

























L’Iran ha presentato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato intanto informato per 45 minuti dal Pentagono sui nuovi piani di attacco contro l’Iran. Il tycoon sta valutando se limitarsi al blocco di Hormuz o se riprendere i raid per costringere l’Iran a negoziare secondo le sue richieste. Ieri Trump ha accusato l’Italia di essere stata “inutile nella guerra in Iran”. E ha minacciato di ridurre le truppe americane presenti sul nostro territorio.
Punti chiave
Cbs: “Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania”
Gli Usa: rischio sanzioni a chi paga pedaggio per Hormuz
Media: “Il Giappone acquista petrolio da Mosca e non è sanzionato”
Mosca: Lavrov e Araghchi hanno discusso del passaggio di navi russe da Hormuz
Wsj: l’Iran propone confronto sul nucleare in cambio allentamento sanzioni
Khamenei: l'Iran ha mostrato la sua straordinaria capacità militare
L’Idf: “Senza rimozione uranio arricchito grosso fallimento”
Trump: anticostituzionale la legge che prevede l'autorizzazione del Congresso per estendere oltre i 60 giorni la guerra
Trump: blocco all'Iran funziona, prezzi della benzina caleranno
Trump insiste: “Non sono contento dell'Italia e della Spagna”
Trump: non sono soddisfatto dall’ultima proposta dell’Iran
Araghchi: aperti alla trattativa se gli Usa rinunciano alle richieste eccessive
Axios: gli Usa hanno inviato lunedì una lista di emendamenti all’Iran, anche sul nucleare
L’Iran ha consegnato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa
Intercettati droni su Teheran
Cbs: “Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania”
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran.
Pentagono, il blocco dei porti è costato all'Iran 4,8 miliardi
Il blocco dei porti è costato all'Iran 4,8 miliardi di dollari. È la stima del Pentagono, secondo quanto riportato da Axios. Il Dipartimento della Difesa, il blocco ha precluso a Teheran quasi 5 miliardi di ricavi petroliferi: da quando è iniziato il 13 aprile, le forze americane hanno respinto 40 navi che hanno cercato di attraversarlo. In totale 31 petroliere cariche di 53 milioni di barili di greggio sono bloccate nel Golfo.
Gli Usa: rischio sanzioni a chi paga pedaggio per Hormuz
Rischio sanzioni per chi paga all'Iran il pedaggio per il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. E' l'avvertimento lanciato dal dipartimento del Tesoro Usa che in una nota ha sottolineato di essere "a conoscenza delle minacce iraniane alla navigazione e delle richieste del pagamento di un 'pedaggio' per ottenere il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz". "Tali richieste possono includere diverse opzioni di pagamento", anche sotto forma di presunte "donazioni di beneficenza" verso enti iraniani. Washington ha messo in guardia "cittadini statunitensi e non sul rischio di sanzioni derivante dall'effettuare pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro". "Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento", ha sottolineato l'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Tesoro
Iran, Trump al Congresso: guerra finita ma resta minaccia
Il presidente Usa, Donald Trump, ha notificato al Congresso che le "ostilità contro l'Iran iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate" il 7 aprile quando Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo, poi prorogato. In questo modo, il capo della Casa Bianca intende aggirare la scadenza dei 60 giorni indicata dalla legge come termine massimo entro il quale il presidente può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Parlamento. Nella nota, inviata ai leader del Congresso, Trump sostiene che, nonostante la cessazione delle operazioni militari contro l'Iran, la minaccia del regime di Teheran "rimane significativa". Per questo, il Pentagono continuerà a trasferire forze nella regione "secondo necessità e ove opportuno, per affrontare le minacce iraniane e delle forze filo-iraniane e per proteggere gli Stati Uniti, i loro alleati e i loro partner"
Media: “Il Giappone acquista petrolio da Mosca e non è sanzionato”
