




















Media Usa hanno riferito della preoccupazione del vicepresidente Usa Vance sulla gestione del Pentagono da parte del segretario Hegseth. Le scelte del ministro non convincono anche molti senatori repubblicani. Secondo una fonte della Cnn, il presidente Usa Trump ha lasciato intendere che difficilmente accetterà l'ultima proposta dell'Iran per porre fine al conflitto, dopo che Teheran ha proposto un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz rinviando al contempo le discussioni sulla questione nucleare. Ma i negoziati sono ancora nel vivo: lo certifica la riunione convocata ieri da Trump, nella situation room. Teheran: “Servono garanzie credibili”.
Punti chiave
Il presidente americano, Donald Trump, replica duramente alle critiche del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, sulla gestione della guerra contro l'Iran. "Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, pensa che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non sa di cosa parla! Se l'Iran avesse un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe in ostaggio. Io sto facendo qualcosa con l'Iran, proprio ora, che altre nazioni, o presidenti, avrebbero dovuto fare molto tempo fa. Non c'è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che in altri ambiti!", scrive il capo della Casa Bianca su X
Idf: “Scoperti e distrutti due tunnel di Hezbollah lunghi due km nel sud del Libano”
Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver individuato e distrutto due importanti tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano, che, a loro dire, erano stati costruiti dal gruppo terroristico sotto la "diretta guida" dell'Iran. Lo scrive The Times of Israel. Secondo i militari, i tunnel sono stati costruiti nell'arco di un decennio, raggiungendo profondità di circa 25 metri, e sono stati "finanziati dal regime terroristico iraniano e nell'ambito del piano di Hezbollah per conquistare la Galilea". I due tunnel, situati vicini l'uno all'altro ma non collegati, si estendono per una lunghezza complessiva di circa due chilometri, rappresentando uno dei sistemi sotterranei più lunghi scoperti finora dai militari nel Libano meridionale
Bufera su ambasciatore del Regno Unito: “La relazione speciale Usa è solo con Israele”
Bufera sul nuovo ambasciatore britannico negli Usa, sir Christian Turner, succeduto a Peter Mandelson dopo la caduta di questi per il coinvolgimento nello scandalo Epstein. Stando alla registrazione di una conversazione privata trapelata su Sky News Uk nel pieno della visita di Stato di re Carlo III a Washington, Turner risulta aver liquidato a febbraio la storica “special relationship” fra Londra e Washington come una cosa ormai del passato. Gli Usa di oggi hanno "probabilmente una relazione speciale solo con Israele", avrebbe detto l'attuale ambasciatore, lanciando poi una frecciata all'alleato americano anche sul caso Epstein. La registrazione sembra essere filtrata da un incontro con un'associazione scolastica di ex alunni avuta circa due mesi fa nel Regno da Turner: espertissimo diplomatico di carriera scelto per segnare una discontinuità alla guida della sede di Washington rispetto alla precedente designazione politica - effimera quanto sciagurata - del chiacchierato lord Mandelson. Oltre a parlare della presunta “special relationship” perduta, nell'occasione il neo ambasciatore non le avrebbe mandate a dire neppure sul caso legato al nome di Jeffrey Epstein. Dichiarandosi sorpreso del fatto che lo scandalo non avesse di fatto "toccato nessuno negli Stati Uniti" fra i tanti vip frequentati in patria dal defunto faccendiere pedofilo newyorchese. Le rivelazioni di Sky cadono mentre è in corso la giornata clou della delicata visita oltre oceano di re Carlo, a cui il governo di Keir Starmer affida la speranza di una qualche ricucitura con Donald Trump dopo gli attriti recenti legati fra l'altro al mancato allineamento diretto del Regno Unito nella guerra all'Iran. Visita durante la quale il sovrano e la regina Camilla sono stati accolti e sono costantemente accompagnati proprio da sir Christian
Il Regno Unito convoca l’ambasciatore dell’Iran per i commenti sui social
Il governo britannico ha convocato l'ambasciatore dell'Iran nel Regno Unito dopo la pubblicazione da parte dell'ambasciata della Repubblica islamica di commenti sui social giudicati "inaccettabili e incendiari". Lo ha riferito il Foreign Office, secondo cui il ministro per il Medio Oriente, Hamish Falconer, ha chiarito che "queste azioni e dichiarazioni sono completamente inaccettabili". L'ambasciata, si legge in una nota, "deve cessare qualsiasi forma di comunicazione che possa essere interpretata come un incoraggiamento alla violenza, nel Regno Unito o a livello internazionale". Il Foreign Office non ha precisato il contenuto dei messaggi contestati, ma la convocazione arriva dopo notizie di stampa secondo cui l'ambasciata avrebbe pubblicato un post in cui si esortavano gli iraniani residenti nel Regno Unito a "sacrificare la propria vita per la patria"
Katz: “Il Libano meridionale è uguale a Gaza”
"Il Libano meridionale è uguale a Gaza". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, annunciando che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) "hanno distrutto un'infrastruttura terroristica sotterranea a Qantara, in Libano, con una gigantesca esplosione" all'interno della cosiddetta "zona di sicurezza", nell'ambito della rioccupazione israeliana del Libano meridionale. Lo scrive Haaretz. "Il primo ministro Benyamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di distruggere ogni infrastruttura terroristica nella zona di sicurezza fino alla linea gialla, sia sottoterra sia in superficie, proprio come a Gaza, per eliminare le minacce per gli abitanti del nord di Israele", ha dichiarato Katz
Idf demolisce vasto sistema di tunnel Hezbollah nel sud del Paese
Le Forze di Difesa Israeliane hanno demolito un vasto sistema di tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano. Filmati pubblicati dai media libanesi mostrano le esplosioni. Forti boati sono stati uditi in tutta la zona. Il Servizio Geologico di Israele afferma, come riporta Times of Israel, che la massiccia esplosione controllata è stata rilevata dal sistema di allerta sismica. Tuttavia, non sono state attivate le sirene di terremoto. L'esercito aveva comunicato in precedenza ai residenti che avrebbe garantito che l'esplosione controllata non attivasse le sirene di allarme terremoto, cosa che in passato è già accaduta.
