























Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato la missione in Pakistan di Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha riferito Fox News. I due inviati americani avrebbero dovuto incontrare il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, a Islamabad. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che "non è previsto alcun incontro con gli Stati Uniti" in Pakistan, replicando alle anticipazioni rilanciate da Axios che citava fonti di Islamabad indicando lunedì come possibile data per colloqui diretti tra i rappresentanti di Teheran e Washington.
Punti chiave
Netanyahu: ho ordinato all'Idf di attaccare con vigore Hezbollah in Libano
A seguito delle numerose violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l'ufficio del primo ministro israeliano ha annunciato che "il premier Benyamin Netanyahu ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare con vigore gli obiettivi di Hezbollah in Libano". Lo scrive Ynet
Trump: da Iran nuovo documento dopo stop a viaggio inviati Usa in Pakistan
"Il documento che ci ha proposto l'Iran non era abbastanza". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti. "Stranamente dieci minuti dopo che ho cancellato il viaggio dei miei inviati in Pakistan ce ne hanno mandato un altro", ha aggiunto il presidente.
Araghchi: “Bisogna capire se gli Usa sono davvero seri sulla diplomazia”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che la sua visita in Pakistan è stata "molto fruttuosa" e ha elogiato "l'impegno e gli sforzi fraterni" di Islamabad per contribuire a ristabilire la pace nella regione, esprimendo al contempo dubbi sulla serietà dell'impegno diplomatico degli Stati Uniti. In un post su X, Araghchi ha affermato di aver condiviso la posizione dell'Iran su un "quadro praticabile per porre fine in modo permanente alla guerra contro l'Iran", aggiungendo: "Devo ancora vedere se gli Stati Uniti prendono davvero sul serio la diplomazia". Lo scrive Iran International
I pasdaran: controllo di Hormuz strategico contro Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che il controllo dello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per le forniture globali di petrolio e gas, costituisce la "strategia definitiva" di Teheran nel suo conflitto con gli Stati Uniti. "Il controllo dello Stretto di Hormuz e il mantenimento del conseguente effetto deterrente sull'America e sugli alleati della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva della Repubblica Islamica dell'Iran", hanno dichiarato le Guardie in un comunicato pubblicato sul loro canale Telegram ufficiale
Trump: “Annullato viaggio Pakistan, troppa confusione su leader in Iran”
"Ho appena annullato il viaggio dei miei rappresentanti in Pakistan per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato negli spostamenti, troppo lavoro! Inoltre, vi sono fortissime lotte intestine e confusione all'interno della loro 'leadership'. Nessuno sa chi comandi, nemmeno loro stessi. Per di più, abbiamo tutte le carte in mano noi; loro non ne hanno nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!!!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth
Trump: “Guerra riprende? Non ci abbiamo ancora pensato”
"No. Non significa questo. Non ci abbiamo ancora pensato". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda del giornalista di Axios, Barak Ravid, che gli ha chiesto se l'annullamento della missione di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan significasse la ripresa della guerra. "Non vedo alcun motivo per fargli fare un volo di 18 ore nella situazione attuale (dei negoziati, ndr). È troppo lungo. Possiamo farlo altrettanto bene per telefono. Gli iraniani possono chiamarci se vogliono. Non andremo lì solo per stare seduti a non fare nulla", ha aggiunto Trump, riferendosi sempre alla missione di Witkoff e Kushner a Islamabad
Media: Trump ha annullato il viaggio di Witkoff e Kushner a Islamabad
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato la missione in Pakistan di Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha riferito Fox News, precisando che il capo della Casa Bianca ha informato della decisione la giornalista dell'emittente, Aishah Hasnie. I due inviati americani avrebbero dovuto incontrare il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, a Islamabad. Secondo Ravid Trump avrebbe
deciso di annullare il viaggio dei suoi inviati per via "della posizione dell'Iran". Mentre a Fox News il presidente americano avrebbe detto: "Abbiamo tutte le carte in mano. Possono chiamarci quando vogliono, ma non si possono fare 18 ore di volo per stare lì a parlare del nulla"
Al Arabiya: Araghchi, tornerà domani a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, tornerà domani a Islamabad. Lo ha riferito Al Arabiya, citando fonti pakistane.
