























Il blocco americano nello stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni petrolifere dell'Iran e il rapido riempimento dei depositi per le scorte, spingendo il Paese a ridurre la produzione. Teheran però ha decenni di esperienza nel prepararsi a uno scenario del genere. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, l'Iran sta riducendo in modo proattivo la produzione di greggio, nel tentativo di anticipare i limiti di capacità piuttosto che attendere che i serbatoi si riempiano completamente. Inoltre, gli ingegneri hanno imparato a mettere i pozzi a riposo senza causare danni permanenti e a riattivarli rapidamente.
Punti chiave
Israele valuterà la ripresa dei combattimenti a Gaza e Iran
Il primo ministro Benjamin Netanyahu convocherà domani il suo gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito al Times of Israel dagli uffici di uno dei membri. Mercoledì ha incontrato per l'ultima volta la ristretta cerchia dei ministri di alto livello, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il presidente di Shas, Aryeh Deri. L'incontro dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, venerdì, ha dichiarato di essere insoddisfatto della nuova offerta di cessate il fuoco da parte di Teheran e ha confermato di essere stato informato su come "distruggerli completamente" se non si fosse raggiunto un accordo. Un alto funzionario iraniano ha poi avvertito che un ritorno alla guerra con gli Stati Uniti è "probabile". Secondo l'emittente pubblica israeliana Kan, durante l'incontro si discuterà anche di un possibile ritorno ai combattimenti nella Striscia di Gaza, in un clima di rabbia per la mancanza di progressi nei negoziati per il disarmo di Hamas e per l'attuazione del piano di cessate il fuoco del Consiglio per la pace guidato dagli Stati Uniti. "Hamas non sta rispettando l'accordo sul disarmo", ha dichiarato una fonte israeliana alla testata giornalistica. "Stiamo discutendo con i mediatori".
Ad aprile il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio, è la prima volta in 30 anni
Nell'aprile del 2026, il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo, secondo quanto riportato da TankerTrackers.com, un sito web che monitora le spedizioni internazionali di petrolio. Lo scrive al Jazeera. Sebbene il Kuwait continui a produrre petrolio, che in parte viene stoccato e in parte trasformato in prodotti raffinati, alcuni dei quali vengono esportati, nell'aprile del 2026 non è stata esportata alcuna quantità di petrolio greggio a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, una situazione che non si verificava dal 1991
Il ministro degli Esteri di Israele: “L’Italia ci difende dalle sanzioni Ue nonostante le difficoltà”
"L'Italia, nonostante tutte le difficoltà, sta difendendo lo Stato di Israele dai tentativi di imporgli sanzioni all'interno dell'Unione Europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideo Sàar, parlando all'emittente Channel 14. "Proprio per questo motivo - ha aggiunto - l'opposizione in Italia sta attaccando il governo, sostenendo: state collaborando con Israele e quindi ne siete responsabili". "Macron ha cercato di convincere il mondo intero a riconoscere uno Stato palestinese - ha continuato Sàar - In Germania, in Italia, in Corea del Sud, in Giappone, a Singapore, in Nuova Zelanda non hanno aderito a questa iniziativa. Abbiamo ottenuto dei successi"
Iran: “I colloqui di pace dipendono dalla tregua in Libano”
Ali Nikzad, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato all'emittente televisiva libanese Al-Manar che la condizione posta dalla Repubblica islamica in qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti è la garanzia che gli attacchi contro il Libano cessino completamente. Lo scrive Iran international. "Il fronte iraniano e il fronte del Libano meridionale sono un'unica entità, e la chiusura dello Stretto di Hormuz aveva lo scopo di permettere ai libanesi di vivere in pace", ha affermato, riferendosi alla roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale. Nikzad ha poi aggiunto: "Hezbollah è l'anima dell'Iran, e l'Iran è l'anima di Hezbollah"
La Casa Bianca conferma l’ex lobbista Stewart nel tema negoziale Usa
La Casa Bianca ha confermato l'ingresso di Nick Stewart nel team statunitense impegnato nei negoziati con l'Iran, con il ruolo di consigliere. "Nick Stewart è un conoscitore di politica esperto e di grande valore, una risorsa importante per il talentuoso team dell'inviato speciale Steve Witkoff - ha dichiarato la portavoce Olivia Wales - Porta con sé una vasta esperienza di leadership e di politica sull'Iran maturata al Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump e al Congresso, ed è una voce fidata mentre l'inviato speciale Witkoff lavora in piena sintonia con il presidente Donald Trump e il suo team per la sicurezza nazionale per raggiungere un accordo vantaggioso per gli Stati Uniti e per il mondo". Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi a Cbs News, Stewart - ex lobbista e già membro del Dipartimento di Stato - è stato inserito nella squadra su impulso di Jared Kushner. In passato ha lavorato anche per la Foundation for the Defense of Democracies e nell'"Iran Action Group" del Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump
