
















Punti chiave
Trump, “Cessate il fuoco tra Israele e Libano esteso di tre settimane”
Cominciato incontro Israele-Libano alla Casa Bianca
Fonti israeliane all’Afp: “Non stiamo attaccando l’Iran”
Media iraniani: “A Teheran sono state attivate le difese aeree”
Onu, da guerra oltre 30 milioni di persone in povertà nel mondo
Trump: “Iran fatica a capire chi è il suo leader, moderati guadagnano credito”
Trump: “Controlliamo Hormuz, è sigillato fino a un accordo”
Trump: “Ho dato ordine di affondare le barche posamine a Hormuz”
Gli Usa hanno bloccato una petroliera iraniana nell’Oceano Indiano
Iran, i primi proventi del pedaggio di Hormuz depositati alla Banca centrale
Libano, soldati italiani Unifil donano nuova statua di Gesù
Premier del Libano: “Da Israele crimini di guerra per l'uccisione della reporter Khalil”
Usa ordinano a 31 navi di invertire la rotta per il blocco contro l’Iran
Il segretario della Marina Usa lascia con effetto immediato
Trump, “Cessate il fuoco tra Israele e Libano esteso di tre settimane”
Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di tre settimane. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, intervento nell'incontro alla Casa Bianca tra gli ambasciatori dei due Paesi, nel loro secondo ciclo di negoziati di una possibile pace.
Cominciato incontro Israele-Libano alla Casa Bianca
Il secondo round di colloqui tra Israele e Libano è cominciato alla Casa Bianca. Lo ha riferito un funzionario israeliano al 'Times of Israel'. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe partecipare brevemente all'incontro.
Hezbollah, abbiamo lanciato razzi su Israele
Hezbollah ha affermato stasera di aver lanciato razzi sul nord di Israele in risposta alle "violazioni" del cessate il fuoco, nel momento in cui gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti si preparano a riunirsi a Washington. "In difesa del Libano e del suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano e ai suoi attacchi contro la località di Yater, nel sud del Libano, abbiamo attaccato l'insediamento di Shtula con un lancio di razzi", ha detto in un comunicato il gruppo armato sostenuto dall'Iran. L'esercito israeliano ha confermato di aver intercettato "diversi lanci provenienti dal Libano".
Trump: “Colpito il 75% degli obiettivi in Iran e blocco efficace al 100%”
Gli Stati Uniti hanno "colpito circa il 75% degli obiettivi" in Iran, in una guerra che sarebbe dovuta durare dalle quattro alle sei settimane. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo alle domande dei media. "Abbiamo neutralizzato l'apparato militare dell'Iran. Abbiamo attuato un blocco efficace al 100%. Non stanno facendo affari e, di conseguenza, non se la passano bene né economicamente né finanziariamente", ha aggiunto il tycoon, parlando dalla Casa Bianca.
Trump: “Non userò l'arma nucleare”
"Loro sono sotto pressione, non noi. Non ho fretta, abbiamo tantissimo tempo. L'Iran non deve avere l'arma nucleare". Lo afferma sull'Iran il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che esclude l'uso dell'arma nucleare da parte degli Usa. Trump sottolinea che gli Usa controllano lo Stretto di Hormuz, che riaprirà solo con un accordo. Al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato chiesto, durante una conferenza stampa, per quanto tempo fosse "disposto ad aspettare nei negoziati con l'Iran", e lui ha risposto: "Non mettetemi fretta". Ha poi ricordato guerre passate durate anni, affermando: "Sono sei settimane che mi occupo di questo e il loro esercito è completamente sconfitto. Parte del problema è che hanno una nuova leadership e si stanno azzuffando come cani e gatti sulla questione di chi debba governare, perché abbiamo creato loro un vero caos. Non si può permettere all'Iran di avere armi nucleari. Non devono avere una bomba atomica. Abbiamo colpito circa il 75% dei nostri obiettivi. Ci siamo fermati un po’ prima perché volevano un po’ di pace, e abbiamo un blocco dello Stretto efficace al 100%".
Trump: “Gli Usa hanno il controllo di Hormuz”
L'Iran "vuole un accordo, ma non sanno che guida il paese". Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che gli Stati Uniti hanno il controllo dello Stretto di Hormuz e riaprirà quando "ci sarà un accordo o accadrà qualcosa d'altro".
