

















Il Medio Oriente rischia di ripiombare nel conflitto: mentre cresce l’insoddisfazione di Trump sui negoziati, Israele valuta di riprendere la guerra con l’Iran e a Gaza. Oggi Netanyahu riunirà il consiglio di sicurezza per decidere le prossime mosse.
Punti chiave
Trump: “Da domani scorteremo le navi straniere fuori da Hormuz”
Trump: “Via a Project Freedom per liberare le navi bloccate a Hormuz”
Witkoff: “Gli Usa stanno parlando con l'Iran, siamo in trattative”
Trump: “La nuova proposta di Teheran è inaccettabile”
Iran: “Gli Usa hanno risposto alla nostra proposta, la stiamo valutando”
Imbarcazione segnala un attacco al largo delle coste iraniane
L'Opec+ aumenta la produzione di petrolio, e intanto gli Usa sono ora i primi esportatori
Pasdaran: “Trump stretto tra operazione impossibile o cattivo accordo”
Araghchi a Tajani: “Da alcuni Paesi europei un approccio irresponsabile sul nucleare”
Maxi nave cisterna di Teheran evade il blocco Usa
Trump: “Esaminerò la nuova proposta dell’Iran, ma non credo che sarà accettabile”
Gli Usa: “In Germania riduzione delle truppe superiore a cinquemila soldati”
Trump: “C’è la possibilità che la guerra con l’Iran riprenda”
Israele valuta di riprendere la guerra con l’Iran e a Gaza
Trump: “Da domani scorteremo le navi straniere fuori da Hormuz”
"Progetto libertà": da domani mattina ora locale, gli Usa avvieranno l'operazione navale per scortare navi di tutto il mondo fuori dal Golfo Persico passando da Hormuz, secondo quanto annunciato da Trump. "Paesi di tutto il mondo, quasi tutti estranei alla disputa mediorientale in corso, così palesemente e violentemente sotto gli occhi di tutti, hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi, bloccate nello Stretto di Hormuz, in una situazione che non li riguarda minimamente: sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti! Per il bene dell'Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che guideremo le loro navi fuori da queste acque ristrette, in modo che possano riprendere liberamente e agevolmente le loro attività. Ripeto, si tratta di navi provenienti da aree del mondo non coinvolte in alcun modo negli eventi attualmente in corso in Medio Oriente”.
Merz: “Con gli Usa obiettivo comune. No atomica per l'Iran”
"Gli Stati Uniti sono e rimarranno il partner più importante della Germania nell'Alleanza Atlantica del Nord. Condividiamo un obiettivo comune: all'Iran non deve essere permesso di acquisire armi nucleari", scrive il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X.
Die Amerikaner sind und bleiben der wichtige Partner für Deutschland im nordatlantischen Bündnis. Wir haben ein gemeinsames Ziel: Iran darf keine Atomwaffen erhalten. @CarenMiosgaTalk
— Bundeskanzler Friedrich Merz (@bundeskanzler) May 3, 2026
Gli Stati Uniti avvieranno domani mattina la loro iniziativa per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. L'iniziativa "Project Freedom, avrà inizio lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno intrattenendo colloqui molto positivi con l'Iran e che tali discussioni potrebbero portare a esiti estremamente positivi per tutti", ha detto Trump riferendo che molte delle navi bloccate stanno finendo cibo.
"Si tratta di un gesto umanitario compiuto per conto degli Stati Uniti, dei Paesi mediorientali e, in particolare, dell'Iran. Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutti gli altri beni essenziali per garantire agli equipaggi una permanenza a bordo in condizioni di salute e igiene adeguate", ha detto Trump riferendo che "Paesi di tutto il mondo, che non sono in alcun modo coinvolti nel conflitto in Iran, hanno chiesto agli Stati Uniti di aiutare a liberare le loro navi, rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a causa di una vicenda con la quale non hanno assolutamente nulla a che fare".
"Ho incaricato i miei rappresentanti di informare questi Paesi che faremo tutto il possibile per mettere in salvo le loro navi e i loro equipaggi fuori dallo Stretto", ha messo in evidenza Trump.