Israele distrugge un convento cattolico nel sud. Idf: “Non c'erano simboli religiosi”
L'esercito israeliano ha demolito parti di un convento cattolico nel villaggio libanese di Yaroun, vicino al confine con Israele, che era rimasto vuoto. Lo hanno riferito fonti ufficiali. "Da quanto abbiamo saputo, è stato distrutto con i bulldozer", ha riferito ad Associated Press Gladys Sabbagh, superiora generale delle Suore Basiliane Salvatoriane, spiegando che il convento comprendeva una scuola chiusa dalla guerra del 2006 fra Israele e Hezbollah, nonché una clinica recentemente trasferita nel vicino villaggio di Rmeich. Sabbagh ha descritto il convento come un piccolo complesso che ospitava solo due suore, che se sono andate via a causa della guerra. Sabbagh non disponeva di ulteriori dettagli poiché gli abitanti di Yaroun sono sfollati. L'esercito israeliano (Idf) ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che, mentre l'esercito stava distruggendo le infrastrutture di Hezbollah a Yaroun, una casa priva di simboli religiosi è stata danneggiata. Ha aggiunto che non appena i militari hanno saputo che era collegata a una chiesa, i soldati "hanno impedito che venissero causati ulteriori danni". L'Idf ha aggiunto che Hezbollah ha utilizzato il complesso in passato per lanciare razzi verso Israele in diverse occasioni e ha affermato che l'esercito non colpisce intenzionalmente le istituzioni religiose
Tajani al telefono con Araghchi: “Linea rossa su nucleare”
"Ho appena avuto un altro colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente", scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Ho voluto evidenziare la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di #Hormuz anche per evitare conseguenze sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità dei paesi più fragili in Africa. "Ho confermato con chiarezza che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione. L'Iran deve esercitare la propria influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro #Israele per arrivare, attraverso il negoziato, alla pace in Libano. "L'Italia è sempre più impegnata nel sostenere ogni sforzo internazionale per la pace, mantenendo aperti i canali del dialogo con tutti i partner per promuovere pace e stabilità in Medio Oriente"
Media: “Gli Emirati affermano che il traffico aereo è tornato alla normalità”
Il traffico aereo negli Emirati Arabi Uniti è tornato alla normalità, ha riferito oggi l'agenzia di stampa statale, citando l'autorità aeronautica del Paese, dopo la revoca delle misure precauzionali implementate il 28 febbraio all'inizio della guerra con l'Iran. Lo scrive Iran International
Teheran prepara la bozza di legge per regolamentare il traffico a Hormuz
L'Iran ha annunciato di aver predisposto una bozza di legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei, citato da Al Jazeera, secondo cui il provvedimento vieterebbe in particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima strategica. Haji-Babaei ha inoltre spiegato che la proposta prevede il divieto di transito per le navi di Paesi considerati "nemici", a meno che non versino eventuali riparazioni di guerra. Le altre imbarcazioni, ha aggiunto, potranno attraversare lo stretto solo previa autorizzazione e approvazione delle autorità iraniane. "Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non tornerà a essere quello precedente alla guerra", ha affermato il vicepresidente del Parlamento
L’Iraq può ripristinare l’export di petrolio entro 7 giorni se la crisi di Hormuz finisce
L'Iraq può ripristinare la produzione e le esportazioni di petrolio ai livelli normali entro sette giorni dalla fine della crisi nello stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato oggi il viceministro del petrolio Basim Mohammed - scrive il Guardian -, precisando che la produzione attuale si attesta a 1,5 milioni di barili al giorno, di cui circa 200.000 barili al giorno vengono esportati attraverso Ceyhan, in Turchia, mentre due petroliere sono state preparate e altre due sono attese a seconda delle condizioni di sicurezza nello stretto, che Teheran ha in gran parte chiuso durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran
Polemiche in Congresso sul ritiro dalla Germania: “Un segnale sbagliato a Putin”
