




























Punti chiave
Il Pentagono valuta di cambiare nome a Epic Fury in “Martello da demolizione” per proseguire senza il Congresso
Trump: “Le linee rosse per Teheran? Ci penseremo sul volo verso la Cina”
Trump: “Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran”
Trump: “Con l'Iran vedremo che succede, ma faremo un buon accordo”
Trump: “Solo Usa o Cina possono prendere uranio iraniano”
Trump: “L'Iran abbandonerà al 100% l’arricchimento dell’uranio”
Trump: “Contatti diretti con Iran, non abbiamo fretta di raggiungere intesa”
Hegseth: “Abbiamo un piano B in caso di escalation in Iran”
Pentagono: “Guerra in Iran costata agli Usa 29 miliardi”
Pasdaran: “Nostro controllo su Hormuz si è ampliato”
Ambasciatore Usa: Israele ha inviato negli Emirati sistema Iron Dome
Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare l’opzione di una nuova offensiva militare contro l’Iran
Ghalibaf: “Non c’è alternativa al nostro piano in 14 punti”
Cnn, “Incontro Trump-generali, si valuta di riprendere gli attacchi contro l'Iran”
Wsj: “Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi segreti contro Teheran”
Trump: “Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, ha l’1% di chance di tenere”
Terremoto di magnitudo 4,6 a Teheran
Un terremoto di magnitudo 4,6 è stato avvertito nella capitale iraniana Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani, che non hanno fornito ulteriori dettagli.
Il Pentagono valuta di cambiare nome a Epic Fury in “Martello da demolizione” per proseguire senza il Congresso
Il Pentagono sta valutando di ribattezzare la guerra contro l'Iran da operazione Epic Fury a Sledgehammer (Martello da demolizione) qualora il cessate il fuoco dovesse fallire e Donald Trump ordinasse la ripresa delle operazioni di combattimento su vasta scala. Lo riporta Nbc news. Il cambio di nome consentirebbe all'amministrazione di sostenere che la ripresa degli scontri costituisce una nuova operazione militare, facendo ripartire di fatto il conteggio dei 60 giorni per l'autorizzazione del Congresso come previsto dalla War Powers Resolution del 1973.
Trump: “Parlerò a lungo di Iran con il mio amico Xi”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aspettarsi un "lungo colloquio" sull'Iran con il suo omologo cinese Xi Jinping. "Credo che ne parleremo a lungo. Penso che lui sia stato relativamente bravo, a essere sincero. Guardate il blocco (sullo Stretto di Hormuz, ndr), non hanno avuto problemi. Molto del loro petrolio passa da lì", ha detto Trump conversando con i giornalisti prima della partenza dell'Air Force One per la Cina. "E' un mio amico - ha aggiunto riferendosi a Xi - andiamo d'accordo. E penso che vedrete accadere cose positive. Sarà un viaggio molto emozionante. Accadranno molte cose positive".
Media: raid sauditi su obiettivi iraniani a marzo
L'Arabia Saudita ha sferrato numerosi attacchi contro l'Iran come ritorsione per i bombardamenti di Teheran nel regno durante la guerra dei 40 giorni. Lo riporta la Reuters citando due funzionari occidentali e due iraniani. Secondo le fonti, l'Aeronautica saudita ha colpito a fine marzo.
Sarebbe la prima volta che Riad interviene in Iran. Anche gli Emirati Arabi Uniti avrebbero effettuato attacchi militari contro l'Iran, a quanto riportato lunedì dal Wall Street Journal.
Ma mentre Abu Dhabi ha fin dal primo momento tenuto una posizione dura, pubblicamente Riad ha dato mostra di voler impedire un'escalation e mantenuto i contatti con Teheran. I raid potrebbero avere avuto proprio lo scopo di convincere gli ayatollah a evitare di passare il segno e allargare il conflitto a tutto il Golfo.
Trump: “Le linee rosse per Teheran? Ci penseremo sul volo verso la Cina”
"Ci penseremo sul volo e ci penseremo per un pò di tempo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo a una domanda sulle linee rosse per il cessate il fuoco in vigore con l'Iran, assicurando ai giornalisti - prima della partenza per la Cina - che "andrà tutto per il meglio".
Trump: “Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran”
"Non abbiamo bisogno dell'aiuto della Cina con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. "Sarà un viaggio straordinario", ha aggiunto.
Trump: “Con l'Iran vedremo che succede, ma faremo un buon accordo”
"Con l'Iran faremo un buon accordo, in un modo o nell'altro. Vediamo che succede". Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Cina.