Il Giappone ha acquistato un carico di petrolio russo per far fronte alla crisi dovuta al blocco dello Stretto di Hormuz. Lo ha rivelato l'agenzia di stampa russa Tass, precisando che la petroliera Voyager, battente bandiera dell'Oman, si trova attualmente al largo della costa meridionale dell'isola di Kyushu. Il suo arrivo al porto di Kikuma, sull'isola di Shikoku, dove si trova una raffineria della Taiyo Oil, è previsto per il 3 maggio. Come riferisce Nikkei Asia, la notizia è stata confermata dalla società Taiyo Oil, che ha sottolineato come il singolo acquisto di greggio dal progetto Sakhalin-2 nell'Estremo Oriente russo non è soggetto a sanzioni. Si tratta della prima volta che Tokyo acquista petrolio da Mosca dall'invasione dell'Ucraina nel 2022. Il Paese asiatico si riforniva per il 95% delle sue importazioni di petrolio dal Medio Oriente e risente pesantemente del blocco di Hormuz
Mosca: Lavrov e Araghchi hanno discusso del passaggio di navi russe da Hormuz
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, hanno discusso del passaggio di navi e merci russe attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo nel resoconto di una telefonata intercorsa tra i due alti diplomatici, riportato dalla Tass. "Hanno prestato particolare attenzione alle questioni riguardanti il passaggio di navi e merci russe attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato il ministero. Sempre secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri russo, Lavrov e Araghchi, hanno affrontato anche il tema della stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa una soluzione in merito al programma nucleare iraniano. "A seguito dell'incontro del 27 aprile a San Pietroburgo tra il presidente russo Vladimir Putin e Abbas Araghchi, le due parti hanno proseguito il loro sostanziale scambio di opinioni sulle prospettive di una cessazione completa delle ostilità, sulla stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa la garanzia della libertà di navigazione, e su una soluzione in merito al programma nucleare iraniano", ha aggiunto il ministero
Wsj: l’Iran propone confronto sul nucleare in cambio allentamento sanzioni
La nuova proposta iraniana offre di discutere le condizioni di Teheran per l'apertura dello stretto di Hormuz contestualmente alle garanzie americane di porre fine agli attacchi e revocare il blocco dei porti iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza l'Iran chiedeva la rimozione del blocco come precondizione per l'avvio dei negoziati. La proposta prevede inoltre il confronto sul dossier nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. L'Iran ha detto ai mediatori di essere pronto a trattare in Pakistan agli inizi della prossima settimana se Washington è aperta alla proposta
L’Iran: “14 pasdaran morti in un’esplosione durante operazione di sminamento”
Quattordici membri del corpo dei Guardiani della rivoluzione sono stati uccisi e altri due feriti durante un'operazione di sminamento di ordigni inesplosi nella provincia di Zanjan, nel nordovest dell'Iran. Lo ha dichiarato l'Irgc provinciale, secondo quanto riferisce Iran International. L'unità Ansar al-Mahdi dei Psdaran a Zanjan ha dichiarato che le squadre di artificieri erano entrate in un'area contaminata per identificare e neutralizzare munizioni inesplose rimaste da recenti attacchi aerei, quando è avvenuta l'esplosione
Khamenei: l'Iran ha mostrato la sua straordinaria capacità militare
"Dopo oltre 47 anni di lotta e confidando nella Grazia Divina, la Repubblica islamica dell'Iran ha ora dimostrato al mondo una parte della sua straordinaria capacità nella battaglia militare contro i nemici del suo progresso e della sua crescita spirituale. Essa deve altresì vanificare le loro speranze e sconfiggerli nelle fasi del jihad economico e culturale". Lo si legge in un messaggio pubblicato in occasione del Primo Maggio sull'account Telegram della Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khameni. Dal giorno del bombardamento in cui sarebbe stato gravemente ferito, Khamenei non si è mai mostrato né in video né ha rilasciato audio con la sua voce
L’Idf: “Senza rimozione uranio arricchito grosso fallimento”
Se le scorte iraniane di uranio arricchito al 60% non verranno rimosse dall'Iran, la guerra al regime di Teheran sarà stata "un grande fallimento". E' quanto ha affermato un alto funzionario militare israeliano, parlando in una conversazione a porte chiuse con i giornalisti. "Se l'obiettivo nucleare non verrà raggiunto, tutto ciò che abbiamo fatto in Iran sarà un grande fallimento", ha affermato la fonte. "Se l'uranio verrà rimosso dall'Iran per via diplomatica, avremo fatto la nostra parte", ha aggiunto avvertendo tuttavia che se ciò non dovesse accadere, Israele dovrebbe lanciare un'altra operazione per raggiungere l'obiettivo. "Ora vedremo se sarà necessario un ulteriore chiarimento per convincerli a sedersi al tavolo dei negoziati", ha concluso.