La decisione di Donald Trump di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania suscita dubbi e polemiche in Congresso. In una nota congiunta Roger Wicker e Mike Rogers, il repubblicano della commissione servizi armati del Senato e il democratico alla guida dell'analoga commissione alla Camera, esprimono preoccupazione. "Ridurre prematuramente la presenza americana in Europa rischia di inviare un messaggio sbagliato a Vladimir Putin", hanno detto Wicker e Rogers. "Ritirare le truppe da una delle posizioni più strategiche nel mezzo di una guerra è un errore che si farà sentire ben al di là dell'immediato", ha osservato il senatore democratico Jack Reed
Araghchi telefona al premier del Qatar in cerca di mediazione
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ricevuto una telefonata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che lo ha informato sullo stato attuale dei negoziati con gli Stati Uniti per trovare una soluzione definitiva alla guerra. Al Thani, rende noto Al Jazeera, ha espresso il pieno sostegno del Qatar agli sforzi di mediazione per raggiungere una soluzione pacifica al conflitto, sottolineando che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è essenziale e deve essere ripristinata al più presto
Teheran: “La palla è ora nel campo dell'America”
L'Iran ha informato i suoi ambasciatori stranieri a Teheran sulla sua ultima proposta per porre fine alla guerra guidata dagli Stati Uniti, affermando che il piano è stato presentato al Pakistan in qualità di mediatore e che Washington ora deve scegliere tra diplomazia e confronto. Lo scrive l'Iran international. Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, ha incontrato gli ambasciatori stranieri a Teheran per discutere quella che ha definito la proposta iraniana per porre fine alla "guerra e all'aggressione" da parte di Stati Uniti e Israele. Gharibabadi ha affermato che l'Iran è pienamente preparato a respingere qualsiasi attacco contro il Paese e il suo popolo, aggiungendo che Teheran continua a credere nella diplomazia basata sugli interessi nazionali. "La Repubblica islamica dell'Iran ha presentato al Pakistan, in qualità di mediatore, il suo piano per porre fine in modo definitivo alla guerra imposta, e ora la palla è nel campo degli Stati Uniti, che dovranno scegliere la via della diplomazia o la continuazione di un approccio conflittuale", ha affermato. Poi ha aggiunto che l'Iran era preparato a entrambi gli scenari per perseguire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, pur mantenendo quello che ha definito il suo "pessimismo e la sua diffidenza" nei confronti degli Stati Uniti e della sincerità di Washington in ambito diplomatico. Prima dell'incontro con gli inviati stranieri, anche gli ambasciatori di Cina e Russia hanno tenuto un incontro trilaterale con Gharibabadi
Teheran: “Gli Usa ipocriti sul nucleare, violano il trattato di non proliferazione”
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), definendo il comportamento di Washington "ipocrita". "Per 56 anni, gli Stati Uniti - detentori di migliaia di testate nucleari e principale proliferatore di tali armi - sono stati in chiara violazione dei loro obblighi di non proliferazione e disarmo nucleare previsti dagli articoli I e VI del Trattato", si legge in un comunicato pubblicato su X dalla missione diplomatica. La nota prosegue affermando che "gli Stati Uniti non dovrebbero ricevere alcuna copertura per il loro comportamento scandaloso e ipocrita". Secondo la missione iraniana, inoltre, dal punto di vista giuridico "non esiste alcuna restrizione al livello di arricchimento dell'uranio, purché avvenga sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, come nel caso dell'Iran"
Centcom: “In 20 giorni reindirizzate 48 navi a causa del blocco”
Il Comando centrale dell'esercito statunitense (Centcom) ha reso noto che "48 navi sono state reindirizzate per garantire il rispetto del blocco" navale imposto dagli Usa nei confronti dei porti iraniani. Il dato, calcolato dall'entrata in vigore lo scorso 13 aprile, segna un aumento di quattro unità rispetto alle 44 navi precedentemente segnalate
Media: “Dagli Usa vendita di armi per 8,6 miliardi a Israele e agli Stati del Golfo”
L'amministrazione Trump ha annunciato vendite di armi d'emergenza per oltre 8,6 miliardi di dollari a partner in Medio Oriente, mentre i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran rimangono in una fase di stallo, lo scrive il New York Times. Le vendite autorizzano il trasferimento di razzi a Israele, Qatar ed Emirati Arabi Uniti e di attrezzature per la difesa aerea a Qatar e Kuwait. I paesi del Golfo Persico hanno subito ripetuti attacchi di droni e missili balistici iraniani durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Secondo i termini dell'accordo con il Qatar, il Paese del Golfo pagherebbe più di 4 miliardi di dollari per i missili intercettori Patriot di fabbricazione americana, le cui scorte globali si sono ridotte durante la guerra con l'Iran. Israele, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar riceveranno un sistema d'arma avanzato di precisione, in grado di sparare razzi a guida laser. Anche il Kuwait ha acquistato un sistema di difesa aerea avanzato per circa 2,5 miliardi di dollari. Questa è la terza volta che l'amministrazione Trump ha invocato un'autorizzazione di emergenza durante la guerra con l'Iran per scavalcare la procedura che coinvolge il Congresso sulla vendita di armi