Media iraniani: “In arrivo una ondata di disoccupazione”
I media iraniani hanno riportato che circa 320.000 candidature sono state presentate sulla piattaforma di ricerca lavoro JobVision in un giorno. Il numero ha battuto tutti i record precedenti ed è considerato un segnale di un "tsunami della disoccupazione" in Iran. Lo scrive il sito di informazione indipendente Iran Wire, ricordando che JobVision è una delle principali piattaforme di reclutamento online iraniane. Con la guerra il mercato del lavoro iraniano è entrato in una nuova fase di recessione e licenziamenti. Le interruzioni di internet, le restrizioni commerciali, il calo delle esportazioni e l'incertezza legata alle tensioni sulla sicurezza stanno spingendo le piccole e medie imprese (soprattutto nei settori tecnologico, dei trasporti, del turismo e dei servizi) a ridurre il personale o licenziare dipendenti. I sindacati segnalato che molte unità produttive del settore privato hanno sospeso le assunzioni o chiuso temporaneamente. L'aumento dei costi delle materie prime, le difficoltà nelle transazioni finanziarie internazionali e il forte calo della domanda interna hanno reso le attività sempre più complesse. La crisi sta colpendo più duramente giovani, donne e lavoratori informali e gli economisti avvertono che, senza politiche mirate a sostegno, la disoccupazione potrebbe trasformarsi in una delle sfide sociali più gravi del Paese.
Libano: “Oltre 2500 morti dal 2 marzo”
In Libano sono 2.534 i morti e 7.863 i feriti dal 2 marzo. E' il bilancio aggiornato che arriva dal ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna. Nel sud del Paese dei Cedri proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah, storicamente sostenuto dall'Iran, accusato di continui attacchi contro Israele nonostante un cessate il fuoco annunciato tra Israele e Libano.
Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace
I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Netanyahu: “Cpi è istituzione corrotta e fallita, dovrebbe essere chiusa”
"La Corte penale internazionale è un'istituzione corrotta e moralmente fallita che dovrebbe essere chiusa. Fin dal primo giorno era chiaro che le assurde accuse contro lo Stato di Israele e contro di me erano prive di fondamento". Lo afferma in una nota Benjamin Netanyahu, commentando un articolo del Wall Street Journal sui legami fra il Qatar e Karim Khan, il procuratore della Cpi che ha avanzato un mandato d'arresto nei confronti del premier israeliano. "Israele ha condotto una guerra giusta con mezzi giusti contro un'organizzazione terroristica che ha massacrato il nostro popolo. La Corte penale internazionale è un tribunale corrotto che funge da piattaforma per la guerra giuridica, utilizzata da regimi canaglia", aggiunge Netanyahu.
Berlino esorta Cina e Russia ad approvare risoluzione Onu
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha invitato Cina e Russia a rinunciare al loro blocco e a spianare la strada a una risoluzione dell'Onu riguardo all'Iran e alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. "Chi non vuole solo difendere a parole l'ordine internazionale basato sulle regole, ma vuole vederlo in azione, deve rendere possibile l'adozione di risoluzioni in tal senso", ha affermato Wadephul a margine della sua visita alle Nazioni Unite a New York. L'obiettivo di questa decisione è coordinare meglio le misure internazionali per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Finora entrambi i paesi hanno impedito con il loro veto l'adozione di una risoluzione di questo tipo. I colloqui alle Nazioni Unite e il dibattito sulla libertà delle rotte marittime in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu hanno chiarito che la comunità internazionale è unanime nel ritenere che lo Stretto di Hormuz debba tornare ad essere liberamente transitabile, ha affermato Wadephul.
