




























Il presidente Usa Donald Trump ha scritto su Truth di aver dato istruzioni alla Marina statunitense di intercettare le navi che hanno pagato un pedaggio all'Iran per transitare nello Stretto di Hormuz.
Punti chiave
Wsj, nuovo giro negoziati con Usa possibile a giorni
Nonostante la dura retorica adottata da entrambe le parti, i contatti diplomatici tra Usa e Iran non si sono affatto interrotti e un nuovo giro di negoziati potrebbe svolgersi già tra pochi giorni. E' quanto riferiscono fonti ben informate al Wall Street Journal. Secondo il quotidiano Usa, i Paesi del Golfo stanno premendo sia su Washington che su Teheran perchè riprendano le trattative ed estendano il cessate il fuoco di due settimane.
Pezeshkian: “Se Usa mostrano rispetto troveremo accordo”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha scritto su X che "se il governo americano abbandonerà il suo totalitarismo e rispetterà i diritti della nazione iraniana, si troveranno sicuramente modi per giungere a un accordo".
Usa annunciano il blocco di tutti i porti iraniani da domani alle 16
Gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani da domani alle 16 ora italiana.
Pezeshkian: “Accordo possibile se Usa abbandona totalitarismo”
Un accordo con gli Stati Uniti è possibile se "il governo americano abbandona il suo totalitarismo". E' la posizione espressa dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad. "Se il governo americano abbandona il suo totalitarismo e rispetta i diritti della nazione iraniana, saranno certamente trovate vie per raggiungere un accordo", ha scritto Pezeshkian.
Capo Marina iraniana: “Ridicole minacce Trump su Stretto Hormuz”
Il capo della marina iraniana, Shahram Irani, ha definito "ridicola" la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di bloccare lo Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei negoziati tra i due Paesi in Pakistan. "I coraggiosi uomini della marina della Repubblica Islamica dell'Iran stanno monitorando e controllando tutti i movimenti dell'aggressiva forza militare statunitense nella regione", ha affermato l'alto ufficiale in dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato, "le minacce del presidente americano di bloccare l'Iran via mare sono assolutamente ridicole e risibili".
Media, Idf si preparano a nuovo conflitto con Teheran
Tutte e tre le principali emittenti televisive israeliane riportano che l'Idf si sta preparando a un nuovo conflitto con l'Iran, in seguito al fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Repubblica Islamica. In mattinata, il sito di notizie Ynet ha riportato che il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato all'esercito di passare a uno "stato di massima prontezza" e di prepararsi a una ripresa delle ostilità con l'Iran. Il canale televisivo Channel 12 riporta questa sera, senza citare alcuna fonte, che le Forze di Difesa Israeliane non solo si stanno preparando a un rinnovato conflitto con l'Iran, ma si stanno anche preparando a un potenziale attacco a sorpresa iraniano contro Israele. Nel frattempo, l'emittente pubblica Kan cita un "alto funzionario della difesa" secondo il quale "Israele è interessato a riprendere la guerra contro l'Iran", poiché il conflitto si è concluso "troppo presto, senza che sia stata esercitata una pressione sufficiente sull'Iran in merito alla questione nucleare e ai missili balistici".
Salam, lavoriamo per ottenere completo ritiro Israele
Il Libano sta lavorando per ottenere il ritiro completo di Israele dal suo territorio e per porre fine alla guerra attraverso il negoziato. Lo ha affermato il premier libanese Nawaf Salam, a due giorni dall'incontro previsto martedì a Washington tra i rappresentanti dei due Paesi. "Andremo avanti con il lavoro per porre fine a questa guerra e ottenere il ritiro di Israele da tutto il nostro territorio attraverso il negoziato", ha detto Salam in un discorso al popolo libanese.
Ghalibaf, via uscita Usa è guadagnarsi nostra fiducia
"Se gli Stati Uniti vogliono trovare una via d'uscita, l'unica strada è decidere di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano". Lo ha dichiarato, secondo i media persiani, il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Siete in debito con la nazione iraniana e avete ancora molto da fare per rimediare", ha aggiunto Ghalibaf, "se scegliete la guerra, combatteremo. Se passerete alla logica, risponderemo con la logica". "Non cederemo ad alcuna minaccia", ha concluso Ghalibaf.
