
























In una una telefonata con il suo omologo statunitense Marco Rubio, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato le forze armate di Mosca hanno iniziato attacchi sistematici contro siti a Kiev utilizzati dalle forze armate ucraine. "Su istruzioni del presidente russo Vladimir Putin, Lavrov ha informato ufficialmente la controparte americana che, in risposta ai continui attacchi del regime di Kiev contro la popolazione civile e le infrastrutture in Russia, le forze armate della Federazione Russa stavano avviando attacchi sistematici e mirati contro siti militari e relativi centri decisionali a Kiev", comunica il ministero degli Esteri russo in un nota citata dall'agenzia Tass. Lavrov ha inoltre richiamato l'attenzione del segretario di Stato americano sul consiglio del ministero degli Esteri russo di "assicurare l'evacuazione del proprio personale diplomatico e degli altri cittadini dalla capitale ucraina".
Punti chiave
Cuba e Russia rilanciano la cooperazione militare anti-Usa
Russia e Cuba hanno discusso il rafforzamento della cooperazione tecnico-militare mentre cresce la pressione degli Stati Uniti contro il governo dell'Avana. Lo rende noto oggi Diario de Cuba, che cita il Forum internazionale sulla sicurezza inaugurato nei pressi di Mosca, precisando che sono in corso diversi contratti già firmati tra i due Paesi e nuovi negoziati su "aree promettenti", in linea con le priorità cubane. Secondo gli organizzatori dell'evento, promosso dal Consiglio di sicurezza della Federazione russa, il sostegno di Mosca è "particolarmente importante" a causa dell'embargo statunitense contro Cuba. Non sono stati diffusi dettagli sui nuovi accordi. Al vertice partecipano oltre 140 delegazioni provenienti da 120 Paesi, insieme ai principali colossi russi della difesa e dell'industria strategica, tra cui Rostec, Rosatom e Roscosmos. Tra i temi al centro dell'incontro figurano la cooperazione militare, i sistemi di difesa aerea e la lotta contro quello che Mosca definisce il "neocolonialismo occidentale".
Media: “L'Ue valuta di negare il diritto di veto per i nuovi Paesi membri”
"L'Ue potrebbe negare il diritto di veto ai nuovi Stati membri mentre il blocco spinge per l'allargamento. La misura potrebbe placare le preoccupazioni di Paesi - come la Francia - scettici riguardo all'adesione di nuovi membri". E' quanto scrive il Guardian facendo riferimento ai possibili nuovi sviluppi sul dossier adesione all'Ue dei Paesi candidati, tra i quali l'Ucraina e gli Stati dei Balcani Occidentali. Secondo il quotidiano britannico, "l'Ue potrebbe negare ai futuri Stati membri il diritto di veto per diversi anni, nel tentativo di rendere l'allargamento più accettabile dal punto di vista politico, mentre il blocco sta subendo pressioni per ammettere nuovi paesi prima della fine del decennio. Secondo i piani attualmente all'esame della Commissione europea, i futuri Stati membri - come la Moldavia e i paesi dei Balcani occidentali - non avrebbero, al momento dell'adesione all'Ue, il diritto automatico di porre il veto sulle decisioni di politica estera o su altre questioni concordate all'unanimità, come la fiscalità". L'idea, rimarca il Guardian, è particolarmente rilevante per il Montenegro, il Paese in testa tra i nove candidati ufficiali all'adesione all'Ue. L'ex repubblica iugoslava punta a diventare il 28° Stato membro dell'UE entro il 2028.
Estonia: “Mosca accusa i baltici per distogliere l'attenzione dall'Ucraina”
"Le minacce della Federazione russa di rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia (Cig) per presunte violazioni dei diritti dei cittadini di lingua russa nei Paesi baltici rientrano in una strategia di sistematica disinformazione lungo periodo di Mosca". Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna. Tsahkna ha ricordato che fin dal 1991 la Russia ha utilizzato analoghi argomenti per giustificare il proprio intervento fuori dai confini dello Stato. Il ministro ha inoltre ribadito che la principale ragione per cui Mosca ha iniziato ad accusare i Paesi baltici è la necessità di distrarre l'attenzione dalle sue gravi violazioni delle norme del diritto internazionale in Ucraina e dagli scarsi risultati ottenuti nel corso del conflitto.
