"Il percorso della nuova Italia sarebbe stato affidato al popolo, attraverso una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto 'per deliberare la nuova Costituzione dello Stato'. Una rivoluzione pacifica che condusse alla transizione da monarchia a repubblica".
Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente, che si svolge nell'aula della Camera.
"Una classe dirigente non compromessa col regime fascista - regime che aveva messo a rischio la stessa unità d'Italia - fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l'inettitudine manifestata dalla monarchia, l'Italia non era 'terra di nessuno'. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro"."La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall'acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III - aggiunge -. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato".
Continua il capo dello Stato: "Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria con il Corpo Italiano di Liberazione e con gli oltre 600.000 militari internati in Germania, con il loro rifiuto di porsi al servizio dei nuovi invasori. Lo pagarono gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio e quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell'Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l'oppressione dell'uomo sull'uomo".
Poi la citazione di Matteotti e fratelli Rosselli, assassinati dal regime.
"Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, per concludere che l'Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un'Europa pacificata e solidale". Così Mattarella. Il passaggio è stato accompagnato da scroscianti applausi.
Da Costituente “venne principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini, ‘la Repubblica è di tutti’”.
La Russa: "Con referendum e Costituente scelta di rinascita”
"In questa solenne Aula celebriamo oggi un prezioso anniversario di Storia e Identità nazionale. Ottanta anni fa, con il referendum istituzionale prima e l'elezione dell'Assemblea Costituente poi, la sovranità tornò pienamente nelle mani del popolo italiano. Si compì una scelta di rinascita. L'Italia conobbe il suo primo, vero suffragio universale: una mobilitazione straordinaria in cui anche le donne scrissero da protagoniste una pagina indelebile della nostra storia democratica". A dirlo il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Fontana: “Alla Costituente compito senza precedenti, dare fisionomia all'Italia”
"Il 25 giugno del 46 ci fu la prima seduta della Costituente. La Costituente aveva un compito senza precedenti e cioè dare una nuova fisionomia e di rinascita all'Italia. L'assembla conobbe nella partecipazione femminile uno dei suoi elementi più significativi, 21 donne elette entrarono nell'assemblea per la costruzione della Repubblica. Fiducia, speranza e senso di responsabilità ispirarono quei momenti". Lo afferma il presidente della Camera, Lorenzo Fontana che sottolinea come uno dei tratti distintivi fu la "pluralità delle culture politiche rappresentate".



