Trump on Truth Social announces that "Project Freedom" will begin in the morning to get ships out of the Strait of Hormuz pic.twitter.com/a7ygbWUEFQ
— Ben Jacobs (@Bencjacobs) May 3, 2026
Araghchi sente il ministro spagnolo Albares: “La posizione di Madrid sulla guerra è onorevole”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lodato la posizione della Spagna contro le azioni militari di Stati Uniti e Israele, definendola "di principio e onorevole", nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo, Jose Manuel Albares. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran in una nota. Araghchi ha affermato che l'Iran ha risposto "positivamente" agli sforzi di mediazione per arrivare a un cessate il fuoco e mettere fine alla guerra in Medio Oriente, sottolineando però che "la realizzazione di questo obiettivo richiede che gli Stati Uniti rispettino i loro impegni per fermare la guerra e l'escalation del regime israeliano in Libano".
Witkoff: “Gli Usa stanno parlando con l'Iran, siamo in trattative”
Gli Stati Uniti "stanno parlando" con l'Iran. Lo ha detto Steve Witkoff, l'inviato di Donald Trump, a Cnn. "Siamo in trattative", ha aggiunto. I contatti - mette in evidenza Cnn - sembrano essersi intensificati dopo una fase di stallo anche se Trump non è apparso ottimista. Il presidente ha infatti bocciato l'ultima proposta iraniana e aleggiato lo spettro di nuovi attacchi.
Merz: “Il ritiro delle truppe Usa non è legato alle divergenze sull’Iran”
l cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato di dover accettare che il presidente Donald Trump non condivida le sue opinioni per poter collaborare con gli Stati Uniti in seno alla Nato, ma ha sottolineato che non vi è alcun collegamento tra la loro divergenza e un previsto ritiro delle truppe. Lo scrive la Reuters sul sito, citando l'intervista del cancelliere ad Ard.
Merz ha respinto le insinuazioni secondo cui le sue critiche alla pianificazione bellica statunitense in Iran avrebbero innescato l'annuncio di Washington di venerdì, relativo alla riduzione di 5mila soldati della presenza militare statunitense in Germania, la sua più grande base europea, e ha ribadito il suo impegno nei confronti dell'alleanza transatlantica.
Merz aveva messo in dubbio che Trump avesse un piano di uscita dal Medio Oriente e aveva affermato che gli Stati Uniti stavano subendo una "figuraccia" nei colloqui con l'Iran. Trump in seguito definì Merz un leader "inefficace".
"Devo accettare che il presidente americano abbia una visione diversa dalla nostra su queste questioni. Ma ciò non cambia il fatto che resto convinto che gli americani siano partner importanti per noi", ha dichiarato Merz all'emittente.
Interrogato sulla possibilità che i piani statunitensi di ridurre la presenza militare in Germania avessero a che fare con la disputa tra i due leader, Merz ha risposto: "Non c'è alcun collegamento".
Trump: “La nuova proposta di Teheran è inaccettabile”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver "esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile". In un'intervista all'emittente pubblica israeliana Kan, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che "la campagna sta procedendo molto bene".
Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu. "È un primo ministro in tempo di guerra. Israele non esisterebbe se non fosse per me e Bibi, in quest'ordine, serve un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non sulle sciocchezze".
Iran: “Gli Usa hanno risposto alla nostra proposta, la stiamo valutando”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta dell'Iran e che Teheran sta esaminando la risposta di Washington. Lo riporta la Cnn.
Parlando in diretta alla televisione di Stato, Baghaei ha affermato che la "proposta in 14 punti" dell'Iran non include la questione nucleare. "La questione nucleare non è inclusa nella proposta in 14 punti e quanto riportato da alcuni media è frutto della loro immaginazione", ha affermato. Baghaei ha aggiunto che la proposta è "incentrata unicamente sulla fine della guerra", senza fornire ulteriori dettagli.
