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Repubblica.it Esteri

Guerra Ucraina - Russia, le news del 13 aprile. Mosca: “Il voto in Ungheria non influirà sul conflitto”. Scad… Attacco senza precedenti di Trump a Leone. Il Papa: “Non ho paura di lui. Continuo contro la guerra” Ecco perché il blocco Usa di Hormuz rischia di devastare il mercato energetico internazionale Il Papa in Algeria, prima tappa di 11 giorni in 4 Paesi africani: “No alle tentazioni neocoloniali” Un Picasso a 100 euro: a Parigi la lotteria per raccogliere fondi per la ricerca sull’Alzheimer Budapest canta "Bella ciao": così la vittoria di Magyar chiude l'era Orbán Ungheria, Magyar nuovo premier. Il vincitore: “Non chiamerò Putin né Trump. Lo zar fermi la guerra” Ungheria, parla Magyar: "Siamo un Paese libero, il nostro posto è in Europa. Basta ingerenze" Elezioni in Perù, Keiko Fujimori in vantaggio: al ballottaggio nel nome del padre Stoccolma, migliaia di iraniani in piazza ascoltano il discorso di Reza Pahlavi a parlamento svedese Bisogna risalire ai tempi di Bonifacio VIII per un attacco così violento Così, con la visita di Leone, l’autoritaria Algeria cerca di riabilitarsi davanti all’Occidente Papa Leone: "Non ho paura di Trump, né di dire ad alta voce il messaggio del Vangelo" Ungheria, la conferenza stampa di Peter Magyar il giorno dopo la vittoria contro Orbán - la diretta Leone XIV replica a Trump: "No al dibattito con lui, continuerò ad alzare la voce contro la guerra" Leone a Trump: "Non voglio dibattiti con lui, ma qualcuno deve alzarsi e dire no alla guerra" Ungheria, il potenziale nuovo ministro della Salute balla scatenato sul palco della vittoria Trump con l'Ia si trasforma in Gesù. Ma poi cancella il post: “Fake news, ero ritratto come medico” Elezioni in Ungheria, le news. Magyar è il nuovo premier: “Abbiamo liberato il Paese” Trump: "Non sono fan di Papa Leone, non crede nella lotta alla criminalità " Papa Leone parte per un lungo tour in Africa: 11 città e paesi per 18mila chilometri e 18 voli Elezioni in Ungheria, i giovani entusiasti: "Orbán se n'è andato. Ora sentiamo che c'è una speranza" Guerra Ucraina - Russia, le news del 12 aprile. Zelensky mercoledì a Roma, vedrà Meloni. Kiev denuncia violaz… Tank israeliano sperona due mezzi italiani Unifil: sale la tensione in Libano Netanyahu: “Libano piegato con la forza, Israele ha ancora molto da fare” La ex di Zampolli contro Melania Trump: le accuse che evocano Epstein Usa-Iran, salta la trattativa. Trump: blocchiamo Hormuz Orbán, la fine dell’autocrate braccato dagli scandali: “Ma non mi arrenderò” Usa e Iran, sullo stop all’atomica posizioni lontane Bruxelles festeggia la sconfitta di Orbán: “Ora batte più forte il cuore dell’Europa” Elezioni in Ungheria, il discorso del vincitore Magyar: "Ci siamo ripresi la nostra patria" L’analista: “Da Trump minacce inutili sull’Iran, dovrà accettare un compromesso” Putin perde il suo uomo con la sconfitta di Orbán in Ungheria: fallisce il soccorso russo Lazar: “In Ungheria è l’effetto Maga al contrario, ma il populismo è ancora vivo” Il crollo di Orbán, Magyar vince a valanga: “Abbiamo liberato l’Ungheria” Dopo ventuno ore di colloqui Usa-Iran, Vance si alza e rompe. Ghalibaf: “Non ci fidiamo” Guerra in Iran, le notizie del 12 aprile. Tank israeliano sperona veicolo Unifil italiano. Blocco navale port… Elezioni in Ungheria, l'abbraccio di Magyar ai suoi elettori sulle note di "My way" Elezioni in Ungheria, il discorso di Orbán dopo la sconfitta: "Risultato doloroso ma inequivocabile" Elezioni in Ungheria, Orbán sconfitto: il discorso del vincitore Magyar in diretta Miami: Donald Trump all'incontro di arti marziali durante i colloqui di Vance a Islamabad Londra sospende l’accordo per restituire le isole Chagos a Mauritius: Trump ha ritirato il consenso Cina, piogge torrenziali e grandine colpiscono Jiangxi e Fujian: danni a case e coltivazioni Ucraina, Pasqua in trincea: "I droni russi non ci permettono di recuperare i nostri compagni caduti" Elezioni in Ungheria, affluenza record: lunghe file ai seggi di Budapest Fishman: “Controllando Hormuz l’Iran è più forte, non ci rinuncerà se non costretto con le armi” Siria, precipita un sistema Thaad: missione Usa per recuperare l’arma supersegreta Missione Artemis, i 4 astronauti accolti come eroi dalla Nasa: abbracci e commozione a Houston Tokyo, compra medaglia olimpica da un atleta ucraino. Gliela rende quattro anni dopo Elezioni in Ungheria, ecco perché Putin non può perdere Orbán Ungheria, affluenza record per il duello Orbán-Magyar. Lo sfidante: “Decidiamo tra est e ovest” Libano, i militari israeliani: "Nelle ultime 24 ore colpiti 200 obiettivi di Hezbollah" Iran, Vance: "Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni" Ungheria al voto: il dominio di Orbàn vacilla davanti alla voglia di Europa e di cambiamento Ungheria, sfida all'ultimo voto tra Orbàn e Magyar: i due leader alle urne Michael Walzer: “L’uso di toni da crociata un errore che gli Usa pagheranno” L’analista: “Siamo stati danneggiati. Con il pedaggio per le navi a Hormuz ricostruiremo il Paese” Viktor Orbán, l’ultimo comizio: “Io più forte dell’inferno”. Ma oggi contro Magyar trema Trump: “Vinciamo sempre noi. La Cina non osi mandare armi all’Iran” Guerra Ucraina - Russia, le news. Iniziata la tregua per la Pasqua ortodossa. Mercoledì Zelensky a Roma Iran-Usa, dalla storica stretta di mano al fallimento su Hormuz. Così è saltata la trattativa “Orbán controlla tutto così ha creato uno Stato-mafia” Iran-Usa, dalla rivoluzione alla guerra: quanto pesa il passato dietro una stretta di mano Guerra in Iran. Negoziati in corso, Trump: “Forse l’accordo o forse no. Per me non cambia nulla”. Navi Usa a … Stati Uniti, il faraonico progetto dell'Arco di Trionfo voluto da Trump a Washington Svizzera, musica nel ghiacciaio che si scioglie: la performance contro il cambiamento climatico Boris Johnson: “Trump has got into a trap in Iran. Now Europe has to save America from this mess” Londra, la polizia arresta sostenitori del gruppo Palestine Action New York, aggredisce passanti con un machete alla Grand Central Station: ucciso dalla polizia Accoltellamento nella stazione Grand Central di New York: tre feriti gravi Winnie the Pooh compie 100 anni, a Londra la mostra interattiva: "Il suo segreto? Amici e natura" Intervista a Boris Johnson: “Teheran ha fatto scacco matto agli Usa” Aprile 1971: quando la diplomazia del ping pong riaprì il dialogo tra Usa e Cina dopo oltre 20 anni Iran: le immagini dell'incontro tra Vance e il premier pakistano Sharif a Islamabad Colloqui Usa-Iran, l'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad Nuova Zelanda, statua sulle “donne di conforto” sudcoreane rischia di incrinare i legami con Tokyo "Teheran non può sminare”. Due navi americane per liberare lo Stretto Stati Uniti, il ritorno di Kamala Harris: "Ricandidarmi nel 2028? Ci sto pensando" Tóth: “Dalla repressione di Orbán è nata stampa indipendente forte del suo legame con i lettori” Balena intrappolata nel Mar Baltico: un multimilionario tedesco vuole finanziare il suo salvataggio Colloqui Usa-Iran, Ghalibaf sull'aereo con le foto dei bimbi morti: "I miei compagni di volo" Colloqui Usa-Iran, Vance accolto a Islamabad dai ministri pakistani Trump: "Lo stretto di Hormuz riaprirà abbastanza presto, ma non sarà facile" Il biografo della regina: “La morte, l’esaurimento nervoso, la Brexit: tutto su Elisabetta II” Nuovi raid israeliani in Libano: i soccorsi tra le macerie dei palazzi bombardati a Nabatieh L’esperto: “Dietro le quinte anche cinesi e sauditi. Così il Pakistan blinda il negoziato Usa-Iran” Scandalo in California, il candidato governatore dem Eric Swalwell accusato di stupro e molestie Il bimbo, il medico, la poetessa: le vite spezzate da Israele nel massacro dell’8 aprile in Libano Vance, l’interventista riluttante a cui serve l’intesa con l’Iran Guerra Ucraina - Russia, le news del 10 aprile. Zelensky: “Droni Shahed abbattuti dalle forze ucraine” Guerra in Iran. Ghalibaf: “Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima dell’avvio di negoziati” Ghalibaf, il volto dei duri dell’Iran che sa essere pragmatico Trump minaccia l’Iran: “Accordo o attacchi più duri, mi aspetto un grande reset” Ipotesi trattativa Ue-pasdaran per il via libera iraniano su Hormuz Il nunzio a Beirut: “È una strage di civili, noi vicini a chi soffre” Hormuz minato, gli ordigni dei pasdaran nelle acque dello Stretto: “Gestiamo noi le rotte sicure” A Islamabad, tra orgoglio e cecchini: la città blindata per lo storico incontro Usa-Iran Trump: “Meno soldati in Europa”. E Rutte elogia la sua leadership Ucraina, Putin annuncia la tregua: 32 ore per la Pasqua ortodossa Nelle campagne ungheresi dove vige il sistema Orbán. “Se non lo voti sei finito”
Guerra in Iran, le news del 13 aprile. Scatta il blocco Usa di Hormuz. Media: “Passa la prima nave”
repubblicawww@repubblica.it ((Redazione Repubblica.it)) · 2026-04-13 · via Repubblica.it Esteri

