L’ingresso dell’Ucraina in Europa spacca il governo. Da una parte il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. Dall’altra, il coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. “Il governo è favorevole all'adesione dell'Ucraina alla Unione europea, il problema è quello dei tempi quindi si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore”, dice il segretario di Forza Italia all’accelerazione dell’Ue sul processo di adesione di Kiev. Il meloniano non la pensa così. Anzi. Ribadendo sempre il sostegno a Kiev, osserva: “L'ingresso di Kiev nell'Unione Europea, in questo momento di non raggiunta pace con la Russia, significherebbe estendere la guerra a tutta l'Europa, per quelle che sono le norme europee e internazionali. Raggiunta la pace è comprensibile la posizione di Tajani. In una situazione di pace non raggiunta è comprensibile la posizione di Salvini. Dipende dal momento in cui si realizza questo ingresso”. La Lega ribadisce la linea dettata dal leader Matteo Salvini. Gianmarco Centinaio, vicepresidente del Senato, dice: “L'Ucraina in Europa? Ci devono esser le condizioni, non dico che mettiamo un veto ma alziamo la mano per capire se ci sono le condizioni per farlo. In questo momento non ci sono.
L’Europa tenta l’accelerazione. A metà giugno, infatti, la Commissione proporrà al Consiglio di aprire il primo dei sei capitoli negoziali. Questo passo dovrebbe essere compiuto in occasione del Consiglio affari generali del 16 giugno e due giorni dopo sarà discusso al vertice dei leader. La stessa procedura verrà avviata per la Moldavia. La Lega si è messa di traverso dividendo ancora una volta la maggioranza in politica estera. Ora una nuova spaccatura.
"Io credo che si debba procedere, aiutando l'Ucraina a diventare membro dell'Unione europea, aiuteremo anche i nostri amici di Kiev a combattere la corruzione, pensiamo per esempio di rafforzare una collaborazione con la Guardia di finanza, già siamo al lavoro", ha proseguito Tajani, secondo cui è "importante non mettere in un angolo l'adesione dei Balcani, che rappresenta per noi una priorità". Il ministro auspica inoltre che si possano "accelerare i tempi di adesione di Montenegro, Albania e degli altri Paesi che sono di fondamentale importanza per la crescita dell'Unione e per la riunificazione dell'Unione Europea".
A poche ore di distanza dalle parole del vicepremier azzurro, interviene Donzelli. Sull'ingresso dell'Ucraina in Ue, spiega, “in una condizione di raggiunta pace, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l'Europa. Valuteremo, perché a Bruxelles apparteniamo a tre famiglie diverse, è normale che ci siano delle sensibilità diverse, però nella politica estera italiana riusciamo sempre a essere estremamente compatti, non c'è stato un solo voto in questa legislatura in cui ci siamo divisi", concludeil coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia.
Tensioni anche nel centrosinistra. Il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte è netto: “Non ci sono adesso le condizioni adesso per l’ingresso di Kiev in Europa, saremmo in guerra – dice – più plausibile ipotesi di partner strategico per l’Ue”.