Al Senato cresce il malcontento dei repubblicani per Hegseth
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non sarebbe affatto solo nel suo crescente scetticismo nei confronti dell'operato del segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Vari senatori repubblicani hanno confidato a 'The Hill' che, se si votasse oggi, non confermerebbero l'ex conduttore di Fox News a capo del Pentagono. Numerosi esponenti del 'Gop' hanno espresso forte malcontento per l'ondata di purghe che ha investito i vertici delle forze armate americane, dal popolare capo di Stato maggiore dell'esercito, Randy George, allontanato all'inizio di aprile, al segretario alla Marina John Phelan, licenziato la scorsa settimana, tutte personalità che avevano stretti rapporti con i 'falchi' della difesa del Congresso, i quali temono ora possa toccare presto a Dan Driscoll, il segretario all'Esercito, molto vicino a Vance.
Hegseth da domani all'esame del Congresso
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, è atteso per due giorni di fuoco al Congresso: domani e giovedì verrà ascoltato da due commissioni per rispondere sulla richiesta del budget da 1500 miliardi di dollari per le forze armate, sulle strategie nel conflitto con l'Iran e sull'epurazione dei vertici militari. Hegseth verrà ascoltato domani davanti alla commissione Servizi armati della Camera, il cui appuntamento non era stato pubblicizzato, e giovedì davanti alla stessa commissione ma del Senato. Quest'ultimo è considerato l'appuntamento più delicato per il segretario alla Difesa, perché arriva nel momento in cui si registra la crescente sfiducia nei suoi confronti da parte dei senatori repubblicani. Secondo The Hill, alcuni membri del Congresso vorrebbero che "si facesse da parte" e questi messaggi arrivano mentre il Wall Street Journal ha parlato di sfiducia del vicepresidente JD Vance nel modo con cui Hegseth avrebbe gestito le informazioni sulla guerra in Iran e nascosto i veri numeri legati all'esaurimento di scorte di sistemi missilistici. Senatori repubblicani che hanno parlato con The Hill in forma anonima hanno dichiarato che Hegseth non verrebbe confermato alla guida del Pentagono se Trump lo rinominasse oggi, e sostengono che il caos tra i vertici dello staff al dipartimento della Difesa sotto la sua guida sia una fonte di forte preoccupazione.
Iran International, da Canada permesso a capo federazione Iran per meeting Fifa
Un permesso di soggiorno temporaneo per entrare in Canada è stato concesso Mehdi Taj, ex comandante dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie e ora a capo della federazione calcistica iraniana, nonostante non sia ammissibile nel Paese. È previsto che Taj partecipi al congresso Fifa di Vancouver. Lo scrive il media d'opposizione Iran International, basato a Londra, che cita fonti governative.
Trump: “L'Iran ci ha detto che è al collasso, ci chiede di riaprire Hormuz”
"L'Iran ci ha appena informato di trovarsi in uno 'Stato di collasso'. Ci chiedono di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, mentre cercano di risolvere la loro situazione di leadership (cosa che, credo, riusciranno a fare!)". E' quanto scrive il presidente americano Donald Trump su Truth.
Media, offerta Iran a Usa articolata in tre fasi
Secondo quanto riportato da Al-Mayadeen, testata libanese vicina all'Iran e a Hezbollah, la proposta iraniana agli Stati Uniti si articola in "tre fasi": la fine della guerra, la gestione dello Stretto di Hormuz e, infine, i negoziati sul nucleare. L'Iran vuole che gli Stati Uniti e Israele pongano fine alla guerra in Iran e Libano e garantiscano che non ci saranno ulteriori attacchi contro questi due Paesi. Dopo la prima fase, inizieranno i colloqui sulla gestione dello Stretto di Hormuz, in coordinamento con l'Oman, al fine di sviluppare un quadro giuridico per la governance e il traffico in questa via navigabile. Una volta completate la prima e la seconda fase, l'Iran e gli Stati Uniti potranno avviare negoziati sul nucleare. Secondo Al-Mayadeen, l'Iran non si impegnerà nella questione nucleare finché non saranno completate le prime due fasi.
Guterres: “Mantenere aperte e sicure le vie d'acqua internazionali”
"In mare come sulla terra, la forza del diritto deve sempre prevalere sul diritto della forza". Lo ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite. Antonio Guterres, mentre cresce l'insicurezza marittima e aumentano le minacce che ostacolano le rotte chiave, come lo Stretto di Hormuz. "Dobbiamo mantenere aperte, lecite e sicure le vie d'acqua internazionali", aggiunge Guterres sottolineando che "l'oceano deve essere una zona di pace e cooperazione, non di confronto o coercizione".