Nave mercantile attaccata a Hormuz: equipaggio illeso
Una nave cargo è stata attaccata da più imbarcazioni leggere, presumibilmente appartenenti ai Guardiani della Rivoluzione, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'Agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto, collegata alla Royal Navy, segnalando l'ennesimo episodio di tensione nell'area dall'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo quanto comunicato, tutti i membri dell'equipaggio della nave, non identificata, sono risultati illesi dopo l'attacco avvenuto al largo di Sirik, in Iran. L'Ukmto ha invitato le imbarcazioni in transito a procedere con estrema cautela.
Imbarcazione segnala un attacco al largo delle coste iraniane
Una nave portarinfuse in navigazione vicino alle coste iraniane ha segnalato di essere stata "attaccata da diverse imbarcazioni di piccole dimensioni". Lo riporta l'agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto), scrive la Cnn. L'incidente è stato segnalato questa mattina, ha dichiarato l'Ukmto nel suo avviso, aggiungendo che si è verificato a circa 11 miglia nautiche a ovest di Sirik, in Iran.
L'equipaggio della nave è risultato illeso e non si sono registrati impatti a seguito dell'attacco. L'agenzia britannica non ha specificato in quale Paese sia registrata la nave.
Media: Teheran disposta a negoziare sul programma nucleare
L'Iran avrebbe ridotto alcune delle sue condizioni preliminari e accettato di includere il proprio programma nucleare nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya. Secondo le stesse fonti, Teheran avrebbe proposto di limitare l'arricchimento dell'uranio al 3,5% e di procedere a una graduale riduzione delle attuali scorte di materiale già arricchito.
L'Opec+ aumenta la produzione di petrolio, e intanto gli Usa sono ora i primi esportatori
Il cartello dei Paesi produttori di petrolio aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato. La decisione, presa dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti, punta più ad indicare stabilità che ad avere un'efficacia reale. Il tutto mentre si profila una possibile guerra dei prezzi: con gli emirati che annunciano investimenti e si tengono le mani libere nella produzione; con gli Usa che hanno spedito 250milioni di barili in nove settimane, superando l'Arabia Saudita e diventando il principale esportatore al mondo.
La Abu Dhabi National Oil Company, cioè la compagnia emiratina, ha annunciato in contemporanea con la riunione degli altri produttori, con una tempistica che non appare casuale, che investirà 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni. Punta così ad espandere la propria capacità di cinque milioni di barili al giorno, fuori dalle quote concordate con l'Opec che ne limitava la produzione a 3,4 milioni di barili al giorno.
Il cartello allargato dei Paesi produttori in un comunicato che non cita la scelta fatta dagli Emirati ha annunciato che aggiungerà "188.000 barili al giorno" alla propria quota di produzione totale per giugno, nell'ambito dell' "impegno collettivo a sostegno della stabilità del mercato petrolifero".
Gli analisti del mercato petrolifero si aspettavano in larga misura l'aumento che al netto della quota degli Emirati Arabi Uniti, appare simile agli incrementi giornalieri di 206.000 barili di marzo e di aprile. Ma al di la dell'efficacia concreta, legata al blocco di Hormuz, la decisione - ha spiegato Jorge Leon, analista di Rystad Energy, intervistato dall'Afp - sembra voler inviare un doppio messaggio: da un lato che l'uscita degli Emirati Arabi Uniti non avrebbe sconvolto il funzionamento dell'OPEC+ e, dall'altro, che il gruppo continua a esercitare il controllo sui mercati petroliferi globali nonostante le enormi interruzioni del commercio di petrolio causate dalla guerra.
Il blocco di Hormuz sta avendo anche un altro effetto. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all'estero nelle ultime nove settimane. Secondo l'agenzia Bloomberg avrebbe così superato l'Arabia Saudita ma il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.