Ghalibaf, minacce non hanno effetto, nemico è disperato
Le minacce "non hanno effetto sulla nazione iraniana". Lo ha dichiarato, secondo i media persiani, il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Abbiamo provato che questo non è uno slogan, il mondo lo ha visto con i suoi occhi", ha aggiunto Ghalibaf, "abbiamo mostrato che il nemico ha raggiunto uno stato di disperazione. Abbiamo mostrato che non ci arrendiamo se minacciati". "Se gli americani metteranno alla prova la nostra volontà un'altra volta, daremo loro una lezione ancora più grande", ha aggiunto Ghalibaf.
Libano: mezzi Unifil speronati erano di contingente italiano
I mezzi Unifil speronati da un carro armato israeliano nel Sud del Libano appartenevano al contingente italiano impegnato nella forza di pace Onu. Lo riferiscono fonti ben informate.
Media, Londra smentisce coinvolgimento in blocco navale Hormuz
Il Regno Unito non prenderà parte a un blocco dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Sky News Uk citando fonti informate. In precedenza il presidente americano Donald Trump aveva affermato che il Regno Unito avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto. Un portavoce del governo ha dichiarato: "Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, che è urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita nel nostro Paese. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggio".
Media, Pakistan tenta di far riprendere colloqui fra Teheran e Usa
Il Pakistan mantiene i contatti sia con gli Stati Uniti che con l'Iran nel tentativo di riportarli al tavolo dei negoziati. Lo riporta l'emittente israeliana 'Channel 12'. I lunghi colloqui di sabato si sono conclusi senza alcun accordo. Secondo quanto riportato la principale diatriba riguarda il destino del programma nucleare iraniano e la possibilità per il Paese di continuare ad arricchire l'uranio.
Netanayhu: “Eliminata minaccia dell’invasione di Hezbollah”
Benjamin Netanyahu ha affermato che le forze militari israeliane hanno eliminato la minaccia di una invasione di Israele da parte di Hezbollah, nel corso della sua visita alle Idf nel sud del Libano, insieme al ministro della Difesa Israel Katz. "La guerra continua, anche nella zona di sicurezza in Libano", ha aggiunto.
Unifil: “Tank israeliano sperona i nostri veicoli nel sud del Libano”
Le forze delle Nazioni Unite in Libano hanno reso noto che oggi un carro armato israeliano ha speronato i loro veicoli nel sud del Paese. "In due occasioni oggi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Ifp) hanno speronato veicoli di Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil", si legge in un post delle forze Onu su X.
Netanyahu nel sud del Libano insieme a Katz: “Valutiamo la situazione”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è recato in visita in Libano, dove ha condotto "una valutazione della situazione insieme al ministro della Difesa Israel Katz, al vice capo dello Stato maggiore Tamir Yadai e al responsabile del Comando settentrionale, Rafi Milo". La visita è avvenuta a due giorni dal previsto avvio di colloqui diretti tra Israele e Libano a Washington, con gli ambasciatori dei due Paesi.
Arabia Saudita convoca ambasciatore Baghdad su attacchi
Il ministero degli Esteri saudita ha convocato l'ambasciatore iracheno per presentare una protesta formale in merito agli attacchi lanciati dal territorio di Baghdad durante il conflitto in Iran. Il ministero ha sottolineato "la condanna e il rigetto da parte del Regno degli attacchi provenienti dal territorio iracheno contro il Regno e gli Stati del Golfo", ha affermato l'agenzia di stampa ufficiale saudita in un comunicato sulle reti sociali.
Pezeshkian: “Doppio standard Usa è principale ostacolo per l’accordo”
La politica del "doppio standard" degli Stati Uniti è stato il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra. E' l'accusa arrivata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, nel corso di una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. "Durante i negoziati a Islamabad, la continua adesione degli Stati Uniti ai doppi standard e le loro ambizioni di politica di potenza sono stati i maggiori ostacoli", ha detto Pezeshkian, secondo quanto riferito dall'ufficio presidenziale iraniano. Pezeshkian ha aggiunto che l'Iran resta disponibile a raggiungere un accordo equo per ottenere una pace duratura nella regione. "Un accordo è certamente realizzabile, ma gli Stati Uniti devono aderire alle regole riconosciute a livello internazionale e al diritto internazionale", ha affermato.
Idf: “Hezbollah ha lanciato circa 20 razzi contro il nord di Israele”
Le Forze di Difesa Israeliane hanno reso noto che Hezbollah ha lanciato oggi circa 20 razzi dal Libano contro il nord di Israele. I razzi sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte, e non si sono registrati feriti. Lo scrive The Times of Israel.
Media, due petroliere pakistane non entrano a Hormuz
L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che due petroliere battenti bandiera pakistana, la Khairpur e la Shalamar, hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz, il che suggerisce che non siano riuscite a transitare.