Axios: Witkoff e Kushner ancora a Miami, nessun progresso nel negoziato
Non sono ancora partiti per il Pakistan l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il genero di Donald Trump, Jared Kushner. Secondo il giornalista di Axios, Barak Ravid, i due sono ancora a Miami e "non sembra ci siano progressi in questa fase". Ieri la portavoce della Casa Bianca aveva annunciato che Witkoff e Kushner sarebbero partiti per Islamabad questa mattina. Sempre secondo Ravid, non era previsto che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aspettasse in Pakistan la delegazione americana e quindi la sua partenza per l'Oman non ha un significato particolare. Il piano era che Araghchi proseguisse verso Oman e Russia e forse tornasse in Pakistan all'inizio della settimana per incontrare i due americani
Media: “Araghchi lascia il Pakistan senza incontrare la delegazione Usa”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha lasciato il Pakistan senza incontrare i funzionari statunitensi. Lo riporta l'emittente libanese Al-Mayadeen. In precedenza, i media iraniani avevano riferito che Teheran si rifiutava di incontrare i rappresentanti americani finché fosse continuato il blocco dello Stretto di Hormuz da parte del Comando Centrale degli Stati Uniti. Gli iraniani hanno annunciato ufficialmente durante la notte di non avere intenzione di incontrare gli inviati di Washington, Steve Witkoff e Jared Kushner, che avrebbero dovuto partire per il Pakistan nel corso della giornata. Secondo Axios, il programma di Araghchi prevede tappe in Oman e Russia, e un possibile ritorno in Pakistan all'inizio di questa settimana per incontrare la delegazione americana. Nel frattempo, comunque, Witkoff e Kushner sono ancora a Miami. Al momento non sembra esserci alcun progresso per il secondo round di colloqui
Il governo del Pakistan conferma i colloqui con Araghchi
Il governo del Pakistan ha confermato un incontro al vertice con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Islamabad. In un post su X, viene riferito che il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif ha incontrato il capo della diplomazia di Teheran. Ai colloqui, precisa il governo, hanno partecipato anche il ministro degli Esteri del Pakistan Muhammad Ishaq Dar e il capo di stato maggiore dell'Esercito Asim Munir. Le parti hanno "discusso della situazione regionale", recita il post
Pezeshkian invita popolazione a risparmiare elettricità
Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha invitato la popolazione a risparmiare elettricità in diretta televisiva. "Al momento non chiediamo sacrifici alla gente, ma chiediamo di ridurre il consumo di elettricità ed energia. Ad esempio, a casa, invece di tenere accese 10 luci, lasciatene accese solo 2. Cosa c'è di male?", ha chiesto Peseschkian, come riportano i media locali
Libano: “Attacchi israeliani nel sud, 4 morti”
Il ministero della Salute di Beirut ha riferito che gli attacchi odierni di Israele nel sud del Libano hanno causato almeno quattro morti. "Due attacchi sferrati dal nemico israeliano, contro un camion e una motocicletta, nella città di Yohmor al-Shaqeef, nel distretto di Nabatieh, hanno ucciso quattro persone", ha dichiarato il ministero in un comunicato. Gli attacchi delle forze di difesa israeliane (Idf) proseguono nonostante il fragile cessate il fuoco in vigore, prorogato di tre settimane dopo i colloqui avvenuti giovedì a Washington tra gli ambasciatori di Israele e del Libano
Media: “Si allontanano le prospettive per secondo round di colloqui Usa-Iran”
Le prospettive per la ripresa del secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si stanno rapidamente affievolendo, poiché Teheran non è ancora pronta ad accogliere la delegazione statunitense, il cui arrivo da Washington era previsto in tarda serata. Lo riferisce il giornalista Kamran Khan del portale Nukta, citando fonti informate. Secondo le fonti, l'Iran continua a insistere affinché gli americani pongano fine al blocco dello Stretto di Hormuz come precondizione per l'apertura del secondo round di negoziati
Teheran: “Gli Usa stanno cercando di salvare la faccia e uscire dalla guerra”
Il ministero della Difesa iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno cercando un modo per "salvare la faccia" e uscire dalla guerra, mentre gli inviati statunitensi si recano in Pakistan per negoziati di pace. "La nostra potenza militare è oggi dominante e il nemico sta cercando un modo per salvare la faccia e uscire dal pantano bellico in cui è rimasto intrappolato", ha riportato l'agenzia di stampa Isna citando un portavoce del ministero
Media: "La Turchia potrebbe partecipare all’operazione di sminamento dello Stretto di Hormuz”
La Turchia potrebbe valutare la possibilità di partecipare alle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz in seguito a un possibile accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan, come riportato da Iran International. Parlando a Londra, Fidan ha affermato che, dopo un eventuale accordo, un team tecnico multinazionale si occuperebbe probabilmente delle operazioni di sminamento e che la Turchia non avrebbe "alcun problema" a parteciparvi. Ha aggiunto che Ankara rivaluterebbe il proprio ruolo qualora una tale coalizione fosse coinvolta in un nuovo conflitto e ha affermato che le questioni relative al programma nucleare iraniano potrebbero essere risolte nel prossimo ciclo di colloqui in Pakistan