Cremlino: “Da Putin ultimatum a Erevan: Ue o Unione Euroasiatica”
Vladimir Putin solleverà, nella sua prossima missione di tre giorni in Kazakistan, la questione delle ambizioni europee dell'Armenia, dopo che lo scorso anno è stata varata a Erevan una legge che anticipava l'intenzione del Paese, che ancora mantiene una base militare russa sul suo territorio, a Gyumri, di perseguire l'adesione all'Unione europea. Il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha anticipato che Putin ne parlerà in toni ultimativi venerdì, nel corso del vertice dell'Unione euroasiatica di cui fa parte anche l'Armenia. "Putin ha ripetutamente sottolineato che è impossibile appartenere a due associazioni simultaneamente. Semplicemente non funziona", ha dichiarato. E dato che non è prevista "l'espulsione" di un Paese dal blocco euroasiatico, il Paese in questione può spontaneamente annunciare che intende porre fine alla sua "cooperazione". Al prossimo vertice in Kazakistan sarà necessario discutere proprio delle conseguenze e dei rischi di un tale passo, ha aggiunto Ushakov.
Ft: “Ora solo 9 Paesi acquistano munizioni per Kiev nell'iniziativa ceca”
Il numero di Paesi partecipanti a un'iniziativa guidata dalla Repubblica Ceca per l'acquisto di munizioni per l'Ucraina si è dimezzato da quando il primo ministro Andrej Babi; è tornato al potere a dicembre, promettendo di non far pagare ai cittadini cechi le armi fornite all'Ucraina. Lo riferisce il Financial Times, citando il presidente ceco Petr Pavel, ex comandante della NATO. "L'iniziativa funziona ancora, ma la nuova difficoltà è che solo circa nove Stati membri contribuiscono finanziariamente", ha dichiarato Pavel al Financial Times. Questa tendenza sta sollevando preoccupazioni sulla ripartizione degli oneri e sul futuro di un progetto avviato dal precedente governo filo-europeo con il forte appoggio di Pavel. "Questa iniziativa ha fornito fino al 50% di tutte le munizioni di grosso calibro all'Ucraina, quindi in questo senso non può essere facilmente sostituita da altro". Dal 2024 Praga ha coordinato la fornitura di oltre 4 milioni di proiettili di artiglieria di grosso calibro a Kiev per contribuire a ricostituire le scorte di munizioni ucraine, ormai in diminuzione, e a sostenere la sua difesa contro l'invasione russa. Pavel ha affermato che il futuro dell'iniziativa dovrebbe essere tra i temi discussi al vertice NATO di Ankara a luglio.
Ue, estese sanzioni fino a maggio 2027
L'Ue ha esteso fino al 28 maggio 2027 il quadro delle misure restrittive contro i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, della repressione della società civile e dell'opposizione democratica in Russia. Le sanzioni attualmente colpiscono 72 individui e un'entità, soggetti a congelamento dei beni e divieto di viaggio, mentre cittadini e imprese dell'UE non possono mettere fondi a loro disposizione. Il Consiglio ribadisce la condanna delle repressioni interne e la profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese, aggravata dalla guerra di aggressione contro l'Ucraina.
L'imprenditore Galitsky lascia la Russia dopo la confisca dei beni
L'imprenditore Aleksandr Galitsky, accusato di sostegno alle forze armate ucraine, ha lasciato la Russia utilizzando un passaporto olandese poco dopo la sentenza di un tribunale che ha disposto la confisca di beni per un valore di 8 miliardi di rubli (oltre 96 milioni di euro). Lo ha dichiarato un pubblico ministero del tribunale cittadino di Mosca durante l'udienza d'appello. "Due giorni dopo, Galitsky, violando le misure cautelari previste nel caso, ha utilizzato il suo passaporto olandese ed è partito passando per la Bielorussia", ha affermato il funzionario, citato da Tass. Alla fine di marzo, il Tribunale Tverskoy di Mosca ha sequestrato i beni di Galitsky, che lo ha ritenuto responsabile di sostegno all'esercito ucraino. La Corte ha inoltre designato come organizzazione estremista Almaz Capital Partners, società di cui l'imprenditore è socio amministratore. Secondo la Procura Generale, tra gli investitori di Almaz Capital Partners figura la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, indicata come finanziatrice delle forze di sicurezza ucraine.