Il Regno Unito metterà a disposizione una nave e degli aerei per Hormuz
"Contribuiremo con droni, aerei da combattimento e una nave da guerra a una missione multinazionale per la sicurezza dello Stretto di Hormuz". Lo afferma il governo britannico. "Il nostro contributo - prosegue il Governo britannico - comprenderà apparecchiature autonome per il rilevamento di mine, aerei da combattimento Typhoon e una nave da guerra. La missione dispone di un finanziamento di 115 milioni di sterline per droni per il rilevamento di mine e sistemi anti-drone. Questa missione nello Stretto di Hormuz sarà multinazionale, difensiva, indipendente e credibile".
Manifestante contro la guerra interrompe Hegseth al Senato
Mentre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth iniziava il suo discorso di apertura al Senato, una donna si è alzata e ha gridato: "Sono un'iraniana-americana e sono contraria a questa guerra di aggressione". Nel giro di pochi istanti, è stata allontanata dalla sala delle udienze dagli agenti della polizia del Campidoglio, ma ha continuato a dichiarare la sua opposizione alla guerra con l'Iran. Nell'ultima fila della sala delle udienze del Senato erano seduti alcuni manifestanti contro la guerra con indosso magliette rosa, ma sono rimasti in silenzio. Diversi di loro si sono alzati e se ne sono andati mentre Hegseth stava parlando.
A protester yelling about war crimes just got kicked out of a hearing while Secretary of War Pete Hegseth was answering legislators’ questions! pic.twitter.com/HNin0aHk7A
— John K. Amanchukwu Sr. (@REVWUTRUTH) May 12, 2026
Hegseth: “Gli Usa controllano lo stretto di Hormuz e l'Iran lo sa”
Pete Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllino lo stretto di Hormuz, nonostante il fatto che il passaggio delle navi è rimasto praticamente interdetto per oltre due mesi di guerra. Durante un'audizione al senato il segretario alla Difesa ha detto: "Siamo noi a controllare lo stretto, poiché nulla vi entra senza il nostro permesso. L'Iran sa che non può infrangere questo controllo. E la cosa è per loro motivo di grande preoccupazione".
Trump: “Solo Usa o Cina possono prendere uranio iraniano”
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che solo Washington o Pechino possono recuperare il materiale nucleare iraniano, a condizione che Teheran accetti di consegnarlo. Interrogato dal conduttore radiofonico di destra Sid Rosenberg, sostenitore della guerra, sulla possibilità di impedire all'Iran di continuare l'arricchimento dell'uranio e di costruire un'arma nucleare, Trump ha risposto: "Al cento per cento. Si fermeranno". Il Presidente degli Stati Uniti ha aggiunto: "Gli iraniani mi hanno detto... mi hanno detto che otterremo la polvere", riferendosi al materiale nucleare rimanente di Teheran, che Trump chiama "polvere nucleare". "Il problema è che gli unici due Paesi al mondo che possono ottenerla siamo noi e la Cina, perché nessun altro ha le attrezzature". Trump ha aggiunto: "Non dobbiamo avere fretta. Abbiamo un blocco che non permette loro di ricevere denaro. E' una cosa molto semplice: non possiamo permettere loro di avere un'arma nucleare, perché la userebbero"
Usa, impedito a petroliera maltese di attraversare Stretto di Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che le sue forze hanno impedito a una petroliera battente bandiera maltese di attraversare lo Stretto di Hormuz. "Le nostre forze hanno impedito alla petroliera Agios Phanourios di attraversare lo Stretto di Hormuz per violazione del blocco", ha detto un portavoce del Centcom ad Al Jazeera, aggiungendo che la nave non trasportava petrolio iraniano. Il portavoce ha aggiunto che le forze statunitensi hanno intercettato diverse petroliere che non trasportavano petrolio iraniano perché violavano l'embargo, aggiungendo che il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani rimane in vigore.
Incontro Iran-Oman per coordinare misure su Stretto Hormuz
Rappresentanti di Iran e Oman si sono incontrati a Muscat per valutare gli ultimi sviluppi relativi al blocco dello Stretto di Hormuz e coordinare le misure a garanzia del passaggio sicuro delle navi. La delegazione iraniana era guidata da Abbas Bagherpour, direttore generale del dipartimento per gli Affari di diritto internazionale del ministero degli Esteri, e comprendeva rappresentanti delle agenzie governative competenti, secondo quanto riportato da Irna. I colloqui rientrano nel quadro delle regolari consultazioni tra le due potenze a vari livelli in merito alla situazione nella regione e alle relazioni bilaterali, ha dichiarato l'agenzia di stampa ufficiale. Durante l'incontro, entrambe le parti hanno concordato sui propri diritti sovrani e sulla giurisdizione sullo Stretto di Hormuz, che considerano parte delle proprie acque territoriali. La delegazione iraniana ha inoltre avuto oggi colloqui separati con il ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi, ha aggiunto l'agenzia di stampa iraniana. La normalizzazione del transito attraverso lo Stretto di Hormuz è una delle precondizioni richieste dal presidente statunitense Donald Trump per lo sblocco dei porti iraniani, che ha mantenuto chiusi a causa del pagamento di pedaggi di transito imposto da Teheran nello Stretto.