Trump: “Non mettetemi fretta sull'Iran, siamo stati in Vietnam 18 anni”
"Siamo stati in Vietnam per 18 anni, in Iraq per anni. In Iran da sole sei settimane. Non mettetemi fretta". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva quanto avrebbe atteso la risposta dell'Iran.
Mojtaba Khamenei: “Nemico tenta di minare nostra unità nazionale”
"Le operazioni mediatiche del nemico, prendendo di mira le menti e gli animi della gente, mirano a minare la nostra unità nazionale e la nostra sicurezza; non permettiamo che questa sinistra intenzione si concretizzi a causa della nostra negligenza". È quanto si legge in un post sul social X della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei.
Axios, Iran ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz in settimana
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionaria ha disseminato altre mine nello Stretto di Hormuz questa settimana. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Trump: “Non siamo sotto pressione, ma il tempo stringe per Teheran”
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono sotto pressione per porre fine alla guerra con l'Iran, ma "il tempo stringe" per Teheran, mentre i disordini causati dal conflitto stanno mettendo a dura prova l'economia mondiale. "Ho tutto il tempo del mondo, ma l'Iran no. Il tempo stringe!", ha scritto il presidente degli Stati Uniti sui social media, aggiungendo che l'esercito iraniano è stato distrutto e "i loro leader non sono più con noi, il blocco è inaccessibile e forte e, da lì, la situazione può solo peggiorare".
Usa, la portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l'unità rafforza la presenza militare americana nell'area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar.
Trump: “Accordo solo quando sarà vantaggioso, non ho fretta”
Il presidente americano, Donald Trump, afferma di non aver alcuna fretta di raggiungere un accordo di pace con l'Iran e lo farà solo quando l'intesa sarà opportuna e vantaggiosa per gli Stati Uniti. "Per coloro, ora più che mai in numero minore, che leggono il fallimentare New York Times o guardano la Fake News Cnn, e che pensano che io sia "ansioso" di porre fine alla guerra (se così si può chiamare!) con l'Iran, sappiate che sono probabilmente la persona meno sotto pressione di sempre in questa posizione. Ho tutto il tempo del mondo, ma l'Iran no: il tempo stringe!", scrive su Truth il capo della Casa Bianca. "Il motivo per cui alcuni media stanno registrando un calo di abbonati e spettatori è che non hanno più credibilità. La Marina iraniana giace sul fondo del mare, la loro Aeronautica è stata distrutta, le loro armi antiaeree e radar sono sparite, i loro leader non sono più tra noi, il blocco è solido e invalicabile e, da qui, la situazione non può che peggiorare: il tempo non è dalla loro parte! Un accordo verrà raggiunto solo quando sarà opportuno e vantaggioso per gli Stati Uniti d'America, i nostri Alleati e, di fatto, per il resto del mondo", aggiunge.
Fonti israeliane all’Afp: “Non stiamo attaccando l’Iran”
Israele non sta attualmente attaccando l'Iran, riferiscono fonti dei servizi di sicurezza israeliani all’Afp.
Teheran: “Usa erano culla della democrazia, ora al fallimento morale”
"Il presidente degli Stati Uniti ha ripubblicato una dichiarazione di un individuo che invocava apertamente 'l'uccisione di coloro che non vogliono un accordo. Gli Stati Uniti, che un tempo si presentavano come culla della democrazia, della libertà e dei valori umani, sembrano ora trasformarsi in promotori di terrorismo, omicidio e violenza di massa. Come definire tutto ciò, se non un profondo fallimento morale?". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, su X.
Media iraniani: “Sistemi di difesa attivati per obiettivi ostili”
Le difese aeree iraniane si sono attivate contro "obiettivi ostili" nei cieli di Teheran, per la prima volta dall'inizio del cessate il fuoco. Lo riferiscono i media statali, secondo cui i sistemi di difesa hanno intercettato minacce in diverse aree della capitale.
Teheran: “Nodo colloqui non è nucleare ma fine vantaggiosa della guerra”
"I colloqui di Islamabad differiscono sostanzialmente dai precedenti cicli di negoziati con gli Stati Uniti; in quei casi le discussioni vertevano sul programma nucleare, mentre ora siamo in una fase di cessate il fuoco. Il programma nucleare non è l'argomento principale dei colloqui; la questione principale è porre fine alla guerra in modo da salvaguardare i nostri interessi e i nostri vantaggi". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, riportato dall'agenzia iraniana Isna.
