
























Il decreto sicurezza è stato convertito in legge. L'aula della Camera l'ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari e un astenuto. Il testo è passato dopo la fiducia e una maratona di due giorni che si è conclusa stamattina. Nemmeno dopo un’ora, in una riunione lampo durata pochi minuti, il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, che contiene un correttivo proprio al decreto sicurezza.
Mattarella promulga il dl sicurezza ed emana il decreto correttivo
Sono stati sottoposti in data odierna al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la legge di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e il decreto-legge correttivo di alcune disposizioni del predetto decreto-legge come convertito in legge. Il capo dello Stato ha quindi promulgato la legge di conversione del decreto-legge n. 23 e, successivamente, ha emanato il decreto-legge correttivo, che entrerà in vigore lo stesso giorno della predetta legge di conversione.
Meloni: “Altro passo per rafforzare tutela cittadini, legalità non negoziabile”
"Con l'approvazione definitiva del decreto sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile. Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le forze dell'ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza. Noi andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani". Così, in un post sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Greco (Consiglio nazionale forense): “Soddisfatti, tolto nostro improprio coinvolgimento”
"Siamo soddisfatti del fatto che sono state considerate le nostre preoccupazioni e le nostre osservazioni in ordine ad un improprio coinvolgimento del Consiglio nazionale forense nel procedimento che riguardava il rimpatrio volontario assistito: ci assegnavano dei compiti che esulano dalle competenze del Consiglio nazionale forense". Così il presidente del Consiglio nazionale forense (Cnf), Francesco Greco, commenta all'Adnkronos l'approvazione del nuovo decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti. "Sono soddisfatto del fatto che è stato tolto il riferimento all'attività dell'avvocato nel modo in cui era stata delineata" nel testo precedente, prosegue Greco convinto che era "sbagliato" il riferimento "alla figura del difensore: una cosa è il professionista che fa consulenza, un'altra è il difensore".
Rimpatri volontari, cdm approva decreto correttivo: 615 euro non solo ad avvocati, non più legati a partenza migrante
Il consiglio dei ministri, su proposta della premier Giorgia Meloni, del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del ministro dell'Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato in una seduta lampo di 11 minuti il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, correggendo le norme contenute nell'articolo 30 bis del decreto sicurezza appena approvato dalla camera e convertito in legge.
"Il testo apporta alcune modifiche alle norme in materia di rimpatri volontari assistiti (rva) introdotte in sede di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23. Le nuove norme- si legge nella nota di palazzo Chigi - agiscono in particolare sulla disciplina relativa ai soggetti che possono fornire assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito e, di conseguenza, ricevere il compenso di circa 615 euro legato a tale prestazione". In particolare, puntualizza il governo, "l'ampliamento si realizza attraverso l'eliminazione della specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente ad opera di un avvocato. Inoltre, si subordina la corresponsione del compenso alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all'esito della partenza del migrante. Infine, si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio nazionale forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il ministero dell'Interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l'opera prestata a favore dello straniero rimpatriando. Di conseguenza, si prevede che con decreto del ministro dell'Interno saranno definiti anche i criteri per l'individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l'attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso".
Deputati col trolley in mano lasciano Montecitorio: “Sto morendo di sonno”
di Serena Riformato
Approvato in via definita il decreto sicurezza, i deputati si dileguano con passo spedito e trolley in mano da Montecitorio. “Sto morendo di sonno”, si sfoga un parlamentare dell’opposizione parlando con un collega. La seduta fiume di stanotte si è conclusa alle 7.30 di questa mattina. Poi il voto dalle 11.30 in poi, con la conclusione intorno alle 12.45.
Cdm lampo, approvato il decreto correttivo sui rimpatri volontari assistiti
Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, in una riunione lampo durata pochi minuti ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, che contiene un correttivo al decreto sicurezza convertito in legge dalla Camera neanche un'ora fa.
La spaccatura tra FdI e Lega sul 25 aprile
di Conchita Sannino
La prossemica della spaccatura sul 25 aprile, tra FdI e Lega. Primo passaggio, la deputata leghista, Laura Cavandoli, che dice: “Il 25 aprile non è la festa della sinistra ma dell'Italia liberata, di chi partecipò alla Liberazione, delle donne protagoniste delle staffette partigiane”. Sorpresa: applausi scrocianti da sinistra, e gelo dai meloniani che restano immobili e fermi. Secondo passaggio: l’opposizione reagisce alle parole di Rotondi, “sinistra mozzaorecchie” e qualche leghista plaude quando Magi dice “solo la fiamma tricolore continua a celebrare la sua sconfitta”. Terzo passaggio: i meloniani intonano l’inno nazionale pensando di opporlo al “Bella ciao” di poco prima della sinistra , invece le opposizioni cantano e gli unici a tacere sono i leghisti. Restano addirittura seduti al banco: Salvini, Piantedosi e Molteni. Mentre si alzano i sottosegretari Siracusano e Mazzi.