Trump: anticostituzionale la legge che prevede l'autorizzazione del Congresso per estendere oltre i 60 giorni la guerra
Donald Trump ha definito "totalmente anticostituzionale" la legge che prevede l'autorizzazione del Congresso per estendere oltre i 60 giorni la guerra contro l'Iran. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente ha detto: "La considero totalmente incostituzionale. Non è mai stata usata prima. Perché dovremmo essere diversi?". E ancora ha aggiunto Trump: "Siamo sempre in contatto con il Congresso, ma nessuno l'ha mai chiesta prima".
Trump: blocco all'Iran funziona, prezzi della benzina caleranno
Il blocco ai porti iraniani funziona al 100%. Lo ha detto Donald Trump assicurando che i prezzi della benzina, saliti negli Stati Uniti al massimo del 2022, caleranno non appena la guerra in Iran sarà finita.
Trump insiste: “Non sono contento dell'Italia e della Spagna”
"Non sono contento dell'Italia e non sono contento della Spagna. Ritengono che sia accettabile che l'Iran possieda armi nucleari". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: non sono soddisfatto dall’ultima proposta dell’Iran
In merito l’ultima proposta di accordo inviata dall’Iran, il presidente usa Trump ha detto di “non essere soddisfatto”. “Stiamo negoziando per telefono – ha aggiunto – Vogliono un accordo, ma non sono contento delle loro proposte. Non credo che raggiungeremo un’intesa”. Trump è poi tornato a fare riferimento alle divisioni interne alla leadership iraniana: "La leadership è molto frammentata.
È composta da due o tre gruppi, forse quattro, ed è una leadership molto disorganizzata. Detto questo, tutti vogliono raggiungere un accordo, ma sono tutti in disaccordo"
Araghchi: aperti alla trattativa se gli Usa rinunciano alle richieste eccessive
Il ministro degli esteri iraniano Araghchi ha affermato che Teheran è «pronta alla intraprendere la via diplomatica se gli Usa rinunciano alle richieste eccessive»
La Casa Bianca non commenta la nuova proposta iraniana di negoziati
La Casa Bianca si è rifiutata di commentare una nuova offerta di negoziati da parte dell'Iran, limitandosi ad affermare che "le discussioni sono in corso". "Non forniamo dettagli su conversazioni private. Il presidente Trump ha chiarito che l'Iran non dovrà mai acquisire armi nucleari e i negoziati proseguono per garantire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti a breve e lungo termine", ha dichiarato Anna Kelly, vice portavoce dell'amministrazione statunitense.
Teheran: “Non crediamo nella volontà negoziale Usa”
Teheran potrebbe accettare la ripresa dei colloqui se gli Stati Uniti revocassero il blocco dei porti iraniani e di conseguenza il regime riaprisse completamente lo Stretto di Hormuz, ma anche così invita a non farsi illusioni sulle prospettive negoziali. Lo ha detto una fonte iraniana alla Cnn aggiungendo che l'Iran nutre ancora una profonda sfiducia nei confronti degli Stati Uniti e non comprende perché abbiano abbandonato i colloqui in Pakistan nell'ultimo round.
Libano: il bilancio delle vittime della guerra sale a 2.618
Sono 2.618 le vittime in Libano dall'inizio della guerra fra Hezbollah e Israele lo scorso 2 marzo. Lo ha riferito il ministero della Salute di Beirut.
