惯性聚合 高效追踪和阅读你感兴趣的博客、新闻、科技资讯
阅读原文 在惯性聚合中打开

推荐订阅源

爱范儿
爱范儿
博客园 - 叶小钗
OSCHINA 社区最新新闻
OSCHINA 社区最新新闻
腾讯CDC
S
SegmentFault 最新的问题
D
DataBreaches.Net
Hugging Face - Blog
Hugging Face - Blog
L
LangChain Blog
Recent Announcements
Recent Announcements
阮一峰的网络日志
阮一峰的网络日志
N
Netflix TechBlog - Medium
大猫的无限游戏
大猫的无限游戏
M
MIT News - Artificial intelligence
酷 壳 – CoolShell
酷 壳 – CoolShell
博客园 - 三生石上(FineUI控件)
F
Fortinet All Blogs
让小产品的独立变现更简单 - ezindie.com
让小产品的独立变现更简单 - ezindie.com
Martin Fowler
Martin Fowler
雷峰网
雷峰网
J
Java Code Geeks
钛媒体:引领未来商业与生活新知
钛媒体:引领未来商业与生活新知
小众软件
小众软件
云风的 BLOG
云风的 BLOG
T
Tailwind CSS Blog

Repubblica.it Esteri

Guerra Ucraina - Russia, le news del 13 aprile. Mosca: “Il voto in Ungheria non influirà sul conflitto”. Scad… Attacco senza precedenti di Trump a Leone. Il Papa: “Non ho paura di lui. Continuo contro la guerra” Ecco perché il blocco Usa di Hormuz rischia di devastare il mercato energetico internazionale Il Papa in Algeria, prima tappa di 11 giorni in 4 Paesi africani: “No alle tentazioni neocoloniali” Un Picasso a 100 euro: a Parigi la lotteria per raccogliere fondi per la ricerca sull’Alzheimer Budapest canta "Bella ciao": così la vittoria di Magyar chiude l'era Orbán Ungheria, Magyar nuovo premier. Il vincitore: “Non chiamerò Putin né Trump. Lo zar fermi la guerra” Ungheria, parla Magyar: "Siamo un Paese libero, il nostro posto è in Europa. Basta ingerenze" Elezioni in Perù, Keiko Fujimori in vantaggio: al ballottaggio nel nome del padre Stoccolma, migliaia di iraniani in piazza ascoltano il discorso di Reza Pahlavi a parlamento svedese Bisogna risalire ai tempi di Bonifacio VIII per un attacco così violento Così, con la visita di Leone, l’autoritaria Algeria cerca di riabilitarsi davanti all’Occidente Papa Leone: "Non ho paura di Trump, né di dire ad alta voce il messaggio del Vangelo" Ungheria, la conferenza stampa di Peter Magyar il giorno dopo la vittoria contro Orbán - la diretta Leone XIV replica a Trump: "No al dibattito con lui, continuerò ad alzare la voce contro la guerra" Leone a Trump: "Non voglio dibattiti con lui, ma qualcuno deve alzarsi e dire no alla guerra" Ungheria, il potenziale nuovo ministro della Salute balla scatenato sul palco della vittoria Trump con l'Ia si trasforma in Gesù. Ma poi cancella il post: “Fake news, ero ritratto come medico” Elezioni in Ungheria, le news. Magyar è il nuovo premier: “Abbiamo liberato il Paese” Trump: "Non sono fan di Papa Leone, non crede nella lotta alla criminalità " Papa Leone parte per un lungo tour in Africa: 11 città e paesi per 18mila chilometri e 18 voli Elezioni in Ungheria, i giovani entusiasti: "Orbán se n'è andato. Ora sentiamo che c'è una speranza" Guerra Ucraina - Russia, le news del 12 aprile. Zelensky mercoledì a Roma, vedrà Meloni. Kiev denuncia violaz… Tank israeliano sperona due mezzi italiani Unifil: sale la tensione in Libano Netanyahu: “Libano piegato con la forza, Israele ha ancora molto da fare” Guerra in Iran, le news del 13 aprile. Scatta il blocco Usa di Hormuz. Media: “Passa la prima nave” La ex di Zampolli contro Melania Trump: le accuse che evocano Epstein Usa-Iran, salta la trattativa. Trump: blocchiamo Hormuz Orbán, la fine dell’autocrate braccato dagli scandali: “Ma non mi arrenderò” Usa e Iran, sullo stop all’atomica posizioni lontane
Flotilla, gli aiuti ai gazawi distribuiti in Cisgiordania...
Matteo Macor · 2026-06-25 · via Repubblica.it Esteri

Dieci mesi fa diventavano il simbolo stesso della mobilitazione per la causa palestinese e della solidarietà dei genovesi, oggi arrivano finalmente a destinazione nelle mani dei civili palestinesi ma insieme testimoniano la sconfitta della comunità internazionale a Gaza.

Le 240 tonnellate di aiuti umanitari raccolte la scorsa estate da Music for Peace, nella Genova diventata epicentro delle proteste contro il genocidio in Palestina e porto di partenza della prima Flotilla diretta verso le coste gazawe, sono «in fase di distribuzione».