Putin cancella debiti fino a 10 milioni di rubli per nuove reclute
Per fare fronte al maggior numero di vittime al fronte in Ucraina rispetto a quello delle nuove reclute, per aumentare quindi il numero di chi accetta di farsi reclutare, senza dover ricorrere a una mobilitazione, il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato in legge un provvedimento che cancella debiti fino a dieci milioni di rubli (l'equivalente di 140mila dollari) per chi firma con il ministero della Difesa un contratto di almeno un anno per prestare servizio in Ucraina, a partire dal primo maggio di quest'anno. Il provvedimento di estende alle mogli delle nuove reclute. Formalizzare una nuova mobilitazione, dopo quella parziale del settembre del 2022, per il reclutamento di 300mila soldati, avrebbe conseguenze molto delicate a livello politico per Putin. Al momento, lo stato eroga un bonus di 400mila rubli (4.500 dollari) per chi accetta di partire per il fronte anche se diverse regioni hanno offerto premi superiori, oltre a incentivi come l'ammissione all'università per i figli.
Kiev: “L'avviso di Lavrov a Rubio è un'audace provocazione agli Usa”
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito "un'audace provocazione" le dichiarazioni con cui l'omologo russo Serghei Lavrov ha informato il segretario di Stato Usa Marco Rubio su nuove rappresaglie contro Kiev, invitandolo a far evacuare i diplomatici americani dalla capitale. Durante una conversazione con i giornalisti citata da Interfax Ucraina, e ripresa da Ukrainska Pravda, Sybiha ha affermato che le parole di Mosca "informano il Paese più potente al mondo che si stanno trascurando i suoi sforzi di pace". E ha auspicato che "dopo aver ricevuto tali segnali i nostri partner inviino un segnale fermo e deciso alla Russia: non sferrate colpi di questo tipo". "Si tratta di una conferma pubblica, un'ulteriore dimostrazione dell'interesse del Cremlino a continuare la guerra", ha concluso Sybiha.
Medvedev: “Le ambasciate Ue restano a Kiev? Hanno diplomatici da vendere”
"L'Ue ha dichiarato che manterrà invariata la sua presenza diplomatica a Kiev, nonostante gli avvertimenti della Russia. Beh, a quanto pare hanno diplomatici da vendere e devono ridurre il personale". Lo ha scritto su X l'ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale. Medvedev si riferiva all'invito rivolto ieri dal ministero degli Esteri russo ai cittadini e alle ambasciate straniere a lasciare Kiev, in vista di nuovi bombardamenti delle forze di Mosca.
Da Duma ddl per perseguire chi lascia la Russia e congelarne i beni
La Duma di Stato in Russia ha approvato un provvedimento per perseguire chi lascia la Russia e si macchia di azioni "dirette contro gli interessi del Paese". Gli emigrati rischiano così, una volta che l'iter legislativo del disegno di legge sarà completato, di essere incriminati per esempio per non aver pagato sanzioni entro i termini. Il provvedimento corregge l'articolo 27.20 del codice civile sul congelamento degli asset delle entità giuridiche, estendendolo agli individui che hanno commesso reati o violazioni fuori dalla Russia. In precedenza, i beni di una persona potevano essere congelati solo dopo dopo l'avvio di un procedimento legale da parte di ufficiali giudiziari. Ora potranno esserlo, come misura cautelativa, anche solo nel momento in cui viene contestato un illecito. "Saranno perseguiti coloro che sono fuggiti all'estero e, da lì, con il denaro di sponsor occidentali, si esprimeranno in favore di estremismo e terrorismo, giustificheranno il nazismo, o insulteranno i militari e ufficiali. Devono capire che saranno portati di fronte alla giustizia per illeciti amministrativi e reati", ha dichiarato il Presidente della Duma, Vyacheslav Volodin.