Generale Usa: “Abbiamo munizioni sufficienti per finire le missioni in Iran”
Il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore Congiunto Usa, ha cercato di fugare i timori secondo cui la guerra all'Iran avrebbe esaurito in modo significativo gran parte delle scorte globali di munizioni delle forze armate americane. "Disponiamo di munizioni sufficienti per portare a termine le missioni che ci sono state assegnate in questo momento", ha affermato Caine nel corso di un'audizione alla Camera, citando quanto riferitogli dai massimi comandanti militari dislocati in varie parti del mondo. Tuttavia, il conflitto ha costretto il Pentagono a procedere con urgenza al trasferimento di bombe, missili e altro materiale bellico dai comandi militari in Asia ed Europa verso il Medio Oriente. I prelievi hanno reso i comandi regionali meno pronti ad affrontare potenziali avversari come Russia e Cina, e hanno costretto gli Usa a trovare il modo di incrementare la produzione per far fronte all'esaurimento delle scorte, in base a quanto detto da funzionari dell'amministrazione Trump e del Congresso.
Kallas: “Aspides può essere contributo Europa ai volenterosi”
"La missione Aspides potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei volenterosi a livello europeo". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa. "Abbiamo Stati membri di piccole dimensioni quindi se uno Stato membro possiede una sola nave non è possibile destinarla a diverse iniziative", ha aggiunto. "Potrebbe essere il modo in cui rendere l'Europa davvero forte nella regione ma anche dal punto di vista geopolitico, perché il nostro contributo sarebbe molto più significativo se agissimo insieme". "Ma ha bisogno di più navi e alcuni Stati membri hanno dichiarato che contribuiranno".
Kallas: “Kra poco riunione dei volenterosi per Hormuz a livello difesa”
Nel tardo pomeriggio si terrà una riunione dei volenterosi per Hormuz al livello dei ministri della difesa. Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio Difesa.
Base segreta Israele in Iraq: Forze di mobilitazione popolare annunciano perlustrazione
In Iraq le Forze di mobilitazione popolare, di cui fanno parte decine di milizie filo-iraniane, formalmente parte delle forze irachene, hanno annunciato operazioni dopo le notizie del Wall Street Journal su un avamposto militare che Israele avrebbe allestito nel deserto iracheno a supporto delle operazioni che Usa e Israele hanno avviato il 28 febbraio contro l'Iran e che sono state fermate da una fragile tregua. Stando a dichiarazioni attribuite al numero uno del Comando operativo della zona, Sayad al-Asadi, alle attività nella zona desertica di Najaf parteciperebbero anche i militari iracheni e l'obiettivo dichiarato è "stabilire il controllo sul deserto di Najaf da quattro assi".
Nella dichiarazione diffusa si afferma che "le forze di sicurezza hanno iniziato ad avanzare dal checkpoint di al-Faj" per "stabilire un controllo totale sul deserto di Najaf", con una zona operativa che si estende per 120 chilometri. Tutte dichiarazioni arrivate dopo che domenica, come ha riportato Shafaq News, il Comando delle operazioni congiunte dell'Esercito iracheno ha comunicato che le forze di sicurezza irachene "non hanno trovato prove della presenza di truppe straniere o equipaggiamento militare durante perlustrazioni nelle regioni del deserto occidentale, in particolare nelle province di Kerbala e Najaf".
Hegseth: “Sarò a Pechino col presidente Trump”
Il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha annunciato che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in un clima di incertezza riguardo al cessate il fuoco con l'Iran. In audizione alla Camera sullo stato delle vendite di armi a Taiwan, Hegseth ha dichiarato: "Il presidente è in procinto di partire e io sarò con lui; sarà lui a prendere tutte le decisioni in merito". Si prevede che Trump parta da Washington per Pechino questo pomeriggio. L'ambasciatore iraniano in Cina ha dichiarato che Pechino "può essere una forza importante per ridurre le tensioni" tra Stati Uniti e Iran. Ieri, Trump ha affermato che il cessate il fuoco con l'Iran è "in condizioni critiche" ed è "incredibilmente debole". Hegseth ha dichiarato che le Forze armate statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni contro l'Iran se necessario.
