Dopo l’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, sono molte le reazioni del mondo politico italiano. In testa gli esponenti dell’opposizione.
Elly Schlein ha preso la parola nell'Aula di Montecitorio per difendere la premier "dopo i gravissimi attacchi del presidente americano Donald Trump, per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. L'Italia è un paese libero e sovrano e la nostra costituzione è chiara: l'Italia ripudia la guerra. Nessun leader straniero può permettersi di insultare e minacciare il nostro Paese e il nostro governo. Chiediamo su questo condanna unanime".
Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, scrive su X: "Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato". Per poi aggiungere sempre sui social: “Trump critica Giorgia Meloni per la mancanza di coraggio e le troppe promesse. La premier cambia cavallo in corsa e come sempre fa la vittima. Non è un attacco all'Italia, quello di Trump: è un attacco interno al mondo Maga, è un attacco a Fratelli d'Italia. Non do solidarietà alla premier ma le chiedo conto della sua consueta doppia faccia, in Italia e nel mondo”, osserva Renzi.
Trump critica Giorgia Meloni per la mancanza di coraggio e le troppe promesse. La Premier cambia cavallo in corsa e come sempre fa la vittima. Non è un attacco all’Italia, quello di Trump: è un attacco interno al mondo Maga, è un attacco a Fratelli d’Italia. Non do solidarietà…
— Matteo Renzi (@matteorenzi) April 14, 2026
Secondo il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, si tratta di una reazione prevedibile: "Gli attacchi non mi sorprendono. In questo contesto avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po’ al riparo. Invece l'ambiguità poi a un certo punto, come tutti i nodi, viene al pettine".
Angelo Bonelli, dal canto suo, commenta: "Chi oggi porta avanti una logica allucinante, preoccupante per il futuro del pianeta, chi attacca il Papa con un atteggiamento di vera e propria blasfemia nei confronti della comunità cattolica, deve vedere dal Parlamento della Repubblica Italiana una profonda condanna –dice il leader di Avs alla Camera – Noi condanniamo questo atteggiamento, un atteggiamento che mette a rischio la stabilità del mondo intero. Trump non può assolutamente condizionare la politica e il governo italiano, perché l'Italia è un popolo, è una nazione sovrana. E ribadiamo ancora una volta la solidarietà a papa Leone", conclude. Mentre per il suo compagno di partito e segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, il presidente degli Stati Uniti "dovrebbe sapere che quando la nave affonda, i topi scappano. Eh si, le guerre illegali, la continua violazione del diritto internazionale cominciano a incrinare una destra mondiale che sembrava invincibile. Il problema è che Meloni, di fronte ai primi segnali di cedimento dell'Internazionale nera, sta capendo che tutto questo non le fa bene, e sta cercando di smarcarsi dall'imbarazzante amico di Washington".
Per Carlo Calenda, leader di Azione, "Meloni ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri. E spero davvero che davanti a questo attacco di Trump al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente".
Sul caso interviene poi il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia: "La nostra condanna a Trump è ferma. Perché offendendo il presidente del Consiglio offende l'Italia intera. Non è accettabile, quindi massima vicinanza a Giorgia Meloni. A maggior ragione ci aspettiamo che lei diventi conseguente rispetto a questa presa di distanza del suo ex punto di riferimento ideologico. È evidente che gli interessi italiani vanno in direzione opposta rispetto a quelli del presidente americano".
Difende la premier Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito liberaldemocratico: "Ci sono momenti in cui la politica italiana deve difendere il proprio presidente del consiglio, sia che siamo in maggioranza che - come nel caso del Pld - in opposizione. Trump si sta comportando come quello che ha imboccato l'autostrada contro mano e pensa 'guarda questi, che hanno tutti imboccato l'autostrada in direzione sbagliata".
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, commenta: "Noi ci troviamo in piena sintonia con gli Stati Uniti d'America, quando non ci troviamo in sintonia abbiamo il dovere, prima ancora che il diritto, di dirlo". In questo caso c'era il "dovere di prendere le distanze da un attacco frontale al sommo Pontefice, se non l'avesse fatto, sarebbe venuta meno ai doveri non solo di cattolica, credente, osservante, perché Giorgia lo è profondamente, ma anche ai doveri del presidente del Consiglio italiano che non si è mai neanche lontanamente immaginato che ci potesse essere un confronto così duro, qualunque cosa dica il Papa; giusta o sbagliata".
Vicinanza alla premier Meloni arriva poi dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana: “Rivolgo la mia solidarietà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le sue parole in difesa del Santo Padre e della pace sono assolutamente condivisibili. Non può esserci alternativa a un impegno comune per il dialogo e la diplomazia".
Sul fronte della maggioranza, il deputato e responsabile nazionale organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, afferma: "Ho apprezzato le parole di Elly Schlein in Parlamento, più di altri dell'opposizione che non hanno colto il suo intervento". E poi: "Cosa penso delle parole di Trump? Ha parlato il presidente del consiglio, Trump ha risposto e devo commentare io? Va bene che ho una buona stima di me, ma penso basti...".
Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, difende Meloni: "Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell'unità dell'Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci. Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie. Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l'interesse dell'Italia".
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, scrive su X: "L'amicizia tra nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto".
"Il legame tra Italia e Stati Uniti - spiega - non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell'alleanza. Fino a oggi il presidente Trump ha considerato Giorgia Meloni una persona coraggiosa, determinata e attenta al bene dell'Italia. Ed è vero. Perché Giorgia Meloni è un leader che non ha mai temuto di dire ciò che pensa, soprattutto quando sono in gioco princìpi, rispetto e identità. Su papa Leone XIV ha detto ciò che ogni italiano sente profondamente”.

























