




















Per celebrare il suo 80° compleanno il 14 giugno, Donald Trump ha fatto allestire sul prato sud della Casa Bianca un'imponente arena temporanea da oltre 4.000 posti per ospitare "UFC Freedom 250", un evento ufficiale di arti marziali miste (MMA). La struttura è dominata da "The Claw" (l'Artiglio), un'intelaiatura d'acciaio alta quasi 30 metri che sovrasta la celebre gabbia ottagonale, i cui costi di circa 60 milioni di dollari sono coperti interamente dalla UFC. L'iniziativa ha scatenato furiose polemiche politiche e legali: l'associazione Public Integrity Project ha intentato una causa federale per bloccare l'evento, accusando l'amministrazione di sfruttare illegalmente i monumenti nazionali per fini commerciali e privati e contestando il conflitto d'interessi legato ad azioni possedute da Trump nella società madre di UFC. I critici e i media hanno duramente attaccato la scelta di portare uno "sport di sangue" nel cuore delle istituzioni statunitensi, paragonando lo spettacolo ai giochi dei gladiatori nell'antica Roma. Nonostante le opposizioni e il calo nei sondaggi nazionali, un giudice federale ha respinto il ricorso d'urgenza venerdì 13 giugno, consentendo il regolare svolgimento dei sette match in programma davanti a una platea selezionata di donatori, politici e membri delle forze armate. Ma è l'intera area monumentale e governativa di Washington D.C. ad essere attualmente un gigantesco cantiere a cielo aperto, diviso tra massicci progetti di ristrutturazione legati alla presidenza Trump e interventi infrastrutturali urbani. Le immagini aeree mostrano l'entità dei lavori
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