Fonti Israele: “Senza rimozione delle scorte di uranio la guerra sarà stata un grande fallimento”
Se non saranno rimosse le scorte di uranio arricchito che l'Iran mantiene, la guerra che Stati Uniti e Israele hanno scatenato il 28 febbraio scorso dovrà essere considerata "un grande fallimento". E' l'ammissione arrivata da una fonte militare israeliana, citata dal Times of Israel, secondo cui gli oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60% che la Repubblica islamica continua a custodire sono sufficienti per sviluppare undici bombe.
L'alto ufficiale afferma che se, nell'ambito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, non si raggiungerà un accordo per rimuovere le scorte di uranio e interrompere l'arricchimento nel Paese, i risultati dei 40 giorni di combattimenti saranno stati vani. "Se l'obiettivo nucleare non verrà raggiunto, allora tutto ciò che abbiamo fatto in Iran sarà stato un grande fallimento. Il malvagio regime iraniano può lanciarsi sul programma nucleare", afferma la fonte, assicurando che "se l'uranio verrà rimosso dall'Iran attraverso mezzi diplomatici, avremo fatto la nostra parte". Tuttavia, se ciò non dovesse accadere, Israele dovrebbe lanciare un'altra operazione contro Iran per raggiungere l'obiettivo, avverte.
La portaerei americana Ford lascia il Medio Oriente
La portaerei USS Gerald R. Ford ha lasciato il Medio Oriente dopo aver partecipato alle operazioni contro l'Iran. Secondo una fonte, la Ford si trova attualmente nell'area di responsabilità del Comando Europeo degli Stati Uniti (EUC), e in Medio Oriente restano 20 navi della Marina statunitense, incluse le portaerei USS Abraham Lincoln e USS George H.W. Bush.
La Ford è rimasta in mare per oltre 10 mesi, durante i quali ha già preso parte alle operazioni statunitensi nei Caraibi per colpire imbarcazioni sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, intercettare petroliere soggette a sanzioni e catturare il leader venezuelano Nicolas Maduro.
Il 12 marzo, un incendio è scoppiato nella lavanderia della portaerei, ferendo due marinai e causando gravi danni a circa 100 letti.
Secondo quanto riportato, la nave avrebbe anche avuto seri problemi con il sistema di servizi igienici durante la navigazione, con intasamenti e lunghe code per le toilette a bordo.
Axios: gli Usa hanno inviato lunedì una lista di emendamenti all’Iran, anche sul nucleare
Gli Stati Uniti, tramite i mediatori del Pakistan, hanno inviato lunedì all'Iran un elenco di emendamenti volti a reinserire la questione nucleare nel testo dell'accordo. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Uno degli emendamenti includeva la richiesta che l'Iran si impegnasse a non svolgere alcuna attività ai propri impianti nucleari bombardati e a non tentare di toccare le scorte di uranio arricchito finché proseguono i negoziati.
Israele, feriti due riservisti dell’Idf in un attacco di Hezbollah con i droni
Due riservisti delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in un attacco con droni sferrato da Hezbollah vicino a Misgav Am, nel nord di Israele. I due feriti sono stati trasportati in ospedale. Le Idf affermano di aver avviato un'indagine sull'attacco, che definiscono "una violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico Hezbollah", riferisce il Times of Israel.
L’Idf emette l’ordine di evacuazione per la città di Habboush, nel sud del Libano
Le Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione per la città di Habboush, nel sud del Libano, vicino a Nabatieh. Ai civili è stato ordinato di evacuare ad almeno un chilometro di distanza. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocervi", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee.
Araghchi sente gli omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaijan
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto oggi colloqui telefonici con i suoi omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaijian incentrati sulle ultime "iniziative della Repubblica islamica per porre fine alla guerra". A riferirne è stato in un comunicato il suo ministero.
L’Iran ha consegnato al Pakistan la sua ultima proposta per i negoziati con gli Usa
L'Iran ha presentato una nuova proposta per i colloqui con gli Stati Uniti ai mediatori pachistani. A riferirne sono i media iraniani. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha consegnato ieri sera al Pakistan, in qualità di mediatore nei colloqui con gli Stati Uniti, il testo della sua ultima proposta negoziale", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Irna, senza fornire ulteriori dettagli.
