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Repubblica.it Politica

Manlio Messina vuota il sacco contro FdI: “Apro il mio telefono e svelo come gestiscono il partito” Barelli, dimissioni al veleno con i fratelli Berlusconi: “FI non si guida da fuori” Conte e i consigli di Trump sulla Libia: “Mi disse: c’è petrolio, prendilo con la forza” Zingaretti: “Sconfitti i nazionalismi,ora stagione nuova” Il partito tricolore dell’autocrate che lo acclamò da Pontida a Atreju FI apre a Freni in Consob per avere Barelli viceministro A Torino arriva Arianna Meloni: dovrà mettere ordine in FdI dopo gli scandali di Delmastro & Co. Per gli 80 anni della Repubblica show in piazza al Quirinale Consigliera Enac approda in Ita: la scalata della leghista Fiorini Patto Tajani-Giuli per evitare l’arrivo dei russi alla Biennale Lupi: “Le democrazie alzano la testa. Segnale pure a Mosca” Primarie, Schlein frena: “Non è il tema principale, io pronta a fare la premier” Magyar, il patriota che si ribellò a Viktor Orbán: “Ora torniamo normali” Ungheria, Schlein: “Ha perso anche Meloni”. La premier plaude al vincitore: collaboreremo Schlein al Vinitaly: “Il governo chieda un tetto europeo al prezzo del gas” Poltrone ai sodali e fondi agli amici. Le mani di Mollicone sul cinema Padiglione russo alla Biennale, l’imbarazzo di Palazzo Chigi. E mercoledì Meloni vede Zelensky Firenze, il David nei manifesti di Vannacci. La Galleria dell’Accademia: “Nessuna autorizzazione” I dolori del centrodestra: settimana in salita tra remigrazione, antimafia e tenuta forzista Caso Minetti, se le ragioni di umanità prevalgono Orfini: “Giusto lo stop imposto dall’Europa, Giuli è responsabile” FI, Costa capogruppo senza voto. Vertice da Marina sui congressi Dalle feste ad Arcore al volontariato in Caritas la nuova vita di Nicole Nodo primarie a sinistra, Renzi: “Salis si candidi” La difesa della Biennale: “Sui russi leggi rispettate”. Lega e M5S contro l’Ue Iran, Salvini: "Trump? Sono amico degli Usa ma bisogna fermarsi". E attacca l'Europa Dall’indagine Hydra al clan Senese, i dossier in Antimafia che preoccupano FdI Nicole Minetti graziata: deve occuparsi di un minore in gravi condizioni di salute Biennale, l’ultimatum della Ue: “Via i fondi se vengono i russi” Vespa, le urla contro Provenzano. Pd: “Inaccettabili”. FdI lo difende
Lega, Salvini non trova l’intesa. Resta la fronda dei gov...
di Alessandra Corica · 2026-06-23 · via Repubblica.it Politica

Tutti collegati da remoto, la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista è durata meno di un paio d’ore. A coordinare gli interventi ci ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sarà lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore. Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine non se n’è parlato. Tutto fermo. In fondo, secondo il vicepremier, «non ci sono situazioni interne» alla Lega. Come a dire, nessun problema.

Sta di fatto che il messaggio che è stato fatto pervenire al leader la scorsa settimana, quando è stata lanciata la proposta del tavolo, e che ieri ha preso forma ancora di più, suona così: «Non arretriamo nella proposta di riforma della Lega». È la convinzione di Luca Zaia e dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. Quanto alla riunione, «è stata utile per i macrotemi ma non si può pensare che con un tavolo del genere si possa sostituire un’autentica analisi di ciò che è avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci». Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.

Nel corso della riunione, ognuno ha fatto un po’ il punto rispetto al proprio lavoro e alle esigenze del territorio. C’era il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, così anche Roberto Calderoli che ha ricordato i prossimi passi per portare a casa l’autonomia: dopo le quattro pre-intese firmate con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, a luglio Camera e Senato si esprimeranno con atti di indirizzo, poi la parola passerà ai Consigli regionali, per poi tornare di nuovo alle Camere. Il messaggio da far passare anche all’esterno è che «manca davvero poco» per arrivare a una conclusione di una battaglia storica del Carroccio. Tra gli argomenti, le zone economiche speciali, fondi per la sanità, proposte anche dai rappresentanti del Sud: una riunione filata liscia con l’invito di Salvini a selezionare i temi su cui puntare da qui al voto. Soddisfatto il responsabile Enti locali, Stefano Locatelli, secondo il quale viene «confermata la vitalità di un movimento radicato in tutto il Paese e attento non solo alle esigenze delle grandi realtà urbane, ma anche a quelle dei piccoli comuni e delle aree interne».

Insomma, politica amministrativa, come detto, senza entrare mai nel dettaglio della crisi. Il fronte del Nord attende dunque la due giorni di luglio, estesa anche ai parlamentari, per capire se ci sono reali margini di manovra per imporre un cambiamento più o meno concreto. Di sicuro il Salvini degli ultimi giorni è sembrato assai refrattario ad ogni modifica reale che possa scalfirne il potere interno. Non mancano, dietro le quinte, le ironie sui gazebo milanesi che lo scorso weekend hanno incoronato il segretario federale candidato della base per Milano: da via Bellerio è stato diramato il dato di 10 mila votanti, si vocifera che i numeri reali siano molto più bassi (circa 2 mila). Magari sono cattiverie, ma il clima resta comunque di grande preoccupazione, anche se ieri sera il sondaggio di La7 ha visto la Lega sopra a Futuro nazionale, dopo l’aggancio della settimana scorsa, di uno 0,1 per cento. Inezie, ma di questi tempi basta poco sia per far precipitare la situazione, sia per rafforzare chi è in difficoltà.