Ambasciatore iraniano a Pechino: “Cina non è solo partner commerciale, è parte di una strategia contro le pressioni”
"L'Iran non considera la Cina solo un partner economico, un acquirente nel settore dell'energia, ma come parte di una più ampia strategia di equilibrio politico contro pressioni, minacce e unilateralismo". Lo ha detto in un'intervista all'agenzia iraniana Irna l'ambasciatore di Teheran a Pechino, Abulreza Rahmani Fazli, mentre il gigante asiatico si prepara all'arrivo di Donald Trump per l'atteso vertice con il leader cinese Xi Jinping, dopo la visita di mercoledì scorso nel Dragone del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
"Il lavoro della Cina per porre fine al conflitto è stato in nome della difesa del principio di stabilità", ha affermato l'ambasciatore, passato più di un mese dall'inizio della fragile tregua che ha fermato le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere'. "Il senso del ruolo della Cina sta nel fatto che ha visto la crisi, non con le lenti del pressing sull'Iran, ma dalla prospettiva di contenere il conflitto e impedire il collasso della sicurezza nella regione", ha detto il diplomatico iraniano, riconoscendo a Pechino un ruolo nella de-escalation di aprile.
I pasdaran hanno condotto a Teheran esercitazioni militari per 5 giorni
"Le Guardie Rivoluzionarie e i Basij", il corpo di milizia delle Guardie, "hanno condotto un'esercitazione militare a Teheran per cinque giorni, denominata in codice Leader martire, Imam Khamenei", ha dichiarato Hassan Hassanzadeh, uno dei comandanti delle Guardie a Teheran. "Le esercitazioni militari, che si sono svolte con successo, miravano a preparare e potenziare le capacità di combattimento delle forze per contrastare qualsiasi mossa del nemico sionista-americano", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.
Media Teheran: “Gli Usa respingono una petroliera greca nello Stretto di Hormuz”
La Marina Usa ha respinto una petroliera battente bandiera greca che aveva oltrepassato lo Stretto di Hormuz trasportando petrolio iracheno. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Si tratta del primo caso documentato di una nave commerciale non iraniana bloccata dagli Stati Uniti nello Stretto. I dati di monitoraggio satellitare mostrano che la petroliera Agios Fanourios ha attraversato Hormuz dopo aver ricevuto l'autorizzazione di Teheran. Una volta superato lo Stretto, la nave è entrata nelle acque dell'Oman, trasmettendo il suo segnale di posizione, per poi essere costretta a fare retromarcia dalle forze navali americane.
Trump: “L'Iran abbandonerà al 100% l’arricchimento dell’uranio”
"L'Iran abbandonerà al 100% l'arricchimento dell'uranio". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump. "E prenderemo le scorte nucleari", ha spiegato.
Trump: “Contatti diretti con Iran, non abbiamo fretta di raggiungere intesa”
Il presidente americano, Donald Trump, ha reso noto che "sono in corso contatti diretti con i funzionari iraniani". "Non abbiamo fretta di raggiungere un accordo", ha evidenziato il capo della Casa Bianca
Hegseth: “Il cessate il fuoco rimane in vigore”
"Il cessate il fuoco rimane in vigore". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in audizione al Congresso sulla guerra contro l'Iran. "Abbiamo un piano per l'escalation se serve e abbiamo un piano per spostare gli asset", ha spiegato il capo del Pentagono.
Media, petroliera del Qatar attraversa Hormuz
La petroliera Mihzem, battente bandiera del Qatar, ha attraversato lo stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l'agenzia iraniana Tasnim. La nave, diretta in Pakistan, era stata fermata ieri in attesa dell'autorizzazione di Teheran.
Hegseth: “Abbiamo un piano B in caso di escalation in Iran”
Pete Hegseth ha detto di avere un "piano B" nell'eventualità di un'escalation in Iran. "Abbiamo un piano per riposizionare le risorse", ha detto il segretario alla Difesa in un'audizione alla Camera senza fornire altri dettagli.
Pentagono: “Guerra in Iran costata agli Usa 29 miliardi”
Finora la guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti 29 miliardi di dollari. Lo riferisce il funzionario del Pentagono, Jules Hurst, in audizione al Congresso.
