


























L'Iran deve "darsi una regolata" e accettare di includere nel negoziato in corso il programma nucleare, invece di rimandare la questione alla trattativa successiva. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth accompagnato da un'immagine, presumibilmente realizzata con l'IA, che lo mostra imbracciare un mitra sullo sfondo di quelli che appaiono impianti nucleari su una montagna punteggiata da esplosioni.
Ieri, durante la cena ufficiale per la visita di re Carlo negli Usa, aveva annunciato la vittoria “militare” sull’Iran.
Punti chiave
Flotilla, nostre navi fermate da motoscafi Israele
"Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono identificati come 'israeliani', puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche e ordinando ai partecipanti di spostarsi a prua delle imbarcazioni e di mettersi in ginocchio con le mani a terra. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono state disturbate ed è stato lanciato un sos". Lo comunica la Global Sumud Flotilla in un post su X. Secondo quanto risulta dai dati di tracking, la Flotilla si trova vicino all'isola greca di Cipro.
Trump: “Iran si è avvicinato a posizioni Usa ma non sul nucleare”
L'Iran si è avvicinato alle posizioni degli Stati Uniti ma non ancora abbastanza sulla questione del nucleare, ha affermato Donald Trump, parlando con i giornalisti allo Studio Ovale. "Hanno fatto tanta strada. Il problema è se è abbastanza o no. Al momento non ci sarà un accordo se non accetteranno di rinunciare alle armi nucleari", ha affermato il Presidente Usa, precisando che i negoziati proseguono. I negoziati possono andare avanti al telefono, senza bisogno di inviare persone in Pakistan, ha precisato.
Trump: “Re Carlo fantastico. Ci avrebbe aiutati in Iran”
Donald Trump è tornato a esprimere grande apprezzamento per re Carlo II d'Inghilterra, in questi giorni in vista ufficiale negli Stati Uniti. "Il re è fantastico, abbiamo parlato a lungo", ha raccontato alla Casa Bianca a margine dell'incontro con l'equipaggio di Artemis II. "Ama il suo Paese ed è un grande re e un mio grande amico", ha proseguito, "probabilmente se fosse stato per lui ci avrebbe aiutato con l'Iran e avrebbe seguito i nostri consigli sull'Ucraina".
Trump: “Non so se finirà prima guerra in Iran o Ucraina, forse seguono tabella simile”
“Non so" se finirà prima la guerra in Iran o quella in Ucraina: "forse seguono una tabella di marcia simile". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva quale guerra, secondo lui, si sarebbe conclusa prima.
Trump: “Teheran ha concesso molto, ma niente accordo senza rinuncia a nucleare”
Gli iraniani "hanno fatto molta strada" in termini di concessioni, "ma la domanda è se vogliono arrivare fino in fondo". Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che "in questo momento non c'è un accordo a meno che non accettino di non avere mai un'arma nucleare".
Trump: “Li abbiamo distrutti. Ora devono solo arrendersi”
Donald Trump ha confermato che intende mantenere il blocco di Hormuz e che all'Iran ora non resta che arrendersi. "Il blocco è geniale", ha detto alla Casa Bianca. "Militarmente li abbiamo annientati", ha assicurato, "ora non gli resta che dire 'ci arrendiamo'".
Trump: “Teheran al collasso economico”
Il presidente americano Donald Trump è tornato a descrivere la situazione economica dell'Iran come disastrosa. "La economia è al collasso, la loro valuta non ha più alcun valore e hanno, un'inflazione mai vista prima", ha detto durante un incontro alla Casa Bianca con l'equipaggio di Artemis II.
Trump: “Fantastica la decisione degli Emirati di uscire dall'Opec”
La decisione degli Emirati arabi uniti di uscire dall'Opec è "fantastica". Lo ha detto Donald Trump.
Wp, la portaerei Gerald Ford lascia il Medio Oriente
La portaerei Uss Gerald Ford lascerà il Medio oriente e inizierà il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. La portaerei è una delle tre americane presenti in Medio Oriente insieme alla Ass George H. W. Bush e ka Uss Abraham Lincoln.