Ue convoca incaricato d'affari russo
L'Unione Europea (UE) ha convocato l'incaricato d'affari russo per esprimere la propria opinione secondo cui i recenti bombardamenti contro obiettivi civili in Ucraina e le rinnovate minacce di attacchi sono "inaccettabili".
"Abbiamo appena convocato l'incaricato d'affari russo. Gli abbiamo trasmesso il nostro messaggio che questo è chiaramente inaccettabile", ha dichiarato la portavoce dell'Ue per gli Affari Esteri, Anitta Hipper, durante il briefing stampa quotidiano della Commissione europea. Ha aggiunto che "ciò dimostra, ancora una volta, qualcosa che già sapevamo: che la Russia non è affatto interessata alla pace e mostra totale disprezzo per tutti gli sforzi" volti a raggiungerla.
Media, il capo negoziatore ucraino Umerov in visita a sorpresa a Berlino
Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov si è recato a sorpresa nella capitale tedesca. È quanto riporta Politico, ripreso dalla Bild. Alla base di questa visita ci sono i nuovi sforzi diplomatici per porre fine alla guerra - e le pesanti minacce provenienti da Mosca. Come riporta Politico, Umerov dovrebbe incontrare a Berlino i consiglieri per la sicurezza del cosiddetto gruppo E3: Germania, Francia e Gran Bretagna. I colloqui sono considerati delicati. Né la Cancelleria né l'ambasciata ucraina hanno voluto confermare i dettagli. Secondo Politico, un portavoce del cancelliere Friedrich Merz ha fatto riferimento solo a un "incontro riservato".
Mosca, europei fomentano il conflitto in Ucraina, rischio di escalation
Mosca è tornata ad accusare l'Europa di fomentare il conflitto in Ucraina, facendo rischiare "una ulteriore escalation". Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov parlando ad un Forum internazionale sulla sicurezza. "Forze note in Europa, ossessionate dall'idea di infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese, stanno mostrando sempre più attività e slancio", ha affermato Ryabkov, citato dall'agenzia Tass. Tali forze, ha aggiunto il vice ministro, "stanno svolgendo il ruolo di principale provocatore nel contesto del conflitto ucraino e sono una fonte di rischi strategici che potrebbero portare a un'ulteriore escalation".
Zelensky: difesa aerea è priorità assoluta
"È fondamentale ora continuare a ribadire a tutti i leader politici che la difesa aerea dell'Ucraina è la priorità assoluta. È importante continuare a lavorare insieme per rafforzare la resilienza delle comunità ucraine e, di conseguenza, per condividere esperienze di resilienza che saranno utili alle comunità dei vostri Paesi. È di enorme aiuto per l'Ucraina sapere di non essere sola nella sua difesa. Le persone nei vostri Paesi, così come qui in Ucraina, devono continuare a sentire che il male non prevarrà": lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso al IV Vertice Internazionale delle Città e delle Regioni a Kiev. "Vi saremo sempre profondamente grati - aggiunge - per ogni progetto comune, per ogni decisione coraggiosa, per ogni passo che contribuisce alla nostra difesa e alla protezione delle nostre città e dei nostri villaggi dagli attacchi russi”
Rubio: “Gli Usa sempre pronti a una mediazione per la fine della guerra”
"Al momento non ci sono negoziati in corso, programmati, con l'Ucraina, ma gli Stati Uniti sono sempre pronti e disponibili a fare tutto il possibile per contribuire a facilitare la fine di questa guerra. E speriamo che a un certo punto si presenti di nuovo l'opportunità di svolgere questo ruolo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, rispondendo a una domanda sulla guerra in Ucraina, a margine della sua visita ufficiale in India. "Ogni volta che c'è un grande attacco da una parte o dall'altra - ha aggiunto Rubio - è un promemoria del fatto che questa sia una guerra terribile, che ormai sta durando più della Seconda guerra mondiale e deve finire", ha concluso. Lo si legge in un comunicato del Dipartimento di Stato
