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Repubblica.it Esteri

Guerra Ucraina - Russia, le news del 13 aprile. Mosca: “Il voto in Ungheria non influirà sul conflitto”. Scad… Attacco senza precedenti di Trump a Leone. Il Papa: “Non ho paura di lui. Continuo contro la guerra” Ecco perché il blocco Usa di Hormuz rischia di devastare il mercato energetico internazionale Il Papa in Algeria, prima tappa di 11 giorni in 4 Paesi africani: “No alle tentazioni neocoloniali” Un Picasso a 100 euro: a Parigi la lotteria per raccogliere fondi per la ricerca sull’Alzheimer Budapest canta "Bella ciao": così la vittoria di Magyar chiude l'era Orbán Ungheria, Magyar nuovo premier. Il vincitore: “Non chiamerò Putin né Trump. Lo zar fermi la guerra” Ungheria, parla Magyar: "Siamo un Paese libero, il nostro posto è in Europa. Basta ingerenze" Elezioni in Perù, Keiko Fujimori in vantaggio: al ballottaggio nel nome del padre Stoccolma, migliaia di iraniani in piazza ascoltano il discorso di Reza Pahlavi a parlamento svedese Bisogna risalire ai tempi di Bonifacio VIII per un attacco così violento Così, con la visita di Leone, l’autoritaria Algeria cerca di riabilitarsi davanti all’Occidente Papa Leone: "Non ho paura di Trump, né di dire ad alta voce il messaggio del Vangelo" Ungheria, la conferenza stampa di Peter Magyar il giorno dopo la vittoria contro Orbán - la diretta Leone XIV replica a Trump: "No al dibattito con lui, continuerò ad alzare la voce contro la guerra" Leone a Trump: "Non voglio dibattiti con lui, ma qualcuno deve alzarsi e dire no alla guerra" Ungheria, il potenziale nuovo ministro della Salute balla scatenato sul palco della vittoria Trump con l'Ia si trasforma in Gesù. Ma poi cancella il post: “Fake news, ero ritratto come medico” Elezioni in Ungheria, le news. Magyar è il nuovo premier: “Abbiamo liberato il Paese” Trump: "Non sono fan di Papa Leone, non crede nella lotta alla criminalità " Papa Leone parte per un lungo tour in Africa: 11 città e paesi per 18mila chilometri e 18 voli Elezioni in Ungheria, i giovani entusiasti: "Orbán se n'è andato. Ora sentiamo che c'è una speranza" Guerra Ucraina - Russia, le news del 12 aprile. Zelensky mercoledì a Roma, vedrà Meloni. Kiev denuncia violaz… Tank israeliano sperona due mezzi italiani Unifil: sale la tensione in Libano Netanyahu: “Libano piegato con la forza, Israele ha ancora molto da fare” Guerra in Iran, le news del 13 aprile. Scatta il blocco Usa di Hormuz. Media: “Passa la prima nave” La ex di Zampolli contro Melania Trump: le accuse che evocano Epstein Usa-Iran, salta la trattativa. Trump: blocchiamo Hormuz Orbán, la fine dell’autocrate braccato dagli scandali: “Ma non mi arrenderò” Usa e Iran, sullo stop all’atomica posizioni lontane Bruxelles festeggia la sconfitta di Orbán: “Ora batte più forte il cuore dell’Europa” Elezioni in Ungheria, il discorso del vincitore Magyar: "Ci siamo ripresi la nostra patria" L’analista: “Da Trump minacce inutili sull’Iran, dovrà accettare un compromesso” Putin perde il suo uomo con la sconfitta di Orbán in Ungheria: fallisce il soccorso russo Lazar: “In Ungheria è l’effetto Maga al contrario, ma il populismo è ancora vivo” Il crollo di Orbán, Magyar vince a valanga: “Abbiamo liberato l’Ungheria” Dopo ventuno ore di colloqui Usa-Iran, Vance si alza e rompe. Ghalibaf: “Non ci fidiamo” Guerra in Iran, le notizie del 12 aprile. Tank israeliano sperona veicolo Unifil italiano. Blocco navale port… Elezioni in Ungheria, l'abbraccio di Magyar ai suoi elettori sulle note di "My way" Elezioni in Ungheria, il discorso di Orbán dopo la sconfitta: "Risultato doloroso ma inequivocabile" Elezioni in Ungheria, Orbán sconfitto: il discorso del vincitore Magyar in diretta Miami: Donald Trump all'incontro di arti marziali durante i colloqui di Vance a Islamabad Londra sospende l’accordo per restituire le isole Chagos a Mauritius: Trump ha ritirato il consenso Cina, piogge torrenziali e grandine colpiscono Jiangxi e Fujian: danni a case e coltivazioni Ucraina, Pasqua in trincea: "I droni russi non ci permettono di recuperare i nostri compagni caduti" Elezioni in Ungheria, affluenza record: lunghe file ai seggi di Budapest Fishman: “Controllando Hormuz l’Iran è più forte, non ci rinuncerà se non costretto con le armi” Siria, precipita un sistema Thaad: missione Usa per recuperare l’arma supersegreta Missione Artemis, i 4 astronauti accolti come eroi dalla Nasa: abbracci e commozione a Houston Tokyo, compra medaglia olimpica da un atleta ucraino. Gliela rende quattro anni dopo Elezioni in Ungheria, ecco perché Putin non può perdere Orbán Ungheria, affluenza record per il duello Orbán-Magyar. Lo sfidante: “Decidiamo tra est e ovest” Libano, i militari israeliani: "Nelle ultime 24 ore colpiti 200 obiettivi di Hezbollah" Iran, Vance: "Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni" Ungheria al voto: il dominio di Orbàn vacilla davanti alla voglia di Europa e di cambiamento Ungheria, sfida all'ultimo voto tra Orbàn e Magyar: i due leader alle urne Michael Walzer: “L’uso di toni da crociata un errore che gli Usa pagheranno” L’analista: “Siamo stati danneggiati. Con il pedaggio per le navi a Hormuz ricostruiremo il Paese” Viktor Orbán, l’ultimo comizio: “Io più forte dell’inferno”. Ma oggi contro Magyar trema Trump: “Vinciamo sempre noi. La Cina non osi mandare armi all’Iran” Guerra Ucraina - Russia, le news. Iniziata la tregua per la Pasqua ortodossa. Mercoledì Zelensky a Roma Iran-Usa, dalla storica stretta di mano al fallimento su Hormuz. Così è saltata la trattativa “Orbán controlla tutto così ha creato uno Stato-mafia” Iran-Usa, dalla rivoluzione alla guerra: quanto pesa il passato dietro una stretta di mano Stati Uniti, il faraonico progetto dell'Arco di Trionfo voluto da Trump a Washington Svizzera, musica nel ghiacciaio che si scioglie: la performance contro il cambiamento climatico Boris Johnson: “Trump has got into a trap in Iran. Now Europe has to save America from this mess” Londra, la polizia arresta sostenitori del gruppo Palestine Action New York, aggredisce passanti con un machete alla Grand Central Station: ucciso dalla polizia Accoltellamento nella stazione Grand Central di New York: tre feriti gravi Winnie the Pooh compie 100 anni, a Londra la mostra interattiva: "Il suo segreto? Amici e natura" Intervista a Boris Johnson: “Teheran ha fatto scacco matto agli Usa” Aprile 1971: quando la diplomazia del ping pong riaprì il dialogo tra Usa e Cina dopo oltre 20 anni Iran: le immagini dell'incontro tra Vance e il premier pakistano Sharif a Islamabad Colloqui Usa-Iran, l'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad Nuova Zelanda, statua sulle “donne di conforto” sudcoreane rischia di incrinare i legami con Tokyo "Teheran non può sminare”. Due navi americane per liberare lo Stretto Stati Uniti, il ritorno di Kamala Harris: "Ricandidarmi nel 2028? Ci sto pensando" Tóth: “Dalla repressione di Orbán è nata stampa indipendente forte del suo legame con i lettori” Balena intrappolata nel Mar Baltico: un multimilionario tedesco vuole finanziare il suo salvataggio Colloqui Usa-Iran, Ghalibaf sull'aereo con le foto dei bimbi morti: "I miei compagni di volo" Colloqui Usa-Iran, Vance accolto a Islamabad dai ministri pakistani Trump: "Lo stretto di Hormuz riaprirà abbastanza presto, ma non sarà facile" Il biografo della regina: “La morte, l’esaurimento nervoso, la Brexit: tutto su Elisabetta II” Nuovi raid israeliani in Libano: i soccorsi tra le macerie dei palazzi bombardati a Nabatieh L’esperto: “Dietro le quinte anche cinesi e sauditi. Così il Pakistan blinda il negoziato Usa-Iran” Scandalo in California, il candidato governatore dem Eric Swalwell accusato di stupro e molestie Il bimbo, il medico, la poetessa: le vite spezzate da Israele nel massacro dell’8 aprile in Libano Vance, l’interventista riluttante a cui serve l’intesa con l’Iran Guerra Ucraina - Russia, le news del 10 aprile. Zelensky: “Droni Shahed abbattuti dalle forze ucraine” Guerra in Iran. Ghalibaf: “Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima dell’avvio di negoziati” Ghalibaf, il volto dei duri dell’Iran che sa essere pragmatico Trump minaccia l’Iran: “Accordo o attacchi più duri, mi aspetto un grande reset” Ipotesi trattativa Ue-pasdaran per il via libera iraniano su Hormuz Il nunzio a Beirut: “È una strage di civili, noi vicini a chi soffre” Hormuz minato, gli ordigni dei pasdaran nelle acque dello Stretto: “Gestiamo noi le rotte sicure” A Islamabad, tra orgoglio e cecchini: la città blindata per lo storico incontro Usa-Iran Trump: “Meno soldati in Europa”. E Rutte elogia la sua leadership Ucraina, Putin annuncia la tregua: 32 ore per la Pasqua ortodossa Nelle campagne ungheresi dove vige il sistema Orbán. “Se non lo voti sei finito”
Guerra in Iran. Negoziati in corso, Trump: “Forse l’accordo o forse no. Per me non cambia nulla”. Navi Usa a …
2026-04-12 · via Repubblica.it Esteri