Media: a Gaza 8mila corpi ancora sotto le macerie
A più di 6 mesi dall'accordo di cessate il fuoco fra Hamas e Israele mediato dagli Stati Uniti, a Gaza i corpi di migliaia di palestinesi restano intrappolati sotto le macerie e continuano a decomporsi, mentre gli sforzi per rimuovere le macerie da Gaza sono in gran parte in fase di stallo. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui, stando alla Protezione civile di Gaza, al 26 aprile erano oltre 8mila le persone ancora sepolte sotto le macerie nella Striscia. A Gaza è stato rimosso meno dell'1% delle macerie e migliaia di persone attendono ancora di poter seppellire i propri cari, uccisi dai bombardamenti aerei e rimasti sotto le macerie.
Berlino a Teheran: “Riapra Hormuz e rinunci all'atomica”
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiesto all'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz e di rinunciare al suo programma nucleare. Lo ha fatto durante una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi nella quale ha "sottolineato che la Germania sostiene una soluzione negoziata".
"In quanto stretto alleato degli Stati Uniti, condividiamo lo stesso obiettivo" ha scritto Wadephul in un post su X "l'Iran deve rinunciare completamente e in modo verificabile alle armi nucleari e riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz, come richiesto anche" dal Segretario di Stato americano Marco Rubio.
Negli ultimi giorni, Wadephul e altri funzionari tedeschi hanno cercato di appianare le tensioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz che il 27 aprile ha affermato che l'Iran sta "umiliando" Washington, provocando una serie di reazioni furiose da parte della Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno annunciato il trasferimento di 5.000 soldati dalle basi militari statunitensi in Germania, e Trump ha anche annunciato che i dazi doganali statunitensi su auto e camion provenienti dall'Unione europea aumenteranno dal 15% al 25%.
Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “L'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana”
La prossima settimana l'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.
Media: “Lo Yacht dell'oligarca russo passato da Hormuz è arrivato alle Seychelles”
Il superyacht di 142 metri, collegato a un miliardario russo, che nei giorni scorsi era riuscito ad attraversare lo Stretto di Hormuz è stato avvistato alle Seychelles. Lo scrive Sky News. Lo yacht 'Nord', legato all'uomo d'affari russo Alexey Mordashov, non è soggetto a sanzioni, ma Mordashov è a sua volta soggetto a sanzioni da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. Pochissime imbarcazioni sono riuscite ad attraversare lo stretto di Hormuz da quando l'Iran ha di fatto chiuso questa importante via di navigazione in seguito allo scoppio della guerra con gli Stati Uniti poco più di due mesi fa
Analista: “Dall’Iran un’offerta inaccettabile per mettere Trump all'angolo”
"Si ha la sensazione, in realtà, che questa non sia una proposta da parte di un Iran disperato per la pace e pronto a capitolare" ma "sembra molto più probabile che gli iraniani abbiano detto: 'Presidente Trump, lei ha più bisogno di un accordo di noi, ecco il prezzo che dovrà pagare'". E' questa la analisi dell'esperto militare britannico Sean Bell, intervistato da Sky News. Secondo Bell il piano di pace in 14 punti proposto dall'Iran contiene "molti elementi, ma la maggior parte di essi sarà completamente inaccettabile" per gli Stati Uniti
Araghchi sente l'omologo tedesco: “Impegno in Iran per risolvere il conflitto”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, ha illustrato nel dettaglio le attuali posizioni e iniziative diplomatiche dell'Iran. Secondo l'Irna, durante i colloqui Araghchi ha approfondito gli sforzi di Teheran per porre fine all'attuale guerra con gli Stati Uniti e Israele, sottolineando l'impegno dell'Iran a trovare una soluzione diplomatica alle ostilità in corso.