Axios: “Conflitto fra Teheran e Washington è la nuova Guerra fredda”
Il conflitto con l'Iran è entrato "in una fase simile alla Guerra Fredda", caratterizzata da sanzioni finanziarie, intercettazioni di cannoniere e colloqui sull'avvio di negoziati. E' quanto si legge in un'analisi effettuata da Axios. Secondo la testata la situazione di stallo "non sembra avere una fine imminente" pertanto "i prezzi dell'energia rimarranno elevati per mesi", e "una guerra vera e propria potrebbe scoppiare da un momento all'altro". Diversi funzionari statunitensi avrebbero spiegato ad Axios di essere preoccupati perché gli Usa potrebbero essere "trascinati in un conflitto congelato, senza guerra e senza accordo". In questo scenario, gli Stati Uniti dovrebbero mantenere le proprie forze nella regione "per molti altri mesi". Lo Stretto di Hormuz resterebbe chiuso, il blocco statunitense rimarrebbe in vigore ed entrambe le parti continuerebbero ad aspettare che l'altra ceda o apra il fuoco per prima. Una situazione che, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, sarebbe la "cosa peggiore" per Trump, sia politicamente che economicamente".
Cnn, Washington e Teheran non sarebbero lontane da accordo
Gli Stati Uniti e l'Iran non sarebbero così distanti da un accordo per mettere fine alla guerra. Lo scrive la Cnn citando fonti vicine al processo di mediazione. Secondo le stesse fonti infatti dietro le quinte proseguono intense attività diplomatiche e i colloqui in corso si concentrano su un processo a fasi, in cui la prima parte di un potenziale accordo si concentrerebbe sul ritorno allo status quo prebellico e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz senza restrizioni né pedaggi. La questione del programma nucleare iraniano - che sia gli Stati Uniti che Israele citarono come casus belli - sarebbe stata affrontata in seguito. Secondo le fonti, i mediatori starebbero esercitando pressioni su entrambe le parti per raggiungere un accordo, e i prossimi giorni si preannunciano particolarmente cruciali. Su tutto - viene sottolineato - incombe la possibilità che gli Stati Uniti decidano di ritirarsi e tornare in guerra.
Media, superpetroliera giapponese passa da Hormuz
Una superpetroliera di proprietà dell raffineria giapponese Idemitsu ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il sito di monitoraggio delle rotte navali Marine Traffic. La Idemitsu Maru è partita il 17 aprile dalla raffineria di Ras Tanura, in Arabia Saudita, dove si trovava dalla fine di febbraio, con 2 milioni di barili di greggio.
A Gedda vertice straordinario leader del Golfo
I leader del Consiglio di cooperazione del Golfo si riuniscono oggi a Gedda, in Arabia Saudita, per un vertice straordinario sulla situazione nella regione, il primo dall'inizio della guerra all'Iran. A quanto riferito dalla televisione al Arabiya, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha accolto il principe ereditario kuwaitiano Sabah Khaled al-Hamad al-Sabah, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa al loro a Gedda. Gli Emirati Arabi Uniti, secondo la Reuters, sono rappresentati dal ministro degli Esteri, Abdullah bin Zayed bin Sultan Al Nahyan.
Qatar: “Sostegno alla mediazione del Pakistan”
Il Qatar sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha Majed Al-Ansari durante una conferenza stampa, parlando del coordinamento in corso con Islamabad per la fine del conflitto. "Non abbiamo bisogno di allargare la cerchia dei negoziati. Sosteniamo la mediazione pakistana", ha detto. Doha, ha aggiunto Al-Ansari, è favorevole a un "accordo globale" per porre fine al conflitto. La principale preoccupazione del Qatar, ha sottolineato, è la sicurezza regionale, poiché gli attacchi dell'Iran hanno messo in discussione la stabilità regionale.
Bahrein: 5 all'ergastolo, collusione con "terroristi" iraniani
Cinque persone sono state condannate all'ergastolo in Bahrein martedì per aver collaborato con l'Iran nella commissione di "atti terroristici" nello Stato del Golfo, bersaglio di Teheran durante la guerra, ha annunciato la Procura Generale. "Il reato di collusione con entità straniere ostili al Regno del Bahrein costituisce uno dei crimini più gravi contro la sicurezza nazionale", ha dichiarato la Procura Generale in un comunicato stampa.
Axios: “Trump diviso tra nuovi raid e attesa degli effetti della pressione economica”
Il presidente Donald Trump oscilla tra l'ipotesi di nuovi attacchi militari contro l'Iran e l'attesa che la strategia di 'massima pressione' economica spinga Teheran a negoziare sul programma nucleare. Lo riferisce Axios, citando cinque consiglieri che hanno parlato con il capo della Casa Bianca Secondo il sito d'informazione americano, il conflitto con la Repubblica islamica è entrato in una fase di stallo dai contorni simili a una 'Guerra Fredda', tra sanzioni finanziarie, blocchi navali e negoziati ancora lontani, mentre resta alto il rischio di un'escalation militare. Diversi funzionari americani, citati da Axios, hanno riferito che a Washington sta crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto "congelato", senza guerra aperta ma anche senza accordo. In questo scenario, le forze Usa resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre le due parti continuerebbero ad attendere una mossa dell'avversario.
Hacker pubblicano nomi di migliaia di soldati Usa nel Golfo
Il gruppo hacker Handala ha divulgato dati personali di 2.379 militari statunitensi attualmente in servizio nel Golfo Persico. Lo riporta Press Tv. Handala ha annunciato non solo di aver catalogato i nomi e le identità di decine di migliaia di soldati americani nella regione, ma anche di aver raccolto informazioni precise sulle loro famiglie, gli indirizzi di residenza, sulle basi militari, gli spostamenti quotidiani, le abitudini di acquisto e persino sulle attività notturne.