A Islamabad, in Pakistan, i colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo che le parti hanno incontrato il premier pachistano per valutare se ci fossero le condizioni per il faccia a faccia. Secondo i media iraniani, Teheran avrebbe posto quattro linee rosse: lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei beni iraniani bloccati, il pagamento delle riparazioni di guerra e un cessate il fuoco da far rispettare in tutta la regione. Gli Stati Uniti, scrive Reuters, avrebbero acconsentito allo sblocco dei beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere, ma la Casa Bianca ha smentito la notizia.

Punti chiave

Casa Bianca: “I negoziati sono ancora in corso”

I negoziati diretti trilaterali tra Stati Uniti e Iran, con la mediazione del Pakistan sono ancora in corso. Lo riferisce un funzionario della Casa Bianca al seguito di Jd Vance ad Islamabad dove sono orale 2.33 del mattino.

Iran, risposta ferma contro navi militari se tentano Hormuz

"Qualsiasi tentativo da parte di navi militari di attraversare lo Stretto di Hormuz incontrerà una ferma risposta". È l'avvertimento lanciato dai Pasdaran, che hanno ribadito il loro controllo del passaggio marittimo "in modo completo ed efficace".

Trump: “Potrebbero fare l’accordo o potrebbero non farlo. Noi abbiamo vinto”

“Siamo nel pieno di trattative molto “profonde” con l’Iran”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump mentre a Islamabad è in corso un nuovo round di colloqui. Trump non è comunque certo dell’esito di questo ultimo passaggio cruciale: “Forse ci sarà un accordo, forse no. In ogni caso, non fa nessuna differenza per me". Infine un avvertimento alla Cina: “Avrete grossi problemi se invierete armi all’Iran”.