Axios, Trump all'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano
Il presidente americano Donald Trump parteciperà a una parte dell'incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano alla Casa Bianca, in programma oggi, secondo quanto riferito da un alto funzionario Usa. Lo riferisce Barak Ravid di Axios in un post su X. Il tycoon "saluterà" i due ambasciatori, impegnati nel secondo ciclo di colloqui, parte degli sforzi per definire un cessate il fuoco e un eventuale accordo di pace.
Media iraniani: “A Teheran sono state attivate le difese aeree”
L'agenzia di stampa iraniana Noor News riferisce che in alcune zone di Teheran sono state attivate le difese aeree; i motivi non sono chiari
Trump alla Bbc: “Abbiamo già annientato l'Iran, non ho bisogno di nessuno”
"Abbiamo annientato l'Iran, non ho bisogno di nessun" aiuto. Così il presidente americano in un'intervista telefonica alla Bbc britannica, dopo aver ribadito di non essere stato "contento" del mancato intervento diretto iniziale del Regno Unito, come di altri alleati della Nato, al fianco di Usa e Israele nella guerra contro Teheran. "Non ho mai avuto bisogno di loro, ovviamente - ha proseguito -, ma loro avrebbero dovuto esserci. Ho voluto vedere se volessero essere coinvolti o meno, è stato più che altro un test".
Due portarinfuse hanno attraversato oggi lo Stretto
Secondo la società di analisi commerciale Kpler citata dalla Cnn, oggi due navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Una delle navi, la Tema Express battente bandiera liberiana, è di proprietà e gestita da Hapag-Lloyd, il che rende questo il primo transito confermato dello stretto da parte di una nave della compagnia tedesca dall'inizio del conflitto, ha dichiarato alla Cnn Rebecca Gerdes, analista di dati presso Kpler. L'altra nave che ha attraversato lo stretto, la LB Energy, batte bandiera panamense.
Pezeshkian e Ghalibaf: “Non esistono moderati o radicali, siamo tutti uniti”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, smentiscono le divisioni interne al Paese tra moderati e radicali e promettono unità contro il nemico. "In Iran non esistono radicali o moderati; siamo tutti "iraniani" e "rivoluzionari", e con la ferrea unità della nazione e del governo, con la completa obbedienza alla Guida suprema della rivoluzione, faremo pentire l'aggressore criminale delle sue azioni", si legge in un post su X condiviso da entrambi. "Un solo Dio, una sola nazione, un solo leader e una sola via; quella via è la via della vittoria del nostro amato Iran, più preziosa della vita", aggiungono.
Katz: “Attendiamo ok Usa per riportare Iran a età della pietra”
Israele "attende il via libera dagli Stati Uniti" "per completare l'eliminazione della dinastia Khamenei, ideatrice del piano di sterminio contro Israele, e dei successori dei successori della leadership del regime terroristico iraniano, e inoltre per riportare l'Iran all'era delle tenebre e della pietra facendo saltare in aria le infrastrutture energetiche ed elettriche centrali e distruggendo le infrastrutture economiche nazionali". Lo dice il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Le Forze di Difesa Israeliane sono pronte sia in difesa che in attacco, e gli obiettivi sono stati individuati", afferma Katz.
Premier: “Disarmo Hezbollah non avverrà dall'oggi al domani”
Di fronte alle critiche israeliane sull'inazione del governo del Libano in merito al disarmo di Hezbollah, primo ministro libanese Nawaf Salam ha affermato in un'intervista al Washington Post che le autorità hanno preso "decisioni coraggiose" e compiuto progressi confiscando armi e vietando le operazioni militari del gruppo sciita. Ha sottolineato che il monopolio statale sulle armi è nell'interesse del Libano, a prescindere dalle richieste israeliane, perché "è giunto il momento di riconoscere che uno Stato non può avere due eserciti". "Il disarmo è un processo; non avverrà dall'oggi al domani", ha poi precisato, "ma l'unico modo per raggiungere questo obiettivo è rafforzare l'esercito".