Madrid: “Non accettiamo lezioni o minacce da Trump”
"Non accetteremo né lezioni né minacce da nessuno". Lo ha affermato la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, dopo le parole di Donald Trump che ha affermato di pensare al ritiro delle truppe statunitensi dalle basi in territorio iberico. Il tycoon imputa a Madrid il mancato aiuto nella guerra all'Iran.
Media: gli Usa preparano un nuovo round di colloqui Israele-Libano
Washington si sta preparando a ospitare un altro ciclo di colloqui tra Israele e Libano, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan News. Lo riporta il Jerusalem Post.
Negli Usa la guerra in Iran è impopolare come quelle in Iraq e Vietnam
La guerra del presidente Donald Trump in Iran è tanto impopolare tra gli americani quanto la guerra in Iraq nel 2006 e la guerra del Vietnam nei primi anni '70. Lo rileva un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos.
Il 61% degli americani - scrive il Washington Post - afferma che l'uso della forza militare contro l'Iran è stato un errore, con meno di due americani su dieci che credono che le azioni statunitensi in Iran siano state efficaci. Il 40% si dice invece convinto che l'operazione non sia riuscita mentre una quota analoga afferma che è "troppo presto per dirlo". Ma il sostegno alla guerra tra i repubblicani rimane alto: il 79% crede che sia stata la decisione giusta.
Il consigliere di Khamenei: “Sta benissimo, supervisiona i negoziati”
La Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, sta "perfettamente bene" e sta supervisionando i "negoziati", nonostante non appaia in pubblico dalla sua nomina, avvenuta l'8 marzo. Ad affermarlo è stato un consigliere di Khamenei, Mohsen Qomi, esponente religioso che ricopre la carica di vice responsabile per gli affari internazionali presso l'ufficio della Guida Suprema, citato dall'agenzia Fars. Qomi ha confermato che Khamenei è rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, all'inizio della guerra, affermando però che pochi minuti prima del bombardamento si era recato nel cortile, riuscendo così a sopravvivere all'impatto. La Guida Suprema ha limitato le sue comunicazioni pubbliche a presunte dichiarazioni scritte, senza rilasciare video o registrazioni vocali.
Ciò ha alimentato le illazioni sulla gravità delle sue ferite.
"Questo è un trucco del nemico. Vogliono dire: perché non appare? Perché non invia messaggi vocali o di condoglianze?", ha affermato Qomi, assicurando che Khamenei "sta benissimo, gestisce gli affari" e "supervisiona i negoziati e il campo di battaglia". Qomi ha aggiunto che Khamenei ha anche dato istruzioni al team negoziale su "come comportarsi nelle diverse situazioni". "Ha piena consapevolezza e controllo della situazione", ha concluso il religioso.
Capo della magistratura iraniana: “Favorevoli al dialogo, ma no imposizioni”
Il presidente della Corte Suprema iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha affermato che Teheran non ha mai smesso di negoziare con gli Stati Uniti. "Non vogliamo la guerra, ma non ne abbiamo paura. Se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla: questa è la ferma posizione della nostra nazione". Le sue parole riportate da Irib. Secondo il funzionario iraniano sebbene Teheran "abbia sempre accolto con favore i negoziati", la diplomazia "si basa sulla logica e sulla razionalità".
"Certamente non accettiamo imposizioni. Un nemico che non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi attraverso l'aggressione e le minacce non può certo essere prepotente o esigente al tavolo delle trattative", ha concluso.
Parigi: "Nessuna rivalità tra la coalizione Usa per Hormuz e l’iniziativa franco-britannica”
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato venerdì che il piano americano per una coalizione volta a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz, al centro della guerra in Iran, non entrerebbe in conflitto con la missione che Francia e Regno Unito intendono realizzare. Lo riportano i media transalpini. Parlando ad Abu Dhabi al termine di un tour regionale, il ministro degli Esteri francese ha indicato di aver informato i suoi alleati del Golfo dell'iniziativa franco-britannica, che si trova ora in una fase "avanzata". Barrot ha affermato che il progetto americano non è "della stessa natura" di quello avviato da Francia e Regno Unito, al quale "diverse dozzine" di paesi hanno annunciato che "certamente" contribuiranno descrivendolo come "complementare" e non "in competizione" con l'iniziativa franco-britannica.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi accusa gli Usa: “Mentono sul costo della guerra”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il Pentagono sta mentendo sul costo economico della guerra, lanciata dall'amministrazione Trump il 28 febbraio insieme a Israele.