Nuovo round di colloqui tra la delegazione iraniana e quella statunitense

Sarebbe in corso un nuovo round di colloqui tra la delegazione iraniana e quella statunitense riunite in Pakistan. Stando ad alcune informazioni che giungono da un’agenzia di stampa iraniana, si starebbe affrontando il nodo più delicato di tutti, quello che riguarda lo stretto di Hormuz. Vi sarebbero ancora ostacoli che vengono definiti "significativi" che potrebbero complicare il raggiungimento di un accordo.

Media, primo ministro del Pakistan a breve in Arabia Saudita

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, dovrebbe recarsi "a breve" in Arabia Saudita per la seconda volta in un mese. Lo scrive il Tehran Times citando fonti informate. Lo scopo del viaggio - si legge - è quello di discutere i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti a Islamabad ed esplorare le modalità per raggiungere una pace duratura nella regione.

Qatar, da domani riprende la navigazione per tutte le navi

Il Qatar ha annunciato per domani "la piena ripresa della navigazione marittima per tutti i tipi di imbarcazioni e navi".

Media Teheran: “Usa ostacolano progressi negoziati con richieste eccessive”

La delegazione americana starebbe "ostacolando" con "ripetute richieste eccessive" i negoziati in corso a Islamabad fra Iran e Usa. Lo scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Le consultazioni - viene spiegato - sono tutt'ora in corso. Fra le questioni che suscitano il maggiore disaccordo resta quella relativa allo Stretto di Hormuz.

Netanyahu: “Sotto la mia guida continueremo a combattere l'Iran e i suoi alleati”

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che Israele resta determinato a continuare a combattere l'Iran, nonostante i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. "Israele sotto la mia guida continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati, a differenza di Erdogan che li asseconda e ha massacrato i suoi stessi cittadini curdi", ha scritto Netanyahu sui social media.
Israele non è presente ai colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad.

Media: “Su Stretto Hormuz è stallo colloqui”

I colloqui in Pakistan tra Iran e Usa sono in una fase di stallo sullo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il Financial Times, citando fonti attendibili secondo le quali il passaggio marittimo resta un punto di forte controversia. L'Iran insiste nel mantenere il controllo sullo Stretto e nell'imporre dazi di transito alle navi e i suoi negoziatori hanno respinto la proposta di gestione congiunta.
Media hanno indicato che un altro ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti, il terzo dall'incontro delle delegazioni a Islamabad, si terrà probabilmente questa sera o domani.

L’esercito Usa: due nostre navi hanno attraversato Hormuz per lo sminamento

“Due navi da guerra statunitensi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e hanno operato nel Golfo per fare operazioni di sminamento”. Lo ha riferito il Comando Centrale americano (Centcom). La notizia, anticipata da Axios, era stata poi smentita dall'Iran. Centcom ha annunciato di aver impiegato due cacciatorpediniere lanciamissili: la USS Frank E. Peterson (DDG 121) e la USS Michael Murphy (DDG 112). "Oggi abbiamo avviato il processo per la creazione di un nuovo passaggio e condivideremo presto questo corridoio sicuro con l'industria marittima per favorire la libera circolazione delle merci", ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom. Ulteriori forze statunitensi, compresi droni sottomarini, si uniranno alle operazioni di bonifica nei prossimi giorni.

Ripresi i colloqui dopo la pausa per la cena

Al Jazeera conferma che, dopo la pausa per la cena, i colloqui sono ripresi. Secondo l'emittente araba, le parti, pur partite da posizioni massimaliste, hanno fatto "qualche progresso" su questioni come gli attacchi israeliani in Libano, lo scongelamento dei beni iraniani e lo Stretto di Hormuz.

007 Usa, Cina invia a Teheran sistemi difesa aerea

L'intelligence statunitense ritiene che la Cina stia pianificando di inviare nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo riporta la CNN, citando tre fonti coinvolte nelle valutazioni dell'intelligence. L'emittente americana ha sottolineato che si tratterebbe di una mossa provocatoria, considerando che la Cina ha contribuito a mediare l'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence statunitense ha evidenziato come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di Paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la CNN, ci sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso una terza parte per occultare le sue azioni. Secondo il rapporto, la Cina intende inviare sistemi di difesa aerea chiamati MANPADS, che durante la guerra rappresentavano una minaccia per gli aerei americani che volavano a bassa quota.

Trump: “Abbiamo sistemi di sminamento migliori al mondo, Hormuz presto libero”

"Abbiamo il migliore, il più sofisticato equipaggiamento di sminamento del mondo, lo sappiamo, lo stiamo solo mettendo in posizione". Così Donald Trump, intervistato da una giornalista di News Nation, ha espresso la convinzione che lo stretto di Hormuz sarà libero "in un futuro non troppo distante", suggerendo anche che gli Stati Uniti sanno dove sono state piazzate dall'Iran le mine sottomarine nello stretto. Il presidente ha comunque aggiunto che la chiusura di queste settimane ha fatto "vedere alle persone che vi sono alternative al passaggio dello stretto".

Macron a Pezeshkian: “Rispettare il cessate il fuoco”

Il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha parlato con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Macron lo ha esortato a cogliere l'opportunità offerta dai colloqui di Islamabad per spianare la strada a una de-escalation duratura. Macron ha sottolineato che l'Iran deve ripristinare al più presto la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, rimarcando l'importanza del pieno rispetto del cessate il fuoco, anche in Libano.

Trump: “I media mentono, Teheran sta perdendo non vincendo”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth Social ha attaccato "i media delle fake news" che "a causa della loro enorme Sindrome da Disturbo di Trump amano dire che l'Iran sta 'vincendo' quando, in realtà, tutti sanno che sta perdendo alla grande!". "I media delle fake news sono pazzi, o semplicemente corrotti!", prosegue Trump, "gli Stati Uniti hanno completamente distrutto l'esercito iraniano, compresa l'intera Marina e l'Aeronautica, e tutto il resto. La loro leadership è morta! Lo Stretto di Hormuz sarà presto aperto e le navi vuote si stanno dirigendo a tutta velocità verso gli Stati Uniti per "caricarsi". Ma, se date retta alle fake news, stiamo perdendo!".