Il diplomatico iraniano ha inoltre avuto una conversazione telefonica separata con il suo omologo omanita Badr Albusaidi oggi per discutere le modalità per porre fine alla guerra
Media: “In Libano almeno sei morti nei raid israeliani dalla scorsa notte”
Almeno sei persone sono morte a causa di raid attribuiti a Israele avvenuti tra la scorsa notte e stamane nel sud del Libano: lo riporta il giornale L'Orient-Le Jour. La scorsa notte, aggiunge la stessa fonte, un drone ha colpito una moschea a Samàyé, villaggio situato a sei chilometri a sud-est di Tiro, provocando tre vittime. Stamattina, invece, "due persone sono morte in un attacco che ha preso di mira un ristorante e una farmacia ad Arabsalim", mentre "un attacco con drone contro un motorino a Haris (Bint Jbeil) ha causato un morto". Sia L'Orient-Le Jour sia l'agenzia di stampa Nna parlano di raid in corso in diverse località e di diversi feriti provocati da alcuni di essi
Trump valuta i nuovi 14 punti di Teheran: cosa è incluso nella proposta
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pur manifestando il proprio scetticismo, sta valutando la proposta in 14 punti presentata dall'Iran, che costituisce una controproposta rispetto al piano americano articolato in nove punti. Secondo quanto riportato da Tasnim, il piano include tra le principali condizioni garanzie di non aggressione da parte degli Stati Uniti, il ritiro delle forze americane dalle aree vicine all'Iran e la revoca del blocco navale nello Stretto di Hormuz. È inoltre prevista la creazione di un "nuovo meccanismo" per la gestione del passaggio strategico, insieme alla fine del conflitto tra Israele ed Hezbollah in Libano e allo sblocco dei fondi iraniani congelati. La proposta prevede anche la cessazione della guerra entro 30 giorni, divergendo dalla tregua di due mesi proposta da Washington. Solo successivamente verrebbero avviati negoziati sul programma nucleare iraniano, per una durata ulteriore di un mese. In una versione precedente del piano era incluso anche il riconoscimento del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio per scopi pacifici, condizione la cui presenza nel testo attuale non è però stata confermata
Media: “Iran renderà legge il blocco di Hormuz, stop totale a Israele”
Il parlamento iraniano si appresta ad approvare una legge che imporrebbe restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV e ripreso da Cnn.
Citando il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al testo, contenente 12 articoli, alle navi israeliane non sarà mai consentito il transito. Le navi provenienti da "paesi ostili" - un probabile riferimento agli Stati Uniti - saranno tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare lo stretto. Tutte le altre navi dovranno richiedere l'autorizzazione dell'Iran per transitare nello stretto, ha riferito l'emittente
NetBlocks: “Blocco di Internet entra nel 65esimo giorno”
Il blocco di Internet imposto dalle autorità in Iran è entrato nel suo 65esimo giorno consecutivo, con la popolazione sostanzialmente isolata dal mondo esterno da 1536 ore. Lo denuncia NetBlocks. "Sebbene siano in vigore liste di accesso e accessi privilegiati per pochi selezionati, la popolazione in generale rimane isolata dal mondo esterno", ha dichiarato l'organizzazione di monitoraggio di internet in un post su X
Pasdaran: “Trump stretto tra operazione impossibile o cattivo accordo”
Donald Trump "deve scegliere tra un'operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran": è quanto affermato in una dichiarazione dall'unità di intelligence delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo cui "lo spazio decisionale" per gli Usa e il loro presidente "è limitato". "La scadenza indicata dall'Iran al Pentagono sul blocco navale, il cambiamento di tono di Cina, Russia e degli Stati europei nei confronti di Washington, la lettera passiva di Trump al Congresso e l'accettazione delle condizioni negoziali iraniane non significano altro che questo: Trump deve scegliere tra un'operazione impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran", sottolinea la dichiarazione, riportata dall'agenzia Tasnim
Araghchi a Tajani: “Da alcuni Paesi europei un approccio irresponsabile sul nucleare”
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l'omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest'ultimo ha sottolineato "l'importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei" negli "sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta" con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall'ambasciata di Teheran a Roma. "Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l'approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell'Iran è esclusivamente pacifico", si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, "invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario". Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte "la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali", sottolineando "la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz" e "confermato con chiarezza che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa"