Teheran denuncia Usa a Corte di arbitrato dell’Aja
L'Iran ha presentato ricorso alla Corte di arbitrato dell'Aja contro gli Stati Uniti d'America per avere violato l'accordo di Algeri che nel 1981 mise fine alla crisi degli ostaggi. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. Quarantacinque anni fa, gli Usa "si erano impegnati "a non interferire, direttamente o indirettamente, politicamente o militarmente, negli affari interni dell'Iran", spiega l'agenzia. Su quella base, Teheran ha denunciato Washington per "violazione militare delle strutture nucleari iraniane, imposizione di sanzioni economiche e minaccia di ricorrere alla forza", riferisce Tasnim.
Hesgeth e Caine a Capitol Hill, audizione sul bilancio per la difesa
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo degli Stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine, sono a Capitol Hill per un'audizione sul bilancio per la difesa. La guerra in Iran sarà probabilmente uno dei temi principali. In particolare, i democratici accusano il Pentagono di non essere stato trasparente sui costi del conflitto.
Idf: “Intercettato drone proveniente da est”
"L'aviazione ha intercettato un drone proveniente da est", lo afferma il portavoce dell'Idf in una nota, sottolineando che non sono stati attivati gli allarmi, come da protocollo quando una intercettazione viene effettuata in tempo. La comunicazione dell'Idf è arrivata dopo che numerosi residenti di Eilat avevano segnalato sui social scie di intercettori nei cieli della città che si trova sul Mar Rosso.
Turchia: “Lo stretto di Hormuz non sia usato come un'arma”
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha affermato che è importante per la stabilità regionale e per l'economia globale che lo Stretto di Hormuz non venga utilizzato come un'arma. "Il problema che stiamo affrontando nel Golfo non dovrebbe in alcun modo permettere che venga dimenticata la questione di Gaza", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara durante una conferenza stampa con l'omologo del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in visita nella capitale turca. Secondo quanto riferisce Anadolu, Fidan ha aggiunto che "l'espansionismo di Israele resta la maggiore minaccia per la stabilità e la sicurezza" a livello regionale.
In Bahrein oltre 20 condanne per presunti legami con Teheran
In Bahrein oltre 20 persone sono state condannate a pene detentive per accuse di spionaggio e cospirazione con i Guardiani della rivoluzione iraniani. Lo hanno riferito i procuratori del Paese, precisando che sono stati inflitti 3 ergastoli, mentre altri hanno ricevuto condanne più brevi. Dall'inizio della guerra il Bahrein, Paese insulare governato da una monarchia musulmana sunnita con una popolazione a maggioranza sciita, ha condannato decine di persone con accuse legate all'Iran. I pubblici ministeri e il ministero dell'Interno hanno affermato che l'Iran mantiene cellule che svolgono attività di spionaggio e aiutano a identificare obiettivi sul territorio. I gruppi per i diritti umani sostengono che il Paese abbia intensificato la repressione nei confronti dei dissidenti durante la guerra, così come nei confronti degli sciiti.
Teheran: “Pronti a tutto, gravi danni a chi mette piede in Iran”
Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l'Iran è pronto a qualsiasi scenario, riferendosi alle minacce statunitensi di un possibile attacco di terra all'Iran. "Chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni", ha avvertito. Secondo l'agenzia Irna, Baghaei ha dichiarato a India Today Global che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà l'India e parteciperà al prossimo vertice dei ministri degli Esteri dei Brics in quel Paese. "Teheran attende con interesse gli incontri bilaterali con gli altri ministri presenti al vertice, incluso il ministro degli Esteri indiano, in quanto Paese amico", ha aggiunto.
Tajani: “Pronti a invio navi per Hormuz dopo intesa pace”
"Noi vogliamo che si raggiunga quanto prima una pace stabile. Siamo pronti a fare la nostra parte poi per garantire la libertà di navigazione in Hormuz, ma bisogna che ci sia un accordo definitivo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in punto stampa a Bratislava. "Il tempo non sempre volge al bello, mi pare che ci siano ancora tensioni, però speriamo che invece possa prevalere la linea del buon senso. Certamente la linea rossa è anche per noi l'impossibilità per l'Iran di costruire l'arma nucleare, dopodiché bisognerà lavorare per riaprire Hormuz e fare in modo che arrivi petrolio e arrivino anche fertilizzanti e beni agricoli ai Paesi africani ma anche ai paesi occidentali, compresa l'Italia", ha aggiunto. "Noi continuiamo a fare la nostra parte, pronti a inviare navi della Marina militare per garantire la libertà di navigazione, così come stiamo facendo ora con le due missioni Aspides nel Mar Rosso e Atalanta contro la pirateria. Se ci sarà un accordo internazionale, ci sarà o delle Nazioni Unite o dell'Unione Europea o fra paesi europei più altre realtà, potremo inviare le nostre navi della Marina militare, penso alle dragamine, siamo pronti a farlo", ha insistito il capo della Farnesina.