Nonostante le trattative a oltranza, il vertice Usa-Iran è fallito. L’intesa si è bloccata su due nodi fondamentali: lo stretto di Hormuz e il nucleare. Trump non ha perso tempo e ha decretato da subito il blocco navale dello Stretto così da soffocare l’economia iraniana fermando le sue esportazioni di petrolio. E ha attaccato il Pontefice: “Se non ci fossi io alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa”. “Godetevi i prezzi attuali della benzina. Con il cosiddetto 'blocco', presto vi mancheranno i 4-5 dollari al gallone", ha risposto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Punti chiave

Iran: media, dialogo Usa-Iran ancora in corso

Il dialogo tra Washington e Teheran è tuttora in corso. Lo scrive l'agenzia Reuters, citando fonti attendibili, secondo le quali Washington e Teheran avevano completato l'80% dell'accordo a Islamabad prima che i negoziati si bloccassero in una situazione di stallo indefinita. L'atmosfera dei negoziati a Islamabad era tesa e ostile. Il Pakistan ha cercato di allentare le tensioni durante i colloqui, ma nessuna delle due parti ha mostrato la volontà di farlo.

Ghalibaf al Papa: "Grazie per questa luce"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha elogiato Papa Leone XIV per quella che ha definito una "posizione senza paura", in seguito allo scontro pubblico tra il Pontefice e Donald Trump. Secondo quanto riportato dalla tv della Repubblica islamica dell'Iran, Ghalibaf ha elogiato il Papa per aver condannato quelli che ha definito i "crimini di guerra" degli Stati Uniti e di Israele. Ha affermato che il messaggio del Papa, 'Non ho paura', risuona e "illumina la strada per tutti coloro che si rifiutano di rimanere in silenzio e di ignorare l'uccisione di innocenti". Ghalibaf ha aggiunto: "La tua leadership è fonte di ispirazione per milioni di persone: grazie per questa luce!"

Honoring Pope Leo’s fearless stand!

“I have no fear” echoes as he condemns the war crimes of Israel and the US.

This slogan lights the path for all who refuse to stay silent on the killing of innocents.@Pontifex leadership inspires millions – thank you for this light!

— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 13, 2026

Cnn: “Non escluso un secondo incontro con gli Usa”

Alti funzionari dell'amministrazione del Presidente statunitense, Donald Trump, stanno discutendo i dettagli di un potenziale ulteriore incontro con funzionari iraniani prima della scadenza del cessate il fuoco, qualora se ne presentasse l'occasione. Lo ha riportato la CNN, citando una fonte coinvolta nei negoziati, la quale ha sottolineato che non è certo che tale incontro avrà luogo e che le discussioni sono ancora in fase preliminare. Secondo la fonte, i funzionari stanno valutando possibili date e luoghi per i colloqui, qualora si concretizzassero: "Dobbiamo essere pronti a organizzare qualcosa rapidamente se le cose dovessero evolversi in quella direzione", ha affermato. La CNN ha anche riportato, citando una fonte regionale, che la Turchia sta lavorando per mediare tra Stati Uniti e Iran

Fao: “La crisi Hormuz può innescare catastrofe alimentare”

La crisi dello Stretto di Hormuz potrebbe innescare una catastrofe agroalimentare globale. Lo afferma la Fao. Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura una crisi prolungata nello Stretto di Hormuz potrebbe innescare una catastrofe agroalimentare globale, interrompendo le esportazioni di fertilizzanti ed energia, facendo aumentare i prezzi dei prodotti alimentari e riducendo i raccolti. Il capo economista della Fao, Maximo Torero, ha affermato che i paesi più poveri sarebbero i più esposti, poichè i calendari di semina che causano ritardi nell'accesso a fattori produttivi essenziali potrebbero presto provocare una riduzione della produzione, un aumento dell'inflazione e un rallentamento della crescita globale

Bbc: “La prima nave attraversa Hormuz dall'inizio del blocco Usa”

La Bbc riferisce di aver identificato quella che sembra essere la prima nave ad attraversare lo Stretto di Hormuz da quando gli Usa hanno imposto un blocco alle petroliere legate all'Iran e ai porti iraniani. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, la portacontainer Paya Lebar è diretta a Dubai, negli Emirati, dopo essere partita dall'India. Un'altra nave, la petroliera Rich Starry, ha invertito la rotta durante l'avvicinamento allo Stretto, come mostra MarineTraffic. Non è chiaro se la nave, soggetta a sanzioni statunitensi, stesse tentando di attraversare lo stretto per poi uscire attraverso il Golfo dell'Oman

Hezbollah: “Tutto il Libano obiettivo di Israele”