Media: “L’ex lobbista Stewart entra nel team negoziale di Trump”
L'ex lobbista e già funzionario del Dipartimento di Stato durante il primo mandato di Donald Trump, Nick Stewart, è entrato a far parte del team statunitense impegnato nei negoziati con l'Iran, secondo quanto riferito da due funzionari a Cbs News. Stewart, che in passato ha lavorato anche per il gruppo di advocacy Foundation for the Defense of Democracies, ha assunto un incarico nell'ufficio del consigliere speciale Steve Witkoff, all'interno della squadra incaricata di cercare una soluzione al conflitto con Teheran. La nomina di Stewart - secondo le fonti - sarebbe stata voluta dal genero di Trump, Jared Kushner. Stewart aveva già lavorato nell'"Iran Action Group" del Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump e si inserisce in un team negoziale già composto interamente da figure politiche e diplomatiche vicine al presidente, tra cui lo stesso Kushner e Witkoff. Restano però le critiche per l'assenza nella delegazione di esperti nucleari della National Nuclear Security Administration. Nel frattempo, l'amministrazione statunitense è stata chiamata a rispondere al Congresso proprio su questo punto. Il segretario all'Energia Chris Wright ha dichiarato che "il numero uno sono io", aggiungendo che "anche i membri del nostro team per la non proliferazione sono coinvolti", pur precisando che alcuni esperti forniscono supporto "da remoto" senza partecipare direttamente ai colloqui
Comitato Nobel: “Scarcerare con urgenza Narges Mohammadi”
L'Iran deve liberare con urgenza la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi e consentirle di ricevere la necessaria assistenza medica, ha dichiarato il presidente del Comitato norvegese del Nobel.
Le condizioni di salute di Mohammadi, attivista iraniana che ha vinto il Nobel per la Pace nel 2023 per la sua campagna a favore dei diritti delle donne e contro la pena di morte, sono "gravemente peggiorate", ha denunciato Joergen Watne Frydnes all'agenzia di stampa Reuters. Mohammadi è stata trasferita in un ospedale provinciale vicino Zanjan dopo aver subito un "arresto cardiaco", ma necessita di cure a Teheran, secondo quanto riferito ieri dalla Fondazione che porta il suo nome e dalla famiglia. L'attivista era stata arrestata di nuovo lo scorso dicembre dopo aver denunciato la morte di un avvocato per i diritti umani, Khosrow Alikordi, trovato cadavere nel suo ufficio in circostanze sospette
Libano: 2.659 morti negli attacchi israeliani dal 2 marzo
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani lanciati in Libano dallo scorso 2 maggio è salito a 2.659 morti, nonostante il cessate il fuoco tra i due Paesi. Lo riferisce il Centro Operativo di Emergenza Sanitaria del ministero della Salute libanese. I feriti, nello stesso periodo, sono 8.183. Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i suoi attacchi nel Libano meridionale con una serie di raid aerei e bombardamenti di artiglieria che hanno colpito principalmente i distretti di Nabatieh, Tiro, Jezzine, Sidone e Bint Jbeil.Gli attacchi hanno provocato la distruzione di interi edifici residenziali e gravi danni a interi quartieri, causando lo sfollamento dei cittadini di queste aree. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato ieri sera in un comunicato stampa di aver "attaccato obiettivi terroristici" appartenenti al gruppo sciita libanese Hezbollah nelle province meridionali del Libano e di aver "smantellato più di 50 siti infrastrutturali"
Media: “Conclusa a Gaza la prima fase delle votazioni per il nuovo leader di Hamas”
Si è conclusa nella Striscia di Gaza la prima fase delle votiazioni per eleggere il nuovo leader politico di Hamas. Lo ha riferito una fonte all'emittente qatariota Al-Araby, aggiungendo che il voto proseguirà nelle prossime ore in Cisgiordania e tra i membri della diaspora palestinese. I due principali candidati alla guida del movimento sono Khalil al-Hayya, attuale capo dell'ufficio politico a Gaza e figura chiave nei negoziati degli ultimi anni, e Khaled Mashaal, storico dirigente che ha guidato Hamas dal 1996 al 2017. Hamas non ha un leader eletto da luglio 2024, quando Ismail Haniyeh è stato ucciso in un attentato a Teheran attrubuito a Israele. In segito alla sua morte, la leadership era passata senza elezioni a Yahya Sinwar, considerato l'ideatore dell'attacco del 7 ottobre 2023, rimasto in carica solo tre mesi prima di essere ucciso a Rafah. Da allora il movimento sarebbe guidato collegialmente da un gruppo di dirigenti all'estero, localizzati tra Qatar e Turchia. Le elezioni, normalmente previste ogni quattro anni, erano state rinviate a causa della guerra e si svolgono tradizionalmente in segreto per proteggere i membri da possibili attacchi israeliani