Ambasciatrice Ue: “Rimarremo a Kiev nonostante le minacce”
L'ambasciatrice dell'Ue in Ucraina, Katarina Mathernova, ha respinto i rinnovati appelli di Mosca affinchè diplomatici e cittadini stranieri lascino Kiev, affermando che le missioni occidentali rimarranno nella capitale ucraina nonostante le crescenti minacce russe di ulteriori attacchi. In una dichiarazione pubblicata su Facebook, Mathernova ha definito il recente monito del ministero degli Esteri russo, che esortava gli stranieri a lasciare Kiev, un "capolavoro di ipocrisia", criticando quello che ha definito il tentativo di Mosca di strumentalizzare la paura nel contesto della guerra in corso. "Un regime che ha passato anni a bombardare edifici residenziali, musei, reparti di maternità, scuole e centrali elettriche, ora improvvisamente parla il linguaggio del diritto internazionale umanitario e delle convenzioni di Ginevra", ha denunciato la diplomatica. "L'Ue non se ne andrà. Noi resteremo a Kiev. Resteremo con l'Ucraina", ha assicurato Mathernova. "Le minacce contro i diplomatici e le organizzazioni internazionali non sono un segno di forza. Sono un segno di disperazione", ha concluso
Pechino: “La posizione sulla crisi ucraina è coerente e chiara”
La posizione della Cina sulla crisi ucraina è coerente e chiara. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning in conferenza stampa, aggiungendo che il dialogo e il negoziato sono le uniche vie praticabili per risolvere la crisi. La Cina, ha aggiunto, invita tutte le parti interessate a collaborare per allentare la tensione il prima possibile e creare le condizioni per la ripresa del dialogo e dei negoziati
Rubio: “Stati Uniti sempre pronti a mediare nel conflitto Ucraina-Russia”
Gli Stati Uniti restano pronti ad agire come mediatori nel conflitto tra Russia e Ucraina, ha dichiarato martedì il Segretario di Stato Marco Rubio, in seguito alla massiccia offensiva russa contro Kiev. "Gli Stati Uniti sono pronti e disposti a fare tutto il possibile per facilitare la fine di questa guerra e speriamo che l'opportunità si presenti a un certo punto", ha detto ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, dopo aver parlato al telefono con il suo omologo russo, Sergey Lavrov.
Almeno 12 civili feriti per raid russi nel Donetsk
L'attacco aereo russo sferrato ieri sul centro di Kramatorsk, nel Donetsk, ha ferito almeno 12 civili secondo un bilancio aggiornato dalle autorità regionali e confermato sia da Pravda che da Kyv Independent. Sono state colpite infatti zone residenziali, nei pressi di condomini, ma l'entità dei danni è ancora in fase di valutazione. Secondo il sindaco Oleksandr Honcharenko, le forze russe hanno sganciato due bombe aeree anche nella serata di ieri, nell'ambito di un'azione su larga scala che ha impegnato le squadre di soccorso e i medici anche nella notte. Intanto, riferiscono le stesse fonti, l'ufficio del procuratore del Donetsk ha dichiarato che l'attacco è oggetto di un'indagine per potenziale crimine di guerra.
Zelensky su Memorial Day: “Grati agli Usa per sostegno a nostra difesa”
"L'Ucraina è grata agli Stati Uniti per il sostegno alla nostra difesa e a tutti gli americani di buon cuore che continuano a sostenere l'Ucraina. Questa guerra deve finire, e deve finire in modo dignitoso. E il ruolo dell'America in questo contesto - l'America che la Russia teme - può davvero essere quello di una leadership: sostenendo la nostra difesa della vita qui e la nostra capacità, in futuro, di aiutare a difendere la vita di altre nazioni, di coloro che ne hanno veramente bisogno". A dichiararlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio postato su X in occasione del 'Memorial Day', "una giornata di rispetto nazionale per ogni singola persona che ha difeso l'America e la libertà in uniforme"
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