Il Segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato in un comunicato stampa che "tutto il Libano è un obiettivo. Se Israele occupa il Libano meridionale, occupa tutto il Libano. Quando esercita pressione e uccide persone indiscriminatamente, tutto il Libano è un obiettivo". Qassem ha anche affermato: "Affrontiamo insieme l'aggressione, e poi potremo discutere di tutto. Rifiutiamo i negoziati con Israele. I negoziati sono una serie di concessioni inutili"

Trump: “Foto di me come Gesù? Ero ritratto come un medico”

Donald Trump sostiene che l'immagine pubblicata su Truth, e poi rimossa, nella quale lo si vedeva con le sembianze di Gesù mentre benediceva qualcuno è un'invenzione dei media "fake news". "Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri", ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca

Trump sull'Iran: “Siamo stati chiamati, vogliono un accordo”

Il vicepresidente JD Vance ha fatto un buon lavoro nelle trattative con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che il punto critico dei negoziati è stato il nucleare. "L'altra parte di ha chiamato" e vuole "un accordo. Siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo", ha aggiunto senza nominare l'Iran

Trump: “Non mi scuso; lui sbaglia su migranti e Iran”

Il presidente americano, Donald Trump, conferma quanto detto su Papa Leone XIV e rifiuta di scusarsi, su richiesta di alcuni giornalisti alla Casa Bianca. "No, non lo farò, perché Papa Leone ha detto cose sbagliate. Era molto contrario a quello che sto facendo riguardo all'Iran, e non si può avere un Iran con nucleare. Papa Leone non sarebbe contento del risultato finale. Ci sarebbero centinaia di milioni di morti, e questo non accadrà. Quindi non posso, penso che sia molto debole sulla criminalità e su altre questioni", ha spiegato. "E sapete, suo fratello è un grande sostenitore di Maga, ed è una brava persona, Louis, e ho detto che preferisco Louis al Papa. Ora, nel nostro Paese ci devono essere legge e ordine, ed è quello che abbiamo ora. Abbiamo i tassi di criminalità più bassi che abbiamo avuto da molto tempo, nonostante il fatto che a molti criminali sia stato permesso di entrare nel nostro Paese, ma ne abbiamo portati fuori molti. Abbiamo fatto un ottimo lavoro sulla criminalità. Abbiamo il tasso di omicidi più basso degli ultimi 125 anni, dal 1900. Crediamo fermamente nella legge e nell'ordine, e lui sembrava avere un problema con questo, quindi non c'è nulla di cui scusarsi. Ha torto. L'altra cosa è che non gli piaceva quello che stiamo facendo nei confronti dell'Iran, ma l'Iran vuole diventare una nazione nucleare per poter sterminare il mondo. Non succederà", ha aggiunto

Trump: “Ieri 34 navi hanno percorso lo stretto di Hormuz”

Il presidente americano, Donald Trump, scrive sul social Truth che "34 navi sono passate attraverso lo stretto di Hormuz ieri". "E' di gran lunga il numero più alto da quando è iniziata questa sciocca chiusura", aggiunge

Media: “Gli Usa hanno chiesto all’Iran di congelare di 20 anni l'arricchimento dell'uranio”

Gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di congelare per 20 anni l'arricchimento dell'uranio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali gli iraniani hanno replicato proponendo un periodo più breve, ovvero una durata a "una sola cifra"

Media: “Israele convoca l’ambasciatore italiano per le parole di Tajani”

Il ministero degli Esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, per protestare per le parole di condanna del ministro degli Esteri Antonio Tajani dei bombardamenti israeliani sui civili in Libano. Lo riferiscono fonti informate

Wsj: “Oltre 15 navi americane nello stretto per il blocco di Hormuz”

Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l'operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio

Starmer: “In Libano bombardamenti devastanti, Israele si fermi”

Il premier britannico Keir Starmer ha chiesto l'immediata cessazione dei bombardamenti israeliani sul Libano, definendoli "sbagliati" e denunciando le loro "conseguenze umanitarie devastanti", oltre a sottolineare che spingono il Paese verso la "crisi". Il primo ministro, riferendo alla Camera dei Comuni, ha dichiarato anche che il Libano deve essere incluso "con urgenza" nel cessate il fuoco tra Usa e Iran

Kallas: “La Ue contraria a un accordo che limiti la navigazione a Hormuz”

"Quanto sta accadendo oggi nello Stretto di Hormuz rappresenta il segnale più chiaro mai inviato finora a favore di una forte coalizione internazionale per la sicurezza marittima". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Sono molte le iniziative sul tavolo ma l'obiettivo è garantire un passaggio sicuro per tutte le navi che transitano su questa rotta. Voglio essere chiara. L'Ue continuerà a respingere qualsiasi accordo che preveda di limitare il passaggio libero e sicuro attraverso lo stretto in conformità con il diritto internazionale", ha aggiunto

Trump: “Le navi che violano il blocco saranno eliminate”

Il presidente americano, Donald Trump, torna a minacciare di "eliminare" le navi iraniane che tentano di violare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti a partire dalle 16. "La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi. Non abbiamo colpito il loro piccolo numero di quelle che chiamano "navi d'attacco veloci", perché non le consideravamo una grande minaccia. Attenzione: se una qualsiasi di queste navi si avvicina al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di sterminio che usiamo contro i narcotrafficanti sulle imbarcazioni in mare. E' rapido e brutale", scrive Trump su Truth. "P.S. Il 98,2% del traffico di droga verso gli Stati Uniti via mare è stato fermato!", aggiunge

Come funziona il blocco navale Usa ai porti iraniani

E' in vigore dalle 16:00 ora italiana il blocco navale della Us Navy davanti allo Stretto di Hormuz. L'Autorità britannica per le operazioni commerciali marittime (UKMTO) ha lanciato un allarme sulle nuove restrizioni all'accesso marittimo che interesseranno i porti e le acque costiere iraniane. Le restrizioni riguardano tutte le navi da e per porti iraniani. Alle navi neutrali attualmente presenti nei porti iraniani è stato concesso un periodo di grazia limitato per ripartire".
- Senza distinzione di bandiera
"Qualsiasi nave che entri o esca dall'area bloccata senza autorizzazione sarà soggetta a intercettazione, dirottamento e cattura", afferma il CENTCOM (Comando Centrale Usa). L'UKMTO avverte: "Sono in vigore restrizioni all'accesso marittimo che interessano i porti e le zone costiere iraniane", applicabili "senza distinzione alle navi di qualsiasi bandiera" che operano nei porti, nei terminal petroliferi e nelle infrastrutture costiere. Le misure riguardano "l'intera costa iraniana, compresi porti e infrastrutture energetiche", nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico a est dello Stretto di Hormuz.
- Nessun ostacolo per porti non iraniani L’Ukmto ha affermato che il transito attraverso lo stretto da o verso destinazioni non iraniane "non risulta essere ostacolato", ma le navi potrebbero trovarsi di fronte a "presenza militare, comunicazioni mirate o procedure di diritto di visita" durante il passaggio.
- Contatto Us Navy Canale 16
Le navi nella regione sono state esortate a "mantenere un'elevata consapevolezza della situazione", garantire la "massima prontezza operativa del ponte di comando" ed esercitare cautela nelle comunicazioni. Il Centcom "consiglia a tutti i marittimi di monitorare le trasmissioni degli Avvisi ai Naviganti e di contattare le forze navali statunitensi sul canale 16 (comunicazione ponte-ponte) quando operano nel Golfo di Oman e nelle acque di avvicinamento allo Stretto di Hormuz".

