico, il periodo di tregua dovrà essere esteso. "Il cessate il fuoco deve essere prolungato. Perché ci sono molte cose su cui bisogna trovare un accordo con gli Stati Uniti. E se arrivano a qualche tipo di punto in comune, potranno ulteriormente estendere il cessate il fuoco e continuare i colloqui. Penso che due settimane non siano sufficienti", ha concluso Ilahi.
Ghalibaf: “Stop attacchi al Libano e sblocco asset iraniani prima avvio negoziati”
"Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell'inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino". Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano MB Ghalibaf, che insieme al ministro Araghchi guiderà la delegazione iraniana ai colloqui con gli Usa.
Inviato Iran a Tass: “I colloqui potrebbero durare 2-3 giorni”
I colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti in Pakistan potrebbero durare due o tre giorni: lo ha dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema. "Forse negozieranno per due o tre giorni, poi torneranno nei loro paesi per proseguire le discussioni con i propri funzionari", ha affermato.
Maga si ribellano a Trump: “E’ il momento di mettere nonno in una casa di riposo”
"Potrebbe essere arrivato il momento di mettere il nonno in una casa di riposo". Candance Owen, ex fedelissima di Donald Trump, replica così all'attacco del presidente ai suoi ex alleati, dalla stessa Owen a Marjorie Taylor Green, passando per Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn Kelly. "Il presidente è impazzito. Ho combattuto a fianco di Carlson, Owens e Jones per contribuire all'elezione di Trump e ora il presidente si lancia in un delirio sconclusionato attaccandoci tutti in un colpo solo", le ha fatto eco Taylor Greene. "Mi rattrista vedere che si è trasformato completamente rispetto all'uomo che era", ha aggiunto Alex Jones precisando che Trump "si sta lasciando tirare per il naso da Netanyahu. La guerra in Iran è un disastro totale, un colpo durissimo per l'America". In un post durissimo, Trump ha attaccato Owen, Green, Carlson, Jones e Kelly. "Sono persone stupide. Sono dei pazzi e dei guastafeste: e direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un pò di pubblicità gratuita ed economica", ha detto il presidente.
Wp, Usa chiederanno all'Iran il rilascio dei detenuti americani
Gli Stati Uniti intendono chiedere all'Iran il rilascio dei detenuti americani nell'ambito delle trattative a Islamabad. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti.
Netanyahu: “Spagna ha deciso di schierarsi contro di noi”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato la Spagna di "ostilità" nei confronti del suo Paese, dopo aver annunciato l'esclusione di Madrid dal meccanismo internazionale di monitoraggio della tregua nella Striscia di Gaza. "La Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele. Chi attacca lo Stato di Israele invece di contrastare i regimi terroristici non sarà nostro partner nel plasmare il futuro della regione", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio. Il premier ha accusato Madrid, con cui Israele ha pessime relazioni, di "ipocrisia" e "ostilità", e ha annunciato l'esclusione dei rappresentanti spagnoli dal centro istituito per monitorare il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas a Gaza.
Trump: “Il più grande reset del mondo”
"Il più potente reset del mondo". E' quello che ha scritto in un post su Truth social Donald Trump, presumibilmente in un riferimento ai colloqui di domani in Pakistan con l'Iran e mentre la prossima settimana dovrebbero essere avviati i negoziati tra Israele e Libano.
Amico di Shelly Kittleson: “La stanno curando, parlerà quando sarà pronta”
La giornalista americana Shelly Kittleson, rapita e tenuta in ostaggio per una settimana dalla milizia sciita Kataib Hezbollah in Iraq, "sta ricevendo cure per alcune ferite" e per ora non racconterà la sua drammatica esperienza. Lo scrive sui social Alex Plitsas, analista della Cnn e amico della reporter che lavorava come freelance per varie testate anche italiane, tra cui l'ANSA e Il Foglio.