Eseguita in Iran la pena morte di un manifestante delle proteste di gennaio
Un uomo condannato in relazione a un omicidio commesso durante le proteste che hanno scosso l'Iran tra dicembre e gennaio è stato impiccato, come annunciato dalla magistratura iraniana. "La condanna a morte di Mehrab Abdollahzadeh è stata eseguita questa mattina dopo il completamento delle procedure legali", ha annunciato il sito della magistratura, Mizan Online. Mehrab Abdollahzadeh era stato arrestato, insieme ad altri, sul luogo di una protesta a Urmia (nord-ovest), dove un agente di sicurezza era stato "picchiato a morte dai rivoltosi". L'uomo era stato condannato a morte con l'accusa di "corruzione sulla terra", uno dei reati più gravi in Iran. Altri due imputati, entrambi minorenni, sono stati condannati a pene detentive. Abdollahzadeh è stato giustiziato nonostante avesse precedentemente sottolineato, in un messaggio dal carcere di Urmia, che "fin dal primo giorno del mio arresto, mi hanno costretto a confessare con torture e minacce, tutte false". In Iran, gli arresti e le esecuzioni, in particolare quelli legati alle proteste dello scorso inverno, sono in aumento dall'inizio del conflitto regionale scatenato dall'attacco israelo-americano del 28 febbraio. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, l'Iran è il Paese che più frequentemente ricorre alla pena di morte dopo la Cina. Le autorità iraniane affermano che le proteste, culminate a gennaio, siano iniziate pacificamente prima di trasformarsi in "rivolte orchestrate dall'estero". Il governo ha riconosciuto oltre 3.000 morti durante queste proteste, ma attribuisce la violenza ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele
Media: “Israele acquisterà dagli Usa nuovi caccia F-35 e F-15”
Israele acquisterà altri due squadroni di caccia F-35I e F-15IA dagli Stati Uniti: lo ha annunciato oggi il Ministero della Difesa, come riportano i media internazionali. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha affermato che la recente guerra in Iran "ha dimostrato ancora una volta la potenza dell'aeronautica israeliana e il suo ruolo decisivo nella protezione di Israele. Le lezioni apprese da quella campagna ci impongono di continuare a progredire nel rafforzamento delle forze, per garantire la superiorità aerea per i decenni a venire". Nel fine settimana, un comitato per gli appalti della difesa, composto da alti ministri, ha dunque approvato un piano del Ministero della Difesa per l'acquisizione di un quarto squadrone di F-35I dalla Lockheed Martin e di un secondo squadrone di F-15IA dalla Boeing, in accordi del valore di decine di miliardi di shekel, ha dichiarato il ministero in un comunicato. Il ministero ha affermato che i velivoli "costituiranno un elemento fondamentale per lo sviluppo a lungo termine delle forze armate israeliane, affrontando le minacce regionali in continua evoluzione e preservando la superiorità aerea strategica di Israele". Con questi velivoli, la flotta di F-35I dell'Aeronautica israeliana raggiungerà quota 100 esemplari, mentre quella di F-15IA - la variante israeliana dell'avanzato F-15EX - arriverà a 50 nei prossimi anni. Attualmente, Israele possiede 48 caccia F-35I, a seguito di un ordine iniziale di 50. Altri 25 F-35 sono stati ordinati nel 2023 e la loro consegna è prevista a partire dal 2028. Israele ha ordinato 25 caccia F-15IA nel 2024 e la consegna dei primi esemplari è prevista a partire dal 2031
Maxi nave cisterna di Teheran evade il blocco Usa
Una nave cisterna iraniana con 1,9 milioni di barili a bordo, per il valore di 220 milioni di dollari, è riuscita a evitare il blocco navale americano ed è arrivata nella regione dell'Asia-Pacifo. Secondo il sito Tanker Trackers - che traccia gli spostamenti marittimi - la superpetroliera 'Huge' - appartenente alla società statale National Iranian Tanker Company - è stata rilevata a largo dello Sri Lanka una settimana fa e ora si trova in Indonesia diretta verso l'arcipelago di Riau, a largo di Sumatra. La notizia è rilanciata da Al Jazeera e dalla tv iraniana Irib.
Netanyahu convoca gabinetto sicurezza su Gaza
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato per oggi una riunione del gabinetto di Sicurezza con all'ordine del giorno la ripresa delle ostilità a Gaza. Una fonte a conoscenza dei fatti ha dichiarato a Kan News che Israele auspica vengano compiuti passi concreti verso il disarmo di Hamas e l'insediamento del nuovo governo tecnocratico.