A farlo sapere gli stessi operatori dell’organizzazione umanitaria, che oggi hanno illustrato il piano di distribuzione dei primi 9mila pacchi famiglia a Palazzo Tursi, nel salone di rappresentanza del Comune di Genova, insieme a due sostenitori illustri della raccolta di un anno fa, la sindaca Silvia Salis e l’arcivescovo della città Marco Tasca, con loro anche il capogruppo in Senato del M5s Luca Pirondini.

I beni di prima necessità partiti da Genova e rimasti bloccati per mesi ad Amman, in Giordania, sono arrivati agli sfollati ospitati nei campi profughi al confine con la Cisgiordania, ma non potranno andare oltre: «a Gaza si continua a non poter entrare – si fa capire in Mfp – e questo rimane un fallimento collettivo».

Se delle oltre 500 tonnellate di aiuti raccolte da tutta Italia nei giorni dell’ondata di solidarietà 180 erano già state distribuite in Sudan e 50 sul territorio italiano, le 240 rimanenti avevano viaggiato con la cosiddetta “Flotilla di terra” nelle stesse settimane in cui la spedizione di mare navigava verso Gaza, fino allo stop all’ingresso della Striscia, “congelate” dalle autorità israeliane.

«Insieme ostaggio e prova certa di quello che denunciamo da sempre», spiegano in Mfp, in prima linea a Gaza da quasi vent’anni: «Dopo nove mesi siamo riusciti finalmente a ottenere il permesso di distribuire gli aiuti bloccati in Giordania, – spiega Valentina Gallo di Music for Peace – ma è l’unico risultato che siamo riusciti a ottenere. L’obiettivo continua a essere l’ingresso a Gaza, quello che le autorità israeliane continuano a negare».

«La maggior parte dell’opinione pubblica crede che la tregua garantita dal Board of Peace abbia aperto un accesso umanitario a Gaza, ma non è così – spiega Stefano Rebora, il presidente dell’organizzazione, in collegamento dalla Cisgiordania dove fino a metà luglio si occuperà della distribuzione - A Gaza non si entra, non si esce, e i convogli che transitano sono limitatissimi. La gente muore ogni giorno di bombe, di armi da fuoco, di fame, sete e malattie. Il risultato è che, a seguito di un genocidio in atto, alle ong, gli enti preposti per definizione a contrastare le sofferenze di guerre e massacri, viene negata la possibilità concreta di intervenire. Si tratta di un fallimento collettivo dell’umanità del proteggere le vite di chi fugge dalla guerra».

A dare il senso del chiaroscuro della questione, che da una parte vede gli aiuti finalmente in fase di distribuzione e dall’altra certifica lo stop della missione prima dell’ingresso nella Striscia, è anche il parlamentare dem Arturo Scotto, tra i partecipanti alla prima Global Sumud Flotilla. «È molto importante gli aiuti arrivino alla popolazione dei palestinesi nei campi profughi in Cisgiordania e Giordania, ma non dimentichiamoci non arriveranno nella Striscia di Gaza sotto assedio da 2 anni e mezzo di Genocidio».

«L'obiettivo - dice in una nota l’esponente del Pd - era quello, ma, nonostante le promesse del Governo e il tanto propagandato programma di Food For Gaza, non entra ancora uno spillo nella Striscia. Meloni sosteneva che fosse inefficace la missione della Global Sumud Flotilla sul piano umanitario, mentre bastavano poche ore per fare entrare gli aiuti raccolti da Music in maniera più sicura attraverso i canali ufficiali del Governo. Non è andata così purtroppo. Siamo davanti al fallimento del Governo italiano, la cui linea di accondiscendenza al Governo Nethanyahu non ha prodotto praticamente nulla».

«Le armi vengono fatte passare, il cibo e gli aiuti umanitari no», è invece la denuncia dell’arcivescovo di Genova Tasca, che a fine agosto la sera della fiaccolata che accompagnò la partenza delle prime imbarcazioni italiane della Flotilla si ritrovò nella stessa piazza di cittadini, partiti, associazioni e centri sociali. «E questa distribuzione è molto più di un aiuto materiale, è il segno di una comunità che non vuole restare indifferente davanti al dolore degli altri in un momento in cui il rischio più grande è l’assuefazione al conflitto, l’indifferenza».

«Oggi quegli aiuti stanno arrivando famiglia per famiglia, ma questo risultato non può bastare – è infine il rilancio di Salis – Non possiamo accettare che siano stati necessari nove mesi per consegnare aiuti umanitari a una popolazione costretta a lasciare la propria terra sotto le bombe: serve un accesso umanitario stabile e sicuro, serve la protezione dei civili, serve il rispetto della vita e della dignità delle persone. I 9 mila pacchi consegnati alle famiglie di sfollati stanno svolgendo la loro, chi riesce a criticare non merita risposta ed è un motivo in più per non ascoltare chi fa benaltrismo o populismo».