Plitsas, tra i primi a dare notizie della giornalista, sostiene la raccolta di fondi per Kittleson: "E' una giornalista indipendente e ha perso tutto quando è stata rapita. Vi prego di considerare di aiutarla mentre si riprende". La reporter, aggiunge Plitsas, "parlerà quando sarà pronta e chiede privacy nel frattempo"
Idf: “Eliminati terroristi di Hezbollah nel sud del Libano”
L'esercito israeliano continua le operazioni nel Libano meridionale, "smantellando strutture terroristiche di Hezbollah ed eliminando terroristi". Lo riferisce l'Idf aggiungendo che "le truppe hanno individuato un lanciarazzi carico e puntato verso lo Stato di Israele. Immediatamente dopo, il lanciarazzi è stato colpito e distrutto" in un attacco. In un'altra operazione, le forze israeliane "hanno scoperto il pozzo di un tunnel che conduce a un sito di infrastrutture sotterranee di Hezbollah: individuate e smantellate diverse tipologie di armi, tra cui missili anticarro, armi da fuoco e depositi di munizioni", conclude il comunicato
Israele esclude la Spagna dal quartier generale di Kiryat Gat
Citando l'"ossessione anti-israeliana" della Spagna e le sue politiche durante la campagna israelo-americana contro l'Iran, il ministro degli Esteri Gideon Sàar ha annunciato che a Madrid non sarà consentito partecipare al Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC) di Kiryat Gat. Il CMCC è il centro multinazionale che sovrintende al cessate il fuoco a Gaza. "Il governo Sanchez ha un pregiudizio anti-israeliano così palese da aver perso ogni capacità di essere un attore utile nell'attuazione del piano di pace del presidente Trump e nel centro CMCC che opera nell'ambito di tale piano", ha dichiarato Sàar. La Spagna è stata formalmente informata della decisione, ha affermato il Ministero degli Esteri, aggiungendo che anche gli Stati Uniti erano stati informati in anticipo
Vance: “Credo che i negoziati saranno positivi”
"Non vediamo l'ora che inizino i negoziati. Credo che saranno positivi". Lo ha detto il vicepresidente statunitense Jd Vance, parlando ai giornalisti prima della partenza per Islamabad, dove prenderà parte ai negoziati come membro della delegazione americana. "Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile - ha spiegato Vance - Il Presidente ci ha fornito delle linee guida piuttosto chiare, e vedremo come andrà"
Vance in partenza per Islamabad: “Se Teheran è in buona fede siamo pronti a tendere la mano”
Il vicepresidente Usa JD Vance è in partenza per il Pakistan per colloqui con l'Iran e ha detto ai giornalisti: "Penso che sarà positivo". "Come ha detto il presidente degli Stati Uniti, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente disposti a tendere la mano. Se cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la squadra negoziale non è così ricettiva". Il presidente "ci ha dato delle linee guida piuttosto chiare"
Media: “Dubai limita i voli internazionali fino 31 maggio”
Dubai ha imposto restrizioni ai voli internazionali fino al 31 maggio, una misura che colpisce in particolare le compagnie aeree indiane. Lo riferisce Reuters precisando che le limitazioni riguardano il numero di voli autorizzati verso l'emirato, con effetti diretti sui ricavi dei vettori stranieri e in particolare di quelli indiani, che rappresentano una quota significativa del traffico passeggeri verso l'hub del Golfo. Secondo fonti del settore citate dall'emittente britannica, le autorità di Dubai hanno comunicato le nuove disposizioni attraverso lettere inviate alle compagnie aeree, senza tuttavia fornire indicazioni pubbliche dettagliate sulle motivazioni. Le compagnie indiane risultano tra le più penalizzate, considerando che l'India è stata nel 2025 il principale mercato di origine dei passeggeri per l'aeroporto internazionale di Dubai. Un'associazione di vettori ha chiesto misure reciproche, sollecitando le autorità indiane a valutare eventuali restrizioni nei confronti delle compagnie emiratine
Papa Leone XIV: “Dio mai benedice guerre, mai con chi lancia bombe”
"Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto". Così Papa Leone XIV durante l'udienza al Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei. Aiutateci "a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli".