Putin a Trump: “Escalation avrebbe conseguenze gravi”
Vladimir Putin ha detto a Donald Trump, sul tema dell'Iran e del Golfo, che "escalation di qualsiasi natura avrebbero conseguenze gravi", come ha riferito Yuri Ushakov al termine della telefonata fra i due leader. "L'Iran e il Golfo sono stati l'elemento centrale dei temi internazionali discussi. Putin ha detto che considera la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco con l'Iran come positiva, perché lascia spazio ai negoziati e contribuisce a stabilizzare la situazione", ha riferito il consigliere del Cremlino.
La Russia ha presentato agli Stati Uniti una serie di proposte per risolvere la questione del programma nucleare iraniano. È quanto ha annunciato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, riferendo della conversazione telefonica fra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass. "La Russia è fermamente impegnata a fornire sostegno globale agli sforzi diplomatici volti a trovare una soluzione pacifica alla crisi e ha avanzato una serie di proposte volte a risolvere le divergenze relative al programma nucleare iraniano", ha affermato Ushakov, aggiungendo che "a tal fine, proseguiranno i contatti attivi con i rappresentanti iraniani, i leader degli Stati del Golfo Persico, nonché con Israele e la squadra negoziale americana".
Putin a Trump: “Bene cessate il fuoco in Iran, chance per i negoziati”
Il presidente russo Vladimir Putin considera saggia la decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco sull'Iran, poiché dovrebbe contribuire a stabilizzare la situazione e "dare una chance ai negoziati". Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov citato dalla Tass, riferendo della telefonata tra i due leader.
Hegseth contro i dem: “Trump non è nel pantano, vostro odio vi accieca”
Donald Trump "non si è impantanato" nella guerra contro l'Iran, "il vostro odio per il presidente vi accieca". Così il segretario alla Guerra, Peter Hegseth, ha risposto al deputato democratica della California, John Garamendi, che nel corso dell'audizione davanti alla commissione Forze armate ha messo in dubbio "la direzione strategica" della guerra, definendola "una grave ferita autoinflitta all'America". "Avete mentito all'opinione pubblica americano su questa guerra fin dal primo giorno, e lo ha fatto anche il presidente", ha accusato Garamendi, denunciando una "incompetenza sbalorditiva" e sostenendo che Trump "è impantanato" nel nuovo conflitto in Medio Oriente.
Axios: “Piani Usa per raid brevi e potenti per sbloccare negoziati”
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) avrebbe preparato un piano per un'ondata di attacchi "breve e potente" contro l'Iran nella speranza di sbloccare lo stallo dei negoziati. Lo rivela Axios, citando tre diverse fonti informate, secondo cui dopo gli attacchi, che probabilmente includerebbero obiettivi infrastrutturali, gli Stati Uniti riprenderebbero le pressioni sul regime affinché torni al tavolo dei negoziati e mostri maggiore flessibilità.
Trump ad Axios: “Respinta proposta iraniana, blocco navale rimane”
Il presidente americano, Donald Trump, respinge la proposta iraniana e mantiene il blocco navale su Hormuz. Lo riporta Axios che cita una conversazione con il presidente. "Il blocco navale contro l'Iran finchè il regime non accetterà un accordo che affronti le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo al suo programma nucleare", scrive il sito americano riportando le affermazioni di Trump.
Generale Usa: “Alleati essenziali nella guerra contro l'Iran”
Il generale Dan Caine ha dichiarato in un'audizione al Congresso che gli alleati sono "essenziali" per l'utilizzo di basi, spazio aereo e altri supporti nella guerra contro l'Iran. Il capo degli stati maggiori congiunti americani ha tuttavia evitato di fare i nomi dei partner che stanno collaborando sostenendo che sia compito dei "leader civili".