Kuwait, arrestati 4 infiltrati dei pasdaran che tentavano ingresso via mare
Il Kuwait ha arrestato quattro infiltrati dei Pasdaran iraniani che tentavano di entrare via mare. Secondo l'agenzia di stampa statale Kuna, il ministero dell'Interno del Kuwait ha arrestato quattro infiltrati affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, che avevano tentato di entrare nel Paese via mare. Secondo quanto riferito, un membro delle forze armate kuwaitiane è rimasto ferito negli scontri con gli infiltrati. Il Kuwait è stato tra le nazioni del Golfo più colpite dagli attacchi di rappresaglia iraniani durante la guerra.
Tajani: “Linea rossa per noi è arma nucleare a Teheran”
"La linea rossa, anche per noi, è l'impossibilità per l'Iran di costruire l'arma nucleare". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine della ministeriale del gruppo 'Amici dei Balcani occidentali' a Bratislava. "Vogliamo che si raggiunga quanto prima una pace stabile e siamo pronti a fare la nostra parte per garnaitre navigazione a Hormuz - ha aggiunto - bisogna che ci sia un accordo definitivo ma il tempo non sembra volgere al bello". "Mi pare che ci siano ancora tensioni, però speriamo che invece possa prevalere la linea del buonsenso", ha concluso Tajani.
Libano, 380 morti in raid Idf da inizio tregua
I raid israeliani sul Libano hanno ucciso 380 persone dall'inizio del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, il 17 aprile. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese. Un funzionario ha affermato che "380 persone, tra cui 22 bambini e 39 donne, sono state uccise nei raid sul Libano dall'entrata in vigore del cessate il fuoco", su un totale di circa 2.900 persone uccise dall'inizio della guerra, il 2 marzo. Secondo i termini della tregua annunciata da Washington, Israele si riserva il diritto di agire contro "attacchi pianificati, imminenti o in corso". Oltre ai continui raid aerei, le truppe israeliane operano dietro la cosiddetta "linea gialla", che corre a circa 10 chilometri a nord del confine tra i due Paesi.
Pasdaran: “Nostro controllo su Hormuz si è ampliato”
"Il nostro controllo sull'area dello Stretto di Hormoz si è ampliato". Lo ha dichiarato in una nota il vice comandante della Marina dei Pasdaran, secondo quanto riferiscono i media della Repubblica islamica. "In passato, lo Stretto di Hormuz era definito come un'area limitata intorno a isole come Hormuz e Hengam, ma ora, in base al nuovo piano, l'area si è notevolmente estesa ed è definita come una zona strategica che si estende dalle coste di Jask e Siri fino oltre le isole principali", ha aggiunto l'ufficiale, precisando che l'Iran "monitora attentamente ogni movimento".
Pezeshkian: “Negoziati con Usa ancora possibili”
Teheran ritiene che ci sia ancora spazio per la diplomazia con gli Stati Uniti, nonostante la sua sfiducia nei confronti di Washington. Lo ha sottolineato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in una nota diffusa dal suo ufficio. "Nonostante la sfiducia nei confronti del nemico, la Repubblica Islamica dell'Iran ritiene di poter negoziare da una posizione di dignità, saggezza e opportunità", ha dichiarato Pezeshkian. "Teheran dovrà consolidare nell'arena diplomatica tutto ciò che le Forze armate iraniane hanno ottenuto sul campo di battaglia", ha osservato il capo di Stato iraniano. Due giorni fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto la risposta dell'Iran alla proposta statunitense per risolvere il conflitto, definendola "totalmente inaccettabile".
Guterres: “Aprire lo stretto di Hormuz o senza fertilizzanti ci sarà un grave problema alimentare”
"L'emergenza in Medio Oriente non è una 'crisi lontana' dato che circa il 13% delle importazioni africane, costituite principalmente da petrolio e fertilizzanti, transita attraverso questa rotta marittima strategica che collega il Golfo Persico al resto del mondo". E' quanto ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres a Nairobi per l'Africa Forward summit. "Il mio appello - ha aggiunto - è che i negoziati proseguano fino al raggiungimento di una soluzione diplomatica, che il cessate il fuoco venga mantenuto e che, nel frattempo, lo Stretto di Hormuz rimanga completamente aperto. Qualsiasi ripresa dei combattimenti avrebbe conseguenze terribili" . "È assolutamente essenziale, e abbiamo sollecitato entrambe le parti in tal senso, aprire completamente lo Stretto di Hormuz, senza alcuna restrizione. Si tratta - ha detto ancora Guterres - di una necessità imprescindibile dal punto di vista degli interessi dell'intera comunità internazionale". Secondo il Segretario generale Onu "questo è l'unico modo per riportare i prezzi dell'energia e dei fertilizzanti ai livelli prebellici". L'impennata dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti minaccia infatti i raccolti e le rese future. In particolare, ha sottolineato Guterres. Attualmente, il prezzo dell'urea, un fertilizzante ad alto contenuto di azoto tra i più utilizzati al mondo, rileva l'Onu, è aumentato di oltre il 35% in un solo mese, e questo nel pieno della stagione della semina. "Senza fertilizzanti, potete immaginare che rischiamo di affrontare un grave problema di sicurezza alimentare il prossimo anno", ha spiegato Guterres.