In vigore il blocco navale americano ai porti iraniani

E' entrato in vigore alle 16 il blocco navale americano imposto ai porti iraniani

Pakistan: “La tregua tiene, sforzi per risolvere le questioni”

Il premier pakistano Shehbaz Sharif, ha sottolineato che la tregua tra Usa e Iran "tiene" e sforzi sono in campo per risolvere le questioni, dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad lo scorso fine settimana

Ukmto, restrizioni lungo tutta la costa iraniana

Il blocco navale annunciato dal presidente americano Donald Trump riguarderà tutte le coste iraniane, compresi i porti e le infrastrutture energetiche. A confermarlo è l'agenzia di sicurezza marina britannica Ukmto. "L'Ukmto è stato informato che, a partire dalle ore 14:00 utc (le 16:TC del 13 aprile 2026, sono in vigore restrizioni all'accesso marittimo ai porti e alle zone costiere iraniane, comprese le località situate lungo nel Golfo arabico, nel Mar d'Oman e nel Mar Arabico a est dello stretto di Hormuz", si legge in una nota. "Il transito attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane non sarebbe ostacolato", ma "le navi potrebbero incontrare una presenza militare", si avverte.
"Alle navi neutrali attualmente presenti nei porti iraniani è stato concesso un periodo di tolleranza limitato per partire", si assicura.

Tajani parla con militari Unifil: “Fieri di voi, siete figli d'Italia”

"Devo portare il saluto di tutta l'Italia a voi, con grandi sentimenti di gratitudine per quello che avete fatto, che fate, che farete per garantire una pace difficile in quest'area martoriata". Con queste parole il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in visita a Beirut, ha aperto il suo videocollegamento con i militari italiani del contingente Unifil impegnato in Libano. Tajani ha detto che avrebbe voluto andare personalmente dai militari ma che non è stato possibile per "ragioni logistiche": "Tutta l'Italia è solidale ogni qual volta si legge che correte qualche pericolo, qualche azione non sempre così gradita, non bisogna enfatizzare però neanche sottovalutare. Sappiate - lo dicevo prima ai vostri colleghi che sono qui in ambasciata a Beirut - che siamo fieri di voi, contiamo su di voi, siete parte integrante della nostra politica estera". Il titolare della Farnesina ha poi concluso: "Sappiate che ogni giorno pensiamo a voi. Ognuno di voi è seguito come se fosse uno dei nostri figli" perché "la vostra sicurezza e la vostra incolumità ci interessano come interessa quella di ciascun figlio, siete figli d'Italia, anche quelli un po' più grandi che magari sono padri".

Tajani: “Italia pronta ad ospitare in futuro negoziati Israele-Libano”

"L'obiettivo dell'Italia è contribuire alla costruzione della pace e al raggiungimento di un accordo tra Israele e Libano. E' un fatto molto positivo per quanto ci riguarda che ci siano dialoghi diretti tra questi due Paesi", ha detto Tajani, sottolineando che "l'Italia farà tutto ciò che è in suo potere per essere vicina al Libano e al popolo libanese, che sono un Paese e un popolo fratello dell'Italia. Con Aoun ci siamo trovati d'accordo su molti punti, è un grande amico dell'Italia e sappia che l'Italia - gliel'ho ribadito - è una grande amica del popolo libanese. E ci auguriamo che quanto prima finisca la sofferenza della popolazione civile".

Tajani: “Chiederò a Teheran intervento per stop missili Hezbollah su Israele”

"Parlerò anche con le autorità iraniane per sollecitare un intervento affinché Hezbollah militare non continui a lanciare missili contro Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella conferenza stampa a Beirut dopo l'incontro con il presidente libanese Joseph Aoun.

Nuovo colloquio telefonico tra Araghchi e ministro degli esteri saudita

Nuovo colloquio telefonico tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud. E' il ministero degli Esteri iraniano a dare notizia della telefonata tra i due incentrata sui colloqui di Islamabad e sulla situazione nella regione. Il 9 aprile da Riad avevano confermato il primo colloquio telefonico tra i due ministri degli Esteri dall'inizio del conflitto, con l'escalation fermata da una fragile tregua.

Saar a Tajani: “Importante recidere legame fra Beirut e Teheran”

In un post su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha parlato della telefonata avuta con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, oggi in missione in Libano. "Abbiamo discusso del dialogo tra Israele e Libano che dovrebbe iniziare domani. Ho affermato che è importante recidere il legame tra Iran e Libano. L'Iran controlla di fatto il Libano attraverso Hezbollah. È così che l'Iran ha nuovamente coinvolto il Libano in una guerra contro la sua volontà", ha affermato Saar. "L'attacco di Hezbollah contro Israele del 2 marzo ha servito gli interessi iraniani, non quelli libanesi, proprio come l'adesione di Hezbollah all'attacco di Hamas dell'8 ottobre 2023. Concedere all'Iran uno status speciale, permettendogli di decidere quando debba entrare in vigore un cessate il fuoco in Libano, è un grave errore che non farebbe altro che rafforzare la presa dell'Iran sul Libano", ha dichiarato ancora. "Pertanto - ha concluso Saar - Israele si oppone a questa proposta e continua le sue operazioni di sicurezza contro Hezbollah".

Russia evacua quasi tutto personale da centrale nucleare Bushehr

Il direttore di Rosatom, Alexei Likhachev, ha dichiarato che quasi tutto il personale rimanente verrà ritirato dalla centrale nucleare iraniana costruita dalla Russia. Likhachev, ha spiegato che 108 lavoratori stanno lasciando la centrale elettrica di Bushehr e che solo 20 rimarranno sul posto per sorvegliare le attrezzature. Likhachev ha aggiunto che la Russia ha coordinato l'evacuazione con le autorità iraniane. Dall'inizio della guerra, la Russia ha ripetutamente espresso preoccupazione per i proiettili che hanno colpito il territorio dell'impianto, alcuni dei quali sono atterrati vicino al suo reattore nucleare.

Netanyahu: “Il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe finire molto presto”

Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe essere messo in discussione "in brevissimo tempo". Netanyahu afferma di aver parlato ieri con il vicepresidente Usa JD Vance dopo il fallimento dei negoziati.

Pezeshkian: “Condanno insulti Trump e profanazione Gesu”

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha condannato le critiche rivolte da Donald Trump a papa Leone XIV e i post del presidente americano nelle vesti di Gesù. "Condanno l'insulto a vostra eccellenza a nome della grande nazione dell'Iran e dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per alcuna persona libera", si legge in un post in cui Pezeshkian si rivolge direttamente al Pontefice.

Croce rossa italiana: “Un nostro paramedico ucciso da un drone in Libano”

"Apprendiamo con profondo dolore che nuovi attacchi hanno colpito le unità della Croce Rossa libanese impegnate nelle azioni di supporto alla popolazione, uccidendo un paramedico della nostra Consorella. Attaccare la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari è inaccettabile. Lo dice il Diritto Internazionale Umanitario che detta regole chiare che oggi, purtroppo, non vengono rispettate. Ripetiamo ancora una volta che colpire chi porta aiuto significa impedire che le cure e il supporto necessario arrivino a chi soffre". Lo ha dichiarato Rosario Valastro, Presidente della CRI, dopo aver appreso la notizia. Sarebbe stato un drone a causare la morte del paramedico Hassan Badawi e il ferimento lieve di un altro collega dell'equipaggio. Sono più di 2.000, intanto, le persone morte in Libano a causa del conflitto. Tra loro 252 donne, 165 bambini e 87 operatori sanitari. Più di 6.500 le persone rimaste ferite a seguito degli attacchi.