Ghalibaf: “Trump vuole dividerci per resa. Restiamo uniti”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha fatto appello all'unità di fronte ai tentativi degli Stati Uniti di dividere il Paese e obbligarlo ad arrendersi. Il presidente americano Donald "Trump separa esplicitamente il Paese in integralisti e moderati, e poi parla di un blocco navale per costringere l'Iran alla resa attraverso la pressione economica e la divisione interna", ha dichiarato in un messaggio al Paese diffuso dall'agenzia Tasnim. "La soluzione per contrastare il nuovo complotto del nemico è una sola: mantenere l'unità", ha assicurato Ghalibaf, sulla carta capo negoziatore con gli Stati Uniti e indicato spesso da Trump come esponente dell'ala più moderata e pronta i negoziati, mentre i falchi tra i Pasdaran sono per la linea dura. Dal primo giorno, ha insistito, "mantenere l'unità è stato l'antidoto a tutti i complotti del nemico. E oggi, dato il nuovo disegno del nemico, è ancora più importante. Qualsiasi azione divisiva fa interamente parte del nuovo schema del nemico". Ma in quanto "persona che si trova al centro della situazione, dico alla nazione iraniana: 'Non preoccupatevi'. Noi funzionari siamo tutti soggetti agli ordini del leader", l'ayatollah Mojtaba Khamenei.
Hegseth insiste: “Usa hanno distrutto gli impianti nucleari dell'Iran a giugno”
Pete Hegseth ha ribadito, in un'audizione alla Camera, la tesi dell'amministrazione di Donald Trump che nell'operazione militare di giugno Midnight Hammer gli Stati Uniti "hanno distrutto gli impianti nucleari" dell'Iran. Pressato dal democratico sul perchè allora era necessario sferrare un altro attacco contro Teheran il capo del Pentagono ha risposto che le "ambizioni nucleari iraniane persistevano".
Generale Usa, 14 soldati americani sono morti in Iran dall'inizio della guerra
Il capo degli stati maggiori congiunti Usa, il generale Dan Caine, ha detto che 14 soldati americani sono morti dall'inizio dell'operazione militare contro l'Iran durante un'audizione al Congresso. Tuttavia, il conteggio ufficiale del Pentagono, aggiornato ad oggi, parla solo di 13.
Pentagono: “Finora la guerra è costata 25 miliardi di dollari”
"Approssimativamente, a oggi stiamo spendendo circa 25 miliardi di dollari per l'Operazione Epic Fury". Lo ha dichiarato il sottosegretario all'Esercito al Pentagono, Jules Hurst, in audizione in commissione Forze Armate alla Camera Usa. "La maggior parte di questa somma è destinata alle munizioni. Ovviamente, comprende anche le spese di gestione e manutenzione, le attrezzature e il personale", ha spiegato.
Aoun: “Israele deve attuare pienamente il cessate il fuoco prima di avviare negoziati diretti”
Israele deve "attuare pienamente" il cessate il fuoco con il Libano prima di avviare negoziati diretti. Lo ha ribadito il presidente libanese Joseph Aoun, in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio, nella quale insiste perché Israele a "attui pienamente il cessate il fuoco per poter passare ai negoziati... Gli attacchi israeliani non possono continuare così".