Media: “L'Iran resiste al blocco Usa con tagli alla produzione per evitare stress negli stoccaggi”
Il blocco americano nello stretto di Hormuz ha causato un crollo delle esportazioni petrolifere dell'Iran e il rapido riempimento dei depositi per le scorte, spingendo il Paese a ridurre la produzione. Teheran però ha decenni di esperienza nel prepararsi a uno scenario del genere. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, l'Iran sta riducendo in modo proattivo la produzione di greggio, nel tentativo di anticipare i limiti di capacità piuttosto che attendere che i serbatoi si riempiano completamente. Inoltre, gli ingegneri hanno imparato a mettere i pozzi a riposo senza causare danni permanenti e a riattivarli rapidamente
Iran, la Nobel Narges Mohammadi sta male: “Serve trasferimento immediato a Teheran”
Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace, 54 anni, trasferita ieri dal carcere in ospedale per problemi cardiaci, "resta in condizioni che non sono stabili". E' la denuncia rilanciata via X dalla Fondazione che porta il suo nome, che ricorda che "attualmente è ricoverata nell'unità di terapia intensiva coronarica in un ospedale della città iraniana di Zanjan" e soffre problemi di pressione e "nausea". "Per sottoporsi a una angiografia, ricevere una diagnosi accurata e continuare la terapia specialistica, è necessario un trasferimento immediato a Teheran e che possa avere accesso al suo staff medico personale", conclude il messaggio dopo l'allarme scattato per il "deterioramento catastrofico delle condizioni di salute" di quella che è una delle più importanti voci del dissenso in Iran.
Iran: lobbista Nick Stewart entra in team negoziale Usa
L'amministrazione Trump ha aggiunto un nuovo membro al suo team negoziale sull'Iran, sullo sfondo dello stallo dei colloqui con Teheran. Si tratta di Nick Stewart, direttore generale per le attività di lobbying presso l'organizzazione di advocacy FDD Action, il braccio operativo della Foundation for Defense of Democracies. Ex capo dello staff dell'Iran Action Group presso il Dipartimento di Stato nella prima amministrazione Trump, Stewart è entrato a far parte dell'ufficio dell'inviato speciale per le missioni di pace Steve Witkoff, secondo quanto confermato da una portavoce della Casa Bianca all'ex giornalista della Cnn Alex Marquardt.
Hamas condanna Israele per gli abusi sugli attivisti della Flotilla arrestati
Il movimento islamista palestinese Hamas ha condannato oggi i presunti abusi e le aggressioni fisiche denunciati dagli attivisti della Global Sumud Flotilla in seguito al loro intercettamento e arresto da parte delle forze armate israeliane in acque internazionali giovedì.
"Gli abusi e le aggressioni fisiche perpetrati dalle forze di occupazione sioniste contro gli attivisti della Flottiglia Globale Sumud prima del loro rilascio costituiscono un'ulteriore prova della gravità del crimine e del declino morale" di Israele, ha dichiarato il gruppo palestinese in un comunicato diffuso sui suoi canali.
La Global Sumud Flotilla ha denunciato questa mattina che l'attivista brasiliano Thiago Avila e Saif Abukeshek, cittadino spagnolo di origine palestinese, sono stati torturati dall'esercito israeliano dopo il loro arresto al largo di Cipro.
I due attivisti sono arrivati ora in Israele dove saranno interrogati dalle autorità di polizia.
Nella sua dichiarazione, Hamas ha invitato le organizzazioni internazionali per i diritti umani a documentare gli eventi e a preparare potenziali azioni legali dinanzi ai tribunali internazionali per ritenere responsabili i leader israeliani e impedire l'impunità. Ha inoltre espresso il proprio sostegno agli attivisti, ribadendo il proprio orgoglio per la loro partecipazione all'iniziativa, chiedendo di intensificare le azioni di solidarietà con il popolo palestinese e gli sforzi per rompere il blocco di Gaza.
Iran: “Nella nostra nuova proposta c’è la riapertura dello Stretto di Hormuz”
La riapertura della navigazione nello Stretto di Hormuz, la fine del blocco statunitense contro l'Iran e il rinvio dei colloqui sul nucleare. Sono questi i punti salienti dell'ultima proposta trasmessa dall'Iran agli Stati Uniti e sulla quale il presidente Donald Trump si è già detto "non soddisfatto".
I contenuti della nuova proposta di Teheran sono stati riportati alla Reuters e poi rilanciati da diversi media - da Iran International ad Haaretz - da un alto funzionario della Repubblica Islamica non meglio identificato.
"Teheran ritiene che la recente proposta di rinviare i colloqui sul nucleare a una fase successiva sia un cambiamento importante per facilitare il raggiungimento di un accordo", ha dichiarato il funzionario. "I negoziati sulla questione nucleare, più complessa, sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole", ha sottolineato la stessa fonte.