Trump non si pente di aver minacciato di 'distruggere la civiltà' dell'Iran
Nel corso di un'intervista a Fox News, Donald Trump ha rivendicato uno dei suoi post più controversi contro l'Iran, quello di una settimana fa nel quale che aveva minacciato che "un'intera civiltà morirà stanotte", sostenendo che è stata proprio quella dichiarazione a indurre l'Iran a negoziare. Il presidente ha inoltre accusato Teheran di aver rilasciato dichiarazioni ben peggiori, quali: "Morte all'America. Morte a Israele. L'America è Satana" per poi ribadire le sue minacce: "Nel giro di mezza giornata non rimarrebbe in piedi nemmeno un ponte, non rimarrebbe in piedi nemmeno una centrale elettrica, tornerebbero all'età della pietra", ha detto Trump.
Iran: “Falso che i colloqui sono falliti per il rifiuto di rinunciare al nucleare”
Teheran contesta le affermazioni di Donald Trump e di altri funzionari americani secondo cui i colloqui di Islamabad sono falliti per rifiuto iraniano di rinunciare al suo programma nucleare. "È falso. La posizione dell'Iran è chiara. L'Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all'energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto", ha affermato una fonte iraniana, secondo quanto riferisce il Times of Israel. La stessa fonte assicura che il suo Paese è pronto a limitare le attività nucleari nell'ambito di misure per costruire la fidicua, compresi i livelli di arricchimento dell'uranio.
Premier Pakistan: “Colloqui in stallo, non sono morti”
Non è tutto finito. In un'intervista alla Cbs, il premier pachistano Shehbaz Sharif - che ieri ha ospitato i colloqui tra Stati Uniti e Iran - ha assicurato: "I colloqui non sono morti. C'è uno stallo".
Trump: “Mia minaccia ha spinto Teheran al tavolo delle trattative”
In un'intervista a Fox News il presidente americano Donald trump ha affermato che la sua frase su Truth "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita" ha spinto l'Iran al tavolo delle trattative. Trump ha anche aggiunto che la Repubblica Islamica ha pronunciato frasi ben peggiori, come "Morte all'America. Morte a Israele. L'America è Satana".
Pasdaran: “Controlliamo Hormuz, nemici stiano attenti al vortice mortale”
Le forze iraniane hanno il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, sottolineano i Guardiani della rivoluzione anticipando il rischio, per i nemici, di rimanere intrappolati "nel vortice mortale" delle sue acque "se faranno i calcoli sbagliati". "Tutto il traffico è sotto lo stretto controllo delle forze armate", ha dichiarato il comando navale dei Pasdaran su X dopo che Donald Trump ha minacciato il blocco navale per le navi in entrata e in uscita dallo Stretto.
Trump: “Torneranno a negoziare e avremo quel che vogliamo”
"Prevedo che torneranno e ci daranno tutto ciò che vogliamo", ha detto Donald Trump a "Sunday Morning Futures with Maria Bartiromo" su Fox News. "Voglio tutto Loro non hanno carte", ha aggiunto. Il presidente Usa ha inoltre difeso la sua minaccia della scorsa settimana, secondo cui "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita", affermando che è stata proprio quella dichiarazione a portare Teheran al tavolo dei negoziati. "Quando parlo di una civiltà, intendo dire che è davvero cambiata. Davvero. Ma pensateci. A loro è permesso dire: "Morte all'America. Morte a questo"", ha detto Trump. "E io faccio una sola affermazione. Loro dicono: "Oh, che grande cosa!". Quell'affermazione li ha portati al tavolo delle trattative e non l'hanno più abbandonato".
Trump: “Potrei eliminare impianti energia in un'ora”
"Potrei eliminare l'Iran in un solo giorno", ha detto Trump a Fox News. "In un'ora potrei avere tutta la loro energia, tutto, ogni loro impianto, ogni loro centrale elettrica, che è una cosa enorme. E mi dispiace farlo, perchè se lo facessi, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire, non sarebbero mai in grado di farlo. E un'altra cosa che distruggerei sono i ponti", ha detto nell'intervista a Maria Bartiromo.
Trump avverte la Cina: “Dazi al 50% se invierà armi all'Iran”
Donald Trump ha avvertito la Cina che imporrà dazi del 50% se invierà armi all'Iran. Si tratta del secondo avvertimento del tycoon in due giorni a Pechino.
