

























Un anno fa era un atto di aperta disobbedienza civile, una prova di forza pacifica contro i divieti governativi e le indagini della magistratura. Oggi è il simbolo visibile di un'Ungheria che prova a voltare pagina. Il Budapest Pride torna a sfilare legalmente per le strade della capitale, segnando un drastico cambio di atmosfera rispetto al clima di aperta ostilità che aveva caratterizzato l'ultimo periodo dell'era di Viktor Orbán. Il ribaltamento politico dello scorso aprile, con la fine del governo di Orbán e l'ascesa del nuovo primo ministro Péter Magyar, ha allentato la morsa della censura istituzionale. Il segnale più tangibile del cambiamento è arrivato dalla polizia di Budapest, che ha autorizzato il corteo senza sollevare obiezioni, a differenza del 2025 quando il Pride fu vietato per legge a livello nazionale in nome della controversa norma "anti-propaganda" del 2021. L'anno scorso, la manifestazione si tenne comunque: un'immensa mobilitazione di protesta sostenuta dal sindaco della capitale, Gergely Karácsony, che per questo finì persino sotto indagine.
Tuttavia, tra i corridoi degli organizzatori e nelle piazze della capitale, l'entusiasmo della vigilia si mescola a una forte dose di pragmatismo. L'atmosfera è indubbiamente più distesa e meno intimidatoria, ma la comunità LGBTQIA+ ungherese sa che la battaglia politica è tutt'altro che conclusa.
此内容由惯性聚合(RSS阅读器)自动聚合整理,仅供阅读参考。 原文来自 — 版权归原作者所有。