Alla pre-apertura della Biennale Arte 2026 è prevista ai Giardini di Venezia un’azione di protesta contro il ritorno del padiglione russo, contestato per il legame con Mosca mentre prosegue la guerra in Ucraina. Tra le voci del dissenso figurano Pussy Riot, artiste e artisti russi contrari alla guerra e l’attivista Katia Margolis. Il padiglione sarà accessibile solo alla stampa nei giorni di preview, poi resterà chiuso al pubblico ma visibile dall’esterno. La Commissione europea ha condannato la riapertura e ha messo a rischio 2 milioni di euro di fondi, mentre la Giuria internazionale della mostra si è dimessa il 30 aprile.
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