Media: “Araghchi consegna al Pakistan la risposta per gli Usa”
Com'era stato preannunciato, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato al Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti per i negoziati in corso. A quanto riporta Irib news, Araghchi ha trasmesso le osservazioni al capo di Stato maggiore Asem Munir, mediatore tra Teheran e Washington. Il testo è "esaustivo" e contiene "tutte le considerazioni di Teheran", spiega l'emittente di Stato
La giornalista Usa rapita in Iraq: “Picchiata e lasciata senza cure”
La giornalista americana Shelley Kittleson, rapita a Baghdad, in Iraq, il mese scorso, ha raccontato alla Cnn di essere stata picchiata "in modo piuttosto violento", bendata e legata con fascette di plastica durante il suo sequestro da parte di una milizia filo-iraniana. Ha affermato di non aver ricevuto alcuna assistenza medica durante la detenzione e che le è stato detto che il suo passaporto americano era il motivo del suo rapimento. "Mi hanno detto: 'Sappiamo che il pubblico americano non ha colpa, ma questa è la guerra e tu sei in Iraq. Hai fatto un errore a venire qui'", ha raccontato
Teheran giustizia un iraniano accusandolo di essere pagato dal Mossad
L'Iran ha giustiziato un cittadino iraniano, Erfan Kiani, sostenendo che fosse un "mercenario del Mossad" e che avesse partecipato ad atti di vandalismo e violenza durante le proteste contro il regime. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata dal media israeliano Ynet, Kiani era "uno dei principali istigatori del nemico nelle rivolte di gennaio nella città di Isfahan", aveva appiccato incendi a proprietà pubbliche e private e seminato paura e terrore brandendo un machete
Media: “La Germania invierà un dragamine a Hormuz”
La Marina tedesca invierà una dragamine nel Mediterraneo per prepararsi a un possibile dispiegamento nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Boris Pistorius al quotidiano tedesco Rheinische Post, a quanto riporta Al Jazeera. Il dragamine dovrebbe essere schierato insieme a una nave comando e di rifornimento, ha detto il ministro, senza specificare quando partiranno le navi
Teheran: “Smantellate cellule curde affiliate al nemico”
I Pasdaran hanno annunciato di avere smantellato una vasta rete di miliziani curdi che stavano preparando il terreno per un attacco nemico. Lo riporta l'agenzia Fars. Oltre 250 "agenti controrivoluzionari" sono stati arrestati "Nel corso di una serie di operazioni condotte nelle province del Kurdistan e di Kermanshah, sono state individuate e neutralizzate diverse cellule affiliate a gruppi controrivoluzionari, sostenute dagli Stati Uniti e dal regime sionista, che cercavano di preparare il terreno per un attacco militare nemico proveniente dalla parte occidentale del Paese", si legge nella nota ufficiale. La rete, assicura il comunicato, è stata duramente colpita. Nel Kurdistan "undici persone sono state fermate, una è stata uccisa". Arrestati anche 73 "individui affiliati a gruppi controrivoluzionari attivi sul territorio nazionale". Nella provincia di Kermanshah, "il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha identificato e arrestato 155 agenti di gruppi controrivoluzionari" tra cui 4 spie del Mossad". Nelle due operazioni sono state sequestrate anche migliaia di armi e munizioni
Media, da Araghchi a Munir la risposta “esaustiva dell'Iran alle proposte”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha comunicato la risposta di Teheran alle proposte durante l'incontro con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir. La risposta è stata descritta come "esaustiva" e in grado di riflettere tutte le considerazioni dell'Iran. Lo scrive Iran International, citando media statali iraniani. Anche secondo il media giordano Roya News, che cita la tv di stato iraniana, Araghchi ha portato la risposta ufficiale di Teheran alle proposte avanzate dal generale Munir
Ghalibaf a Katz: morirete dalla rabbia
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha attaccato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz per avere detto che Tel Aviv sta aspettando il via libera degli Stati Uniti per attaccare di nuovo. "La rabbia del nemico e le insensatezze di quel ministro criminale derivano dalla nostra unità attorno all'asse della Guida e dal fallimento dei loro piani", ha scritto su X.
"Siate arrabbiati e morite da questa rabbia", ha aggiunto.
“Almeno 43 navi portacontainer ancora bloccate nel Golfo Persico”
Almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera. Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso i loro servizi nella regione dall'inizio della guerra contro l'Iran, alla fine di febbraio, "causando ritardi significativi e un aumento dei costi per il commercio globale", secondo Lloyd's List, rivista specializzata nel settore marittimo. Alcune navi appartenenti a Cma Cgm, Cosco, Hapag-Lloyd e Msc sono riuscite a "evacuare... in sicurezza", ha aggiunto Lloyd's List, "sebbene due navi Msc siano state sequestrate dalle autorità iraniane".