Pezeshkian: “Delegazione a Islamabad negozierà con coraggio”

La delegazione iraniana a Islamabad negozierà con coraggio. A scriverlo, su X, è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "La delegazione iraniana di alto livello giunta in Pakistan è, con tutte le sue forze, la custode degli interessi dell'Iran e, proprio in questo spirito, negozierà con coraggio". "In ogni caso, il nostro impegno a favore del popolo non subirà alcuna pausa e, qualunque sia l'esito dei negoziati, il governo resterà fermamente al fianco del popolo", si legge.

Washington: “Colloqui Islamabad sono stati a 3 e diretti”

A Islamabad si sono tenuti colloqui diretti a tre tra Stati Uniti, Pakistan e Iran. Lo ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca, secondo il quale le parti hanno tenuto colloqui diretti di persona, una novità rispetto alla prassi recente che ha visto i delegati di Washington e Teheran dialogare solo tramite un mediatore, seduti in stanze separate. La delegazione statunitense comprendeva il vicepresidente JD Vance, l'inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, ha precisato la Casa Bianca. Non è stato specificato chi, tra i rappresentanti iraniani e pakistani, abbia partecipato.

Funzionario Pakistan, colloqui stanno procedendo bene

Un funzionario pakistano che ha parlato in condizioni di anonimato ha affermato che i colloqui fra Iran e Stati Uniti "sono iniziati e stanno procedendo bene". "Non posso dire se si trovino nella stessa stanza o in stanze separate", ha aggiunto.

Rubio revoca visti alla famiglia dell’ex vicepresidente iraniana

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato di aver revocato i permessi di soggiorno a diverse persone legate all'ex vicepresidente iraniana per le donne e gli affari familiari, Masoumeh Ebtekar. In un post su X, Rubio ha annunciato di aver revocato i visti del figlio di Ebtekar, Eissa Hashemi, insieme a quelli della moglie e del figlio, affermando che "non avrebbero mai dovuto beneficiare dello straordinario privilegio di vivere nel nostro Paese". Gli individui sono attualmente sotto la custodia dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense, in attesa di essere deportati, ha dichiarato Rubio. La decisione giunge dopo che, all'inizio di questo mese, Rubio ha revocato il permesso di soggiorno a diverse donne iraniane, sostenendo che fossero parenti del defunto generale iraniano Qassem Soleimani. I media iraniani hanno riportato le dichiarazioni della figlia di Soleimani, Zeinab Soleimani, la quale ha negato che le due donne arrestate avessero alcun legame con il defunto leader della Forza Quds.

Media Iran, negoziati con gli Usa passati alla fase di colloqui tecnici

I colloqui tra Iran e Stati Uniti, iniziati questo pomeriggio a livello politico, sono entrati ora in una nuova fase che coinvolge tecnici ed esperti, con la partecipazione delle commissioni specialistiche delle due parti: lo ha riportato l'agenzia iraniana Irna. I colloqui proseguono e le due parti hanno sottolineato la necessità di continuare le riunioni tecniche per finalizzare le questioni ancora in sospeso. Durante i negoziati, l'Iran ha insistito su un cessate il fuoco totale in Libano. Gli Stati Uniti hanno inoltre accettato di avviare studi tecnici sull'attuazione dei meccanismi per il rilascio dei beni iraniani; tuttavia, le due parti hanno concordato che la questione richiede discussioni più precise a livello di esperti, ha aggiunto Irna.

Teheran: “Pronti a ogni scenario, quello militare e quello dei negoziati”

L'Iran "è pronto a qualsiasi scenario successivo ai colloqui in corso con gli Stati Uniti, sia quello militare e difensivo sia quello dei negoziati": ha dichiarato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, membro della delegazione iraniana ai colloqui Teheran-Washington a Islamabad. Secondo quanto riportato da Tasnim, Gharibabadi ha espresso la speranza di raggiungere "conclusioni positive nei colloqui, considerando la serietà della delegazione iraniana e la posizione di forza dell'Iran". Nel frattempo, un altro membro della delegazione iraniana, il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le due parti hanno iniziato uno scambio di messaggi dalla notte precedente, dopo l'arrivo delle rispettive delegazioni a Islamabad. "Abbiamo sottolineato la necessità di un cessate il fuoco completo tra Iran e Stati Uniti-Israele. Siamo inoltre in contatto con il Libano per verificare se un cessate il fuoco completo sia stato effettivamente attuato lì", ha affermato.

Axios, Usa smentiscono di aver ricevuto minacce dall'Iran contro navi a Hormuz

"Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall'Iran di attacco alle navi" della marina Usa a Hormuz. Lo afferma un funzionario americano - citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X - che smentisce quanto affermato dai media iraniani secondo cui Teheran ha avvertito gli Stati Uniti di una possibile rappresaglia contro le navi americane intenzionate ad attraversare Hormuz.

Teheran smentisce che navi Usa abbiano varcato Hormuz

Un alto funzionario militare iraniano ha smentito l'articolo di Axios secondo il quale alcune navi statunitensi avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'emittente iraniana Irib.

A Islamabad primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979

Secondo una fonte pakistana, si stanno svolgendo colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell'esercito pakistano. Lo riporta Al Arabiya citando la Reuters. Se confermati, secondo la Cnn, sarebbero i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica

Media, navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta

"Diverse navi" della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, "non è stato coordinato con l'Iran", ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.

Trump: “Loro leader di lunga data sono morti lode ad Allah”

"I loro 'leader' di lunga data non sono più tra noi, lode ad Allah". Lo ha scritto in un post su Truth facendo riferimento ai vertici dell'Iran il presidente americano Donald Trump.