Trump: “Colloqui amichevoli ma rifiuto di Teheran sul nucleare”
Il presidente americano Donald Trump ha descritto i negoziati tra Stati Uniti, Iran e Pakistan come "molto amichevoli" e ha affermato che gli Stati Uniti hanno ottenuto "praticamente tutto ciò di cui avevano bisogno" durante i colloqui. "Verso la fine, l'atmosfera si è fatta molto amichevole e abbiamo ottenuto quasi tutti i punti di cui avevamo bisogno, tranne il fatto che si rifiutano di rinunciare alle loro ambizioni nucleari", ha affermato in un'intervista a 'Sunday Morning Futures' di Fox News. "E francamente, per me, questo era di gran lunga il punto più importante", ha aggiunto.
Trump: “Gb e un paio di Paesi invieranno dragamine a Hormuz”
"La Gran Bretagna e un paio di altri paesi stanno inviando dei dragamine", nello stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News.
Trump: “Blocco di Hormuz sarà o tutto o niente”
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che l'Iran non può controllare quali navi attraversano lo Stretto di Hormuz, affermando che o tutte le navi devono avere un passaggio sicuro o nessuna. "Non permetteremo all'Iran di guadagnare vendendo petrolio a chi gli piace e non a chi non gli piace, o qualsiasi altra cosa", ha il tycoon a "Sunday Morning Futures" di Fox News. "O tutto o niente, e così sia", ha aggiunto. Il blocco sarà simile a quello attuato dagli Stati Uniti nei confronti del Venezuela, sebbene su scala più ampia, ha affermato Trump, suggerendo che, di conseguenza, un maggior numero di petroliere arriverà negli Stati Uniti per acquistare petrolio.
Trump: “Non ci vorrà molto per ripulire lo Stretto”
Il presidente Usa Donald Trump ha detto che ripulire lo Stretto dalle mine “non richiederà molto tempo”. “Credo che molti Paesi ci aiuteranno”.
Trump: “Quella di Teheran su Hormuz è una estorsione. Non li lasceremo fare”
Donald Trump accusa l'Iran di "estorsione" bloccando lo Stretto con la minaccia delle mine. Nei lunghi messaggi su Truth, parlando del blocco di Hormuz, il presidente americano scrive: "Ad un certo punto arriveremo a una situazione in cui "A TUTTI È PERMESSO DI ENTRARE, A TUTTI È PERMESSO DI USCIRE", ma l'Iran non ha permesso che ciò accadesse, dicendo, semplicemente: "Potrebbe esserci una mina da qualche parte là fuori", di cui nessuno sa nulla tranne loro. QUESTA È ESTORSIONE MONDIALE, e i leader dei Paesi, specialmente gli Stati Uniti d'America, non si lasceranno mai fare".
L’Oman: “Per il successo delle trattative servono concessioni dolorose”
L'Oman ritiene che per avere successo le trattative Iran-USA richiedono "concessioni doloranti".
Trump: pronti a dare il colpo di grazia all’Iran al momento giusto
Trump afferma che gli Stati Uniti sono pronti a "dare il colpo di grazia" all'Iran "al momento opportuno" dopo il mancato raggiungimento di un accordo nei colloqui con il Pakistan.
Trump annuncia di aver ordinato alla Marina Usa di fermare le navi che hanno pagato pedaggio a Teheran per passare a Hormuz
Trump afferma di aver dato istruzioni alla Marina statunitense di intercettare le navi che hanno pagato un pedaggio all'Iran per transitare nello Stretto di Hormuz.
Trump: blocco navale immediato dello stretto di Hormuz
Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per lo stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.
Il Cremlino: “Putin ha parlato con Pezeshkian e ha offerto la sua mediazione”
Vladimir Putin ha parlato al telefono con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian poche ore dopo la fine dei negoziati fra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con la mediazione del Pakistan. Putin "ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto e a effettuare una mediazione degli sforzi per arrivare a una pace giusta e duratura in Medio Oriente", ha reso noto il Cremlino.
Tajani: fondamentali i colloqui Israele-Libano. Nessuno tocchi i militari italiani
"Un aspetto fondamentale per la stabilità dell'aria sono i colloqui tra Israele e Libano per chiudere una situazione di guerra in quella parte di Oriente. Ci rendiamo perfettamente conto dei rischi che arreca Hezbollah". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. "Noi sosteniamo il governo libanese e il presidente Aoun, - ha aggiunto - c'è una presenza forte dei militari italiani dell'Unifil, nessuno si azzardi a toccare i militari italiani, più c'è un'altra missione della formazione delle forze armate libanesi. Il presidente Aoun è un amico dell'Italia e io domani sarò a Beirut, per una serie di incontri compreso il presidente Aoun per dimostrare quanto l'Italia voglia essere protagonista della costruzione di pace in tutta l'area del Medio Oriente, garantendo anche la stabilità e l'incolumità della popolazione civile libanese che non è Hezbollah”.