Onu, da guerra oltre 30 milioni di persone in povertà nel mondo
Oltre 30 milioni di persone nel mondo rischiano di ricadere in povertà anche se la guerra tra Stati Uniti e Iran dovesse terminare immediatamente, secondo l'allarme lanciato dalle Nazioni Unite. "A livello globale si sta perdendo tra lo 0,5% e lo 0,8% del Pil. Cosa significa per i Paesi più vulnerabili? Significa che 32 milioni di persone saranno spinte nuovamente nella povertà", ha dichiarato Alexander De Croo, alla guida del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), in un'intervista a Reuters. De Croo ha sottolineato come il conflitto stia già producendo effetti duraturi sull'economia globale, a partire dal crollo delle rimesse: "Nella regione Asia-Pacifico parliamo di circa 100 miliardi di dollari l'anno che passavano direttamente da famiglia a famiglia e che oggi stanno scomparendo". Anche in caso di cessazione immediata delle ostilità, ha avvertito, "gli effetti sono già in atto e spingeranno più di 30 milioni di persone nella povertà". Tra le cause principali, l'impennata dei prezzi dell'energia e l'aumento dell'insicurezza alimentare, aggravati dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale non solo di petrolio ma anche di fertilizzanti. Il blocco di fatto del passaggio marittimo sta già compromettendo le forniture agricole. "Siamo nella stagione della semina: se non si ha accesso ai fertilizzanti ora, la produttività sarà molto più bassa nei mesi di settembre, ottobre e novembre", ha spiegato De Croo, avvertendo che il picco dell'insicurezza alimentare potrebbe essere raggiunto nei prossimi mesi.
Presidente Cipro: “De-escalation solo con attiva partecipazione Ue”
"Quello che posso dire è che non possiamo raggiungere una de-escalation in Iran senza la partecipazione attiva dell'Unione Europea". Lo afferma il presidente cipriota, Nikos Christodoulidis, della presidenza di turno Ue, al suo arrivo al Consiglio europeo informale ad Agia Napa (Cipro).
In Libano i funerali della reporter Khalil: "Crimine di guerra di Israele"
Folla ai funerali della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa ieri dal fuoco israeliano mentre si era rifugiata con una collega in una casa a Tiri, villaggio nel sud del Libano all'interno della zona cuscinetto istituita dall'Idf. Tra slogan contro Usa e Israele, il corteo funebre ha accompagnato la bara della reporter nel suo villaggio natale di Baissariyeh, nel distretto di Sidone, mentre la gente lanciava riso e fiori. Tanti anche i giornalisti presenti.
L'uccisione della nota giornalista ha suscitato un coro di critiche, a cominciare dalle più alte cariche dello Stato. "Israele prende di mira deliberatamente i giornalisti per nascondere la verità sui suoi crimini contro il Libano", ha dichiarato il presidente Joseph Aoun, denunciando i "crimini di guerra" dello Stato ebraico. Gli ha fatto eco il premier Nawaf Salam che su X ha sottolineato come "prendere di mira i giornalisti e ostacolare l'accesso delle squadre di soccorso costituisce un crimine di guerra". Il governo, ha assicurato, porterà il caso davanti agli organi internazionali.
Macron: “Pronto a ospitare conferenza per la ricostruzione del Libano”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato di essere intenzionato a ospitare una conferenza per sostenere l'esercito del Libano e contribuire alla ricostruzione del sud del Paese, gravemente danneggiato dagli attacchi israeliani. Dopo i colloqui con il suo omologo cipriota Nikos Christodoulides, Macron ha fatto sapere che la riunione si terrà quando il Libano lo riterrà opportuno. L'incontro avrebbe anche lo scopo di sbloccare ulteriori finanziamenti europei. Il presidente francese ha affermato che, insieme a Christodoulides, sostiene l'idea di un accordo di partenariato fra l'Unione europea e il Libano.
New York Times: Khamenei debole, pasdaran sempre più forti
Non è più la Guida suprema, com'era stato dalla rivoluzione del 1979, ma sono i pasdaran ad avere in mano di fatto il potere in Iran. A scriverlo è il New York Times, in un lungo articolo che conferma le indiscrezioni che da settimane circolano sulla nuova gerarchia a Teheran. E che sembra avere ispirato il presidente americano Donald Trump per il post con cui ha parlato "di lotta intestina tra falchi e moderati".
Quando l'ayatollah Ali Khamenei governava l'Iran come leader supremo, esercitava potere assoluto su tutte le decisioni su guerra, pace e negoziati con gli Stati Uniti, ha ricordato il Nyt. Suo figlio e successore Mojataba Khamenei è ben diverso. Khamenei si sta ancora riprendendo dalle ferite riportate nel bombardamento che ha ucciso il padre il 28 febbraio, il primo giorno della guerra. Dunque a prendere le decisioni chiave è un gruppo di comandanti nel Corpo delle guardie rivoluzionarie e quanti nel regime sono allineati. Non certo il presidente Massoud Pezeshkian, relegato ormai a un ruolo poco più che cerimoniale e solo su questioni interne. E neppure il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, scalzato dal ruolo di negoziatore capo dal presidente del parlamento, Mohammad Ghalibaf.