Libano, violenti scontri tra Hezbollah e Idf a Bint Jbeil

Secondo quanto riportato dall'Orient Le Jour, nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, sono in corso violenti scontri tra Hezbollah e l'esercito israeliano (Idf). Un drone israeliano ha preso di mira un veicolo di tipo Rapid nel villaggio di Jouaya (Tiro). Un altro attacco di un drone israeliano è stato segnalato nel quartiere di Taaouniyé, nel villaggio di Chouqine (Nabatiyé). Inoltre, Hezbollah ha riferito di aver sparato colpi di artiglieria contro soldati israeliani a Blat, nel Libano meridionale. Il gruppo ha anche affermato di aver lanciato droni contro soldati israeliani presso la base di Ras al-Naqoura.

Ministro Difesa iraniano: “Pronti a ogni scenario e risposta dura”

L'Iran è pronto a qualsiasi scenario e una dura risposta in caso di aggressione. Ad assicurarlo è stato il generale Seyyed Majid Ibn Reza, ministro della Difesa iraniano, a poche ore dal blocco navale dello stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump. "Siamo pronti ad affrontare qualsiasi scenario e le forze armate sono in massima allerta", ha dichiarato citato da Press tv. "Qualsiasi atto di aggressione o provocazione del nemico riceverà una risposta dura e decisiva", ha assicurato.

Avviso Usa ai naviganti, blocco navale è in atto

Gli Stati Uniti hanno messo in atto il blocco navale nelle acque del Golfo di Oman e del Mar Arabico a est dello Stretto di Hormuz, applicabile a tutte le imbarcazioni indipendentemente dalla bandiera. Lo si legge in una nota inviata ai naviganti e citata da media internazionali. La nota precisa inoltre che il blocco non impedirà il diritto di passaggio neutrale attraverso lo stretto di Hormuz verso o da destinazioni non iraniane. Tuttavia, anche le navi neutrali potranno essere sottoposte a controlli e ispezioni per verificare l'eventuale presenza di merci di contrabbando. Secondo quanto comunicato dal comando militare statunitense, il blocco riguarderà tutto il traffico marittimo nell'area indicata. "Qualsiasi nave che entri o esca dalla zona sottoposta a blocco senza autorizzazione potrà essere intercettata, dirottata o sequestrata", afferma l'esercito americano. Saranno tuttavia consentite spedizioni umanitarie, inclusi generi alimentari, forniture mediche e altri beni essenziali, purché soggette a ispezione preventiva.

Fidan: "Ankara nel mirino di Israele dopo Iran"

"Turchia sarà il prossimo nemico di Israele". Non ha dubbi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan nell'accusare il governo e l'opposizione israeliana "incapaci di vivere senza un nemico". "La strategia politica israeliana è chiara e non riguarda solo il governo, ma anche l'opposizione. Sono incapaci di vivere senza un nemico e lo stato di guerra fa comodo a molte parti politiche, dopo l'Iran sarà la Turchia il prossimo Paese a finire nel mirino del linguaggio politico e retorico israeliano", ha detto Fidan.

Teheran: “Non stupisce diffamazione a papa Leone XIV da un tiranno”

L'Iran ha condannato le critiche del presidente americano Donald Trump a papa Leone XIV. "Quando si arriva ad assassinare in modo così sfacciato il grande leader religioso del mondo islamico e l'Occidente osserva in silenzio, non sorprende che si passi anche alla diffamazione del grande leader dei cristiani del mondo, sua santità papa Leone", ha scritto su X Seyyed Mehdi Tabatabai, vice portavoce del presidente Massoud Pezeshkian. "La nostra epoca si trova davanti un tiranno senza freni che, se non sarà fermato, lascerà dietro di sè distruzioni irreparabili", ha avvertito.

Iran: “Se nostri porti presi di mira, nessuno scalo nel Golfo sarà sicuro”

Le forze armate iraniane hanno avvertito che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia, dichiarando che nessun porto nel Golfo Persico o nel Mar d'Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani venissero presi di mira. Lo riporta l'emittente iraniana Press Tv. "Se la sicurezza dei porti della Repubblica islamica dell'Iran verrà minacciata, nessun porto del Golfo Persico o del Mar d'Oman rimarrà al sicuro", ha detto il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. In merito al passaggio dallo stretto Hormuz, Zolfaqari ha detto che "le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz". "Alle altre navi - ha aggiunto - sarà consentito il transito nello stretto nel rispetto delle normative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran".

Pakistan a lavoro per secondo round colloqui con Usa

Il governo pakistano sta cercando di organizzare un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran dopo che i colloqui del fine settimana scorso a Islamabad si sono interrotti. "Il nostro successo sarà ora misurato dal raggiungimento di una proroga del cessate il fuoco oltre il 22 aprile. Di conseguenza, un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbe avere luogo, se le cose continueranno come sono andate finora", ha dichiarato una fonte diplomatica all'Efe.

Pasdaran: “Hormuz chiuso. Se colpiti, Golfo nel mirino”

I Pasdaran hanno avvertito che lo stretto di Hormuz resta chiuso e che qualsiasi minaccia ai porti del paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia.
"Nessun porto nel Golfo Persico o nel Mare di Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani fossero presi di mira", ha avvertito il colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya, a quanto riporta Press Tv. Le Forze Armate iraniane, ha proseguito, "considerano la difesa dei diritti nazionali del paese un obbligo naturale e legittimo, compreso l'esercizio della sovranità nelle acque territoriali del paese". Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che la Marina Usa imporrà il blocco navale attorno a Hormuz. Da qui la determinazione a non far passare i nemici. "Le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz," ha detto. "Altre imbarcazioni saranno autorizzate a transitare lo stretto in conformità con i regolamenti delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran", ha chiarito.

Netanyahu: “Ovvio sostegno a Israele su blocco navale Usa”

Israele "ovviamente sostiene" il blocco navale imposto all'Iran dal presidente americano Donald Trump. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di gabinetto. "Poiché l'Iran ha violato le regole, Trump ha deciso di imporre un blocco, un assedio navale, e noi ovviamente sosteniamo questa posizione risoluta".

Von der Leyen, da inizio guerra costo energia 22 mILIARDI

"Dall'inizio del conflitto, 44 giorni fa, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla stampa al termine del collegio dei commissari dedicato all'impatto economico della guerra in Iran. "Ciò dimostra l'enorme impatto che questa crisi ha sulla nostra economia", ha spiegato von der Leyen, affermando che anche se le ostilità cessassero immediatamente, "l'interruzione delle forniture energetiche dal Golfo persisterà ancora per qualche tempo".

Axios, si tratta ma Trump pronto a riprendere guerra

I negoziati tra Stati Uniti e Iran vanno avanti, ma il presidente americano Donald Trump "sta valutando la ripresa degli attacchi" se il "blocco navale" non facesse "cambiare rotta" a Teheran. Lo riferisce Axios. I mediatori pakistani, egiziani e turchi continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni nel tentativo di colmare il divario e raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra, secondo una fonte regionale e una americana. Le parti, spiega Axios, credono ancora che un accordo sia possibile e che si possa arrivare a un altro round di negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco il 21 aprile.
Ma non è detto che Trump resti a guardare. Gli obiettivi di nuovi attacchi potrebbero includere le infrastrutture che aveva già minacciato di colpire. Il presidente Usa, rivela Axios, vuole impedire all'Iran di usare lo stretto di Hormuz come leva nei colloqui.