Papa Leone XIV: “Cristiani in tutto il Medio Oriente non siano trattati da cittadini di seconda classe”
“I cristiani in tutto il Medio Oriente siano rispettati, non solo a parole: godano di vera libertà religiosa e di piena cittadinanza, senza essere trattati da ospiti o da cittadini di seconda classe!, ha ammonito il Papa in un passaggio del suo discorso al Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei riunita a Roma per eleggere il patriarca, successore del card. Sako. "Il nuovo Patriarca - ha detto Leone - sia anzitutto un padre nella fede e un segno di comunione con tutti e tra tutti. Potrebbe sembrare che vivere secondo il Vangelo, cioè nella mitezza e nella ricerca paziente dell'unità, sia controcorrente e talvolta persino controproducente, ma in realtà si rivela come la via più sapiente, perché l'amore è l'unica forza che vince il male e sconfigge la morte. A prevalere e a non avere mai fine è quella carità di cui parla l'apostolo Paolo: paziente, perseverante, capace di scusare e sopportare tutto, senza mancare mai di rispetto ad alcuno".
Papa Leone XIV: “Violenze assurde e disumane mosse da avidità e odio”
"Fratelli, siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell'Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi". Lo ha denunciato ricevendo in Udienza il Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei ."Ma nessun interesse - ha osservato- può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato. Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli".
Ft: “Aeroporti Ue a rischio carburante entro tre settimane”
Gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell'Ue, ha affermato che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture. Lo riporta il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas.
Teheran: “Il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati”
Il piano in 10 punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. "Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all'inganno", ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all'avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.
Ue, sanzioni a Israele sono ancora sul tavolo
Le misure sanzionatorie nei confronti di Israele proposte dalla Commissione europea "sono ancora sul tavolo" e potrebbe discuterne il prossimo consiglio Affari esteri, il 21 aprile. Lo ha dichiarato il portavoce per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. Ieri la Francia ha avvertito che le azioni del governo israeliano in Libano e in Cisgiordania potrebbero riaprire la discussione sulle sanzioni e in particolare sulla sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele. "Qualsiasi decisione di sospendere un accordo di associazione richiede l'unanimità in seno al Consiglio, cioè l'approvazione dei 27 Stati membri, cosa che non si è verificata nel caso di queste proposte", ha ricordato il portavoce, sottolineando che le proposte erano state avanzate nel contesto della situazione umanitaria catastrofica a Gaza, ma anche alle decisioni sugli insediamenti in Cisgiordania. "Ricordo che abbiamo adottato pacchetti di sanzioni nei confronti dei coloni israeliani estremisti, riguardanti 9 individui e 5 entità. L'Alta rappresentante ha inoltre ricordato che ulteriori sanzioni sono sul tavolo, con il sostegno di 26 Stati membri su 27. Tuttavia, come sapete, per l'adozione di qualsiasi sanzione è necessaria l'unanimità", ha evidenziato.
Media, a Beirut uccisi anche pasdaran, erano lì per coordinare attacchi
Diversi membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sono rimasti uccisi nei recenti raid israeliani su Beirut. Lo afferma, citata da Iran International, l'emittente libanese Mtv che lo ha appreso da fonti informate. Il servizio giornalistico afferma che i deceduti operavano in Libano ed erano responsabili della supervisione delle operazioni di Hezbollah durante i raid su larga scala dell'8 aprile.
Politico: “Tra Trump e Rutte accesa discussione a porte chiuse”
L'incontro tra il segretario della Nato, Mark Rutte e il presidente americano Donald Trump, si è tradotto in una lunga e accesa discussione a porte chiuse. Lo riporta Politico sottolineando che il tycoon ha rappresentato tutta la sua frustrazione per il fatto che gli alleati non hanno permesso agli Stati Uniti di accedere alle basi militari per attacchi contro l'Iran. Secondo tre persone a conoscenza dell'incontro, Trump non ha avanzato richieste specifiche, né ha indicato che gli Stati Uniti avrebbero ridotto il proprio impegno nell'alleanza a causa di decisioni riguardanti le basi militari. Tuttavia, secondo una di queste persone, il presidente - riporta Politico - ha insistito sulla questione perché "si sentiva tradito dagli alleati che avevano impedito le operazioni statunitensi nelle basi militari che esistono, a suo avviso, grazie alla generosità americana".