New York Times: Khamenei attende protesi alla gamba, per il volto serve chirurgia plastica
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è gravemente ferito ma "mentalmente lucido e attivo". Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è stato operato alla gamba tre volte dal bombardamento che ha ucciso suo padre e la sua famiglia, ed è in attesa di una protesi. Ha inoltre subito un intervento chirurgico a una mano e sta recuperando la funzionalità. Il volto e le labbra hanno riportato gravi ustioni, rendendogli difficile parlare, hanno riferito ancora i funzionari mettendo in evidenza che avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica.
Trump: “Iran fatica a capire chi è il suo leader, moderati guadagnano credito”
“L'Iran sta facendo un'enorme fatica a capire chi sia il suo leader. Semplicemente non lo sanno. La lotta intestina tra la linea dura che stanno subendo pesantissime sconfitte sul campo di battaglia e i "moderati, che di moderato non hanno proprio nulla (ma stanno guadagnando credito!) è una follia!". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Trump: “Controlliamo Hormuz, è sigillato fino a un accordo”
"Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l'approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l'Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
— Donald J Trump Posts TruthSocial (@TruthTrumpPost) April 23, 2026President Trump on TruthSocial: Iran is having a very hard time figuring out who their leader is!
They just don’t know! The infighting is between the “Hardliners,” who have been losing BADLY on the battlefield, and the “Moderates,” who are not very moderate at all (but gaining… pic.twitter.com/BG4engbYjh
Trump: “Ho dato ordine di affondare le barche posamine a Hormuz”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato ordine di "affondare" tutte le barche che poserebbero mine nello Stretto di Hormuz. "Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche piccola (tutte le loro navi da guerra, ben 159, sono sul fondo del mare!), che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non ci deve essere alcuna esitazione", scrive il capo della Casa Bianca su Truth.
"Inoltre, i nostri dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio ora. Ordino pertanto che tale attività continui, ma a un livello triplicato! Grazie per l'attenzione", aggiunge.
Berlino, ulteriori sanzioni se Teheran continuerà a bloccare Stretto Hormuz
"Il Governo federale esorta l'Iran a porre fine al suo programma nucleare e a cessare di minacciare Israele e gli altri Stati confinanti. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto in modo permanente, affidabile e senza restrizioni o pedaggi. Se si raggiungerà un accordo globale, il Governo federale è pronto a collaborare, in stretto coordinamento con i partner, per allentare gradualmente le misure restrittive esistenti. Se, tuttavia, l'Iran continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz, il Governo federale è pronto a valutare ulteriori sanzioni". Lo comunica il governo tedesco in una nota. "Una volta raggiunta una cessazione definitiva delle ostilità, il Governo federale, insieme ai suoi partner, è pronto a contribuire alla libera navigazione dello Stretto di Hormuz nel rispetto del diritto internazionale e delle procedure nazionali. Il Governo federale continuerà a lavorare attraverso i canali diplomatici per porre fine in modo definitivo alla guerra nel Libano meridionale", si legge ancora nella nota.
Gli Usa hanno bloccato una petroliera iraniana nell’Oceano Indiano
La notte scorsa, la Marina americana ha bloccato nell'Oceano Indiano una petroliera usata dall'Iran per il trasporto del suo greggio. Lo riferisce una nota del ministero della Difesa Usa. Gli Stati Uniti "hanno condotto un'interdizione marittima e un'ispezione" sulla "nave senza bandiera M/T Majestic X, sanzionata e dedita al trasporto di petrolio dall'Iran, nell'Oceano Indiano nell'ambito dell'area di responsabilità di Indopacom", si legge in una nota pubblicata su X.
"Continueremo a far rispettare l'ordine marittimo globale per interrompere le reti illecite e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all'Iran, ovunque operino", ha avvertito il ministero.
"Le acque internazionali non possono essere usate come scudo da attori sanzionati. Il dipartimento della Guerra continuerà a negare agli attori illeciti e alle loro navi la libertà di manovra nel dominio marittimo", ha assicurato il ministero di Pete Hegseth.