L’ex ministro degli Esteri Zarif: “Gli Usa imparino, non posso dettarci le condizioni"
L'ex ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato via social che i colloqui in Pakistan tra Stati Uniti e Iran sono falliti perché Teheran non accetterà condizioni dettate da Washington, e che gli Usa "devono imparare" questo, aggiungendo che al momento "non è troppo tardi" per farlo. "Volete sapere perché i negoziati non hanno avuto successo?", ha scritto, citando la dichiarazione del vicepresidente Usa JD Vance secondo cui l'Iran ha "scelto di non accettare i nostri termini"."Esatto. Nessun negoziato, almeno con l'Iran, avrà successo sulla base di 'i nostri/i vostri termini'. Gli Usa devono imparare: non si possono dettare condizioni all'Iran. Non è troppo tardi per impararlo. Per ora”. Zarif è stato ministro degli Esteri tra il 2013 e il 2021 nel governo del presidente Hassan Rouhani, percepito come relativamente moderato, in carica quando gli Usa raggiunsero l'accordo sul nucleare con l'Iran nel 2015 sotto Barack Obama. Donald Trump uscì dall'accordo tre anni dopo, sostenendo che l'Iran stesse sviluppando un programma nucleare.
Starmer sente il sultano dell’Oman: “Evitare escalation”
Il premier britannico Keir Starmer e il Sultano Haitham bin Tariq dell'Oman hanno discusso del fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad e hanno sottolineato la necessità di evitare un'ulteriore escalation. lo ha riferito Downing Street, sottolineando che i due leader hanno "esortato entrambe le parti a trovare una soluzione". "E' fondamentale che il cessate il fuoco continui e che tutte le parti evitino qualsiasi ulteriore escalation, hanno concordato i leader", ha affermato la portavoce Sophie Clare in un comunicato stampa. Starmer ha dichiarato che i partner internazionali continuano a lavorare per ripristinare il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.
Ben-Gvir prega sulla Spianata delle moschee e dice: “Mi sento il padrone”
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha visitato oggi il complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme, dicharando di voler ottenere un maggiore accesso per i fedeli ebrei e suscitando la condanna della Giordania. Il complesso, situato nella Città Vecchia di Gerusalemme, è uno dei siti più delicati del Medio Oriente. Conosciuto dagli ebrei come Monte del Tempio, è il luogo più sacro dell'ebraismo e il terzo più sacro dell'Islam. In base a un fragile accordo, in vigore da decenni con le autorità musulmane, è amministrato da una fondazione religiosa giordana e gli ebrei possono visitarlo, ma non possono pregarvi. Le ipotesi che Israele potesse modificare le regole hanno scatenato indignazione tra i musulmani e innescato violenze in passato. "Oggi mi sento il padrone qui", ha dichiarato Ben-Gvir in un video girato sul posto e diffuso dal suo ufficio. "C'è ancora molto da fare, molto da migliorare. Continuo a sollecitare il Primo Ministro (Benjamin Netanyahu) a fare sempre di più: dobbiamo continuare a puntare sempre più in alto".
Tajani: “Molto preoccupato per come sono andati i colloqui”
"L'economista francese Frederic Bastiat diceva che laddove passano le merci non passano le armi. Ecco, noi dobbiamo fare in modo che le armi non passino più. Sono molto preoccupato per l'andamento dei colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti. Speriamo che vadano meglio quelli tra Israele e Libano. Domani sarò a Beirut per dare un segnale di grande attenzione ad un paese che sta soffrendo, che è un paese dove l'Italia è presente con i suoi militari". L'ha detto il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani parlando alla cerimonia di apertura del Vinitaly di Verona.
Teheran spera di ripristinare infrastrutture raffinazione entro due mesi
L'Iran si sta impegnando per ripristinare le sue infrastrutture di raffinazione e distribuzione danneggiate, riportandole a circa il 70-80% della capacità preesistente nei prossimi due mesi. Lo ha dichiarato il viceministro del Petrolio, Mohammad Sadegh Azimifar, come riporta Al Jazeera. Parlando all'agenzia di stampa Snn, Azimifar ha affermato che le raffinerie, le condotte di trasmissione, i depositi di petrolio e gli impianti di rifornimento per aerei iraniani sono stati "ripetutamente attaccati in tutte le parti del Paese". Sono state dispiegate squadre per rimuovere i detriti e sostituire le attrezzature danneggiate, anche presso una raffineria sull'isola di Lavan, ha aggiunto Azimifar. I funzionari prevedono di riavviare le operazioni in una parte della raffineria entro i prossimi 10 giorni.