Netanyahu: “Al momento non ho piani di viaggi negli Usa”
L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito la notizia di un imminente viaggio negli Usa, dichiarando al Times of Israel che "attualmente non ci sono piani in tal senso". La dichiarazione arriva dopo che la stampa israeliana ha rivelato che il leader israeliano si prepara a una missione negli Usa la prossima settimana. Eventualità evocata anche in aula dall'avvocato del premier
Hegseth a Capitol Hill, la prima audizione dall'inizio della guerra contro l'Iran
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth salirà a Capitol Hill tra circa un'ora per la prima audizione dall'inizio della guerra contro l'Iran e due giorni prima della scadenza dei 60 giorni entro i quali chiedere l'autorizzazione al Congresso per il conflitto. Oggi il capo del Pentagono risponderà alle domande della commissione difesa della Camera, domani sarà la volta di quella del Senato. Hegseth sarà affiancato dal capo degli Stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine
Iran: “Risposta senza precedenti se gli Usa continuano con la pirateria a Hormuz”
L'Iran ha minacciato "risposte senza precedenti" se gli Stati Uniti non toglieranno l'assedio allo stretto di Hormuz. A riferirlo è stata una fonte di alto rango di Teheran citata da Press tv. "La continua pirateria marittima e il brigantaggio americano sotto forma di cosiddetto blocco navale saranno presto accolti con un'azione militare pratica e senza precedenti", ha detto la fonte all'emittente vicina al regime. Le forze armate dell'Iran, che operano sotto il comando del quartier generale di Khatam al-Anbiya, "credono che la pazienza abbia dei limiti e che una risposta punitiva sia necessaria se Washington mantiene il suo blocco navale illegale intorno allo stretto di Hormuz", ha proseguito la fonte. "La moderazione mostrata dalle forze armate finora ha lo scopo di dare alla diplomazia una possibilità, consentire agli Stati Uniti di apprendere e accettare le condizioni dell'Iran per porre fine definitivamente alla guerra" e dare al presidente Donald Trump "l'opportunità di tirare fuori gli Stati Uniti dall'attuale pantano in cui si trova". Tuttavia, "se l'ostinazione degli americani continua e le condizioni dell'Iran vengono respinte, il nemico dovrebbe presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale"
Media: “Netanyahu si prepara a un viaggio negli Usa”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si prepara a recarsi negli Stati Uniti per un incontro con il presidente americano Donald Trump. Lo ha riferito la giornalista di Israel Hayom, Shirit Avitan Cohen, precisando che l'ufficio del capo di governo lavora alla missione per la prossima settimana
Media: “Un soldato libanese e il fratello uccisi in un raid israeliano a Bent Jbeil”
L'esercito libanese afferma che un soldato e suo fratello sono stati uccisi in un attacco israeliano. L'attacco ha preso di mira la città di Bent Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani. Secondo quanto riportato, i due si trovavano in motocicletta e stavano tornando a casa dal posto di guardia del soldato quando è avvenuto l'attacco. Si tratta dell'ultimo di una serie di omicidi in Libano, in quanto sia Israele che la milizia filo-iraniana Hezbollah hanno violato l'accordo di cessate il fuoco di tre settimane nel Paese
Tajani: “Siamo pronti a inviare dragamine dopo la tregua”
"Siamo pronti a inviare dragamine della nostra Marina militare, accompagnate da altre navi della Marina militare, in una missione internazionale europea o delle Nazioni Unite che dovrà garantire in futuro, appena ci sarà un cessate il fuoco duraturo, la libertà di navigazione sullo Stretto di Hormuz". Ad affermarlo, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo all'evento "Obiettivo Export: Imprese e Territori del Nord Italia Verso la Conferenza Nazionale dell'Export 2026". A margine dell'incontro il ministro ha spiegato che il governo ha dato "disposizione attraverso l'azione del ministro Crosetto a partecipare, con la Marina militare, a eventuali operazioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, o dell'Unione europea, per partecipare all'azione sia di sminamento sia di garanzia della libertà di navigazione". "La nostra marina militare - ha proseguito - è pronta a partecipare in nome dell'Italia, così come sta facendo nel Mar Rosso per la protezione del traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi, e come sta facendo la missione Atalanta dagli attacchi di pirateria"
Katz: “La Flotilla è organizzata da Hamas, sanzioni alla raccolta fondi”
Il ministro della Difesa Israel Katz afferma di aver imposto sanzioni a una campagna di crowdfunding lanciata dalla Global Sumud Flotilla, che a suo dire è "organizzata dall'organizzazione terroristica Hamas, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali e sotto le spoglie di una flottiglia di aiuti umanitari". "L'imposizione di sanzioni alla campagna di crowdfunding costituisce un passo significativo nello sforzo di interrompere le fonti di finanziamento della flottiglia", si legge nella dichiarazione, che aggiunge che "ha lo scopo di dissuadere i donatori dal contribuire a un'organizzazione terroristica". La flottiglia, composta da circa 100 imbarcazioni e circa 1.000 partecipanti provenienti da vari paesi, dovrebbe arrivare al largo delle coste di Gaza nel fine settimana. La Marina israeliana si sta preparando per intercettarla, come ha già fatto in passato con le missioni degli attivisti
