"Il piano" sull'aumento delle spese per la difesa "che era stato approvato dal Parlamento l'anno scorso, che prevedeva un aumento 0,15% quest'anno, 0,15% quello successivo, 0,20% quello dopo, era un piano credibile di un percorso per arrivare agli impegni presi". A dirlo Guido Crosetto a margine della ministeriale Difesa della Nato.
Il ministro della Difesa prosegue: “Quest'anno è mancato perché c'è stato questo inciampo della non uscita dalla procedura di infrazione. Mi auguro che sia recuperabile immediatamente, lo vedremo già subito da ottobre dal bilancio 2027, ma penso non ci sia alternativa qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese". Se il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti sia consapevole della necessità di rispettare gli impegni sulle spese per la difesa? "Penso sia totalmente consapevole", risponde Crosetto.
Le parole del ministro della Difesa arrivano dopo che il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, è tornato a definire "opportunisti", o "scrocconi", i paesi europei che non hanno ancora stabilito un percorso credibile per raggiungere il 5% di spese per la Difesa come stabilito al vertice Nato dell'Aia dello scorso anno.
Crosetto spiega: "La Nato non è un club di amici lettori, è una alleanza militare difensiva, chi vi partecipa deve mettersi in testa di partecipare con lo stesso peso di tutte le nazioni. Questo viene chiesto all'Europa in un momento difficile per l'Europa. Questo ci siamo impegnati a fare e questo dovremmo fare nei prossimi anni. È un cambio epocale per noi".
Il ministro aggiunge: "D'altronde se si vuole far parte della Nato, si vuole avere un'alleanza difensiva, si rispettano gli impegni. Altrimenti si decide di star fuori, ma a quel punto difendersi costerebbe mille volte di più".
A stretto giro arriva la risposta di Giorgetti: "Io so i tempi e le modalità, il quantum non" dipende "da me, tutto il resto lo stiamo gestendo, non c'è polemica su questo".


