Al via cdm per dl 'correttivo' su rimpatri volontari
È iniziato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno della riunione presieduta dal vicepremier Antonio Tajani, il decreto legge recante 'disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti', che servirà a correggere la norma sui rimpatri volontari inserita nel dl sicurezza da poco approvato in via definitiva alla Camera.
Fonti: nuovo decreto partirà da Senato per conversione
di Serena Riformato
Secondo fonti parlamentari, se non dovessero esserci intoppi, dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il nuovo decreto rimpatri - con la norma correttiva sul compenso degli avvocati - partirà dal Senato per la conversione.
Salvini: “In aula per il dl sicurezza, non è un festival canoro”
"Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l'inno nazionale ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo a chi gli domandava perché quando in aula alla Camera è stato intonato l'inno, è rimasto seduto come gli altri esponenti della Lega.
Centrodestra intona inno d'Italia (escluso la Lega), opposizioni si accodano
Prima del voto finale del decreto sicurezza i deputati di FdI hanno intonato l'inno d'Italia, sfidando così le opposizioni dopo che loro avevano intonato 'Bella ciao'. I parlamentari di centrosinistra si sono quindi alzati a loro volta e hanno iniziato a cantare, con Angelo Bonelli che ha diretto il coro con le mani. Sui banchi del Governo il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e la sottosegretaria Matilde Siracusano si sono alzati a cantare, mentre i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Nicola Molteni sono rimasti seduti. Seduti anche i deputati della Lega, che non hanno cantato l'inno.
Lega esulta con foto di gruppo, Salvini: “Ora vado in cdm e lì festeggiamo di nuovo”
di Gabriella Cerami
La Lega esulta con una foto di gruppo dopo l’approvazione del dl sicurezza alla Camera. Salvini commenta: “Ora vado in consiglio dei ministri e lì festeggiamo di nuovo”. La Lega non ha cantato l’Inno nazionale? Salvini: “Siamo qua per il decreto sicurezza. Non è un festival canoro. Io rispetto l’Inno d’Italia, ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto”.
Ok definitivo della Camera al decreto sicurezza con 162 sì
Il decreto sicurezza è stato convertito in legge. L'Aula della Camera l'ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari ed un astenuto. Il testo è stato approvato dopo la fiducia e una maratona di due giorni che si è conclusa stamattina.
Bagarre in aula dopo Bella ciao
di Conchita Sannino
Il coro della sinistra che in aula batte le mani e canta “Bella ciao”, con Fabio Rampelli che guida l’assemblea e frena: “Abbiamo capito, colleghi, abbiamo capito, ora basta”. La ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo spinge Chiara Braga del Pd a indossare il fazzoletto dell’Anpi “contro ogni nostalgia viva la Resistenza, via l’Italia libera”. Ma poi arriva l’affondo di Gianfranco Rotondi che dai banchi della destra, da ex democristiano mentre celebra il 25 aprile e l’opera di De Gasperi, aggredisce gli avversari: “L’intento era unificare. Non sarebbe stato possibile se ci fossero stati i mozzaorecchi della sinistra di oggi!” Insorge l’opposizione. Dagli scranni opposti i buu, deputati che si alzano. Schlein la segretaria resta ferma, sorride e scuote la testa, e Serracchiani in piedi che si agitano e fanno un gesto con la mano, ma che stai dicendo, e poi Nicola Fratoianni , da Avs, interviene : “Guarda Rotondi che se non ci fossero stati i mozzaorecchi della sinistra tu non potresti parlare qui in aula”
Fratoianni: “A destra ipocrisia pelosa sul 25 Aprile, Bella ciao non è divisiva”
"C'è una cosa pericolosa: l'ipocrisia. Sentire dire in Aula che cantare Bella ciao, che viaggia sotto braccio all'inno, è un atto divisivo rivela l'ipocrisia pelosa del vostro appello all'unità. Noi vogliamo unità ma nella chiarezza: proporre leggi che dichiarano gli antifa fuorilegge è l'opposto della costruzione dell'unità. Buon 25 aprile a tutti, anche a tutti voi". Lo ha detto il deputato di Avs Nicola Fratoianni intervenendo alla Camera. Quelli di sinistra, ha aggiunto, "vengono dalla storia di chi consente al presidente del Senato Ignazio La Russa di continuare a raccontare che il 25 Aprile si celebra ricordando i partigiani e i morti di Salò, chi ha liberato il paese e chi lo opprimeva".
Bonelli: “Decreto pasticcio, contro la Costituzione e in sfida al Quirinale”
“Un decreto pasticcio che va contro la Costituzione e che sfida, purtroppo, il Presidente della Repubblica. Siamo al quinto decreto sicurezza del governo Meloni: un segno evidente di fallimento. Più propaganda, meno sicurezza. La verità è che l’Italia è oggi meno sicura sotto i colpi delle scelte propagandistiche della destra”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde.