Teheran arresta 50 persone per collaborazione con Usa e Israele
Le autorità iraniane hanno arrestato almeno 50 persone per presunte attività di spionaggio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Snn, come riporta Al Jazeera. Le persone arrestate sono accusate di aver collaborato con Stati Uniti e Israele condividendo posizioni sensibili, tra cui strutture di servizio e infrastrutture. Le autorità hanno anche sequestrato apparecchiature elettroniche, satelliti e armi, ha affermato la Snn. L'Iran ha arrestato decine di persone accusate di spionaggio nel recente conflitto, dopo una precedente ondata di arresti seguita alla guerra di 12 giorni con Stati Uniti e Israele dello scorso anno. Una legge sullo spionaggio recentemente inasprita prevede la pena di morte e la confisca dei beni per coloro che sono accusati di spionaggio.
Baqaei: “La via della diplomazia non è chiusa”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affermato che "la via della diplomazia non è chiusa". Come riporta Irna, la Repubblica islamica al momento non prevede di riprendere immediatamente i negoziati con gli Usa, dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad, ma tiene i canali diplomatici aperti.
Nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un'intera famiglia: lo riporta l'agenzia libanese Nna.
La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.
L’Arabia Saudita annuncia il ripristino della piena capacità dell’oleodotto East-West
L'oleodotto East-West, utilizzato per trasportare il petrolio verso il Mar Rosso, è stato riparato dopo un attacco. Lo ha dichiarato il ministero dell'Energia saudita in un comunicato. L'oleodotto ha ora una capacità di circa 7 milioni di barili al giorno. La stazione di pompaggio è stata attaccata giovedì, con un'interruzione di circa 700.000 barili di produzione attraverso l'oleodotto. Saudi Aramco gestisce l'oleodotto dal centro di lavorazione petrolifera di Aqaiq, vicino al Golfo Persico, al porto di Yanbu sul Mar Rosso, evitando il punto critico iraniano sullo Stretto di Hormuz e sul Golfo Persico. Il ministero ha inoltre affermato che anche il giacimento petrolifero di Manila è stato riparato, ripristinando una capacità di circa 300.000 barili al giorno. I lavori sono tuttora in corso presso un altro giacimento, Kurais, per ripristinare un'ulteriore capacità di 300.000 barili al giorno.
Beirut: “Oltre 2.000 persone uccise in attacchi Israele dal 2 marzo”
Il ministero della Salute libanese afferma che almeno 2.020 persone sono state uccise e altre 6.436 ferite negli attacchi israeliani a partire dal 2 marzo. Lo riporta Al Jazeera. Tra le vittime figurano 165 bambini, 248 donne e 85 operatori sanitari. Il ministero ha inoltre dichiarato che le forze israeliane hanno ucciso 97 persone e ne hanno ferite altre 133 nella giornata di sabato.
Teheran: “Oltre 2.000 bambini feriti in attacchi Usa-Israele”
Jafar Miadfar, capo del dipartimento di emergenza iraniano, ha dichiarato che circa 2.115 persone di età inferiore ai 18 anni sono rimaste ferite negli attacchi israelo-americani contro l'Iran. Ha riferito all'agenzia di stampa Mehr che 124 di queste vittime hanno meno di cinque anni e 24 meno di due. Altre 5.000 persone ferite sono donne, e la maggior parte degli attacchi si è verificata nelle province di Teheran, Khuzestan, Lorestan, Isfahan, Kermanshah e Ilam.
Ok della procura: no a processo per Netanyahu la prossima settimana
La procura israeliana ha annunciato di non opporsi alla richiesta del premier Benjamin Netanyahu di annullare la sua testimonianza in tribunale la prossima settimana. Il legale del premier aveva presentato domanda venerdì scorso, giustificandola con "ragioni di sicurezza e politiche classificate, naturalmente legate ai drammatici eventi in Israele e in tutto il Medio Oriente". Nella richiesta si indicavano due settimane, ma per la settimana successiva la procura si è riservata di decidere in seguito.
Almeno cinque morti in raid israeliano nel sud del Libano
Un attacco israeliano sulla città meridionale di Qana in Libano ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di altre. Lo riferisce l'agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna). Le squadre della protezione civile si sono adoperate per evacuare i feriti e trasportarli negli ospedali della vicina città di Tiro, ha dichiarato l'Nna. Israele ha inoltre lanciato attacchi separati contro altre comunità nel distretto di Tiro, ferendo almeno tre persone a Ma'raka. La città di Qana, ricorda Al Jazeera, è già stata vittima di massacri israeliani, tra cui quelli del 1996 e del 2006.