Starmer: “Ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz”
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di "opzioni militari" per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano Donald Trump. "Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto", ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar.
Beirut ribadisce: “Colloqui con Israele solo dopo il cessate il fuoco”
Un alto funzionario dell'ufficio del presidente libanese ha confermato alla Bbc che il Libano parteciperà ai negoziati diretti con Israele la prossima settimana solo se, e soltanto se, verrà prima raggiunto un cessate il fuoco. La data e l'ora della riunione non sono ancora state stabilite.
Beirut ribadisce: “Colloqui con Israele solo dopo il cessate il fuoco”
Un alto funzionario dell'ufficio del presidente libanese ha confermato alla Bbc che il Libano parteciperà ai negoziati diretti con Israele la prossima settimana solo se, e soltanto se, verrà prima raggiunto un cessate il fuoco. La data e l'ora della riunione non sono ancora state stabilite.
Idf, ucciso comandante artiglieria Nasr di Hezbollah
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver eliminato il comandante dell'artiglieria dell'Unità Nasr di Hezbollah, Ali Kamel Aber Alhassan. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, dopo aver dichiarato che l'esercito israeliano ha eliminato più di 40 terroristi del gruppo armato sciita pro Iran nel corso dell'ultima settimana. La stessa fonte ha aggiunto che sono stati distrutti più di 200 lanciarazzi appartenenti all'organizzazione terroristica in Libano e che sono stati eliminati oltre 250 membri del suo corpo di artiglieria, tra cui 15 comandanti di vari settori.
Iran: “Khamenei ha posto come condizione che Ghalibaf guidi i negoziati con gli Usa”
Il vicepresidente del Parlamento iraniano Mahmoud Nabavian ha affermato che Mojtaba Khamenei ha posto come condizione che il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, guidasse i negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferisce Iran International. Nabavian ha dichiarato: "Le nostre condizioni sono state comunicate alla parte pakistana... e ci hanno detto che Trump le ha accettate", aggiungendo che la decisione di un cessate il fuoco e dei colloqui è stata presa dalla leadership iraniana.
Libano conferma la partecipazione a colloqui su tregua a Washington
Il Libano parteciperà la prossima settimana ad una riunione a Washington con rappresentanti americani e israeliani per discutere di un cessate il fuoco. A confermarlo alla Reuters è stato un funzionario di alto grado libanese, precisando che non è ancora stata concordata una data esatta per l'incontro. A riferirne è il quotidiano francese 'Le Figaro'. La posizione del Libano, ha ancora reso noto la stessa fonte, è che un cessate il fuoco rappresenta una condizione preliminare in vista di ulteriori negoziati volti a raggiungere un accordo più ampio con Israele.
Islamabad bloccata per colloqui Usa-Teheran
Islamabad, capitale del Pakistan, si presenta oggi insolitamente tranquilla perché le autorità hanno imposto un blocco totale in città dichiarando due giorni festivi in vista dei colloqui fra Iran e Usa, che dovrebbero iniziare domani. Le strade sono quasi deserte e sulle arterie principali sono stati istituiti posti di blocco. La sicurezza è stata rafforzata con l'invio di truppe e forze dell'ordine aggiuntive. È intensa intanto l'attività diplomatica. Il vice presidente Usa JD Vance partirà per il Pakistan. È attesa anche la delegazione iraniana, ma Teheran rimane al momento in silenzio su questo, probabilmente nel tentativo di fare pressioni su Washington per fermare gli attacchi israeliani in Libano. Qualche ora fa l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, aveva citato una fonte secondo cui "finché gli Usa non rispetteranno il loro impegno a un cessate il fuoco in Libano e Israele continuerà i suoi attacchi, i negoziati in programma per domani in Pakistan restano in sospeso".
Media, missile dal Libano causa black out nel nord di Israele
Un missile lanciato dal Libano ha colpito una linea elettrica a Metula, nel nord di Israele, causando un'interruzione di corrente, ha dichiarato un funzionario locale. L'esercito israeliano ha affermato che 25 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele dalla mezzanotte. Lo riporta Haaretz.
