Manduria (Taranto) - Chiuso nel riserbo più stretto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nei giorni più difficili in cui i leghisti continuano a pressare affinché il segretario Matteo Salvini prenda il suo posto al Viminale. Mentre l’entourage del ministro continua a ripetere che non ha commenti da fare e che è «un prefetto al servizio delle istituzioni», lui, nel tardo pomeriggio di sabato 13 giugno, arriva nella masseria di Bruno Vespa a Manduria, dove da due giorni è in corso il Forum organizzato insieme a Comin and partners.
Nessuna intervista né partecipazione ai panel, a differenza di molti colleghi che si sono succeduti sul palco, viene accolto sotto il portale cinquecentesco dal padrone di casa e dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, che della Lega è segretario in Liguria. È Rixi, davanti alle telecamere, a dire che «Piantedosi sta facendo bene, ma sicuramente anche Matteo Salvini è stato un ministro degli Interni, che ha dato una forte connotazione al tema della sicurezza, quando c’è stato». A chi gli chiede del possibile rimpasto, il leghista risponde: «Discuteremo con la premier, vedremo come fare». E sintetizza così il pensiero del suo partito: nulla contro il titolare del Viminale «ma» quel posto tocca a noi.
Soprattutto ora che la leadership di Salvini è in discussione.A Piantedosi probabilmente Rixi non lo dice in questi termini, anche perché la cena stellata incombe e i saluti da fare sono tanti, ma certo non è un caso che l’incontro tra i due avvenga nel dinner superblindato.
A qualche ora di distanza, il titolare del Viminale ha fatto divulgare il contenuto dello speech alla cena di gala, nel corso del quale ha toccato i temi della remigrazione e dei rimpatri. Sul primo ha detto: “Io francamente non ho capito che vuol dire remigrazione rispetto a quello che già si fa o che si dovrebbe fare. Ma soprattutto non capisco perché viene avvertito”. Rispetto al tema dei rimpatri, ha specificato: “In questo quadriennio abbiamo accresciuto il numero dei rimpatri in modo tale che io ho dato mandato ai miei uffici, e coltivo il sogno, di giungere quest'anno tra forzosi e volontari assistiti al superamento della soglia simbolo dei 10.000 rimpatri, che non è mai avvenuto in Italia. Abbiamo un numero crescente del 20-30% all'anno". Sui rimpatri ha aggiunto: “Sono quasi certo che ci saranno dei casi in cui, l'ho anche detto al presidente Meloni, questi stessi regolamenti europei sui rimpatri saranno oggetto di valutazione per singoli processi dal punto di vista della corrispondenza della regola europea alla carta europea dei diritti" dell'uomo. Quindi mi aspetto già dei ricorsi come è avvenuto sull'Albania”.
Appena 24 ore prima dell’arrivo a Manduria, durante l’inaugurazione di un parco giochi a Montefradane in provincia di Avellino, Piantedosi non aveva escluso la possibilità di una sua candidatura alle politiche del 2027: «Non lo so ma non è necessario, sono un rappresentante delle istituzioni, sono un prefetto. Se dovesse essere utile e necessario fare qualcosa per la mia terra lo farò sempre e senza tirarmi indietro». Il ministro cerca di mantenere l’aplomb, mentre il terreno gli frana sotto i piedi.
Lunedì 15 è atteso a Palermo, per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo l’escalation di intimidazioni agli imprenditori degli ultimi mesi. Con le polemiche che sono arrivate prima di lui. Il Pd lo ha attaccato sugli organici delle Forze dell’ordine, Italia viva sul controllo del territorio. La «carenza forte di percezione di sicurezza», pochi giorni fa, era stata utilizzata anche dal vicesegretario nazionale della Lega, Claudio Durigon, per ribadire che «Piantedosi sta facendo un gran lavoro ma Salvini potrebbe incidere di più». La premier Giorgia Meloni, per ora, resta in silenzio.



