Cremlino: “La Russia non lascerà l'Opec+”
Il Cremlino ha dichiarato che la Russia non ha intenzione di uscire dall'OPEC+. Lo riporta Interfax. "No" è stata la netta risposta del portavoce presidenziale Dmitry Peskov a una domanda in merito dopo l'annuncio degli Emirati Arabi Uniti di voler lasciare l'organizzazione
La Russia spera che il ritiro degli Emirati dall’Opec non sia la fine del cartello
Mosca spera che il ritiro degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC+ non porti alla fine del formato e "accoglie con favore" l'intenzione di Abu Dhabi di assumere "una posizione responsabile" sui mercati energetici. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo cui gli Emirati "continueranno ad assumere una posizione responsabile nei mercati energetici e a coordinarsi bilateralmente". Il ritiro, ha detto Peskov, "è una decisione sovrana e la Russia la rispetta". "Avendo rapporti molto, molto costruttivi e amichevoli con Abu Dhabi" ha aggiunto, "contiamo ovviamente di continuare ad avere contatti molto produttivi, costruttivi ed efficaci con gli Emirati Arabi Uniti, anche nell'ambito del dialogo energetico"
Israele approva 126 nuove case in una colonia, ira di Peace Now
Le autorità israeliane hanno approvato il piano per la costruzione di 126 abitazioni permanenti nel remoto insediamento di Sa-Nur, nel nord della Cisgiordania. Un passo atteso dopo la ricostruzione della colonia sgomberata nel 2005 e il suo ripopolamento la settimana scorsa con l'arrivo di un primo gruppo di famiglie. Ira di Peace Now che ha condannato l'iniziativa, attaccando il governo che "invece di riabilitare il nord e il sud (di Israele) sta creando insediamenti isolati che costituiranno un peso per la sicurezza e l'economia". A dare il via libera al progetto edilizio è stato l'Alto Comitato di Pianificazione, agenzia del ministero della Difesa su cui esercita un controllo effettivo Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e ministro aggiunto alla Difesa. E' "un messaggio ai nostri nemici: siamo qui per restare", ha commentato il leader di estrema destra, celebrando l'approvazione.
Onu: “Almeno 21 esecuzioni e 4.000 arresti dall’inizio della guerra”
L'Iran ha giustiziato almeno 21 persone e ne ha arrestate più di 4.000 dall'inizio della guerra con Usa e Israele. Lo ha dichiarato l'ufficio per i diritti umani dell'Onu. Da quando gli attacchi israelo-americani hanno dato inizio alla guerra alla fine di febbraio, "almeno nove persone sono state giustiziate in relazione alle proteste del gennaio 2026, dieci per presunta appartenenza a gruppi di opposizione e due con l'accusa di spionaggio", si legge in una nota, "dal 28 febbraio, si stima che oltre 4.000 persone siano state arrestate in Iran con accuse legate alla sicurezza nazionale"
Teheran denuncia atti di pirateria dagli Usa in una lettera all'Onu
L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di "coercizione illegale" e "interferenza nel legittimo commercio internazionale" per il sequestro di navi mercantili e il presunto trasferimento di petrolio iraniano. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim citando una lettera inviata alle Nazioni Unite dall'ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani. Nel documento indirizzato al segretario generale dell'Onu e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Iravani parla di "atti internazionalmente illeciti" e di un "sequestro in stile piratesco" delle navi MT Majestic e MT Tiffany, con il presunto "furto di 3,8 milioni di barili di petrolio iraniano". Secondo Teheran, tali operazioni costituirebbero "un altro esempio di illegalità" e una violazione della Carta Onu, in particolare dell'articolo 2(4), configurandosi come "uso della forza contro navi civili impegnate in attività commerciali legittime"
Tokyo: “Una nostra nave ha passato con successo lo stretto di Hormuz”
Una nave di provenienza giapponese, rimasta ferma nel Golfo Persico, è riuscita ad attraversare oggi con successo lo Stretto di Hormuz "ed è stata evacuata al di fuori del Golfo Persico, dirigendosi verso il Giappone". Lo scrive il ministro degli esteri giapponese su X, aggiungendo che a bordo della nave si trovano tre membri dell'equipaggio giapponesi. Toshimitsu Motegi aggiunge che "il governo considera positivamente il transito di questa nave di provenienza giapponese, anche nell'ottica della protezione dei cittadini giapponesi. Il nostro Paese intende continuare a sollecitare la parte iraniana affinché le restanti navi di provenienza giapponese, così come le navi di tutti i Paesi, possano attraversare lo Stretto di Hormuz liberamente e in sicurezza"
Trump pubblica un suo ritratto con la mitragliatrice fatto l’Ia: “L’Iran si dia una regolata”
Donald Trump ha nuovamente attaccato l'Iran in un post sui social media, affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come firmare un accordo non nucleare". Il post, pubblicato quando a Washington sono le 4 del mattino, è accompagnato da un'immagine evidentemente generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena montuosa sconvolta dalle esplosioni.