Capo Idf: “Siamo in stato di guerra in Libano, non in cessate il fuoco”
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che "non sono in un cessate il fuoco" con Hezbollah ma "in stato di guerra". Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, riportano i media israeliani, nel Libano meridionale, Zamir ha affermato: "L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento".
Starmer: “Stufo delle bollette che salgono per le azioni di Putin o Trump”
Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di essere "stufo" di vedere le bollette dell'energia nel Regno Unito salire a causa delle azioni a livello internazionale del presidente russo Vladimir Putin o di quello americano Donald Trump. Il primo ministro, parlando all'emittente Itv, ha così fatto un paragone rispetto alle conseguenze sulle famiglie britanniche causate dall'invasione dell'Ucraina e dal conflitto contro l'Iran. Starmer, arrivato ieri sera in Qatar per la tappa finale della sua missione nel Golfo, ha poi sottolineato che gli attacchi israeliani in Libano "devono cessare" in quanto minano la fragile tregua in Medio Oriente.
Iran non partecipa a negoziati se continuano raid in Libano
L'Iran non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco "su tutti i fronti", compreso il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ponendo una condizione per i colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad per la pace in Medio Oriente. "Il governo pakistano ha invitato entrambe le parti a recarsi a Islamabad per tenere questi colloqui, che sono attualmente in fase di revisione e pianificazione", ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Tasnim. "Tuttavia, lo svolgimento di questi colloqui è indubbiamente subordinato all'ottenimento di garanzie che gli Stati Uniti rispetteranno i propri obblighi di cessate il fuoco su tutti i fronti". ha aggiunto. "Gli Stati Uniti sono impegnati a porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso quello in Libano, e qualsiasi azione o posizione contraria a questo impegno costituirebbe una violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti", ha sottolineato.
Pakistan, visto non necessario per delegazioni e media
Il Pakistan ha deciso di non richiedere il visto a tutti i partecipanti ai colloqui tra Iran e Stati Uniti, media compresi. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Ishaq Dar. "Il Pakistan dà il benvenuto a tutti i delegati, inclusi i giornalisti dei paesi partecipanti, che viaggiano per i colloqui di Islamabad", ha scritto su X riportando la nota ufficiale. "Tutte le compagnie aeree sono invitate a consentire l'imbarco a queste persone senza visto", ha proseguito, "che sarà emesso dalle autorità di immigrazione" pakistane all'arrivo.
Media: “Ministro della Difesa pachistano cancella post contro Israele”
Il ministro della Difesa del Pakistan, Khawaja Asif, ha rimosso un post su X in cui definiva Israele uno "Stato canceroso" e condannava gli attacchi in Libano: lo riportano l'Afp e altri media.
Guida suprema Iran: “Perdono per chi ha ceduto a propaganda”
L'ufficio della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha assicurato il perdono per quanti hanno creduto alla propaganda e assunto "posizioni inappropriate" quando era in vita l'ayatollah Ali Khamenei. In un messaggio diffuso dalla tv di Stato, si spiega che "alcuni settori della popolazione, in contatto con l'ufficio, hanno espresso profondo rammarico per aver adottato, sotto l'influenza delle reti di propaganda ingannevoli del nemico, posizioni inappropriate e, a volte, aver commesso atti di mancanza di rispetto nei confronti dell'elevato status della Guida Suprema". Ma è arrivata la rassicurazione: "State tranquilli, poichè quell'Imam martire ha sempre considerato tutti nella nazione iraniana come i propri figli e li avrebbe perdonati e assolti". Dunque "tutti questi cari possano stare certi di essere i destinatari del perdono di quel cuore gentile", garantisce il comunicato.