Libano: Idf ordina evacuazione 16 villaggi fuori dalla zona cuscinetto
L'esercito israeliano ha chiesto l'evacuazione immediata di 16 villaggi nei distretti di Bint Jbeil e Tiro, fuori dalla "zona cuscinetto" istituita da Israele circa una settimana fa nel sud del Libano Il portavoce dell'esercito israeliano in lingua araba, Avichay Adraee, ha emesso un ordine di evacuazione con il quale viene chiesto ai residenti di trasferirsi nel distretto di Sidone. I villaggi colpiti sono Ghandouriyè, Bourj Qalaouiè, Qalaouiè, Souanè, Jmeijmè, Safad al-Battikh, Baraachit, Chaqra, Aita el-Jabal, Tebnine, Soultaniyè, Bir al-Sanasil, Dounine, Khirbet Selm, Selaa e Deir Kifa. Tutti questi villaggi si trovano nel distretto di Bint Jbeil, a eccezione di Selaa e Deir Kifa, situati nel distretto di Tiro. L'esercito è stato costretto ad agire "alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico Hezbollah", ha scritto Adraee su X. L'Idf "non intendono nuocere agli abitanti", ha dichiarato il portavoce, ma ha avvertito che "chiunque si trovi vicino a elementi di Hezbollah, alle loro strutture o ai loro mezzi di combattimento mette in pericolo la propria vita".
Media: “Msc Francesca e Epaminondas ancora ferme in acque iraniane”
Un'immagine satellitare dell'Agenzia Spaziale Europea mostra che Teheran ha spostato le due navi mercantili sequestrate la settimana scorsa, la Msc Francesca e la Epaminondas, nelle acque iraniane al largo dell'isola di Hormuz. Lo riporta Sky News sottolineando che le navi sarebbero a 2 chilometri di distanza l'una dall'altra, a circa 68 km dal luogo in cui erano state catturate.
Media, bimbo di 9 anni ucciso in un attacco di Israele a Gaza
I media palestinesi riferiscono che un bambino di 9 anni è stato ucciso in un attacco delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) a est di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Kpler: “Prima nave carica Gln lascia il Golfo”
Per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran, una nave carica di gas naturale liquefatto ha lasciato il Golfo Persico. Lo ha riferito il sito di analisi Kpler. La Mubaraz, controllata dalla compagnia petrolifera nazionale emiratina Adnoc, ha lasciato il Golfo attraverso Hormuz con 132.890 metri cubi di Gnl a bordo. La nave ha caricato il gas sull'isola di Das, negli Emirati Arabi Uniti, il 2 marzo. Alla fine di marzo ha staccato il transponder per un mese e ieri ha ricominciato a trasmettere il suo segnale dal largo della costa indiana.
Teheran: “Per mondo Usa e Israele sono simboli di terrorismo”
L'Iran ha accusato Stati Uniti e Israele di terrorismo di Stato. "Il mondo oggi vede gli Stati Uniti e Israele come simboli del terrorismo di Stato", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Gli Stati Uniti non possono più imporre le proprie politiche alle nazioni indipendenti", ha aggiunto facendo eco alle dichiarazioni del portavoce del ministero della Difesa, Reza Talaei-Nik.
Teheran: “Usa dovrebbero essere condannati per pirateria”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, è tornato a condannare il sequestro di petroliere in acque internazionali per mano degli Stati Uniti, "Si tratta a tutti gli effetti di un atto di pirateria", ha detto a quanto riferito da Press Tv. "Gli Stati Uniti devono essere ritenuti pienamente responsabili di aver minacciato i principi fondamentali della sicurezza marittima", ha aggiunto.
Iran: “Pronti a condividere capacità di difesa con Paesi Sco”
L'Iran è pronto a condividere le sue capacità in materia di armamenti difensivi con "i Paesi indipendenti, in particolare i membri dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco)". Lo ha dichiarato il viceministro della Difesa iraniana per lo sviluppo gestionale e la pianificazione strategica, il generale di brigata Reza Talaei-Nik, durante una riunione dei ministri della Difesa della Sco tenutasi a Bishkek in Kirghizistan, secondo quanto riportato oggi dalla Fars. Le forze armate iraniane restano, ha aggiunto, sono pronte a rispondere a qualsiasi azione ostile. A Bishkek il vice ministro della Difesa iraniano ha avuto incontri separati con i ministri della Difesa di Kirghizistan, Russia, Pakistan e Bielorussia, tutti Stati membri della Sco.