Due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro
Due "superpetroliere" vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno "fatto marcia indietro all'ultimo minuto" una volta avvicinatisi all'isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pachistana, hanno invertito la loro rotta una volta avvicinatisi a un "checkpoint" controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.
Idf: “Colpito in Libano lanciarazzi pronto a sparare”
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver individuato durante la notte "un lanciarazzi posizionato e pronto a lanciare contro Israele nella zona di Jouaiyya, nel Libano meridionale". Poco dopo, "il lanciarazzi è stato colpito e distrutto, sventando il lancio prima che potesse essere effettuato", ha aggiunto l'Idf.
Teheran: “Negoziati falliti a causa di 2 o 3 questioni fondamentali”
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato domenica che i negoziati con gli Stati Uniti sono falliti a causa di "un divario tra le nostre posizioni su due o tre questioni importanti". "Alla fine i colloqui non hanno portato a un accordo", ha dichiarato il portavoce Esmaeil Baqaei alla TV di Stato iraniana. Non ha specificato quali fossero tali questioni. Su alcuni argomenti, Baghaei ha affermato che i negoziatori statunitensi e iraniani "hanno effettivamente raggiunto una comprensione reciproca". I negoziatori hanno discusso dello Stretto di Hormuz, ha detto Baghaei, ma non ha menzionato alcuna discussione sulle armi nucleari.
Anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan
Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr.
Trump rilancia articolo, ipotesi blocco navale come con il Venezuela
Dopo che i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si sono conclusi senza un accordo, il presidente americano Donald Trump ha condiviso sulla sua piattaforma Truth Social un articolo in cui suggerisce la possibilità di imporre un blocco navale all'Iran qualora quest'ultimo non accettasse le richieste statunitensi. L'articolo, intitolato “La carta vincente che il presidente ha in mano se l'Iran non cede: un blocco navale”, pubblicato dal sito filo-Trump Just the News, afferma che il blocco soffocherebbe l'economia iraniana e metterebbe sotto pressione gli alleati dell'Iran, Cina e India, che dipendono dalle esportazioni di petrolio iraniano. L'articolo sostiene che una simile mossa da parte di Trump "riproponerebbe la sua strategia di blocco di successo", dopo che un precedente blocco navale "ha messo in ginocchio l'economia venezuelana" prima della cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio.
Teheran: “Certi che contatti con Pakistan continueranno”
"Teheran è certa che i contatti con il Pakistan proseguiranno". A farlo sapere, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.
Teheran: “Nessuno si aspettava un accordo già nelle prime fasi trattative”
"Nessuno si aspettava un accordo già nelle prime fasi trattative". A sottolinearlo, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, riferendosi ai colloqui di pace a Islamabad tra Usa e Iran con la mediazione del Pakistan.
Il ministro pakistano: “Usa e Iran rispettino cessate il fuoco”
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha ribadito che Washington e Teheran devono rispettare l'accordo di cessate il fuoco, dopo che colloqui tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. "È fondamentale che le parti continuino a rispettare il proprio impegno al cessate il fuoco", ha detto Dar, il cui governo ha moderato i colloqui e ha svolto il ruolo di mediatore.
"Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per favorire il coinvolgimento e dialogo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America nei giorni a venire", ha aggiunto in una breve dichiarazione diffusa dai media statali.
Vance lascia il Pakistan dopo negoziato fallito
Il vicepresidente Usa, JD Vance, ha lasciato il Pakistan, subito dopo il suo discorso sul fallimento dei colloqui di pace. Vance si è imbarcato sull'Air Force Two alle 7:08 del mattino, ora locale, (02:08 GMT) e ha salutato i funzionari pakistani dalla cima delle scale.
Media iraniani: “Negoziati falliti per richieste irragionevoli degli Usa”
Le "richieste irragionevoli" degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera.
Vance: “Devono capire che è la nostra offerta finale”
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha concluso la sua breve conferenza stampa da Islamabad, in Pakistan, lanciando una specie di ultimatum all'Iran: "Lasciamo questo incontro con una proposta molto semplice: devono capire che questa rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno", ha detto Vance prima di andare via.
Vance: “Non c'è impegno a non sviluppare il nucleare”
Vance, nel suo discorso da Islamabad dopo 15 ore di colloqui tra delegazioni iraniane e statunitensi, non ha voluto indicare i punti di disaccordo con gli iraniani, ma sembra che non sia stato trovato un punto di contatto sull'arricchimento dell'uranio per produrre le armi nucleari. "Non entrerò in tutti i dettagli, perché non voglio negoziare in pubblico dopo aver negoziato per 21 ore in privato - ha detto il vicepresidente statunitense - ma il punto fondamentale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un'arma nucleare e a non cercare gli strumenti che permetterebbero loro di ottenerla rapidamente. Questo è l'obiettivo centrale degli attuali Stati Uniti, ed è ciò che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati". "Il loro programma nucleare, per quello che è, le strutture di arricchimento che avevano in precedenza, sono state distrutte.