L’Idf ordina l’evacuazione del sud del Libano
Israele ha ordinato l’evacuazione del sud del Libano in vista di un imminente attacco contro Hezbollah. L’Idf invita la popolazione a lasciare le case e a recarsi in spazi aperti e ben visibili.
Israele acquista dagli Usa sistemi anti drone a basso costo
Israele sta acquistando dagli Stati Uniti sistemi a basso costo per intercettare i droni, efficaci contro i velivoli senza pilota iraniani Shahed, ma non contro quelli più piccoli lanciati da Hezbollah e diventati una seria minaccia per i soldati nel Libano meridionale. È quanto riferisce Haaretz, citando una nota del dipartimento di Stato americano relativa a una serie di accordi per la fornitura di armi allo Stato ebraico. In base all'intesa del valore di 992,4 milioni di dollari, Washington fornirà a Tel Aviv 10mila kit di guida per Apkws (Advanced precision kill weapon system), che convertono i razzi aria-terra non guidati in munizioni a guida di precisione in grado di colpire obiettivi terrestri e, soprattutto, di intercettare droni.
Ecco la proposta di pace dell’Iran
La proposta di Teheran si articola in 14 punti e prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali solo dopo il raggiungimento di un'intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare.
“I cadaveri di ottomila palestinesi ancora sotto alle macerie”
Si ritiene che i corpi di circa ottomila palestinesi siano ancora intrappolati sotto le macerie nella Striscia di Gaza, dove meno dell'1% dei detriti è stato rimosso, dopo due anni di guerra. È il risultato di un rapporto dei media israeliani che citano un funzionario delle Nazioni Unite. Il quotidiano Haaretz, come riporta l'agenzia Anadolu, citando un funzionario anonimo del programma di sviluppo delle Nazioni Unite, ha affermato che considerata la lentezza delle operazioni di rimozione delle macerie, il processo potrebbe richiedere fino a sette anni. Migliaia di corpi sono ancora sepolti sotto gli edifici crollati in tutta l'enclave, ha aggiunto il funzionario, mentre le famiglie continuano a attendere di poter recuperare e seppellire i propri cari.
La valutazione si basa sui dati delle autorità palestinesi della protezione civile, che hanno segnalato gravi carenze di attrezzature e capacità tali da rallentare gli sforzi per sgomberare vaste aree devastate.
Polemiche per vertici della polizia israeliana al compleanno di Ben-Gvir
Polemiche in Israele per la partecipazione dei comandanti di polizia alla festa di compleanno del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Al party si sono presentati diversi alti ufficiali, autorizzati dal capo delle forze dell'ordine Daniel Levy. La decisione è stata duramente criticata dai leader dell'opposizione Naftali Bennett e Yair Golan, ma anche da un ex alto esponente delle forze dell'ordine, oggi parlamentare di Yesh Atid. "Partecipare a questo evento è una questione seria in termini di valori ed etica", ha commentato il deputato Yoav Seglovitz, ex capo della divisione investigativa e di intelligence, criticando la presenza alla festa di almeno dodici esponenti dei vertici delle forze dell'ordine e della polizia penitenziaria, come rivelato da Yedioth Ahronoth. Duro anche il leader dei Democratici che su X ha definito "una vergogna" il capo della polizia che "manda i suoi colleghi a umiliarsi durante una festa politica mentre la criminalità dilaga". "Chiunque preferisca l'adulazione a buon mercato di un ministro criminale alla sicurezza pubblica non merita di comandare", ha aggiunto Golan. Gli ha fatto eco Bennett, per il quale "un funzionario pubblico che viola il suo dovere di lealtà verso lo Stato e sfrutta la sua posizione in modo politico anziché professionale, verrà rimosso immediatamente". Immediata la risposta del ministro e leader di estrema destra Ben-Gvir su X: "Naftali non ha amici e nemmeno rapporti di lavoro: mandategli una fetta di torta dalla festa"
Trump: “Esaminerò la nuova proposta dell’Iran, ma non credo che sarà accettabile”
"Esaminerò a breve il piano che l'Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile", ha scritto Donald Trump su Truth. "Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni".