"Basta con signor gentile”, recita la didascalia, riprendendo un precedente post di Trump in cui il presidente affermava di voler adottare una linea dura nei confronti dell'Iran
— Donald J Trump Posts TruthSocial (@TruthTrumpPost) April 29, 2026President Trump posts on Truth Social: Iran can’t get their act together. They don’t know how to sign a nonnuclear deal.
They better get smart soon! President DJT pic.twitter.com/tFEwmalvrD
Media: “Aumentano i suicidi fra i militari israeliani”
Aumentano i suicidi all'interno dell'esercito israeliano. Lo scrive il quotidiano Haaretz secondo cui almeno 10 soldati in servizio attivo si sono suicidati dall'inizio dell'anno, di cui sei solo ad aprile. Altri tre soldati che avevano prestato servizio come riservisti durante la guerra si sono suicidati questo mese, pur non essendo più in servizio attivo. Anche due agenti di polizia, tra cui un agente della polizia di frontiera arruolato con la leva obbligatoria, si sono sarebbero questo mese. Nel 2024, 21 soldati si sono tolti la vita. L'anno scorso, il totale ha raggiunto quota 22, la cifra più alta degli ultimi 15 anni
Von der Leyen ai governi Ue: “Gli aiuti contro il caro energia siano mirati”
"Dalla scorsa crisi abbiamo imparato una lezione: le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Durante l'ultima crisi, solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore", ha aggiunto
Von der Leyen: “La guerra in Iran costa all'Ue 500 milioni al giorno per l’energia”
"In soli 60 giorni di conflitto" in Medio Oriente, "la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno. La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Eurocamera. "Tutti dobbiamo affrontare una dura realtà: le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni", ha evidenziato
Von der Leyen: “Il costo della crisi è di 27 miliardi; ridurre l’import di energia”
"In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in sessione plenaria al Parlamento europeo, a Strasburgo. "Questa è la seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni. La lezione dovrebbe essere chiara per tutti. In un mondo turbolento come il nostro, semplicemente non possiamo dipendere eccessivamente dall'energia importata", ha aggiunto. "La strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha concluso von der Leyen
Von der Leyen: “Le conseguenze della guerra si sentiranno per mesi o anni”
"C'è una dura realtà che tutti dobbiamo affrontare: le conseguenze" del conflitto in Iran "potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo. "Il nostro obiettivo comune", insieme ai partner della regione, "è ora vedere una fine duratura della guerra. Ciò include il ripristino della piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza pedaggi", ha affermato von der Leyen, aggiungendo che "è altrettanto chiaro che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare il programma nucleare e missilistico balistico dell'Iran". "Gli eventi degli ultimi mesi ci hanno tuttavia insegnato una dura verità: la nostra sicurezza non è solo correlata, è intrinsecamente legata, e avremo interesse a rafforzare la nostra cooperazione in materia di sicurezza e difesa in tutta la regione", ha concluso
Idf uccidono un palestinese in Cisgiordania, 2 soldati feriti
L'esercito israeliano ha ucciso un palestinese durante un raid a Silwad, nella Cisgiordania centrale occupata, nel quale sono rimasti feriti due soldati israeliani. Secondo il ministero della Salute palestinese, la vittima è stata identificata come Abdulhalim Hamad, di 37 anni, deceduto durante l'operazione delle forze israeliane nella città cisgiordana. L'esercito israeliano afferma in un comunicato che due persone hanno attaccato i soldati "nell'ambito di un'operazione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf)" a Silwad, uccidendone una e arrestandone un'altra. Secondo la versione di Tel Aviv, due soldati israeliani sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale. L'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa ha riferito che stamane Israele ha bloccato l'accesso a Silwad e ad altre città della Cisgiordania centrale, tra cui Deir Jarir (a est di Ramallah), Atara ed Ein Siniya (entrambe a nord della capitale amministrativa). Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), almeno 240 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, nel 2025, mentre nove morti sono stati attribuiti ai coloni. Finora, nel 2026, almeno 37 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nei territori palestinesi occupati, secondo un conteggio dell'Ong israeliana B'Tselem
Bessent: “A causa del blocco di Hormuz l’Iran produrrà meno petrolio”
"A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane". Lo ha scritto su X il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi", ha aggiunto.