Trump: “L'unica risorsa che ha l'Iran è la minaccia di mine ad Hormuz”

"L'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa 'imbattersi' in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch'esse sul fondo del mare". Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.

Trump: “Bonifichiamo Hormuz per i nostri alleati, non avevano il coraggio”

"Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente". Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti.

Media Usa confermano l’inizio dei negoziati

I negoziati a Islamabad fra Iran e Usa con la mediazione del Pakistan sono ufficialmente iniziati. Ne danno notizia la Cbs con la sua corrispondente sul posto e News Nation tramite un post X di Kellie Meyer, corrispondente per la Casa Bianca, dove la giornalista afferma di aver "parlato con il presidente Trump" che ha confermato la notizia.

Trump: “Iran è una nazione in fallimento, ci sono alternative a Hormuz”

Il presidente americano Donald Trump ha definito l'Iran "una nazione in fallimento" e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: "Ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto". Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo "in un futuro non troppo lontano", aggiungendo che esistono "altre alternative" per le rotte energetiche globali. "Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza", ha concluso.

Media, la tregua in Libano e il controllo di Hormuz tra le linee rosse dell'Iran

La televisione di stato iraniana afferma che la delegazione di Teheran ha esposto le proprie linee rosse al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, aggiungendo che queste riguardano lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei beni iraniani bloccati, il pagamento delle riparazioni di guerra e un cessate il fuoco da far rispettare in tutta la regione. Lo riportano i media internazionali tra cui il Times of Israel. L'agenda di Teheran include il riconoscimento della sua autorità sullo Stretto di Hormuz, dove mira a riscuotere i pedaggi di transito e a controllarne l'accesso. L'Iran chiede anche un cessate il fuoco in Libano.

Trump: “Numero enorme di petroliere verso gli Usa per il petrolio migliore”

"Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricarsi del petrolio (e del gas!) migliore e più 'dolce' del mondo. Abbiamo più petrolio di quanto ne abbiano le due maggiori economie petrolifere al mondo messe insieme, e di qualità superiore. Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi!". Lo scrive su Truth Donald Trump, firmandosi "Presidente DJT"

Iran trasmette al Pakistan 4 linee rosse per l’accordo

L'Iran ha delineato quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti ad Islamabad. Lo riportano i media statali iraniani, secondo cui la delegazione di Teheran ha già trasmesso le proprie proposte e le "linee rosse" al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all'estero e un cessate il fuoco "duraturo e concreto" in tutta la regione.

Libano: 10 morti in raid Israele, uccisi anche 3 soccorritori

Dieci persone sono state uccise in raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Tra le vittime, riporta il Ministero della Salute, anche tre soccorritori. Secondo i media statali sono una decina le località prese di mira. Tre raid hanno colpito tre località nel distretto di Nabatieh, uccidendo, tra gli altri, un membro della Protezione Civile e due soccorritori del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah. Il ministero ha condannato i "sistematici" attacchi contro i soccorritori da parte di Israele.

Teheran, non rinunceremo ai nostri diritti nei colloqui con Usa

La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che l'Iran terrà colloqui con gli Stati Uniti, pur rimanendo pronto a ricorrere alla difesa. "Non rinunceremo ai nostri diritti", ha aggiunto. "Non ci fidiamo dell'altra parte e pertanto la delegazione iraniana affronterà i negoziati con la massima cautela", ha concluso, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.

Iraq, drone contro diplomatici Usa durante partenza di Kittleson

Un drone si è schiantato vicino a un gruppo di diplomatici statunitensi all'interno dell'aeroporto di Baghdad. E' accaduto mentre accompagnavano la giornalista americana Shelly Kittleson liberata dopo un breve sequestro da parte delle milizie filoiraniane. Lo ha riferito un alto funzionario della sicurezza irachena spiegando così le ragioni della convocazione due giorni fa dell'ambasciatore iracheno a Washington al quale il Dipartimento di Stato ha espresso "ferma condanna" degli attacchi perpetrati da gruppi filo-iraniani contro interessi statunitensi, "inclusa l'imboscata dell'8 aprile contro i diplomatici statunitensi a Baghdad". Secondo un funzionario iracheno, "il centro di supporto diplomatico è stato preso di mira mercoledì da tre droni". "Uno di questi è precipitato ad almeno 50 metri da una squadra diplomatica che accompagnava la giornalista americana". Kittleson era stata rilasciata il giorno prima dal gruppo filo-iraniano Kataeb Hezbollah, una settimana dopo il suo rapimento a Baghdad. L'attacco ha ritardato di alcune ore la sua partenza dall'Iraq.

La delegazione iraniana si riunisce prima dell'incontro con gli Usa

Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, la delegazione negoziale iraniana si è riunita presso la sede dei colloqui prima dell'incontro con gli Stati Uniti. Lo riporta Iran International. La televisione di stato iraniana aveva precedentemente affermato che la delegazione avrebbe incontrato il primo ministro pakistano per discutere una proposta di piano, mentre i dettagli di eventuali colloqui con gli Stati Uniti sarebbero stati definiti in seguito.

Media, Usa smentiscono concessioni su beni Teheran

Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato.Lo ha detto un alto funzionario statunitense alla CBS News, smentendo le notizie diffuse dai media. Secondo la fonte, anche se il vicepresidente JD Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi gli accordi. La delegazione americana comprende Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner. La delegazione pakistana comprende Mohsin Naqvi, ministro dell'Interno, e Ishaq Dar, ministro degli Esteri e vice primo ministro.

Premier Pakistan incontra Vance: “I colloqui sono iniziati”

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti sono iniziati. Lo ha annunciato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif dopo aver incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.
"Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha avuto un incontro con Sua Eccellenza JD Vance, Vice Presidente degli Stati Uniti d'America", si legge nella dichiarazione "il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione".

