PECHINO - Un tè nei giardini di Zhongnanhai. Trump stregato dalle rose. Xi che promette di inviargli in regalo dei semi. Poi il pranzo tra i due. Ultime ore assieme per Xi Jinping e Donald Trump. Il leader cinese ha scelto di accogliere l’americano per questa seconda e ultima giornata del presidente statunitense a Pechino nel blindatissimo complesso, cuore del potere e quartier generale della leadership comunista accanto alla Città Proibita: privilegio che raramente Xi concede ai suoi ospiti stranieri.
I due leader hanno proseguito il dialogo su questioni bilaterali e globali di fondamentale importanza. Xi intende incentrare i colloqui sul concetto di “stabilità strategica costruttiva”, espressione che utilizzò già nella giornata di ieri. Nelle prime battute prima dei colloqui a porte chiuse, Trump afferma di aver concluso “accordi commerciali fantastici” con la Cina. “Eccellenti per entrambi i nostri Paesi. Xi è diventato davvero un amico” e, sostiene, “abbiamo risolto molti problemi diversi che altri non sarebbero stati in grado di risolvere”. Il leader Usa descrive il suo viaggio come “una visita storica”. Xi concorda sul fatto che può essere considerata tale.
I due passeggiano per una decina di minuti nei giardini. “Queste sono le rose più belle che si siano mai viste”, afferma Trump. Xi promette allora di mandargli dei semi come regalo. Il leader cinese gli mostra gli antichissimi alberi, vecchi di centinaia d’anni. “Vivono così a lungo?”, chiede Trump, suscitando una risatina di Xi: il cinese gli fa notare che alcuni alberi del complesso hanno anche più di mille anni.
Il segretario generale comunista dice a Trump di aver scelto Zhongnanhai per l'incontro di oggi per ricambiare l'ospitalità che gli è stata riservata nel 2017 a Mar-a-Lago in Florida. Trump chiede a Xi se altri leader mondiali visitano spesso Zhongnanhai. “Molto raramente”, risponde il cinese. “Questo luogo un tempo faceva parte del Giardino Imperiale. C'è molta storia in questo complesso”, prosegue Xi. Mentre i due si siedono a prendere il tè, il leader cinese spiega all’ospite che “questo è il luogo in cui lavorano e vivono i leader del Partito e del governo centrale cinese, me compreso”.
Nel frattempo, il Ministero degli Esteri cinese annuncia che Xi e Trump hanno raggiunto “una serie di nuovi accordi”, senza però fornire al momento ulteriori dettagli. “I due presidenti hanno avuto un approfondito scambio di opinioni sulle principali questioni riguardanti i due Paesi e il mondo e hanno raggiunto una serie di nuovi accordi comuni. Hanno concordato una nuova visione volta a costruire un rapporto costruttivo di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti, al fine di fornire una guida per le relazioni sino-americane nei prossimi tre anni e oltre, promuovere lo sviluppo costante, solido e sostenibile di tali relazioni e portare maggiore pace, prosperità e progresso nel mondo. Le discussioni hanno favorito la comprensione reciproca, rafforzato la fiducia reciproca, promosso la cooperazione concreta, aumentato i benefici per i cittadini di entrambi i Paesi e infuso nel mondo quella stabilità e quella certezza di cui c'era grande bisogno”.
La diplomazia cinese ha parlato anche della situazione in Iran, ribadendo con forza che è importante arrivare ad un cessate il fuoco duraturo e che lo Stretto di Hormuz va riaperto, e ricordando che questa guerra non sarebbe mai dovuta scoppiare: “Il conflitto ha messo a dura prova la crescita economica globale, le catene di approvvigionamento, l’ordine commerciale internazionale e la stabilità dell’approvvigionamento energetico mondiale, danneggiando gli interessi comuni della comunità internazionale. Non ha senso continuare questo conflitto che non sarebbe mai dovuto scoppiare. Trovare una soluzione rapida alla situazione è nell'interesse non solo degli Stati Uniti e dell'Iran, ma anche dei Paesi della regione e del resto del mondo. La Cina ha sempre ritenuto che il dialogo e la negoziazione rappresentino la strada giusta da seguire, mentre il ricorso alla forza costituisce un vicolo cieco. È importante mantenere lo slancio verso l’allentamento della tensione, perseguire la via della soluzione politica, impegnarsi nel dialogo e nella consultazione e raggiungere un accordo sulla questione nucleare iraniana e su altre questioni che tenga conto delle preoccupazioni di tutte le parti. È importante raggiungere al più presto un cessate il fuoco completo e duraturo, consentire il ritorno della pace e della stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo in tempi brevi e gettare le basi per costruire un’architettura di sicurezza sostenibile per la regione”. Il comunicato del Ministero degli Esteri si conclude affermando che “la Cina continuerà a collaborare con la comunità internazionale per fornire un sostegno più incisivo ai colloqui di pace e svolgere un ruolo costruttivo nel raggiungimento di una pace duratura in Medio Oriente”.






