— Department of War (@DeptofWar) April 23, 2026Overnight, U.S. forces carried out a maritime interdiction and right-of-visit boarding of the sanctioned stateless vessel M/T Majestic X transporting oil from Iran, in the Indian Ocean within the INDOPACOM area of responsibility.
We will continue global maritime enforcement to… pic.twitter.com/SWF6Jt9Ci4
Il cancelliere Merz: “Bene la proroga della tregua, opportunità per raggiungere la pace”
"Accogliamo con favore la proroga della tregua tra gli Stati Uniti e l'Iran. Si tratta di un'importante opportunità per proseguire i negoziati diplomatici, raggiungere la pace ed evitare un'escalation del conflitto. Anche Teheran dovrebbe cogliere questa occasione". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un post su X. "Esortiamo l'Iran a sospendere il proprio programma nucleare militare e a smettere di minacciare Israele e gli altri Stati confinanti. Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto in modo permanente, affidabile e senza restrizioni o pedaggi", ha affermato ancora Merz. Il cancelliere ha poi ribadito che "non appena si sarà giunti alla fine delle ostilità, saremo pronti, insieme ai nostri partner, a contribuire alla libera navigazione nello Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale e nel rispetto delle procedure nazionali".
We welcome the extension of the ceasefire between the US and Iran. It is an important opportunity to resume diplomatic negotiations, make peace, and avert further escalation of the conflict. Tehran should seize this opportunity as well. 1/3
— Bundeskanzler Friedrich Merz (@bundeskanzler) April 23, 2026
Teheran valuta proposta per assumere il controllo sovrano di Hormuz
"Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz". Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento di Teheran. "L'autorità decisionale finale rimane ancora da definire", ha concluso Maleki.
Mondiali di calcio, l’ambasciata dell’Iran: “Gli Usa temono anche i nostri giocatori”
L'ambasciata iraniana in Italia ha criticato aspramente l'ipotesi che gli Stati Uniti escludano la nazionale di Teheran dai Mondiali e fare posto all'Italia. "Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", si legge in un post della rappresentanza sui social media. "L'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche", si ricorda.
"Il tentativo di escludere l'Iran dalla coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco", si chiude il post.
Libano, Idf: “Hezbollah ha violato la tregua”
Israele ha accusato Hezbollah di avere violato il cessate il fuoco in Libano, a poche ore dalla seconda tornata di colloquio di pace a Washington. "Hezbollah ha lanciato un missile anticarro verso i soldati dell'Idf che operavano a sud della linea di Difesa avanzata nel Libano meridionale. Questo incidente costituisce una palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco", ha scritto su X il portavoce internazionale dell'Idf Nadav Shoshani. "Il missile anticarro è atterrato vicino ai soldati dell'Idf" tra cui "non sono stati segnalati feriti", ha riferito.
Reza Pahlavi imbrattato con liquido rosso dopo una conferenza a Berlino
Reza Pahlavi, figlio dello scià di Persia, è stato imbrattato di liquido rosso mentre usciva da un edificio dopo una conferenza stampa a Berlino. Pahlavi ha poi salutato i suoi sostenitori e si è allontanato in auto. Il presunto responsabile è stato immediatamente fermato dalla polizia.
L'Idf ribadisce: “Civili non tornino nelle proprie case nel sud del Libano”
Le Forze di difesa israeliane hanno ribadito ancora una volta l'avvertimento ai civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua. Lo scrive The Times of Israel. "Ribadiamo che, durante il periodo di cessate il fuoco, le Forze di difesa israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
"Ribadiamo che, per la vostra sicurezza e quella dei vostri familiari, fino a nuovo avviso, vi è richiesto di non spostarvi a sud della linea dei villaggi indicati e delle aree circostanti", afferma, allegando una mappa che mostra la nuova zona di sicurezza delle Forze di Difesa Israeliane. "È inoltre vietato avvicinarsi alla zona del fiume Litani, al Wadi al-Salhani e a Saluki", aggiunge.
Trump: “Non c’è fretta per l’accordo con l’Iran, le elezioni di midterm non c’entrano”
Donald Trump "non ha fretta di concludere l'accordo con l'Iran". Lo ha detto lo stesso presidente americano in un breve colloquio telefonico con la giornalista di Fox News Martha Maccallum, alla quale ha precisato che "la politica, incluse le elezioni di midterm, non influirà sui tempi".
