L'Italia e la Germania "frenano e impediscono la sospensione dell'accordo commerciale con Israele. Nei fatti il posizionamento del nostro paese impedisce che l'Europa prenda una decisione giusta. Quell'accordo andrebbe sospeso, non farlo è vergognoso. 'Giustizia per la Palestina', è il titolo di questa campagna, si tratta di riaffermare la giustizia, l'idea che di fronte ai crimini di guerra e contro l'umanità, la comunità internazionale faccia qualcosa di concreto che vada oltre gli appelli o vada oltre l'indignazione selettiva”. A dirlo Nicola Fratoianni, co-portavoce di Avs e leader di Sinistra Italiana presente all’evento “Justice for Palestine - stop al trattato Ue-Israele” alla Città dell’Altra Economia di Roma. Un evento organizzato dall'Alleanza della Sinistra Europea, il partito europeo cui aderiscono anche le forze della sinistra nordica, La France Insoumise, Podemos, Sumar. A partecipare attivisti della Global Sumud Flotilla e la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese.
Sei mesi fa è stata infatti lanciata dall’Alleanza della Sinistra Europea una raccolta di firme per chiedere la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele e di porre fine alla complicità nel genocidio e nelle violazioni dei diritti umani.
L’esponente di Avs spiega: “Ben-Gvir non è un'eccezione, non è un errore del sistema. Ben-Gvir è lo specchio, l'espressione del governo di Benjamin Netanyahu, di una linea politica precisa che ha nella distruzione del diritto internazionale della vita palestinesi, un obiettivo politico dichiarato". E ancora: "Questo milione e più di firme raccolte in pochissimo tempo in Europa e che vogliamo continuare a far crescere è una risposta contro l'ipocrisia e l'immobilismo dei governi".
Fratoianni ricorda: “Si tratta di una iniziativa, a livello europeo, che somiglia a quella legislativa popolare in Italia. Ma con un quorum di un milione di firme e la partecipazione di almeno sette paesi. Quorum già superato. Solo in Italia siamo oltre 300 mila firme, secondi solo alla Francia. Ed è il frutto di una enorme mobilitazione, trasversale, che ha coinvolto giovani e meno giovani”.






