Araghchi vede capo Stato maggiore Pakistan Munir
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato a Islamabad il capo di Stato maggiore pakistano Asim Munir, che sta mediando tra Teheran e gli Stati Uniti. La tv iraniana ha trasmesso le immagini dell'inizio dell'incontro.
Iran, colloquio tra ministri Esteri di Egitto e Pakistan
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar hanno avuto un colloquio telefonico per discutere di come far avanzare un percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri egiziano, a quanto riportano i media israeliani.
Iran: Usa sanno di non poterci imporre blocco navale
Gli Stati Uniti non hanno i mezzi per imporre un blocco navale all'Iran. Ad assicurarlo è stato Gholam Hossein Mohseni Ejei, capo della magistratura iraniana, in un post sui suoi canali social riportato dalla televisione di stato. “Gli americani dovrebbero sapere che non hanno la capacità di imporre un blocco navale all'Iran”, ha detto, “gli eventi di Isfahan e Tabas (sconfitte storiche degli Usa secondo l'Iran, ndr) si ripeteranno nelle acque del Golfo Persico”.
Giappone valuta l’invio di dragamine a Hormuz dopo richieste di Trump
Il governo giapponese considera l'invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale. Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l'esecutivo a valutare l'impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe "una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi".
In merito alla richiesta avanzata da Trump durante l'incontro bilaterale di marzo, la premier Takaichi ha ricordato che esistono attività che il Giappone può o non può svolgere alla luce del proprio ordinamento giuridico, con particolare riferimento ai limiti posti dalla Costituzione pacifista. Ai sensi della legge sulle Forze di Autodifesa, Tokyo può ad esempio dispiegare navi specializzate per bonificare aree da ordigni residuati di conflitti armati.
Usa mantengono blocco navale: 29 imbarcazioni fermate
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che il blocco navale ordinato dal presidente Donald Trump resta pienamente operativo, nonostante la proroga del cessate il fuoco e l'imminente ripresa dei negoziati in Pakistan. L'esercito Usa ha diffuso le immagini del cacciatorpediniere USS Rafael Peralta impegnato nell'intercettazione di un mercantile battente bandiera iraniana. Dall'inizio delle operazioni, lo scorso 13 aprile, sono almeno 29 le imbarcazioni dirette o provenienti dai porti iraniani costrette a interrompere la navigazione. Il bilancio dei sequestri confermati include una nave cargo, catturata con l'uso della forza, e una petroliera sospettata di trasportare greggio. Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, il blocco è in grado di paralizzare il 90% del commercio marittimo di Teheran, una misura che le autorità iraniane hanno equiparato a un vero e proprio "attentato" alla sicurezza nazionale.
Sei morti nei raid di Israele in Libano nonostante il cessate il fuoco
Almeno sei persone sono rimaste uccise ieri in Libano a seguito di una serie di attacchi aerei israeliani, nonostante sia formalmente in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese, precisando che i raid hanno colpito diverse località nel sud del Paese: due vittime a Wadi al-Hujair, due a Touline e una rispettivamente a Srifa e Yater. L'esercito israeliano ha confermato le uccisioni nella città di Bint Jbeil già teatro di violenti scontri prima della tregua del 17 aprile sostenendo che si tratti di miliziani del gruppo filo-iraniano Hezbollah. Non è ancora chiaro se le vittime dichiarate da Israele coincidano con quelle riportate dal ministero libanese. La tensione resta altissima anche sul fronte delle forze di pace: l'Unifil ha annunciato il decesso di un Casco Blu indonesiano, morto in ospedale per le ferite riportate lo scorso 29 marzo durante un attacco alla sua base. Secondo un'indagine preliminare delle Nazioni Unite, il soldato sarebbe stato colpito da un proiettile di un carro armato israeliano. Dall'inizio del conflitto, scoppiato il 2 marzo scorso, il bilancio delle vittime in Libano è salito a 2.491 morti, secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie locali.
Teheran: nessun incontro diretto con gli Usa
'Non è previsto alcun incontro tra Iran e Stati Uniti in Pakistan. A sostenerlo in un post su 'X' è il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmeil Baghaei:. "Siamo arrivati a Islamabad, in Pakistan. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi incontrerà alti funzionari pakistani, in coordinamento con i loro sforzi di mediazione per porre fine alla guerra di aggressione imposta dagli Stati Uniti e ristabilire la pace nella nostra regione.
Non è previsto alcun incontro tra l'Iran e gli Stati Uniti. Le osservazioni dell'Iran saranno trasmesse al Pakistan", sottolinea Baghaei.
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