Teheran: "Israele ostacola il negoziato con gli Usa"

Israele ostacola il negoziato tra Iran e Stati Uniti. A denunciarlo è una fonte citata dall'agenzia iraniana Tasnim e che partecipa ai colloqui di Islamabad. Secondo la fonte dalla scorsa notte, immediatamente dopo il suo arrivo, la delegazione iraniana è impegnata in "intense consultazioni" e "diversi cicli di colloqui" con funzionari pakistani "per garantire che la parte americana rispetti i propri impegni". La fonte ha assicurato che "sono stati fatti alcuni progressi in tal senso", ma accusa "Israele e Netanyahu di continuare a ostacolare i lavori e a cercare di impedire che si tengano negoziati e si raggiunga un accordo".

Media: “Gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar”

Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters, accogliendo la mossa come un segno di "serietà" nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è "direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.

Negoziati diretti inizieranno alle 14 italiane

I negoziati diretti fra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, arrivate in Pakistan fra ieri sera e questa mattina, prenderanno il via a Islamabad alle cinque di questo pomeriggio (le due in Italia), rende noto l'emittente televisiva saudita Al Hadath, citando fonti informate. Contatti indiretti si sono già svolti, precisano le fonti. Iraniani e pachistani stanno definendo il formato e i tempi dei negoziati. Alla riunione dovrebbero partecipare il capo di stato maggiore pachistano Asim Munir e il ministro degli Esteri Ishaq Daq, due protagonisti del lavoro di mediazione che ha portato all'avvio dei negoziati.

Media, delegazione Teheran ha incontrato premier pakistano Sharif

La delegazione iraniana guidata dal presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, e alla presenza del ministro degli Esteri Abbas Araqchi, ha incontrato il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif. Lo riporta Ynet citando i media iraniani. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha affermato che la delegazione discuterà della "violazione degli impegni da parte degli Stati Uniti" e deciderà in seguito se avviare o meno i negoziati.

Vance e Ghalibaf: chi sono i due capi delle delegazioni Usa e Iran

A guidare le due delegazioni al tavolo negoziale in Pakistan il vicepresidente Usa e il capo del Parlamento iraniano. Ognuno con una precisa agenda personale. Con la guerra in Iran, JD Vance si sta giocando la possibilità di raccogliere l'eredità di Donald Trump e candidarsi alla Casa Bianca nel 2028. Ma l'ironia della sorte vuole che proprio lui, uno degli esponenti più intransigenti dell'amministrazione, dovrà invece fare ricorso alle proprie risorse di dialogo per avere successo. Questa, almeno, è la ragione per cui gli iraniani hanno chiesto e ottenuto che guidasse la delegazione americana a Islamabad. Mohammed Ghalibaf, 64 anni, ex generale dei pasdaran, sindaco di Teheran, capo della polizia, alla guida del Parlamento già da due legislature. Ghalibaf, come Vance, ambisce da sempre a scalare la verticale del potere iraniana, ma per tre volte si è candidato alla presidenza e per tre volte ha perso.

Araghchi a Wadephul: “Su colloqui completa sfiducia”

Il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi affronta i negoziati con gli Stati Uniti in Pakistan in condizioni di "completa sfiducia". Questa la posizione espressa dal capo della diplomazia iraniana durante una telefonata con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, come riportato dall'agenzia stampa Mehr. Araghchi ha affermato che il suo Paese "combatterà con tutte le sue forze per garantire gli interessi e i diritti del popolo iraniano", citando le ripetute violazioni delle promesse e i "tradimenti della diplomazia" da parte degli Stati Uniti come motivazione alla sua valutazione.

La delegazione iraniana arriva nella sede dei colloqui

La delegazione iraniana è arrivata all'hotel Serena di Islamabad. Lo scrive il Teheran Times su X che pubblica un video dell'arrivo. L'agenzia di stampa iraniana Isna riferisce che la delegazione iraniana incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Sharif e i funzionari del suo governo stanno mediando i colloqui per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti a Islamabad.

Nyt: “Iran non è in grado di trovare le mine che ha piazzato a Hormuz”

L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times citando funzionari Usa, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell'amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi - scrive il quotidiano Usa - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell'incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.

Delegazione cinese attesa in Pakistan per garanzie

Una delegazione cinese è attesa oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce Al-Araby Al-Jadeed, citando una fonte del ministero degli Esteri pakistano. Secondo la stessa fonte, Pechino potrebbe fornire garanzie qualora le due parti raggiungano un accordo. Al contempo, Al-Araby Al-Jadeed ha riferito che il ministero degli Esteri pakistano ha esteso un invito all'Arabia Saudita a inviare una delegazione diplomatica per supervisionare l'andamento dei negoziati. Il ministro delle Finanze saudita Mohammed al-Jadaan ha visitato ieri Islamabad e ha incontrato il premier pakistano Shehbaz Sharif. Durante l'incontro, Sharif ha espresso il suo apprezzamento per il continuo sostegno economico e finanziario del Regno al Pakistan nel corso degli anni, sottolineando il fermo impegno del suo paese ad ampliare la cooperazione con il Regno in vari settori, in particolare commercio, investimenti e sviluppo economico, ha dichiarato il premier in un comunicato.

Funzionario iraniano: “Convincere Teheran al ritiro precondizioni”

Il Pakistan, in qualità di mediatore tra Usa e Iran, sta tentando di convincere Teheran ad abbandonare le sue precondizioni per avviare i negoziati con un nuovo spirito. Lo ha riferito un funzionario pakistano sotto anonimato al quotidiano qatarino Al-Araby Al-Jadeed, mentre le delegazioni iraniane e statunitensi sono arrivate a Islamabad. Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima di iniziare i colloqui diretti. Il funzionario pakistano ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell'Iran.

Delegazione Iran porta con sé foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab

La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab "come prova dei crimini di guerra americani". Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. "I miei compagni di volo #Minab168" scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

Media: “Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni”

Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell'attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l'anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audio-conferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l'8 marzo.