Qassem: “Armi Hezbollah non oggetto negoziato con Israele”
Il leader di Hezbollah in Libano, Naim Qassem, ha affermato che la questione del disarmo del suo gruppo, richiesto da Israele, non rientra nei "negoziati con il nemico", aggiungendo che il suo gruppo trasformerà la battaglia contro l'esercito israeliano "in un inferno". "Le armi e la Resistenza non riguardano nessuno al di fuori del Libano... è una questione interna libanese che non rientra nei negoziati con il nemico", ha dichiarato Naim Qassem in un messaggio ai combattenti del gruppo filo-iraniano. "Non ci arrenderemo e trasformeremo la battaglia in un inferno per Israele", ha aggiunto, mentre Libano e Israele si preparano a tenere un altro round di negoziati a Washington giovedì.
Il Pakistan smentisce notizie di aerei militari iraniani nei suoi aeroporti
Il Pakistan ha definito "fuorvianti" le affermazioni secondo cui avrebbe permesso agli aerei militari iraniani di parcheggiare sui suoi aeroporti, pur proponendosi come mediatore nei colloqui di pace tra Teheran e gli Stati Uniti. Lo riporta Sky News. Cbs News , citando funzionari statunitensi, ha riferito che l'Iran ha inviato "diversi aerei" alla base aerea pakistana di Nur Khan pochi giorni dopo che Donald Trump aveva annunciato un cessate il fuoco con l'Iran all'inizio di aprile. I funzionari hanno anche affermato che Teheran ha inviato aerei civili a parcheggiare nel vicino Afghanistan. Il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato di "respingere categoricamente" il servizio della Cbs, definendolo "fuorviante e sensazionalistico". Si afferma che, in seguito al cessate il fuoco e durante un primo ciclo di colloqui a Islamabad, "diversi aerei" provenienti dall'Iran e dagli Stati Uniti sono arrivati nel Paese "per agevolare gli spostamenti del personale diplomatico, delle squadre di sicurezza e del personale amministrativo".
Ambasciatore Usa: Israele ha inviato negli Emirati sistema Iron Dome
L'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha dichiarato martedì che Israele ha inviato negli Emirati Arabi Uniti una batteria del sistema “Iron Dome” e il personale addetto al suo funzionamento. Huckabee ha parlato in occasione di un evento tenutosi a Tel Aviv.
Teheran: “Se Usa torna ad attaccare un'opzione è arricchire l'uranio al 90%”
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, minaccia affermando che l'Iran potrebbe arricchire l'uranio fino al 90% di purezza se il paese subisse un altro attacco. "Una delle opzioni a disposizione dell'Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%. Ne discuteremo in parlamento", ha scritto Ebrahim Rezaei su X. Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5%, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90%.
Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare l’opzione di una nuova offensiva militare contro l’Iran
Il presidente americano Donald Trump ha incontrato nelle ultime ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l'Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Ghalibaf: “Non c’è alternativa al nostro piano in 14 punti”
“Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti". Così il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un post su X. Il riferimento di Ghalibaf è alla risposta iraniana inviata agli Stati Uniti e che includeva 14 clausole.
Ghalibaf: “Non c’è alternativa al nostro piano in 14 punti”
“Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti". Così il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un post su X. Il riferimento di Ghalibaf è alla risposta iraniana inviata agli Stati Uniti e che includeva 14 clausole.
Ghalibaf: “Non c’è alternativa al nostro piano in 14 punti”
“Non c'è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti". Così il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un post su X. Il riferimento di Ghalibaf è alla risposta iraniana inviata agli Stati Uniti e che includeva 14 clausole.