Reza Pahlavi: “Una vergogna che il governo tedesco non abbia voluto incontrarmi”
Reza Pahlavi, figlio dello scià di Persia, ha criticato il fatto che il governo tedesco si sia rifiutato di parlargli durante la sua visita a Berlino, definendolo "una vergogna". Pahlavi ha sottolineato che i governi democratici dovrebbero "parlare con le persone che sono la voce di chi non ha voce". Pahalavi ha poi sottolineato come, invece di dialogare con lui, "il governo tedesco si lascia ricattare dal regime di Teheran". Ieri, il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, aveva affermato che "non è compito del governo tedesco condurre colloqui", con Pahlavi, che è in Germania a titolo personale.
Islamabad, colloqui tra il ministro dell’Interno del Pakistan e l’ambasciatrice Usa
Il ministero dell'Interno del Pakistan afferma che il capo del dicastero, Mohsin Naqvi, e l'ambasciatrice statunitense, Natalie Baker, hanno discusso a Islamabad della guerra in Medio Oriente e delle iniziative diplomatiche per organizzare un eventuale secondo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti nella capitale pachistana. Lo riporta Al Jazeera.
Libano, soldati italiani Unifil donano nuova statua di Gesù
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata sostituita da una nuova statua donata dai soldati del contingente italiano dell'Unifil. Lo riporta il Times of Israel. In seguito all'incidente, l'esercito israeliano aveva consegnato una statua sostitutiva, sebbene più piccola e di stile diverso dall'originale.
Il presidente libanese Aoun: “Uccisione della giornalista è un crimine contro l'umanità”
Il presidente libanese Joseph Aoun ha espresso le sue condoglianze per la morte della giornalista di Al Akhbar Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di al-Tayri. Aoun in un post su X ha affermato che il "prendere di mira in modo deliberato e sistematico i giornalisti" da parte di Israele mira a "nascondere la verità dei suoi atti aggressivi contro il Libano". Tali atti - ha scritto ancora Aoun - costituiscono "crimini contro l'umanità punibili ai sensi delle leggi e delle convenzioni internazionali".
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “L’insicurezza nel Golfo è colpa di Usa e Israele”
Alla "radice" della "insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz" c'è "l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'inviato speciale sudcoreano Chang Byung-ha al quale ha denunciato i "crimini" commessi contro l'Iran durante la "guerra dei 40 giorni" e ha esortato la comunità internazionale ad adottare una posizione chiara e ferma.
"L'Iran, in quanto Stato costiero, ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi; la responsabilità delle conseguenze ricade sugli aggressori", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano.
Chang, da parte sua, ha sottolineato la necessità di garantire la libertà di navigazione e ha richiesto una speciale cooperazione da parte iraniana per proteggere la sicurezza di tutte le imbarcazioni, comprese quelle battenti bandiera sudcoreana.
Axios: “Il segretario alla Marina Phelan silurato, non andava d’accordo con Hegseth”
"Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti". Così una fonte definita persona informata sui fatti, ha ricostruito per Axios gli attriti esistenti tra il Segretario alla Marina americano appena "rimosso", John Phelan - "lascia con effetto immediato", ha annunciato il Pentagono senza fornire ulteriori spiegazioni - e il ministro della Difesa Pete Hegseth. La stessa fonte ha aggiunto che Phelan e Hegseth non "andavano d'accordo".
"Si dice che Phelan e il Presidente Trump abbiano un buon rapporto", scrive il sito citando un'altra fonte a conoscenza dei fatti, secondo cui tuttavia, "Hegseth riteneva che Phelan avesse scavalcato troppo spesso la catena di comando grazie a una linea diretta con Trump, il cui club Mar-a-Lago a Palm Beach si trova vicino alla villa di Phelan.
"Hegseth ha avuto attriti anche con il Segretario dell'Esercito Daniel Driscoll, ampiamente elogiato per l'iniziativa di radicale trasformazione dell'Esercito messa in atto, e caro amico del Vicepresidente JD Vance. La differenza tra Phelan e Driscoll è che Driscoll sta ottenendo ottimi risultati con la sua iniziativa di trasformazione. In più, è vicino a Vance. Phelan non è nessuna di queste due cosè, ha dichiarato una fonte interna al Pentagono.
Hegseth resta nelle grazie di Trump perché gode di un solido rapporto con il presidente, con Vance, con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il Generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. 'Questi sono i quattro rapporti più importanti che possa avere, e sono buoni', ha affermato un alto funzionario dell'amministrazione. "Ma qui non si sa mai", ha aggiunto.