Ieri Trump ha affermato di non essere "soddisfatto" dell'ultima proposta iraniana, senza però specificare quali siano gli elementi contestati. Il Wall Street Journal ha riportato, citando fonti a conoscenza dei dettagli, che l'Iran avrebbe ammorbidito le sue richieste per la ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti, rinunciando alla richiesta di revoca immediata del blocco marittimo da parte di Washington.
Nel nuovo testo presentato tramite i mediatori pakistani, l'Iran ha proposto anche di discutere le questioni relative al programma nucleare in cambio di un allentamento delle sanzioni Usa, dicendosi pronto a sedersi al tavolo dei colloqui a Islamabad all'inizio della prossima settimana, se Washington si mostrerà disponibile ad accettarlo.
Israele conferma l’arrivo di due attivisti della Flotilla arrestati: Saif Abukeshek e Thiago Avila
Israele conferma l'arrivo sul territorio nazionale dei due attivisti della flottiglia per Gaza arrestati due giorni fa. Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che l'attivista palestinese-spagnolo Saif Abukeshek e il brasiliano Thiago Avila sono arrivati nel Paese dopo il loro arresto avvenuto giovedì, a seguito dell'intercettazione della Global Sumud Flotilla da parte dell'esercito israeliano a Creta, in acque internazionali.
"Saranno trasferiti per essere interrogati dalle autorità di polizia. Entrambi riceveranno una visita consolare da rappresentanti dei rispettivi Paesi in Israele", ha dichiarato il ministero degli Esteri israeliano in un messaggio pubblicato sul suo account X.
Saif Abu Keshek, a leading member of the PCPA - an organization designated and sanctioned by the United States as a Hamas front - and Thiago Ávila, who operates with the PCPA and is suspected of illegal activity, have arrived in Israel. They will be transferred for questioning by…
— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) May 2, 2026
Media: gli Usa minacciano sanzioni a chi paga il pedaggio a Hormuz
Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all'Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito.
L'allerta, pubblicata ieri dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz.
L'Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio.
Questa pratica di 'pedaggio' è al centro dell'avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche "attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura", comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l'Ofac.
"L'Ofac emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall'effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento".
Il figlio del presidente iraniano Pezeshkian: “Dalla guerra hanno tratto vantaggio Israele, Cina e Russia”
"Israele, Cina e Russia hanno tratto vantaggio dalla guerra in Iran": lo ha affermato il figlio del presidente Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dal sito Iran International. "Dobbiamo prepararci al peggio; il destino dell'Iran è legato al destino della guerra", ha dichiarato Yousef Pezeshkian, mentre i colloqui di pace tra Iran e Usa sono in stallo da giorni e si sta profilando una possibile ripresa delle ostilità.
Ministro Esteri tedesco: “Merz ammoniva l'Iran, accettino l’offerta americana”
"L'ammonimento del cancelliere era chiaramente indirizzato all'Iran, e cioè al fatto di non tirare troppo la corda e di non continuare a sfidare gli Usa". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in un'intervista alla Faz pubblicata sull'edizione cartacea di stamani, rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Friedrich Merz, che hanno fatto adirare Donald Trump. Il cancelliere aveva infatti sostenuto che la "leadership iraniana stesse umiliando un'intera nazione" e che gli americani fossero privi di una strategia per l'uscita dal conflitto. "La leadership iraniana farebbe bene ad accettare la proposta degli Usa. Su questo con il mio collega Rubio siamo stati perfettamente d'accordo mercoledì", ha aggiunto, riferendosi alla missione nei giorni scorsi negli Usa.
Libano, 13 morti ieri nei raid dell’Idf nel sud del Paese
Il ministero della Sanità libanese ha dichiarato che 13 persone sono state uccise venerdì in attacchi israeliani nel sud, anche in una città dove l'Idf aveva emesso un ordine di evacuazione nonostante il cessate il fuoco. Gli attacchi a Habboush hanno ucciso otto persone, tra cui un bambino e due donne, e ne hanno ferite altre 21, ha riferito il ministero, aggiornando un bilancio precedente. Altri attacchi a Zrariyeh hanno ucciso quattro persone, due delle quali donne, e ne hanno ferite altre quattro, ha aggiunto.
Idf: “Ordine di evacuazione per nove villaggi nel sud del Libano”
Le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro Hezbollah. Si tratta della località di Jibshit, Habboush, Ebba, Doueir, Harouf, Deir ez-Zahrani, Kfar Jouz, Aadshit al-Shaqif e Qaaqaait al-Jisr. "Le attività di Hezbollah stanno costringendo le Forze di Difesa Israeliane ad agire. Non abbiamo intenzione di farvi del male", ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce dell'esercito.