L’Idf: “In Cisgiordania ucciso un palestinese che ci aveva aggrediti”
L'Idf afferma che i soldati hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un palestinese che li aveva accoltellati e ne hanno arrestato un altro. È accaduto nella notte, nella città di Silwad, in Cisgiordania. Lo scrive il Times of Israel. Secondo l'esercito, durante un raid antiterrorismo a Silwad, le truppe sono entrate in un edificio dove risiedevano diversi palestinesi. Uno dei palestinesi ha aggredito fisicamente i soldati, mentre un secondo li ha accoltellati. "Le truppe hanno risposto al fuoco", afferma l'esercito, aggiungendo che il sospetto che ha accoltellato i soldati è stato ucciso e il secondo è stato "neutralizzato e arrestato dalle forze". I due soldati sono stati trasportati in ospedale in condizioni non gravi.
Teheran: “Per noi la guerra non è finita con il cessate il fuoco”
"Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c'è stato il cessate il fuoco". Lo ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia. "Non ci fidiamo degli Usa e dei nostri nemici – ha aggiunto –. Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l'addestramento e usato l'esperienza della guerra e abbiamo sia prodotto che aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi, la situazione è ancora una situazione di guerra".
Democratici pronti a denunciare Trump se la guerra supera i 60 giorni
I Democratici al Congresso Usa starebbero valutando la possibilità di intentare una causa contro il presidente Donald Trump qualora questi dovesse proseguire la guerra in Iran oltre la scadenza legale di venerdì, senza ottenere l'autorizzazione del Congresso. È quanto è stato riferito alla rivista Time da diverse fonti a conoscenza della questione. Questo scenario potrebbe configurarsi come un potenziale scontro costituzionale sui poteri di guerra del presidente, mentre il Congresso si prepara a un'altra votazione questa settimana. Le discussioni interne, finora non rese pubbliche, sono state descritte dai parlamentari come ancora in una fase iniziale, ma potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane se il presidente dovesse proseguire con le operazioni militari dopo la scadenza del termine cruciale di 60 giorni, fissata al 1° maggio.
Pahlavi: “Gli iraniani devono riprendersi il Paese”
"L'obiettivo finale è che il popolo iraniano si riprenda il proprio Paese. Per farlo, hanno bisogno di condizioni di parità". Così a Fox News il figlio dello scià, Reza Pahlavi. "Non credo – ha aggiunto – che nessuno possa tirare un sospiro di sollievo finché questo regime esisterà. Il regime si è indebolito, ma non al punto di collassare; ci sono ancora alcune componenti del sistema attive che devono essere affrontate e prese di mira. Quando il regime sarà sull'orlo del collasso, il popolo sarà pronto a prendere il potere. Deve essere una campagna coordinata. Noi, come nazione, stiamo facendo la nostra parte, ma abbiamo bisogno di aiuto esterno". "Gli aiuti esteri sono iniziati, ma non dovrebbero essere interrotti a metà. Il regime non ha mai avuto intenzione di negoziare e probabilmente non lo farà mai. Il motivo è che la coesistenza con il mondo libero non è nel loro Dna. Sono lì per esportare un'ideologia".