"La scommessa di Netanyahu è costata finora direttamente all'America 100 miliardi di dollari, quattro volte la cifra dichiarata", ha scritto Araghchi su X riferendosi ai dati diffusi dal ministero della Difesa americano. "I costi indiretti per i contribuenti statunitensi sono molto più alti. La bolletta mensile per ogni famiglia americana è di 500 dollari ed è in rapida crescita. Israele first (prima) significa sempre America ultima", ha aggiunto.
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) May 1, 2026The Pentagon is lying. Netanyahu's gamble has directly cost America $100b so far, four times what is claimed.
Indirect costs for U.S. taxpayers are FAR higher. Monthly bill for each American household is $500 and rising fast.
Israel First always means America Last. pic.twitter.com/onailLYFdL
Telefonata fra Araghchi e Kallas sulla situazione regionale
Il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto in mattinata un colloquio telefonico con l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas. Lo riportano i media iraniani spiegando che i due hanno discusso degli ultimi "sviluppi regionali e internazionali".
Trump: “Nessuno sa dello stato dei colloqui tranne me e pochi altri”
“Nessuno sa dello stato dei colloqui a parte me e pochi altri”. A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti. "Nessuno sa cosa sono i colloqui a parte me e un paio di altre persone", ha risposto a chi gli chiedeva delle trattative. Teheran, ha poi assicurato, "vuole moltissimo un accordo".
Media: Pezeshkian e Ghalibaf vogliono destituire Araghchi, vicino ai pasdaran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf, starebbero facendo pressioni per ottenere la rimozione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo scrive Iran International, giornale con sede a Londra. L'accusa è quella di essere troppo vicino ai pasdaran. Pezeshkian e Ghalibaf - viene spiegato - ritengono che nelle ultime settimane Araghchi si sia comportato meno come un ministro incaricato di attuare le politiche governative e più come un assistente di Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie Rivoluzionarie. La situazione avrebbe causato profonda insoddisfazione in Pezeshkian, il quale avrebbe confidato ai suoi collaboratori che, se la situazione dovesse persistere, licenzierà Araghchi, secondo quanto riferito dalle fonti.
Media: l’Iran dissotterra i missili in vista del possibile nuovo attacco Usa
L'Iran sta approfittando del cessate il fuoco per dissotterrare le proprie armi. Stando a quanto riporta NbcNews citando un funzionario statunitense e altre due fonti a conoscenza della questione, il regime avrebbe intensificato le operazioni di scavo per recuperare missili e altre munizioni nascoste sottoterra o sepolte sotto le macerie dei raid aerei statunitensi e israeliani. Gli Stati Uniti - riporta l'emittente - ritengono che il regime voglia ricostituire rapidamente le proprie capacità in termini di utilizzo di droni e missili per poter sferrare attacchi in tutto il Medio Oriente qualora il presidente Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni militari.
Trump informato su piani Usa per nuovi attacchi
Il capo del Centcom (Comando centrale dell'esercito Usa), Brad Cooper, e il capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, hanno informato nella notte il presidente Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing di ieri è durato 45 minuti. Il briefing indica che Trump sta seriamente valutando la possibilità di riprendere importanti operazioni di combattimento, sia per cercare di sbloccare la situazione nei negoziati, sia per sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Secondo Axios, il Centcom ha preparato un piano per una serie di attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati.
Stupore al Pentagono per l’idea di Trump di ridurre i soldati in Germania
Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla possibilità di ritirare parte delle truppe americane dalla Germania hanno "sbalordito" i funzionari del Pentagono, che si sono affrettati a cercare di capire quanto fosse serio l'annuncio. È quanto hanno riferito tre funzionari militari statunitensi a Politico. Le fonti hanno spiegato che la questione riguarda "una potenziale nuova spinta per ritirare centinaia, se non migliaia, di soldati americani dalla Germania". Il Pentagono "non se lo aspettava e non aveva pianificato alcun tipo di riduzione delle truppe", ha riportato, da parte sua, un funzionario del Congresso a conoscenza della situazione, "ma dobbiamo prenderlo sul serio perché lo era stato durante il suo primo mandato".