Premier del Libano: “Da Israele crimini di guerra per l'uccisione della reporter Khalil”
Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito un altro reporter ieri nel sud del Libano. Lo scrive la Bbc ricordando che la notizia giunge mentre Israele e Libano si preparano a tenere oggi a Washington un secondo round di colloqui.
Secondo le autorità libanesi, Khalil e Zeinab Faraj sono stati presi di mira deliberatamente mentre cercavano riparo in una casa dopo che un primo raid aereo aveva colpito il veicolo che li precedeva, uccidendo due uomini.
Le autorità libanesi hanno inoltre accusato le Forze di Difesa Israeliane (Idf) di aver preso di mira intenzionalmente un'ambulanza mentre cercava di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri. Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Lei e Faraj, un fotografo freelance, viaggiavano insieme. Le autorità non hanno ancora reso noti i nomi dei due uomini deceduti.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno negato di aver impedito alle squadre di soccorso di raggiungere la zona e hanno affermato di non aver preso di mira i giornalisti.
Iran, impiccato membro dei Mujaheddin del Popolo
Un uomo condannato per appartenenza a un gruppo di opposizione fuorilegge e per presunta collaborazione con Israele è stato impiccato in Iran. "Sultan-Ali Shirzadi-Fakhr è stato giustiziato questa mattina presto per appartenenza al gruppo terroristico" dell'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo (Mek) e per "collaborazione con i servizi segreti del regime israeliano", riporta il sito web della magistratura Mizan.
L'uomo aveva vissuto in Spagna per un periodo, ma non è chiaro se possedesse un altro passaporto oltre a quello iraniano.
Ieri Donald Trump ha dichiarato che, grazie alle sue pressioni, l'Iran aveva bloccato l'esecuzione di otto donne arrestate per proteste antigovernative. La magistratura iraniana lo ha però smentito definendo le parole del Presidente "fake news" e assicurando che le donne non hanno mai corso il rischio di essere giustiziate.
Centcom: “Da inizio blocco navale fatta invertire la rotta a 31 navi”
Il Centcom ha reso noto su X che le forze armate statunitensi hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di tornare in porto nell'ambito del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro l'Iran.
Usa ordinano a 31 navi di invertire la rotta per il blocco contro l’Iran
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo afferma il Centcom.
Media Usa: “Segretario alla Marina licenziato, tensioni con Hegseth”
Il segretario della Marina John Phelan è stato licenziato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dai media americani, ad alimenatre gli attriti sarebebro stati gli stretti rapporti di Phelan con il presidente Donald Trump. I due si parlano spesso e si incontrano a Mar-a-Lago e Phelan avrebbe suggerito direttamente al presidente l'idea di ammodernare la flotta, scavalcando Hegseth. Una mossa che il capo del Pentagono non ha digerito.
Il Senato Usa boccia ancora norma per limitare poteri di guerra a Trump
Per la quinta volta dall'inizio del conflitto, il Senato Usa ha respinto un provvedimento volto a limitare i poteri di guerra del presidente Trump, imponendo l'approvazione del Congresso per qualsiasi futura azione militare in Iran. Il provvedimento non è riuscito a passare, con 46 voti a favore e 51 contrari. Il senatore democratico John Fetterman si è unito ai repubblicani nel respingerlo, mentre il senatore repubblicano Rand Paul ha votato insieme ai democratici. Il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ha annunciato la scorsa settimana che il suo partito intende richiedere un voto sui poteri di guerra ogni settimana, per tutto il prossimo futuro.
L’addio improvviso di Phelan terzo caso in poche settimane nei vertici militari Usa
L'improvviso addio del segretario alla Marina Usa John Phelan giunge appena un giorno dopo che si era rivolto a una vasta platea di marinai e professionisti del settore in occasione della conferenza annuale della Marina a Washington e aveva discusso con i giornalisti in merito al suo programma. La partenza di Phelan avviene inoltre a poche settimane di distanza dal licenziamento, da parte del segretario della Difesa Pete Hegseth, del più alto ufficiale dell'Esercito, il generale Randy George, nonché di altri due generali di alto rango dell'Esercito stesso.
Il segretario della Marina Usa lascia con effetto immediato
Il segretario della Marina americana John Phelan lascia l'incarico con effetto immediato. Lo comunica il Pentagono senza fornire spiegazioni sull'uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello stretto di Hormuz. Il suo posto sarà preso in via temporanea dal suo vice Hung Cao.
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