Wsj: “Trump ha detto di preparare un blocco economico prolungato in Iran”
Il presidente Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell'Iran, hanno riferito funzionari statunitensi, prendendo di mira le casse del regime in un tentativo ad alto rischio di costringerlo alla capitolazione sul nucleare che Teheran ha a lungo rifiutato. Lo scrive il Wall Street Journal. In recenti incontri, tra cui una discussione nella situation room, Trump ha optato per continuare a comprimere l'economia e le esportazioni di petrolio iraniano bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti. Ha valutato che le altre opzioni – riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto – comportassero rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco, hanno affermato i funzionari.
Video di Hezbollah con l’attacco di un drone a un mezzo dell’Idf
Hezbollah ha diffuso un video che mostra un drone Fpv (First Person View) puntare un veicolo di trasporto truppe dell'esercito israeliano ad al-Qantara, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera. Il video è stato pubblicato mentre Israele ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per le aree del distretto di Tiro, al di fuori della cosiddetta "zona cuscinetto".
Trump: “Iran militarmente battuto”
Donald Trump nel suo discorso alla cena di Stato alla Casa Bianca, alla presenza di Re Carlo III in visita negli Usa, ha detto che gli Stati Uniti hanno "sconfitto militarmente" l'Iran. "Abbiamo sconfitto militarmente questo avversario e non permetteremo mai che possieda un'arma nucleare, Carlo è d’accordo con me”. Il presidente americano ha proseguito affermando che gli Usa e la Gran Bretagna hanno combattuto fianco a fianco, "fieri e trionfanti, contro le forze del comunismo, del fascismo e della tirannia".
L’intelligence Usa studia la possibile reazione dell’Iran all’annuncio della vittoria da parte di Trump
Le agenzie di intelligence Usa stanno studiando come reagirebbe l'Iran qualora Donald Trump dovesse dichiarare una vittoria unilaterale nella guerra, ormai in corso da due mesi. La comunità dell'intelligence sta analizzando la questione su richiesta di alti funzionari della Casa Bianca. L'obiettivo, secondo le fonti, è comprendere le implicazioni di un potenziale disimpegno di Trump da un conflitto che, secondo le preoccupazioni di alcuni consiglieri, potrebbe contribuire a causare pesanti perdite per i repubblicani in occasione delle elezioni di metà mandato a novembre.
“Russia pronta a fornire assistenza per la pace a Hormuz”
"La Russia è pronta a fornire assistenza per la risoluzione della grave situazione internazionale intorno allo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un'intervista a Firstpost, testata indiana, scrive la Tass. "Fin dall'inizio, la Russia ha sostenuto la necessità di riportare il conflitto sul canale politico-diplomatico. Abbiamo accolto con favore l'accordo sul cessate il fuoco e l'avvio dei negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. Siamo sempre pronti a fornire assistenza per la risoluzione di questa gravissima situazione internazionale", ha sottolineato.
Dagli Usa sanzioni per 35 tra persone e società vicine all’Iran
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro 35 individui ed entità per il loro ruolo nel settore bancario ombra dell'Iran e hanno minacciato misure contro le banche che intrattengono rapporti commerciali con le raffinerie cinesi che versano pedaggi affinché le spedizioni possano attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo annuncia il dipartimento del Tesoro precisando che gli individui e le società colpite "hanno agevolato il movimento di somme equivalenti a decine di miliardi di dollari, legate all'elusione delle sanzioni e alla sponsorizzazione del terrorismo dell'Iran".
Trump replica a Merz: “Sull'Iran non sa di cosa parla”
Il presidente americano, Donald Trump, replica duramente alle critiche del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, sulla gestione della guerra contro l'Iran. "Il cancelliere tedesco pensa che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non sa di cosa parla! Se l'Iran avesse un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe in ostaggio. Io sto facendo qualcosa con l'Iran, proprio ora, che altre nazioni, o presidenti, avrebbero dovuto fare molto tempo fa. Non c'è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che in altri ambiti!", scrive il capo della Casa Bianca su X
此内容由惯性聚合(RSS阅读器)自动聚合整理,仅供阅读参考。 原文来自 — 版权归原作者所有。