Capo del Mossad: “Agenzia entrata nel cuore dei segreti del nemico”
Il capo del Mossad, David Barnea, ha affermato che l'agenzia, diventata più offensiva, è entrata "nel cuore dei segreti del nemico" e ha condotto operazioni "rivoluzionarie" in Iran e altrove. Lo ha riferito durante una cerimonia svoltasi ieri sera presso il quartier generale del Mossad, in onore delle missioni più importanti del 2025. Barnea ha sottolineato quello che ha definito un cambiamento nel ruolo dell'agenzia in tempo di guerra, affermando che è diventata un'organizzazione più offensiva ed efficace al fianco delle Forze di difesa israeliane (Idf) nelle campagne contro l'Iran e il suo gruppo terroristico per procura Hezbollah. "Abbiamo ottenuto informazioni strategiche e tattiche nel cuore dei segreti del nemico. Abbiamo dimostrato nuove e innovative capacità operative nei paesi bersaglio", ha dichiarato il capo del Mossad. Barnea ha evidenziato che le sue operazioni hanno contribuito a rendere possibili gli attacchi "nel cuore di Teheran", a "sventare i piani di alti ufficiali" e agli sforzi per garantire la superiorità aerea di Israele e difendere il fronte interno.
Le operazioni condotte quest'anno "ci hanno permesso di superare i confini in Libano e in Iran", ha valutato, aggiungendo che l'agenzia ha anche "condotto una campagna diplomatica segreta, la cui importanza è fondamentale per forgiare alleanze regionali ed espandere la profondità strategica di Israele". In conclusione, secondo Barnea, la cooperazione con l'esercito ha "cambiato l'assetto strategico di Israele", avvertendo tuttavia che le minacce permangono, pertanto "non ci adageremo sugli allori e quando identificheremo una minaccia, agiremo con tutta la nostra forza".
Iran: “Usa sanno che non vogliamo atomica ma non accettano la libertà”
Gli Stati Uniti sanno che l'Iran non vuole armi nucleari, ma non possono accettare che Teheran sia libero nelle sue scelte. "Dicono 'no all'energia atomica mentre settant'anni fa gli americani incoraggiavano l'Iran nucleare", ha ricordato il vice portavoce presidenziale Seyyed Mehdi Tabatabai su X. "Sanno che l'Iran vuole l'energia atomica solo per scopi pacifici. Quindi non hanno problemi con un Iran nucleare, ma non possono tollerare un Iran indipendente. Nelle parole di ieri del ministro degli Esteri americano, questa visione è evidente", ha sottolineano.
Il vicepresidente Usa Vance preoccupato per la gestione Hegseth del Pentagono
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in privato avrebbe espresso una forte preoccupazione per il modo in cui il Pentagono guidato da Pete Hegseth sta gestendo la guerra all'Iran. Lo sostiene The Atlantic, citando due alti funzionari dell'amministrazione americana. Vance sarebbe scettico riguardo alle informazioni fornite dal Pentagono sulla guerra. Il vicepresidente avrebbe inoltre condiviso con il presidente Donald Trump le sue preoccupazioni sul numero effettivo delle scorte di alcuni sistemi missilistici. Le preoccupazioni, continua The Atlantic, "sarebbero personali e non rappresenterebbero un'accusa" nei confronti di Hegseth o del generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, di aver fornito informazioni fuorvianti al presidente. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha smentito l'esistenza di contrasti interni. Al Daily Beast ha dichiarato che "il segretario Hegseth e il vicepresidente Vance hanno un rapporto di lavoro eccellente, basato su un profondo rispetto reciproco e allineamento. All'interno del team per la sicurezza nazionale del presidente Trump, il confronto rigoroso e le domande incisive sono esattamente ciò che i professionisti fanno per ottenere risultati. E' un lavoro di squadra responsabile e di alto livello".
The Hill: i senatori repubblicani contro Hegseth, vogliono che se ne vada
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance non sarebbe affatto solo nel suo crescente scetticismo nei confronti dell'operato del segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Vari senatori repubblicani hanno confidato a “The Hill” che, se si votasse oggi, non confermerebbero l'ex conduttore di Fox News a capo del Pentagono. Numerosi esponenti del Gop hanno espresso forte malcontento per l'ondata di purghe che ha investito i vertici delle forze armate americane, dal popolare capo di Stato maggiore dell'esercito, Randy George, allontanato all'inizio di aprile, al segretario alla Marina John Phelan, licenziato la scorsa settimana, tutte personalità che avevano stretti rapporti con i 'falchi' della difesa del Congresso, i quali temono ora possa toccare presto a Dan Driscoll, il segretario all'Esercito, molto vicino a Vance. Un senatore repubblicano ha spiegato a 'The Hill' che da tempo all'interno del gruppo repubblicano al Senato ci sono dubbi sulla mancanza di esperienza di Hegseth nella gestione di una burocrazia ampia e complessa, nonché diffidenza nei confronti del suo stile di leadership non convenzionale e spesso arrogante. A esacerbare questa sfiducia, ha spiegato la fonte, è stato però "l'indebolimento della straordinaria leadership del Pentagono", definito una grande preoccupazione".
