
















Il 23 giugno 2016 oltre 33 milioni di britannici si trovarono davanti a una scelta epocale: restare nell’Unione Europea o abbandonarla. Con il 52% dei voti a favore del Leave, l'Europa si è svegliata diversa, dando il via a un terremoto politico ed economico. Oggi, a dieci anni esatti da quel referendum, l'onda d'urto della Brexit non si è ancora placata. Se da un lato gli accordi commerciali sembrano aver trovato una carreggiata più definita, dall'altro le complessità sociali restano un nodo aperto. Il dato sorprendente? Il vento sta cambiando proprio lì dove tutto è iniziato: persino le storiche roccaforti euroscettiche di Castle Point, Thurrock e Brentwood, dove i voti a favore del leave superarono il 70%, registrano oggi forti ripensamenti. E' proprio lì, nell'Essex, che torniamo in questo videoreportage, per cercare di capire cosa ha rappresentato davvero la Brexit e come si sta evolvendo lo scenario. A Londra (dove invece più del 70% dei votanti scelse di rimanere in Ue) tre voci autorevoli ci aiutano a fare il punto: Tony Travers, direttore della LSE, la prestigiosa London School of Economics; Daniela Vicini, referente di Settled UK, l'organizzazione in prima linea nella gestione burocratica e sociale dei 5 milioni di europei residenti nel Regno Unito; Roberto Costa, presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito.
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