Von der Leyen: “Chiusura di Hormuz un danno, ci sia libertà navigazione”

"Abbiamo avuto un dibattito orientativo in particolare sull'impatto economico della crisi in Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un danno e la libertà di navigazione è di primaria importanza". Lo ha detto Ursula von der Leyen in conferenza stampa dopo la riunione della Commissione sulla crisi in Medio Oriente.

Cremlino: “Pronti ad accogliere uranio arricchito iraniano nell’ambito di un eventuale accordo”

La Russia è pronta ad accogliere sul proprio territorio l'uranio arricchito iraniano nell'ambito di un eventuale accordo di pace tra Washington e Teheran. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ricordando che "questa proposta è stata formulata dal presidente (Vladimir) Putin durante i contatti sia con gli Stati Uniti che con i paesi della regione. L'offerta è ancora valida, ma non ha avuto seguito".

Tajani: “Ci auguriamo negoziato a Islamabad riprenda il prima possibile”

"Sosteniamo il dialogo tra Usa e Iran affinché anche in Iran si possa arrivare ad una soluzione di pace. Ci sono negoziati paralleli e noi lavoriamo perché si possano raggiungere obiettivi positivi e ci auguriamo che riprenda il prima possibile quello di Islamabad perché si possa evitare un peggioramento della situazione". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando a Beirut durante la sua missione in Libano. "Ci auguriamo che l'Iran non costruisca la bomba atomica e che si possa sminare lo stretto di Hormuz, continueremo a fare il nostro lavoro di portatori di pace, condividendo anche le parole di Leone XIV sia per il Libano sia per la pace dell'intera area. Dalla pace deriva anche tutto il resto, compresa la soluzione dei problemi legati alla possibile crisi energetica e ai danni all'agricoltura per il mancato arrivo dei fertilizzanti", ha aggiunto.

Mosca, piano Usa su Hormuz non chiaro ma sarà negativo

"Molti dettagli riguardanti il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti rimangono poco chiari" ma si tratta di una iniziativa che avrà comunque un "impatto negativo" sui mercati. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta l'agenzia Tass. "Molto probabilmente, tali azioni continueranno ad avere un impatto negativo sui mercati internazionali; questo si può presumere con un alto grado di certezza", ha affermato Peskov in un briefing con la stampa.

Media, a Islamabad segnali di buona volontà

Ufficialmente si sono conclusi con un nulla di fatto, ma i negoziati a Islamabad un risultato l'hanno avuto: cogliere segnali di buona volontà fra le parti. A riferirlo è stato il Washington Post. Citando fonti Usa, il quotidiano assicura che nella stanza delle trattative con il vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente, Donald Trump, Jared Kushner sono stati fatti progressi e stabilita "una certa misura di buona volontà" con la controparte iraniana. Da qui l'ottimismo di Trump, Vance e altri alti funzionari dell'amministrazione, convinti che l'Iran possa ancora accettare i loro termini per mettere fine alla guerra. Vance, ha spiegato la fonte al Post, era consapevole della diffidenza e del rischio di incomprensione tra Stati Uniti e Iran. Ma nel corso dei colloqui il clima è migliorato e si è stabilita una minima relazione.

Tajani a Beirut per favorire il raggiungimento della tregua

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Beirut per una serie di incontri istituzionali con il presidente Joseph Aoun e con il suo omologo Youssef Rajji. Lo riferisce la Farnesina in unanota. In programma anche incontri con il contingente italiano impegnato nella missione militare bilaterale italiana in Libano (Mibil) e nel comitato tecnico militare per il Libano (Mtc4l), oltre a un collegamento in videoconferenza con i militari italiani schierati alla Unifil di Shamaa. a missione, ricorda il comunicato, è stata decisa per confermare la vicinanza del governo italiano al Libano, rafforzare il sostegno internazionale al Paese e favorire il raggiungimento di un cessate il fuoco. In questo contesto, il ministro Tajani ribadirà al presidente Aoun quanto già espresso nel colloquio telefonico dell'8 aprile, sottolineando la solidarietà italiana di fronte agli attacchi subiti e la necessità di evitare un'ulteriore escalation nella regione. Nel corso degli incontri, sarà inoltre confermato il sostegno italiano al percorso di riforme strutturali avviato dal governo libanese, con particolare attenzione al rafforzamento della governance e dello stato di diritto e il disarmo di tutte le fazioni libanesi, a partire da Hezbollah.

Media, Idf stabilirà 15 postazioni permanenti nel Sud del Libano

Israele ha deciso di stabilire 15 postazioni permanenti nella zona di confine del Libano meridionale. Lo ha riferito Channel 12, sottolineando che all'esercito israeliano è stato ordinato di "fare il possibile" nel caso in cui Israele dovesse interrompere gli attacchi nell'ambito dei negoziati con il Libano, sulla carta al via domani negli Stati Uniti. Channel 12 ha anche affermato che gli attacchi continueranno in tutto il Libano, a eccezione di Beirut e dei suoi sobborghi meridionali, su richiesta degli Stati Uniti. Inoltre, dopo che l'esercito israeliano ha annunciato in mattinata di aver lanciato un'operazione di terra su Bint Jbeil, dopo aver accerchiato la città, l'emittente israeliana ha indicato che "l'operazione richiederà circa una settimana per essere completata". Infine, Channel 12 ha sottolineato che Hezbollah ha lanciato più di 400 razzi e 40 colpi di mortaio dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Spagna riapre l'ambasciata a Teheran

L'ambasciata spagnola a Teheran ha riaperto per unirsi "agli sforzi per la pace provenienti da tutti i fronti possibili", ha dichiarato l'ambasciatore spagnolo nella Repubblica Islamica, Antonio Sanchez-Benedito. "Insieme al mio team, ho riaperto oggi l'ambasciata spagnola a Teheran per unirmi agli sforzi per la pace provenienti da tutti i fronti possibili, seguendo le istruzioni del ministro Albares", ha affermato il diplomatico sul suo account social. Sanchez-Benedito ha pubblicato due fotografie all'ingresso dell'ambasciata con alcuni membri del personale diplomatico. Il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares aveva incaricato Sanchez-Benedito giovedì scorso di tornare nella capitale iraniana e riaprire l'ambasciata, il giorno dopo l'accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran. L'ambasciata spagnola in Iran è stata evacuata il 7 marzo in seguito agli attentati e dopo aver agevolato la partenza di tutti i residenti spagnoli nel Paese che desideravano andarsene. Attualmente, circa 130 spagnoli hanno scelto di rimanere nel Paese.

Papa: “Non ho paura di Trump, continuerò ad alzare la voce contro la guerra”

"Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Lo ha osservato il Papa, in volo verso Algeri, parlando coi media al seguito dopo l'attacco di Trump. "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", ha aggiunto Leone come riferisce TvDuemila.

Teheran: “Avevamo accettato diluizione dell'uranio, ma gli Usa si sono tirati fuori”

Ali Nikzad, vicepresidente del parlamento iraniano, ha affermato che la Repubblica islamica "era pronta a diluire 450 chilogrammi di uranio arricchito per dimostrare la propria buona volontà". Lo riporta Iran International. Nikzad ha poi precisato che "doveva essere un consorzio interno con la partecipazione di Stati Uniti e Arabia Saudita, ma gli Usa si sono tirati indietro".