Spagna chiede a Teheran negoziati in buona fede
La Spagna ha invitato l'Iran a partecipare "in buona fede" ai negoziati di pace con gli Stati Uniti a Islamabad e a fermare i suoi attacchi contro altri paesi. Lo ha dichiarato il ministro spagnolo Josè Manuel Alvares, che ha sentito al telefono il collega iraniano Abbas Araghchi. "Incoraggio l'Iran, come ho comunicato al ministro degli Esteri iraniano, a partecipare a questi negoziati e a partecipare in buona fede", ha detto Alvares ai giornalisti, spiegando di aver parlato con il suo omologo iraniano Abbas cui ha chiesto di fermare "tutti i lanci di missili e droni"
Capo dell’Idf: “Siamo in stato di guerra in Libano, non in cessate il fuoco”
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che "non sono in un cessate il fuoco" con Hezbollah ma "in stato di guerra". Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, riportano i media israeliani, nel Libano meridionale, Zamir ha affermato: "L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento"
Wall Street Journal: “La delegazione iraniana arrivata a Islamabad per i colloqui”
Una delegazione iraniana è arrivata giovedì sera nella capitale pakistana Islamabad per colloqui volti a risolvere il conflitto con gli Stati Uniti": lo affermano "persone a conoscenza della questione" citate dal Wall Street Journal. Secondo le stesse fonti, la delegazione sarebbe guidata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e dal presidente del Parlamento, Mohammad-Bagher Ghalibaf. Secondo il Guardian, l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha definito la notizia dell'arrivo di funzionari iraniani a Islamabad per negoziare con gli Stati Uniti "completamente falsa". Anche altri media statali iraniani hanno riportato smentite simili
Governo del Kuwait: “Dagli alleati dell’Iran efferati attacchi contro di noi”
Il Ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha condannato i raid di ieri sera contro il suo Paese definendoli efferati attacchi perpetrati dall'Iran e dai suoi alleati, tra cui fazioni e gruppi armati, un chiaro riferimento ai gruppi iracheni alleati dell'Iran. Lo scrive Al-Jazeera. La Guardia Nazionale ha poi dichiarato che una delle loro postazioni ha subito danni significativi. Il Kuwait confina con l'Iraq e, nelle ultime due settimane, le autorità hanno affermato che alcuni di questi attacchi provenivano dall'Iraq. Il Kuwait è stato uno dei Paesi più colpiti nelle ultime settimane: l'aeroporto è stato bombardato diverse volte, così come i porti commerciali e gli impianti petroliferi
Morto l’ex ministro Esteri dell’Iran: era stato ferito nel raid del 1 aprile
L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri. Il diplomatico di lungo corso, "rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera", riportano le agenzie Mehr e Isna su Telegram, riprese anche dal Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli Esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami
L’Idf ha colpito dieci lanciamissili di Hezbollah
L’Idf ha colpito nella notte dieci lanciamissili in Libano, dai quali Hezbollah aveva sparato contro Israele. Lo ha riferito il portavoce delle forze armate israeliane.
Teheran, notizia arrivo delegazione a Islamabad è falsa
Teheran nega la notizia diffusa da alcuni media, tra cui il Wall Street Journal, secondo cui la delegazione iraniana sarebbe arrivata a Islamabad in vista dei negoziati con gli Stati Uniti. "La notizia diffusa da alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad, in Pakistan, per negoziare con gli americani, è completamente falsa", ha dichiarato una fonte ben informata all'agenzia di stampa Tasnim. La stessa fonte, non meglio identificata, ha sottolineato che "finchè gli Stati Uniti non rispetteranno gli impegni presi per il cessate il fuoco in Libano e il regime sionista continuerà i suoi attacchi, i negoziati saranno sospesi". La stessa linea è stata espressa ieri dal regime di Teheran.
Media, primo sondaggio dopo tregua penalizza Netanyahu in vista voto
Alleati e avversari del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si aspettano che la campagna militare contro il regime iraniano, ampiamente sostenuta dall'opinione pubblica del Paese, giochi un ruolo di primo piano nelle prossime elezioni, previste entro sei mesi al massimo. Lo scrive il Financial Times. Tuttavia, il primo sondaggio dopo il cessate il fuoco, sostiene il quotidiano britannico, ha fornito "un quadro desolante" per Netanyahu, la cui coalizione è rimasta indietro rispetto all'opposizione nei sondaggi per oltre due anni: il 63% degli israeliani si è dichiarato insoddisfatto dei risultati della guerra. Meno della metà si è detta soddisfatta dell'operato di Netanyahu, che ha attirato aspre critiche anche da parte dei suoi oppositori politici. "Netanyahu sta lottando per il suo futuro", ha affermato un diplomatico. "E allo stato attuale - ha aggiunto - il cessate il fuoco non gli giova. Non ha ancora ottenuto nulla che possa presentare" all'opinione pubblica israeliana.