L’intelligence tedesca: minaccia in Europa da estremisti filo-iraniani
L'intelligence tedesca ha rilevato in Germania e in altri Paesi europei un aumento del livello di minaccia da parte di estremisti filo-iraniani, in particolare del gruppo “Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya” (Hayi). Lo ha riferito l'Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) tedesca in risposta a una richiesta del quotidiano Handelsblatt. "La novità sta nell'avvertimento di Hayi secondo cui non si limiterà più ad attacchi 'semplici', ma prevederà anche mezzi più pericolosi", ha spiegato l'agenzia di intelligence. "L'organizzazione utilizza diversi canali della sfera estremista sciita e filo-iraniana su varie piattaforme di social media per diffondere informazioni sulle proprie attività", ha dichiarato la BfV. Hayi ha recentemente "chiaramente espresso le motivazioni politiche alla base delle proprie azioni e ha minacciato apertamente le istituzioni israeliane, così come i cosiddetti 'nemici dell'Islam' in Europa", ha aggiunto.
Idf, due soldati feriti in un attacco con drone nel sud del Libano
Due soldati israeliani sono rimasti feriti, uno "seriamente" e uno più lievemente, in un attacco con drone avvenuto ieri nel sud del Libano: lo ha riferito oggi l'Idf, citato da Haaretz. Entrambi i soldati sono stati trasportati in ospedale per ricevere assistenza medica. L'attacco, aggiunge il Times of Israel, è attribuito a Hezbollah. Lo stesso giornale afferma che l'Idf ha lanciato un missile intercettore contro un altro sospetto drone di Hezbollah "diretto verso un'area del sud del Libano in cui sono dispiegate truppe" israeliane.
Cnn, Trump verso no a ultima proposta negoziale Teheran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appare orientato a respingere l'ultima proposta negoziale iraniana, esaminata ieri insieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale. Lo riferiscono alla Cnn fonti ben informate. Secondo quanto emerso, Trump teme di indebolire la posizione degli Usa nella trattativa se accetterà di concordare una riapertura dello Stretto di Hormuz e rimandare a colloqui successivi la ricerca di un'intesa sul programma nucleare, come proposto da Teheran.
Nave Usa blocca petroliera iraniana
Un cacciatorpediniere della Marina statunitense ha intercettato la petroliera battente bandiera iraniana “Stream” mentre tentava di raggiungere un porto iraniano. Lo ha reso noto il Comando centrale degli Stati Uniti spiegando che la nave da guerra “Rafael Peralta” ha intercettato la petroliera domenica, nell'ambito del blocco dei porti iraniani. Almeno 39 navi in transito da o verso i porti iraniani sono state costrette a fermarsi, secondo i media locali, dall'inizio del blocco, il 13 aprile. L'Iran, da parte sua, ha denunciato l'operazione come un atto di "pirateria e rapina a mano armata in alto mare", collegandola al recente sequestro di altre petroliere associate al Paese.
Mosca e Teheran consolidano l’alleanza
Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha avuto colloqui in Kirghizistan con il viceministro della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass. Belousov ha ribadito la posizione della Russia, secondo cui la guerra con l'Iran dovrebbe essere risolta esclusivamente per via diplomatica, e si è detto fiducioso che Mosca e Teheran continueranno a sostenersi a vicenda. Talaei-Nik si è recato anche in Bielorussia, uno dei più stretti alleati della Russia, dove, secondo il ministero della Difesa bielorusso, ha discusso della situazione in Medio Oriente con il Ministro della Difesa Viktor Khrenin. Il ministero, citato dall'agenzia di stampa statale BelTA, ha affermato che i due hanno concordato sul fatto che l'unica via per risolvere il conflitto sia "un ritorno alla sfera di una soluzione politico-diplomatica e l'intensificazione del processo negoziale". La dichiarazione del ministero afferma che l'incontro "ha confermato il reciproco interesse di Minsk e Teheran per un ulteriore approfondimento della loro interazione congiunta".
L’Iran: “Alla scuola di Minab morte 155 persone”
L'Iran ha diffuso un bilancio dettagliato delle vittime dell'attacco a una scuola iraniana, avvenuto il primo giorno della guerra in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dai media statali, 73 bambini e 47 bambine sono rimasti uccisi nell'attacco del 28 febbraio a una scuola elementare iraniana a Minab. Sono rimasti uccisi anche 26 insegnanti, 7 genitori, un autista di scuolabus e un tecnico di farmacia della clinica adiacente alla scuola, ha riferito l'emittente pubblica Irib in un post su Telegram. Questo porta il bilancio delle vittime a 155, anziché agli oltre 175 riportati in precedenza. La scuola fu colpita da un missile da crociera Tomahawk statunitense a causa di un errore di puntamento, secondo i risultati preliminari di un'indagine militare statunitense riportati dal New York Times.