Ghalibaf: “Usa non mettano alla prova la nostra determinazione”

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano. "Non mettete alla prova la determinazione dell'Iran", ha detto Ghalibaf, che guida il team negoziale, a quanto riporta l'agenzia Fars.

Tajani è atterrato a Beirut

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è appena atterrato a Beirut. Lo fa sapere la Farnesina.

Macron: “Con Londra una conferenza in vista di missione pacifica per Hormuz”

La Francia "organizzerà con la Gran Bretagna, nei prossimi giorni, una conferenza con i paesi pronti a contribuire al suo fianco a una missione multinazionale pacifica destinata a riportare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo ha annunciato questa mattina in un post su X il presidente francese, Emmanuel Macron.

Bbc, dall'annuncio di Centcom sul blocco 4 petroliere hanno attraversato Hormuz

Dall'annuncio, ieri sera, del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) relativo all'imposizione di un blocco a "tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani" sono state individuate quattro imbarcazioni che hanno attraversato lo stretto di Hormuz: lo scrive Bbc Verify, secondo i dati di tracciamento forniti da MarineTraffic. Sono tutte identificate come petroliere, che trasportano petrolio, gas o prodotti chimici. Bbc ha trovato alcun collegamento con l'Iran per nessuna di queste navi, e nessuna risulta diretta verso o proveniente da porti iraniani secondo i dati trasmessi dalle navi stesse. Donald Trump ha affermato che gli Usa bloccheranno le navi "in entrata o in uscita" dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio ora italiana.

Ankara: “Usa e Iran sinceri sul cessate il fuoco”

L'Iran e gli Stati Uniti sono "sinceri" nel mantenere il cessate il fuoco, nonostante il fallimento dei negoziati in Pakistan di domenica, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. "Da quanto ne so, entrambe le parti sono sincere riguardo al cessate il fuoco", ha affermato il ministro all'agenzia di stampa statale Anadolu dopo i colloqui avuti ieri con entrambe le parti.

Starmer: “Regno Unito non sostiene il blocco navale Usa allo Stretto di Hormuz”

"Il Regno Unito non sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump". Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico Keir Starmer.

Pechino: “Armi a Teheran? Calunnie infondate”

"Calunnie infondate". Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha definito le accuse rivolte a Pechino di aver fornito o di apprestarsi a consegnare armi a Teheran. "La Cina ha sempre adottato un approccio cauto e responsabile nell'esportazione di equipaggiamenti militari e ha applicato controlli rigorosi in conformità con le proprie leggi e regolamenti in materia di esportazione, nonché con i propri obblighi internazionali. Contestiamo le calunnie infondate e le accuse malevole", ha dichiarato Guo Jiakun durante una conferenza stampa.

Idf, convoglio Unifil arrivato senza preavviso in area combattimento

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno risposto alle affermazioni dell'Unifil, secondo cui un mezzo della forza di pace con contingente italiano sia stato urtato da un carro armato israeliano. "Ieri, un convoglio dell'Unifil è arrivato senza preavviso in un'area in cui le truppe dell'Idf stanno operando contro l'organizzazione terroristica Hezbollah nel Libano meridionale", afferma l'esercito di Israele, "dopo che il convoglio è entrato nell'area, le truppe dell'Idf gli hanno permesso di passare". Lo riporta il Times of Israel. "Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) operano contro l'organizzazione terroristica Hezbollah, e non contro le forze Unifil o i civili libanesi", precisa l'esercito, "le Idf invitano le forze Unifil a evitare spostamenti nella zona di combattimento attiva e a continuare a coordinare i movimenti in anticipo, come di consueto, per la loro sicurezza".

Libano: 5 morti in raid Idf nel sud, demolito tunnel Hezbollah

I media libanesi riferiscono di nuovi raid dell'esercito israeliano su diversi città del sud, tra cui Nabatiyeh e Abbasiya, con un bilancio provvisorio di cinque morti. L'agenzia stampa Nna, ha confermato l'uccisione di cinque persone nel Libano meridionale, mentre Al Jazeera ha pubblicato filmati e foto di squadre di paramedici mentre recuperano un corpo dal luogo del raid dell'Idf avvenuto durante la notte. Questa mattina, un drone israeliano ha preso di mira la città di Abbasiya, sempre nel sud del Libano. In territorio israeliano, a Rosh HaNikra, nella Galilea occidentale, sono scattate le sirene antiaeree per il timore di infiltrazioni di droni dal Libano. Il Centro operativo di emergenza del ministero della Salute pubblica ha riferito, inoltre, che "l'incursione del nemico israeliano nella città di Teffahta, nel distretto di Sidone, avvenuta ieri, ha provocato un bilancio finale di 9 morti e 13 feriti". Al contempo un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha annunciato la distruzione di un passaggio sotterraneo appartenente a Hezbollah nel Libano meridionale. Secondo la stessa fonte, il tunnel veniva utilizzato dagli agenti del gruppo terroristico per organizzare attività terroristiche contro le forze presenti nella zona. Un filmato postato dall'Idf mostra soldati dell'unità d'èlite del genio militare Yahalom mentre ispezionano il passaggio sotterraneo prima di farlo saltare in aria. Il tunnel non si estendeva in territorio israeliano.

Pechino, la navigazione nello Stretto di Hormuz non subisca ostacoli

La Cina ha chiesto che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz non subisca ostacoli, all'indomani della minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di bloccare quella via navigabile di cruciale importanza. "Lo Stretto di Hormuz è un'importante rotta commerciale internazionale per le merci e l'energia, e garantire la sua sicurezza, stabilità e la libera circolazione è nell'interesse comune della comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.

Wsj, Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l'Iran

Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj. E' una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, hanno detto i funzionari.

Teheran, bocco navale Usa è un "atto di pirateria"

Il blocco navale statunitense nel Golfo Persico è "illegale" e costituisce un atto di "pirateria". Lo ha affermato l'esercito iraniano.

Iran: “Minacce del blocco navale ridicole”

Il comandante della marina iraniana Shahram Irani ha liquidato - definendola 'ridicola' - la minaccia di Donald Trump di bloccare le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani a partire dalle 10 di Washington oggi, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV. Shahram Irani ha assicurato che la marina sta "tracciando e monitorando tutti i movimenti delle forze armate dell'aggressore statunitense nella regione". "Le minacce del presidente degli Stati Uniti, a seguito dell'umiliante sconfitta del suo esercito nella terza guerra imposta, sono davvero ridicole e risibili", ha aggiunto. A riferirne è SkyNews.

Vescovi Usa: “Da Trump parole denigratore, Papa non è nemico”

I vescovi statunitensi reagiscono all'attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV definendo "denigratorie" le parole con cui il Presidente ha apostrofato il Pontefice in un post su Truth. "Sono profondamente addolorato che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre" ha scritto l'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una nota "Papa Leone non è un suo rivale, nè il Papa è un politico. E' il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime".

Ghalibaf, Usa presto rimpiangeranno benzina a 4-5 dollari a gallone

"Godetevi i prezzi attuali della benzina. Con il cosiddetto 'blocco', presto vi mancheranno i 4-5 dollari al gallone". È quanto scrive in un post sul social X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendosi agli Stati Uniti che prevedono un blocco dei porti iraniani dalle 16 di oggi.