Allerta antiaerea in tutto Israele all'alba
Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.
Sirene a Tel Aviv dopo lancio missile Hezbollah verso Ashdod
Sirene antiaeree sono state attivate a Tel Aviv e nelle città circostanti nel centro di Israle dopo che l'Idf ha intercettato un missile lanciato da Hezbollah in Libano contro la città costiera meridionale di Ashdod. Non si registrano feriti. Il Comando del Fronte Interno ha diramato per la prima volta un allarme tempestivo per l'attacco missilistico, circa due minuti prima che le sirene suonassero nella città portuale.
Netanyahu: “Oltraggiose le dichiarazioni del ministro della Difesa pakistano”
"L'appello del ministro della Difesa pakistano alla distruzione di Israele è oltraggioso. Questa non è una dichiarazione che può essere tollerata da alcun governo, soprattutto non da un governo che si proclama arbitro neutrale per la pace". Lo comunica in una nota l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in riferimento al tweet del ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif, in cui ha accusato Israele "stato cancerogeno" - di commettere genocidio in Libano. "Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato sul suolo palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, brucino all'inferno", ha scritto Asif.
Hormuz, Trump: “Iran sta facendo pessimo lavoro nella gestione del petrolio”
Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sta facendo un "pessimo lavoro" nella gestione del petrolio nello Stretto di Hormuz. "Questo non è l'accordo che abbiamo!", ha affermato Trump in un post su Truth.
Trump contro il Wsj: “Con l'Iran vittoria, non c'è nulla di prematuro”
L'ira di Donald Trump contro il Wall Street Journal per aver scritto in un editoriale che il presidente ha cantato una "vittoria prematura in Iran". "È una vittoria e non c'è nulla di prematuro. Con me l'Iran non avrà mai l'arma nucleare e molto rapidamente vedrete i flussi di petrolio tornare a scorrere con o senza l'aiuto di dell'Iran", ha detto Trump sul suo social Truth. E ancora, il Wall Street Journal è "sempre rapido a criticare ma non ammette mai quando sbaglia, che è la maggior parte dei casi".
Milei in Israele per il Giorno dell'Indipendenza tra tensioni e minacce iraniane
Il presidente argentino, Javier Milei, ha confermato che si recherà in Israele dal 19 al 22 aprile per partecipare alle celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza, in una visita che si inserisce in un contesto di persistenti tensioni in Medio Oriente e di minacce provenienti da Iran, legate alla sua vicinanza allo Stato ebraico e agli Stati Uniti. Secondo quanto riferito dall'Agenzia giudaica di notizie (Ajn), la missione si svolgerà nelle date indicate ed è stata rilanciata dallo stesso Milei sui social. È inoltre prevista anche la partecipazione del presidente statunitense, Donald Trump. L'agenda include la presenza di Milei alla tradizionale cerimonia di accensione delle torce del 21 aprile, uno degli eventi più simbolici del calendario israeliano. Fonti ufficiali citate da La Nación sottolineano che "nessuno sa cosa può succedere", lasciando aperta l'ipotesi di una cancellazione del viaggio in caso di peggioramento della situazione nella regione.
Sirene antimissili a Tel Aviv e in altre aree di Israele
Gli allarmi anti missile stanno suonando a Tel Aviv e in altre aree di Israele. Lo constata l'Ansa sul posto.
Media, morto ex ministro iraniano Kharrazi
I media iraniani hanno riferito che Kamal Kharrazi, capo del Consiglio strategico per le relazioni estere dell'Iran e ministro degli Esteri della Repubblica islamica dal 1997 al 2005, è morto a causa delle ferite riportate in un attacco israelo-americano circa una settimana e mezza fa. Secondo quanto riportato, anche la moglie di Kharrazi sarebbe rimasta uccisa nell'attacco che ha colpito la loro casa a Teheran.
Trump: “Pedaggi di Teheran a Hormuz? Meglio che non lo facciano”
"Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz: è meglio che non lo stiano facendo e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
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