L’India: “Una petroliera ha attraversato Hormuz”
La petroliera Sarv Shakti, battente bandiera delle Isole Marshall e carica di 46.313 tonnellate di Gpl destinato all'India, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministero dei Trasporti marittimi indiano, citato da Reuters. La nave, con a bordo 20 membri dell'equipaggio, di cui 18 indiani, dovrebbe arrivare al porto indiano di Visakhapatnam il 13 maggio, si legge nel comunicato.
Teheran: “Trump ha ammesso atti di pirateria vantandosi”
"Il presidente degli Stati Uniti ha apertamente definito il sequestro illegale delle navi iraniane "pirateria", vantandosi sfacciatamente di "comportarsi come pirati". Non si è trattato di una gaffe verbale. È stata un'ammissione diretta e inequivocabile della natura criminale delle loro azioni contro la navigazione marittima internazionale". È quanto denunciato su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, esortando "la comunità internazionale, gli Stati membri delle Nazioni Unite e il segretario generale dell'Onu" a "respingere con fermezza qualsiasi normalizzazione di tali flagranti violazioni del diritto internazionale".
Gli Usa: “In Germania riduzione delle truppe superiore a cinquemila soldati”
La riduzione delle truppe in Germania sarà ben più ampia di cinquemila unità. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che il livello delle truppe in Germania scenderà in modo significativo, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
Trump: “C’è la possibilità che la guerra con l’Iran riprenda”
C'è la "possibilità" che gli attacchi contro l'Iran riprendano. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente però non ha voluto esprimermi sulle tempistiche di eventuali attacchi.
Teheran: “Non consegneremo mai il Golfo all’America”
"Il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America". Lo ha affermato il capo della Commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, secondo quanto riporta Yedioth Ahronoth.
Ben-Gvir, torta di compleanno con un cappio
Una torta di compleanno con un cappio a decorarla: è l'omaggio ricevuto dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir dalla moglie Ayala. Un riferimento alla controversa e criticata legge sulla pena di morte per i terroristi palestinesi di cui il leader di estrema destra è stato un accesso promotore. "Congratulazioni al ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà", la frase scritta sulla torta per Ben-Gvir che gli è stata consegnata durante la festa e ripresa in video circolati sui social.
L’Iran: “Se la nostra dignità sarà minacciata non temiamo la guerra, combatteremo”
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha affermato su X che Teheran non gradisce la prosecuzione del conflitto, ma che combatterà se la sua "dignità" sarà minacciata. "Non accogliamo con favore la continuazione della guerra, ma non la temiamo nemmeno; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla”.
Israele valuta di riprendere la guerra con l’Iran e a Gaza
Il primo ministro Benjamin Netanyahu convocherà oggi il suo gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito al Times of Israel dagli uffici di uno dei membri. Mercoledì ha incontrato per l'ultima volta la ristretta cerchia dei ministri di alto livello, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sàar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il presidente di Shas, Aryeh Deri. L'incontro dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, venerdì, ha dichiarato di essere insoddisfatto della nuova offerta di cessate il fuoco da parte di Teheran e ha confermato di essere stato informato su come "distruggerli completamente" se non si fosse raggiunto un accordo. Un alto funzionario iraniano ha poi avvertito che un ritorno alla guerra con gli Stati Uniti è "probabile". Secondo l'emittente pubblica israeliana Kan, durante l'incontro si discuterà anche di un possibile ritorno ai combattimenti nella Striscia di Gaza, in un clima di rabbia per la mancanza di progressi nei negoziati per il disarmo di Hamas e per l'attuazione del piano di cessate il fuoco del Consiglio per la pace guidato dagli Usa. "Hamas non sta rispettando l'accordo sul disarmo", ha dichiarato una fonte israeliana alla testata giornalistica. "Stiamo discutendo con i mediatori".
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