Araghchi: “Teheran era a un passo dall’accordo”

Teheran era arrivata ad un passo dall'accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana con gli Stati Uniti a Islamabad. A scriverlo, su X, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "L'Iran ha collaborato con gli Stati Uniti in buona fede per porre fine alla guerra", ha scritto. Ma quando (eravamo) "a un passo" da un accordo a Islamabad, "abbiamo trovato massimalismo, cambiamenti di obiettivi e chiusura", ha aggiunto. "La buona volontà genera buona volontà. L'inimicizia genera inimicizia".

Report Ong: l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025

Nel 2025 l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone, un record dal 1989. Lo rivela il rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese 'Iran human rights' (Ihr) e dell'organizzazione parigina 'Ensemble contre la peine de mort' (Ecpm), secondo cui "il ricorso alla pena capitale potrebbe aumentare a seguito della guerra con Israele e gli Stati Uniti". In dettaglio il numero delle esecuzioni è aumentato del 68% rispetto al 2024 (975 persone uccise) e include 48 donne impiccate. Secondo le due Ong "se la Repubblica islamica sopravviverà alla crisi attuale, esiste un serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più massiccio come strumento di oppressione e repressione".

Stretto di Hormuz: “Traffico marittimo si è nuovamente bloccato”

“Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani”. Lo scrive il Lloyd's List, quotidiano specializzato nelle notizie relative alla navigazione. "Prima dell'annuncio del blocco - si legge in un articolo - il traffico marittimo attraverso lo stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico. In seguito all'annuncio del blocco navale da parte di Trump, tuttavia, tutto il traffico sembra essersi fermato e almeno due navi che sembravano dirette a uscire dallo stretto hanno fatto inversione di rotta".

Sanchez chiede a Cina più impegno per fermare le guerre

Il premier spagnolo Pedro Sànchez ha invitato la Cina a svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzamento del sistema multilaterale, chiedendo a Pechino di contribuire al rispetto del diritto internazionale e alla fine dei conflitti, dall'Iran all'Ucraina, fino a Libano, Gaza e Cisgiordania. Intervenendo all'Università di Tsinghua, a Pechino, nel primo appuntamento ufficiale della sua visita, Sànchez ha sottolineato che senza la collaborazione delle grandi potenze, a partire dalla Cina, non è possibile costruire un ordine internazionale stabile ed equilibrato. "La Cina fa molto, e lo apprezziamo, ma può fare di più chiedendo il rispetto del diritto internazionale e la fine dei conflitti", ha affermato. Il premier ha collegato il tema anche al fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, ribadendo che il diritto internazionale resta la base dell'ordine globale e che Europa e Cina possono svolgere un ruolo decisivo per garantirne il rispetto.

Iran, Trump: la tregua di due settimane “sta reggendo bene”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran "sta reggendo bene" dopo il fallimento della maratona negoziale del fine settimana in Pakistan. "Direi che sta reggendo bene. Il loro esercito è distrutto. L'intera marina è sott'acqua", ha detto il presidente ai giornalisti dopo il rientro a Washington dalla Florida, aggiungendo che alle 10 del mattino di lunedì, ora della costa Est, gli Stati Uniti avvieranno un blocco dello Stretto di Hormuz.

Trump: “Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati”

“Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.

Trump contro il Papa: “Se io non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe il Pontefice”

"Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump". Lo ha scritto il presidente americano in un duro attacco al pontefice. "Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", ha detto ancora il tycoon.

Trump attacca Papa Leone: “È un debole sulla criminalità e pessimo sulla politica estera”

Donald Trump attacca Papa Leone in un post su Truth. “È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha scritto il presidente americano. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare".

Iran: Ghalibaf su X, presto rimpiangerete benzina a 4-5 dollari

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione di Teheran nei colloqui del fine settimana con Washington, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul tema dei prezzi dei carburanti, dopo la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha pubblicato su X un'immagine con i prezzi della benzina nell'area della Casa Bianca, commentando: "Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto proverete nostalgia per una benzina a 4-5 dollari al gallone".

Il primo ministro australiano: “Riprendere colloqui di pace in Medio Oriente”

Il primo ministro australiano Anthony Albanese sollecita la "ripresa dei colloqui di pace" per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Al Jazeera. "Voglio che riprendano i colloqui di pace - ha detto - e vogliamo che questo conflitto finisca. Sta avendo un impatto devastante sull'economia globale e più a lungo durerà, maggiore sarà l'impatto e più lunghe saranno le conseguenze a lungo termine".

Poi Albanese ha aggiunto che l'Australia non ha ricevuto alcuna richiesta di partecipare a un eventuale blocco americano dello Stretto di Hormuz: "Non ci è stato chiesto di partecipare. Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta. Non ci è stato chiesto e non mi aspetto che ciò accada. Quello che vogliamo è che i negoziati riprendano. Vogliamo vedere la fine della perdita di vite umane e della distruzione di infrastrutture in Medio Oriente. E vogliamo che il commercio riprenda”.

Attacco israeliano nel sud del Libano, quattro morti

Un attacco aereo israeliano ha provocato la morte di quattro persone nel sud del Libano. Altre tre sono rimaste ferite. Lo comunica - come riporta Al Jazeera - il Ministero della Salute libanese. L'attacco è avvenuto su Maaroub.

Petrolio: prezzi tornano a correre, Wti sopra 104 dlr (+8%)

Nuova impennata dei prezzi del petrolio dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un blocco navale dello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati di pace con l'Iran che si sono svolti a Islamabad sotto la mediazione del Pakistan. Alla riapertura delle contrattazioni, il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio è salito di oltre l'8%, riportandosi sopra quota 104 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord con consegna a giugno si attestava intorno ai 102 dollari, in rialzo del 7%.

Trump annuncia attacchi limitati dopo il fallimento delle trattative

Il presidente Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran, oltre al blocco statunitense dello stretto di Hormuz, come modo per superare una situazione di stallo nei negoziati di pace, secondo funzionari e persone informate sui fatti. Lo riporta il Wall Street Journal.

Iran: Araghchi su negoziati, "eravamo a un passo da accordo"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran era a un passo da un accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. "In buona fede, l'Iran ha negoziato con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra", ha scritto in un post su X. Ma quando l'intesa sembrava ormai vicina a Islamabad, ha aggiunto, "ci siamo scontrati con posizioni massimaliste, continui spostamenti dei paletti e un blocco".

Wsj: nuovo giro negoziati con Usa possibile a giorni

I Paesi della regione sono impegnati in una corsa per riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari locali secondo i quali nonostante le dichiarazioni di sfida provenienti da da Washington e Teheran la porta alla diplomazia rimane aperta e un secondo ciclo di colloqui potrebbe tenersi nel giro di pochi giorni. I Paesi della regione sono inoltre in consultazione con gli Stati Uniti per ottenere un'estensione del fragile cessate il fuoco di due settimane.

Usa annunciano il blocco di tutti i porti iraniani dal 13 aprile

Gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani.

Capo Marina iraniana: “Ridicole minacce Trump su Stretto Hormuz”

Il capo della marina iraniana, Shahram Irani, ha definito "ridicola" la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di bloccare lo Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei negoziati tra i due Paesi in Pakistan. "I coraggiosi uomini della marina della Repubblica Islamica dell'Iran stanno monitorando e controllando tutti i movimenti dell'aggressiva forza militare statunitense nella regione", ha affermato l'alto ufficiale in dichiarazioni trasmesse dalla televisione di Stato, "le minacce del presidente americano di bloccare l'Iran via mare sono assolutamente ridicole e risibili".