Delegazione Teheran incontrerà premier Sharif alle 13 (ora locale)

La squadra negoziale dell'Iran incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Islamabad, alle 13 ora locale. Lo riferisce l'agenzia stampa iraniana Tasnim. La delegazione iraniana ha già incontrato il capo dell'esercito e il ministro degli esteri pakistani al loro arrivo all'aeroporto di Islamabad nella notte. Sempre secondo la Tasnim, al centro dell'incontro tra la delegazione iraniana e il premier Sharif ci sarà l'esame delle violazioni degli impegni assunti dalla parte americana. Il rilascio dei beni iraniani e un cessate il fuoco in Libano sono tra le precondizioni per l'avvio effettivo dei negoziati con gli Usa a Islamabad, ricorda l'agenzia iraniana. Gli Stati Uniti avevano informato il Pakistan, in qualità di mediatore nei negoziati, di accettare queste precondizioni e altre condizioni per l'inizio dei colloqui. Tuttavia, alcune di queste non sono state ancora soddisfatte, ha sottolineato la Tasnim. Negli incontri odierni, la delegazione iraniana dovrebbe quindi valutare la posizione effettiva di Washington e il rispetto degli impegni presi, dopodiché deciderà se avviare o meno i negoziati con gli Stati Uniti.

Pakistan: "Offriamo consigli, a loro trovare soluzione"

Il Pakistan, che ospita oggi i complessi negoziati Usa-Iran, sottolinea che la ricerca di una soluzione spetta a Washington e Teheran. Ad affermarlo in un'intervista a NBC News è stato l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh. A poche ore dall'avvio dei colloqui a Islamabad, il diplomatico ha espresso la speranza che i colloqui in Pakistan possano rappresentare un evento unico per porre fine alla guerra e risolvere le questioni in sospeso tra le due parti. In qualità di mediatore, il Pakistan fungerà da piattaforma per "risolvere" altre controversie tra le parti in conflitto, ha dichiarato Sheikh. Ha aggiunto che il suo Paese "forse" offrirà consigli se richiesti, ma altrimenti spetterà a Stati Uniti e Iran "trovare una soluzione". In risposta alle minacce del presidente statunitense Donald Trump di attaccare nuovamente l'Iran se non si raggiungerà un accordo, Sheikh ha affermato che "se riusciamo a fare le cose per bene, credo che non dovremo andare altrove". Ha sottolineato, inoltre, che i colloqui di Islamabad rappresentano anche un'opportunità per rispondere alla domanda se il Libano debba essere incluso nell'attuale cessate il fuoco.

Media iraniani: “Colloqui previsti nell’arco di una sola giornata”

I media iraniani hanno riferito che i colloqui di Islamabad non andranno oltre la giornata odierna. Il corrispondente di Tasnim a Islamabad ha precisato che, allo stato attuale, la pianificazione prevede che eventuali colloqui tra le parti "si svolgano nell'arco di una sola giornata, qualora abbiano effettivamente inizio". L'Iran si troverebbe ancora in una fase di valutazione della controparte e, in caso di avvio dei negoziati, questi potrebbero iniziare già nel pomeriggio.

Ghalibaf: “Buone intenzioni per negoziati ma non ci fidiamo degli Usa”

"Purtroppo, la nostra esperienza di negoziazione con gli americani si è sempre conclusa con un fallimento e una violazione degli accordi. Per ben due volte in meno di un anno, nel bel mezzo dei negoziati, nonostante le buone intenzioni della parte iraniana, ci hanno attaccato e commesso numerosi crimini di guerra". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, come riporta Tasmin. "Nei prossimi negoziati, se la parte americana sarà pronta a raggiungere un vero accordo e a riconoscere i diritti del popolo iraniano, vedrà anche la nostra disponibilità a trovare un'intesa; ma nella guerra attuale abbiamo dimostrato loro che, se intendono usare i negoziati per mettere in scena una farsa inutile e un'operazione di inganno, siamo pronti a rivendicare i nostri diritti con fede in Dio e confidando nella forza del nostro popolo", ha detto ancora Ghalibaf.

Media Iran, se precondizioni di Teheran verranno accettate allora domenica inizieranno i colloqui

La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir.

Axios: “La più grande sfida della carriera di Vance”

Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo di J.D. Vance nel promuovere una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran, affermando che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l'avvio dei colloqui a Islamabad. Lo scrive Cnn. La fonte, a conoscenza del processo negoziale, ha riferito che, secondo le stime, saranno necessari alcuni giorni di negoziati per raggiungere un accordo e che i funzionari pakistani sperano di convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire a tale obiettivo. Separatamente, un'altra fonte del Golfo ha dichiarato che gli iraniani nutrono scarsa fiducia nell'inviato speciale del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli negoziali con l'Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese. Witkoff fa parte della delegazione statunitense che partecipa ai colloqui di Islamabad. Anche per Axios, il motivo per cui Vance guida la delegazione statunitense "è il cattivo umore tra gli inviati di Trump e gli iraniani dopo che due precedenti serie di colloqui si sono concluse con la guerra". Secondo fonti, per i mediatori iraniani Witkoff e Jared Kushner li avrebbero ingannati e che, data l'importanza di Vance e il suo scetticismo riguardo all'entrata in guerra, il coinvolgimento del vicepresidente potrebbe favorire dei progressi. La mediazione che inizierà oggi, per Axios, è "la più grande sfida della carriera" del vicepresidente Usa: "negoziare un accordo con l'Iran per risolvere la controversia nucleare e porre fine alla guerra".

Il vice presidente Usa Vance è arrivato in Pakistan

JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, è arrivato in PAkistan per i colloqui.

La delegazione Usa è atterrata a Islamabad

La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l'agenzia di stampa Reuters.