Guterres: “La chiusura di Hormuz strangola l’economia mondiale”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz "strangola l'economia globale". "Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa", ha scritto su X, "la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell'area dello Stretto perturba i mercati energetici, dei trasporti, manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale". "Ora è il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace".
Axios: “Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco all'Iran”
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il capo di Stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios, aggiungendo che il briefing è durato 45 minuti.
Nbc: “Teheran sfrutta tregua per recuperare armi sottoterra”
L'Iran sta sfruttando il cessate il fuoco per estrarre le armi nascoste sottoterra prima dell'attacco di Usa e Israele o sepolte dai successivi bombardamenti. È quanto riferiscono alcuni funzionari Usa a Nbc. Secondo le fonti, negli ultimi giorni Teheran sta intensificando le operazioni di recupero di missili balistici e munizioni. L'obiettivo della Repubblica islamica, secondo gli Usa, è ripristinare il proprio arsenale di droni e missili allo scopo di colpire obiettivi in Medio Oriente qualora Washington decida di riprendere gli attacchi.
“Trump dichiarerà la fine della guerra per aggirare il Congresso”
L'amministrazione Trump, ai fini della Risoluzione sui poteri di guerra, intende dichiarare formalmente concluse le ostilità con l'Iran iniziate lo scorso 28 febbraio. È quanto riferisce un alto funzionario di Washington alla Nbc, alla vigilia della scadenza dei 60 giorni che sono il termine massimo entro il quale il presidente degli Stati Uniti può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso. "Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa – dal nostro punto di vista –che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso", aveva dichiarato ieri il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante un'audizione al Senato. "Le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono terminate", aveva sottolineato in precedenza un alto funzionario dell'amministrazione ad Afp, "non ci sono stati scambi di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile". Dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso più drastica del sostenere, come ha fatto Hegseth, che il cessate il fuoco fermi il conteggio dei 60 giorni. In questo modo la Casa Bianca intende probabilmente lasciarsi aperta l'opzione di lanciare un nuovo attacco alla Repubblica Islamica e di dichiararlo una seconda operazione, distinta da 'Epic Fury', avviata il 28 febbraio.
Per il Libano gli Usa propongono un faccia a faccia tra Aoun e Netanyahu
L'ambasciata statunitense a Beirut ha proposto un incontro tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per porre fine al conflitto tra "due Paesi vicini che non dovrebbero essere in guerra". Un faccia a faccia tra i due leader, "facilitato dal presidente Trump, offrirebbe al Libano l'opportunità di ottenere garanzie concrete dagli Stati Uniti in merito alla piena sovranità, all'integrità territoriale, alla sicurezza delle frontiere, agli aiuti umanitari e per la ricostruzione, e al completo ripristino dell'autorità dello Stato libanese su ogni centimetro quadrato del suo territorio", si legge in una nota pubblicata sul profilo X dell'ambasciata.
Teheran: “Irrealistico aspettarsi risultati rapidi dai colloqui”
"irrealistico aspettarsi risultati rapidi dai colloqui con gli Stati Uniti". Lo ha dichiarato all'agenzia Irna un portavoce del ministero degli Esteri iraniano.
Intercettati droni su Teheran
Le difese aeree iraniane hanno intercettato piccoli droni e Uav di sorveglianza su alcune zone di Teheran. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, aggiungendo che si sono uditi colpi di artiglieria nelle aree occidentali, centrali e sud-orientali della capitale. Le sirene antiaereo hanno risuonato in tutta la città.
Crosetto a Trump: “Non capirei ragioni della riduzione di truppe Usa”
"Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili a una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alle dichiarazioni di ieri del presidente Usa Donald Trump, che ha definito come "probabile" una riduzione delle truppe Usa in Italia. Il presidente americano aveva detto che "l'Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile".
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