Rapporto Israele, da Hamas uso diffuso violenza sessuale
Hamas e i suoi alleati hanno commesso violenze sessuali "sistematiche e diffuse" durante l'attacco del 7 ottobre 2023 e, in seguito, nei confronti degli ostaggi portati a Gaza. È quanto emerge dal rapporto pubblicato dalla Commissione Civile israeliana dopo due anni di indagini. Il documento di 300 pagine, basato su centinaia di testimonianze e sui dati di Onu e altre agenzie, conclude che "la violenza sessuale e di genere è stata sistematica, diffusa e parte integrante degli attacchi del 7 ottobre e delle loro conseguenze". "In diverse località e fasi dell'attacco, compresi i rapimenti, i trasferimenti e la prigionia, Hamas e i suoi collaboratori hanno impiegato ripetutamente tattiche di abuso sessuale e tortura contro le vittime", si legge nel rapporto, "questi crimini sono stati caratterizzati da estrema crudeltà e profonda sofferenza umana, spesso inflitti in modi volti ad amplificare il terrore e l'umiliazione". "Le torture a sfondo sessuale sono persistite durante la prigionia a Gaza per lunghi periodi. In alcuni casi, gli abusi sessuali e di genere sugli ostaggi sono continuati per mesi", sottolinea ancora il documento, "la nostra conclusione è inequivocabile: la violenza sessuale e di genere ha costituito una componente centrale dell'attacco del 7 ottobre e della prigionia degli ostaggi".
Raid israeliano nel sud del Libano, 6 morti
È di almeno sei morti e sette feriti il bilancio di un raid aereo israeliano contro un'abitazione a Kfar Dounin nel Libano meridionale, a cento chilometri da Beirut. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa libanese Nna, spiegando che l'attacco è avvenuto nella notte nella città di Kfardounine. I feriti sono stati trasportati negli ospedali della città di Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, il bilancio complessivo degli attacchi israeliani dal 2 marzo ammonta a 2.869 morti e 8.730 feriti.
Iran: bombardiere strategico Usa B-1B vola verso Medioriente
Un bombardiere strategico B-1B Lancer dell'aeronautica militare statunitense ha effettuato un volo operativo verso il Medio Oriente. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo quanto riferito oggi dall'agenzia russa Interfax. Il Centcom ha spiegato che la missione di addestramento si è svolta il 9 maggio, senza però indicare da quale base sia decollato il velivolo. Secondo la Military Air Tracking Alliance (Mata), i bombardieri strategici americani B-1B Lancer e B-52H Stratofortress schierati nella base aerea di Fairford, nel Regno Unito, stanno effettuando quasi ogni giorno missioni di addestramento dirette verso il Medio Oriente. Le operazioni avrebbero una durata media compresa tra le nove e le dieci ore. Attualmente nella base britannica sarebbero presenti 23 bombardieri pesanti statunitensi: 15 B-1B Lancer e otto B-52H Stratofortress.
Ciascun velivolo può essere equipaggiato con 24 bombe guidate JDAM da circa 900 chilogrammi, con raggio operativo fino a 20 chilometri, oppure con 12 missili da crociera JASSM, capaci di colpire bersagli a circa 300 chilometri di distanza. Secondo quanto riportato, tali armamenti sarebbero stati impiegati nelle operazioni militari statunitensi contro obiettivi considerati strategici in Iran, in particolare siti fortificati destinati al dispiegamento, allo stoccaggio e alla produzione di missili balistici.
Trump, 'il nostro esercito è fantastico, stiamo facendo il c**o a tutti'
Durante una cena per la polizia alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha elogiato l'esercito per le operazioni contro l'Iran. "Le nostre forze armate sono fantastiche, stiamo facendo il c**o a tutti", ha detto .
Cnn, “Incontro Trump-generali, si valuta di riprendere gli attacchi contro l'Iran”
Il presidente americano Donald Trump sta incontrando in queste ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e i alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l'Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Wsj: “Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi segreti contro Teheran”
Secondo il The Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero condotto segretamente attacchi militari contro l'Iran, inclusa un'operazione aerea ad aprile contro una raffineria sull'isola iraniana di Lavan. Il quotidiano, citando fonti a conoscenza dei fatti, sostiene che Abu Dhabi sarebbe entrata attivamente nel conflitto, utilizzando caccia e sistemi di sorveglianza occidentali per difendere i propri interessi strategici ed economici nella regione.
Trump: “La soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile”
Donald Trump ritiene che la soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile. "Molto possibile", ha detto aggiungendo che la leadership di Teheran è "indegna". "E' un terzo livello di leader, gli altri li abbiamo uccisi tutti", ha aggiunto.
Trump: “Il cessate il fuoco è in terapia intensiva, ha l’1% di chance di tenere”
Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, in terapia intensiva per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca.
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