Cnn, Cina invierà nuovi sistema difesa all’Iran

La Cina sta pianificando l'invio di nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo ha riferito la Cnn che cita fonti dell'intelligence statunitense. L'emittente americana ha sottolineato che si tratta di una mossa provocatoria, considerando il ruolo della Cina nella mediazione dell'accordo di cessate il fuoco. L'intelligence Usa ha evidenziato, inoltre, come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco per rifornirsi di determinati sistemi d'arma con l'aiuto di paesi stranieri. Secondo due fonti che hanno parlato con la Cnn, vi sono indicazioni che la Cina stia pianificando un percorso di trasferimento attraverso paesi terzi per mascherare le sue azioni. Secondo il rapporto, Pechino starebbe programmando l'invio di sistemi antiaerei Manpads, che durante la guerra rappresentano una minaccia per gli aerei americani in volo a bassa quota.

Ghalibaf: “Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità”

“Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un'intesa”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad. “Tuttavia, nell'attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un'operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione - ha precisato Ghalibaf - Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni”.

Nyt, Teheran non in grado di rimuovere mine e riaprire Hormuz

Secondo quanto riporta il New York Times, che cita funzionari statunitensi, l'Iran non è in grado di individuare e rimuovere le mine nello Stretto di Hormuz, nè di riaprire le vie navigabili. L'Iran non è riuscito ad aprire lo Stretto di Hormuz perchè non è stato in grado di individuare e rimuovere le mine navali che vi aveva posato, scrive il Nyt. Teheran non ha la capacità di rimuovere le mine una volta individuate, il che complica ulteriormente i colloqui di Islamabad, dato che l'amministrazione Trump ha spinto per un maggiore transito di navi attraverso lo Stretto.

Wsj, Teheran ha ancora migliaia di missili balistici

L'Iran possiede ancora migliaia di missili balistici che potrebbe utilizzare recuperando lanciatori attualmente sepolti in strutture sotterranee. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti dell'intelligence Usa. Sebbene metà dei lanciatori missilistici iraniani siano stati distrutti o danneggiati, molti possono essere riparati e recuperati dai siti sotterranei, sostengono le fonti citate dal Wsj. Funzionari statunitensi e israeliani affermano inoltre che, pur possedendo ora la metà dei missili rispetto a prima della guerra, l'Iran ha ancora migliaia di missili balistici a medio e corto raggio che può recuperare dai nascondigli o dissotterrare dal sottosuolo. Secondo alcuni funzionari statunitensi l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco in corso per ricostituire i propri arsenali missilistici.

Media, delegazione iraniana a Islamabad composta da 71 persone

La delegazione di Teheran a Islamabad è composta da 71 persone. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata da Al Jazeera sul proprio sito web. La squadra negoziale è guidata dal presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. Secondo Tasnim, tra i negoziatori figurano, tra gli altri, anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il segretario del Consiglio Supremo di Difesa nazionale Ali Akbar Ahmadian.

Israele: “Nessuna trattativa per cessate fuoco con Hezbollah”

Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. "Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell'ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedì, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.

Media, Idf pronte a fallimento negoziati e nuovi raid

Le Forze di Difesa Israeliane si stanno preparando al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e a nuovi attacchi. Lo dice un funzionario israeliano all'emittente israeliana Kan News. Il funzionario ha detto che ha l'Iran ha subito danni enormi durante la campagna, ma ha aggiunto che "si possono riparare. In assenza di un accordo significativo, dovremo tornare alla guerra".

Trump: “Non abbiamo bisogno di un piano di riserva”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di non avere un “piano di riserva” se non verrà raggiunto un accordo con l'Iran per riaprire lo stretto di Hormuz. “Non serve un piano di riserva. Il loro esercito è finito. Abbiamo indebolito praticamente tutto. Hanno pochissimi missili. Li abbiamo colpiti duramente, il nostro esercito è stato straordinario”, ha detto parlando con i giornalisti. Trump ritiene che la questione chiave per un buon accordo con l'Iran sia “niente armi nucleari”. “Penso che ci sia già stato un cambio di regime. Ma non è mai stato un criterio per noi. Niente armi nucleari, questo è il 99 per cento della questione”.

Trump: “Altri devono farsi avanti per lo stretto di Hormuz”

Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito il messaggio agli alleati: il destino dello Stretto di Hormuz non interessa agli Stati Uniti ma deve interessare agli altri Paesi. "Noi non usiamo lo Stretto, sono altri Paesi a usarlo. Quindi toccherà ad altri farsi avanti e aiutare. Ma noi non lo utilizziamo", ha detto parlando ai giornalisti.

Trump: “Altri colloqui? Non lo so, parlano da 47 anni”

Il presidente Donald Trump non sa se ci saranno altri colloqui con l'Iran, dopo quello che comincerà nelle prossime ore a Islamabad, in Pakistan e al quale parteciperà, come capo della delegazione americana, il vicepresidente JD Vance. "Altri colloqui? Non lo so, non posso dirvelo. Devo vedere cosa succede domani. Hanno parlato per 47 anni con altri presidenti e noi non stiamo parlando molto", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.

Negoziati, incontro Usa-Iran nel pomeriggio

Emergono i primi dettagli sui negoziati: secondo l’agenzia iraniana Tasnim, una delegazione di Teheran incontrerà il primo ministro del Pakistan al mattino. Poi, se le precondizioni dell’Iran saranno accettate, i colloqui con gli Stati Uniti inizieranno a Islamabad nel pomeriggio.

Trump: “Non permetteremo pedaggi a Hormuz, sono acque internazionali”

Un pedaggio imposto dall'Iran nello Stretto di Hormuz? “No, non lo permetteremo. Sono acque internazionali. Non consentiremo che questo accada”. Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prima di salire a bordo dell'Air Force One per andare a un evento in Virginia. Ha promesso di riaprire Hormuz “con o senza” la cooperazione dell'Iran, in vista dei colloqui di pace in Pakistan, in cui lo Stretto avrà un ruolo importante. “Apriremo il golfo con o senza di loro...o lo Stretto come lo chiamano. Penso che andrà tutto molto velocemente e, se così non fosse, riusciremo a finirlo”, ha detto Trump ai giornalisti mentre lasciava Washington. E ha anche augurato “buona fortuna” a Vance in vista dei negoziati ai quali parteciperà.