Il capo dell’Idf ammette: “Abbiamo un problema di disciplina”
L'Idf ha un problema di disciplina. A ammetterlo è il capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, secondo il quale negli ultimi anni la disciplina militare si è deteriorata a causa della guerra su più fronti condotta da Israele. Parlando con un gruppo di alti ufficilai, riporta il Times of Israel, Zamir ha elencato una serie di episodi in cui i soldati israeliani si sono comportati in modi contrari ai valori dell'esercito e ha citato i saccheggi e la distruzione di una statua di Gesù in Libano, che ha suscitato indignazione internazionale, oltre alla tendenza dei soldati a indossare distintivi e stemmi non autorizzati con messaggi religiosi, messianici, politici e incitanti all'odio. "Gli episodi di comportamento non etico a cui abbiamo assistito sono il risultato di un periodo lungo e complesso, ma ciò non li giustifica – ha detto Zamir –. Non dobbiamo scendere a compromessi sui nostri valori. L'erosione delle norme potrebbe essere altrettanto pericolosa delle minacce operative".
Trump scettico sulla proposta iraniana per Hormuz
Donald Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sono scettici sull'offerta dell'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e sospendere le trattative sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. La Casa Bianca continuerà a negoziare con Teheran e probabilmente presenterà la sua risposta e le sue controproposte nei prossimi giorni. Anche se l'offerta iraniana non è stata respinta categoricamente, Trump e i suoi consiglieri sono dubbiosi sull'azione in buona fede dell'Iran e sull'intenzione di Teheran di mettere fine all'arricchimento dell'uranio e impegnarsi a non sviluppare l'arma nucleare.
Vance perplesso dalla gestione del Pentagono da parte di Hegseth
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in privato avrebbe espresso una forte preoccupazione per il modo in cui il Pentagono guidato da Pete Hegseth sta gestendo la guerra all'Iran. Lo sostiene The Atlantic, citando due alti funzionari dell'amministrazione americana. Vance sarebbe scettico riguardo alle informazioni fornite dal Pentagono sulla guerra. Il vicepresidente avrebbe inoltre condiviso con il presidente Donald Trump le sue preoccupazioni sul numero effettivo delle scorte di alcuni sistemi missilistici. Le preoccupazioni, continua The Atlantic, "sarebbero personali e non rappresenterebbero un'accusa" nei confronti di Hegseth o del generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, di aver fornito informazioni fuorvianti al presidente. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha smentito l'esistenza di contrasti interni. Al Daily Beast ha dichiarato che "il segretario Hegseth e il vicepresidente Vance hanno un rapporto di lavoro eccellente, basato su un profondo rispetto reciproco e allineamento. All'interno del team per la sicurezza nazionale del presidente Trump, il confronto rigoroso e le domande incisive sono esattamente ciò che i professionisti fanno per ottenere risultati. un lavoro di squadra responsabile e di alto livello".
L’Onu: “Nel 2026 dai coloni 680 attacchi contro i palestinesi”
In Cisgiordania, secondo quanto dichiarato dall'Onu, gli attacchi dei coloni contro i palestinesi continuano, causando vittime, danni alle proprietà e sfollamenti. "Dall'inizio di quest'anno sono stati registrati circa 680 attacchi di coloni in oltre 200 comunità palestinesi, con lo sfollamento completo di nove comunità", ha spiegato il portavoce Stephane Dujarric nel corso dell'incontro con i media internazionali. L'Ufficio Onu per gli aiuti umanitari ha pubblicato una mappa che mostra l'impatto degli attacchi dei coloni sui palestinesi tra il 2023 e il 2025. "In quel periodo – ha aggiunto Dujarric – sono stati registrati più di 4.500 aggressioni, che hanno causato la morte di 50 palestinesi e oltre 4.600 feriti, oltre allo sfollamento di più di 3.900 palestinesi a causa degli attacchi dei coloni e delle restrizioni di accesso".
L’Onu: “Ieri nuovi attacchi israeliani in Libano”
La coordinatrice speciale dell'Onu per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, si trova attualmente in Israele per una serie di incontri sulla crisi con il Libano. La diplomatica "sta conducendo incontri con alti funzionari politici e della sicurezza israeliani, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sàar e il ministro della Difesa Israel Katz". La visita rientra nelle consuete consultazioni con interlocutori chiave sull'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che ha rafforzato la presenza dei caschi blu lungo la cosiddetta Linea Blu, la zona cuscinetto creata tra Israele e Libano. Nel frattempo i soldati della missione Onu hanno segnalato ieri 299 episodi, tra colpi d'arma e lancio di razzi, provenienti da sud della Linea Blu o all'interno dell'area operativa delle Forze di Difesa Israeliane, in quello che è stato definito dall'Onu "uno dei volumi più alti dalla cessazione delle ostilità".
Teheran: “La stabilità nel Golfo solo con garanzie credibili”
Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, ha lanciato un monito mentre i negoziati faticano ancora a carburare: "Una stabilità e una sicurezza durature nel Golfo e nella regione più ampia – ha detto durante una sessione del Consiglio di sicurezza – possono essere garantite solo da una cessazione duratura e permanente di ogni aggressione contro l'Iran, accompagnata da garanzie credibili di non ripetizione e dal pieno rispetto dei legittimi diritti e interessi sovrani di Teheran”.
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