Ma la domanda fondamentale è: vediamo un impegno reale e duraturo da parte degli iraniani a non sviluppare un'arma nucleare? Non solo adesso, non solo tra due anni, ma nel lungo periodo. Questo ancora non lo abbiamo visto. Speriamo di sì", ha aggiunto, parlando ai giornalisti.
Vance: “Non hanno accettato le nostre condizioni”
"Torniamo negli Stati Uniti senza aver raggiunto un accordo – continua Vance – Abbiamo chiarito molto bene quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a venire loro incontro e su quali invece non lo siamo, e lo abbiamo fatto nel modo più chiaro possibile. E loro hanno scelto di non accettare le nostre condizioni", ha detto Vance parlando a Islamabad, in Pakistan.
Vance: “Non abbiamo raggiunto un accordo”
Non è stato raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, parlando a Islamabad, in Pakistan. "Per 21 ore abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo", ha detto. "E penso - ha aggiunto - che questa sia una cattiva notizia per l'Iran molto più che per gli Stati Uniti d'America".
Teheran: “No a richieste eccessive Usa”
Passi in avanti nel negoziato a Islamabad per mettere fine alla guerra in Medio Oriente dipendono dall'assenza di richieste "eccessive e illegali" da parte degli Stati Uniti. La sottolineatura arriva dal portavoce del ministero degli Affari esteri di Teheran. "Il successo del processo diplomatico dipende seriamente dalla buona volontà dell'altra parte, dall'astensione da ogni eccesso e da ogni pretesa illegale, nonché il riconoscimento dei diritti e degli interessi legittimi dell'Iran", scrive su X Esmaeil Baqaei.
Funzionario pakistano: “Colloqui procedono in giusta direzione”
Un funzionario pakistano, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto all'agenzia di stampa Afp che i colloqui Iran-Usa in corso a Islamabad stanno "procedendo nella giusta direzione" e che l'atmosfera generale "è cordiale".
Casa Bianca, i colloqui tra Iran e Usa stanno andando avanti
I colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran si sono protratti fino alle prime ore del mattino in Pakistan e stanno proseguendo. Lo ha detto un alto funzionario della Casa Bianca smentendo le notizie dei media iraniani secondo i quali l'incontro si era concluso e riprenderà in serata. Al momento i colloqui vanno avanti da 15 ore.
Teheran: “I negoziati continueranno nonostante rimangano divergenze”
Il governo di Teheran scrive su X al termine della prima giornata di negoziati: “I colloqui tra Iran e Stati Uniti, mediati dal Pakistan, si sono conclusi dopo 14 ore. I team tecnici di entrambe le parti si stanno ora scambiando i documenti degli esperti. I negoziati proseguiranno nonostante alcune divergenze ancora presenti”. Un nuovo round è previsto nella tarda serata di oggi.
Iran, risposta ferma contro navi militari se tentano Hormuz
"Qualsiasi tentativo da parte di navi militari di attraversare lo Stretto di Hormuz incontrerà una ferma risposta". È l'avvertimento lanciato dai Pasdaran, che hanno ribadito il loro controllo del passaggio marittimo "in modo completo ed efficace".
Media iraniani, prima giornata di colloqui tra Usa e Iran terminata
I colloqui tra Usa e Iran sarebbero terminati, secondo l’agenzia iraniana Tasnim.
Trump: “Potrebbero fare l’accordo o potrebbero non farlo. Noi abbiamo vinto”
“Siamo nel pieno di trattative molto “profonde” con l’Iran”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, che non è comunque certo dell’esito di questo ultimo passaggio cruciale: “Forse ci sarà un accordo, forse no. In ogni caso, non fa nessuna differenza per me". Infine un avvertimento alla Cina: “Avrete grossi problemi se invierete armi all’Iran”.
Nyt, stretta mano tra Vance e Ghalibaf, "clima sereno"
Incontro tra una delegazione Usa guidata dal vicepresidente J.D. Vance e una delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, durante i negoziati trilaterali guidati dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Secondo il New York Times, che cita come fonti alti funzionari iraniani, tra Vance e Ghalibaf c'è stata una stretta di mano e il clima dell'incontro è cordiale e sereno.
此内容由惯性聚合(RSS阅读器)自动聚合整理,仅供阅读参考。 原文来自 — 版权归原作者所有。