Idf: “Ieri uccisi membri di Hezbollah e distrutti 50 siti in Libano”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso ieri alcuni membri di Hezbollah individuati vicino alle truppe nel Libano meridionale, e di aver colpito e distrutto circa 50 siti di Hezbollah. Secondo l'esercito israeliano, gli obiettivi includevano centri di comando dove operavano membri del gruppo terroristico e altri edifici utilizzati da Hezbollah per pianificare attacchi.
Hezbollah ha anche lanciato diversi razzi contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale. Le Idf hanno riferito che i razzi hanno colpito aree aperte, senza causare feriti.
Secondo l'ultimo bilancio del ministero della Salute libanese, 13 persone sono morte negli ultimi raid delle Idf nel Sud del Paese ieri. A Habboush, il bilancio aggiornato del ministero indica otto vittime, tra cui un bambino e due donne, e 21 feriti. Altri attacchi a Zrariyeh hanno causato quattro morti, tra cui due donne, e quattro feriti.
Centcom Usa: “Prontezza operativa degli elicotteri sulla Lincoln”
In un post su X, il Comando centrale dell'esercito Usa (Centcom) ha postato immagini che illustrano la prontezza operativa degli elicotteri a bordo della Lincoln. Il Centcom ha affermato che i marinai della Marina statunitense effettuano regolarmente la manutenzione degli elicotteri Seahawk-60 sul ponte della portaerei Abraham Lincoln.
Centcom ha precisato, nel post di commento alle fotografie, "il Seahawk-60 è il principale elicottero impiegato sulle navi della Marina statunitense, sui cacciatorpediniere, sulle navi anfibie e sulle portaerei, utilizzate in tutta la regione per missioni operative". Axios ha riferito ieri che il Centcom ha preparato un piano per una serie di nuovi attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati.
Tali piani per possibili attacchi sono stati riferiti al presidente Donald Trump dal capo del Centcom, Brad Cooper, e dal capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, secondo quanto riportato da Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing è durato 45 minuti.
U.S. Navy Sailors conduct routine maintenance on MH-60 Sea Hawk helicopters aboard USS Abraham Lincoln (CVN 72). The MH-60 is U.S. Navy’s primary shipboard helicopter and operates from destroyers, amphibious ships, and carriers in the region. pic.twitter.com/7aENmEfByk
— U.S. Central Command (@CENTCOM) May 2, 2026
Iran, giustiziate due presunte spie del Mossad
L'Iran ha giustiziato due "agenti che spiavano per il Mossad e raccoglievano informazioni vicino a un sito nucleare". Secondo i media statali iraniani, le autorità di Teheran hanno giustiziato due individui accusati di cooperazione di intelligence con Israele e di spionaggio per il Mossad. Gli "agenti", identificati come Yaakov Karim Pour e Nasser Bakharzadeh, erano accusati, tra le altre cose, di aver raccolto informazioni vicino all'impianto nucleare di Natanz.
Esercito Iran: “Probabile la ripresa della guerra con gli Usa”
“E' probabile una ripresa del conflitto tra Stati Uniti e Iran e i fatti hanno dimostrato che gli Usa non rispettano promesse né accordi". Si è espresso così Mohammad Jafar Asadi, ufficiale del comando militare iraniano, Khatam al-Anbiya, in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia iraniana Fars. "Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico, misure che non possono nemmeno immaginare", ha aggiunto Asadi. "Non fa alcuna differenza se gli Stati Uniti conducono operazioni militari contro l'Iran o meno, poiché gli Stati Uniti sono caduti in una trappola dalla quale non hanno via d'uscita".
Secondo Fars, ha affermato che gli Stati Uniti non rispettano alcun impegno e si trovano in una situazione tale da non essere mai più lo stesso Paese di prima degli attacchi.
Trump loda la Marina Usa: “Noi come pirati”
"Come pirati". Così Donald Trump ha descritto le operazioni Usa nel contesto del blocco navale imposto ai porti della Repubblica islamica, parlando di una "grande Marina". "La nave si è fermata - ha detto il presidente degli Stati Uniti durante un evento in Florida, come riporta la Cnn, evidenziando come probabilmente il riferimento sia all'episodio durante il quale il mese scorso è stata intercettata la nave Touska battente bandiera iraniana - Hanno usato rimorchiatori e poi siamo atterrati sopra, sopra a tutto - ha affermato - E abbiamo preso il controllo della nave. Abbiamo preso il controllo del carico, del petrolio. E' un affare che frutta molto". Un'azione, secondo il tycoon, "come i pirati".
Nei giorni scorsi l'ambasciatore iraniano all'Onu aveva chiesto al Consiglio di Sicurezza di "condannare nei termini più forti possibili" i sequestri di petroliere iraniane "in stile pirati", accusando gli Stati Uniti di "pirateria" e "bullismo".
Idf ordina evacuazione di diversi centri del Libano meridionale
L'esercito israeliano ha intimato agli abitanti di diverse città e villaggi del Libano meridionale di evacuare, proseguendo lo sfollamento forzato della popolazione nella zona nonostante il cessate il fuoco. Lo scrive Al-Jazeera. L'ultimo ordine di sfollamento forzato riguarda Qaaqaait al-Jisr, Adchit al-Shaqif, Jebchit, Ebba, Kfar Jouz, Harouf, al-Duwayr, Deir ez-Zahrani e Habboush, ha dichiarato l'esercito israeliano il giorno X.
Netanyahu e Aoun da Trump l'11 maggio
Il presidente Usa Donald Trump vuole ospitare un incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun l'11 maggio alla Casa Bianca. Lo ha riferito l'emittente libanese Al-Mayadeen, legata a Hezbollah, citando una fonte diplomatica ben informata rimasta nell'anonimato. La stessa fonte ha affermato che l'ambasciata statunitense in Libano sta esercitando pressioni affinché l'incontro si realizzi effettivamente.
Trump: "Forse è meglio non raggiungere alcun accordo"
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero "stare meglio" se i funzionari non raggiungessero un accordo con l'Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo.
"Francamente, forse è meglio non raggiungere alcun accordo. Volete sapere la verità? Perché non possiamo permettere che questa situazione continui. Va avanti da troppo tempo", ha dichiarato Trump durante un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Alcune ore prima, mentre era in partenza per la Florida, il presidente Usa aveva dichiarato alla CNN di non essere soddisfatto dell'ultima proposta iraniana volta a porre fine al conflitto.
Trump: “Dire che non stiamo vincendo è tradimento”
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato di considerare "tradimento" che si dica che gli Stati Uniti non stanno "vincendo" la guerra con l'Iran, nonostante avessero già avvisato il Congresso che le ostilità erano "terminate". Trump ha parlato venerdì sera davanti al Forum Club di Palm Beaches.
Bombe di Israele sul Libano, 13 morti
Il ministero della Salute libanese ha riferito che 13 persone sono rimaste uccise in raid israeliani nel sud del Paese, colpendo anche una località per la quale l'esercito israeliano aveva emesso un ordine di evacuazione nonostante il cessate il fuoco. A Habboush il bilancio aggiornato del ministero indica otto vittime, tra cui un bambino e due donne, e 21 feriti. Altri attacchi a Zrariyeh hanno causato quattro morti, tra cui due donne, e quattro feriti. Il ministero ha inoltre segnalato un raid a Ain Baal, nei pressi della città costiera di Tiro, che ha provocato un morto e sette feriti.
Trump: “Finito con l’Iran prenderò il controllo di Cuba”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assicurato che "prenderà il controllo" di Cuba "quasi immediatamente", aggiungendo che prima porterà a termine l'operazione in Iran. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante il suo intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida.
Trump: “L’Iran userebbe atomica contro Israele e poi contro di noi”
"Non potete dare all'Iran un'arma nucleare, perché la userebbero contro Israele molto rapidamente, e la userebbero in Medio Oriente, e la userebbero in Europa, e noi saremmo i prossimi. E non accadrà". L'ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un evento al Forum Club in Florida.
Rabbia dei dem per l’ok alla guerra: “È illegale”
I democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono "terminate" e quindi non serve alcuna autorizzazione per il conflitto. "Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Trump è entrato questa guerra senza strategia e senza un'autorizzazione legale e quanto ha detto al Congresso non cambia nessuna delle due cose", ha detto la senatrice democratica Jeanne Shaheen. "Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici", ha messo in evidenza il leader dei liberal in Senato, Chuck Schumer.
Usa: ok alla vendita dei missili Patriot al Qatar
Il Dipartimento di Stato americano ha dato il via libera alla vendita dei missili Patriot al Qatar per quattro miliardi di dollari. Washington ha inoltre autorizzato forniture di armamenti a Israele e agli alleati regionali Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Cbs: “Pentagono pronto a ritirare cinquemila soldati dalla Germania”
Il Pentagono prevede di ritirare cinquemila soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran.
Pentagono, il blocco dei porti è costato all'Iran 4,8 miliardi
Il blocco dei porti è costato all'Iran 4,8 miliardi di dollari. È la stima del Pentagono, secondo quanto riportato da Axios. Il Dipartimento della Difesa, il blocco ha precluso a Teheran quasi 5 miliardi di ricavi petroliferi: da quando è iniziato il 13 aprile, le forze americane hanno respinto 40 navi che hanno cercato di attraversarlo. In totale 31 petroliere cariche di 53 milioni di barili di greggio sono bloccate nel Golfo.
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