Deputati opposizione cantano Bella ciao in apertura di seduta
La seduta alla Camera per il voto del decreto sicurezza si è aperta con i deputati dell'opposizione che hanno intonato a gran voce "Bella ciao", alla vigilia del 25 aprile. "Buon 25 aprile a chi si sente legato ai giovani partigiani che hanno liberato il paese", ha detto in apertura del suo intervento il capogruppo del M5s, Riccardo Ricciardi.
Salvini in aula Camera per voto: “Bella giornata”
"Sono qua con gioia per il decreto Sicurezza. Poi vado in Consiglio dei ministri. È una bella giornata". Lo ha affermato il vicepremier leghista Matteo Salvini.
Braga (Pd): “Dl sicurezza simbolo fallimento governo, mortificato Parlamento”
"Il decreto sicurezza, rimasto fermo al Senato per settimane per divisioni interne alla maggioranza, è arrivato a Montecitorio senza un vero esame parlamentare, con tempi compressi e senza il coinvolgimento delle Commissioni. Il parlamento è stato ridotto a mero luogo di ratifica di decisioni assunte prima e altrove. Nel provvedimento è presente una norma ritenuta palesemente incostituzionale, che lo stesso governo si appresta a correggere con un nuovo decreto: una forzatura grave che rappresenta un precedente senza eguali e un vulnus per l'equilibrio tra i poteri dello Stato". Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, nella dichiarazione di voto sul Decreto Sicurezza. "Per il Pd, la sicurezza non si costruisce con propaganda e repressione, ma con prevenzione, investimenti sociali e rafforzamento delle forze dell'ordine. Dopo oltre tre anni di governo, il Paese è più fragile, con più precarietà e meno sicurezza reale - ha aggiunto - Il decreto, basato su nuove fattispecie di reato e pene più dure, rischia solo di aggravare il sistema giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza affrontare le cause profonde dell'insicurezza. Alla vigilia del 25 aprile ribadiamo la difesa dei principi costituzionali e del diritto al dissenso, contro un provvedimento che indebolisce le istituzioni e comprime le libertà fondamentali".
Lupi: “Accanto a sanzioni puntato su educazione e prevenzione”
"Questo decreto aumenta la sicurezza, che non è un tema di destra o di sinistra ma un diritto di tutti i cittadini. Accanto alle sanzioni ed ai controlli, abbiamo puntato anche sulla prevenzione, sull'educazione e sul recupero dei territori, per estendere il modello Caivano". Lo afferma il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
Dl sicurezza, fonti: attesa questa sera pubblicazione in Gazzetta ufficiale assieme a dl rimpatri
Dovrebbero essere pubblicati già oggi, a partire dalle 18, in Gazzetta ufficiale il decreto Sicurezza, che verrà approvato in tarda mattinata in via definitiva dalla Camera, e il decreto Rimpatri, che verrà varato subito dopo dal Cdm per correggere la norma sugli incentivi agli avvocati, finita sotto la lente del Quirinale. È quanto si apprende da fonti della Gazzetta ufficiale. Sui due testi - salvo sorprese o ulteriori rilievi - è attesa la firma contestuale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che quindi potrebbe arrivare già nel pomeriggio.
Grimaldi (Avs): “Risponderemo nelle urne e nelle piazze”
"La sicurezza, in uno stato costituzionale, non è mai solo un problema di ordine pubblico. Vedete, esiste una domanda di sicurezza che attraversa il paese e ha radici profonde. Quella domanda parla di lavoro povero, precarietà, emergenza abitativa, rinuncia alle cure, beni inaccessibili. Questa è l'insicurezza che le persone vivono e che voi non volete affrontare. Siete presi dalla mania del controllo e non sapete cosa sia la protezione sociale". Così Marco Grimaldi di Avs in nel corso di un intervento nell'aula e poi fuori nella piazza dei No kings arrivata ieri notte sotto il palazzo di Montecitorio pacificamente con una fiaccolata.
Sallemi (FdI): “Decreto assolutamente costituzionale”
"Il decreto è assolutamente costituzionale. L'unico punto che è stato sollevato da parte della presidenza della Repubblica è sull'emendamento relativo al riconoscimento dei 615 euro per gli avvocati nel caso in cui avessero come assistito un immigrante che richiede volontariamente, autodeterminandosi, di lasciare il territorio nazionale". Così il senatore Salvo Sallemi, vicepresidente al senato di Fratelli d'Italia, intervenuto a Dissocial, in onda su radio Cusano, commentando le polemiche delle opposizioni sul decreto sicurezza.
Costa (Forza Italia): “Sì a decreto che tutela cittadini e forze dell'ordine”
"Diciamo sì al decreto sicurezza perché combatte lo spaccio di droga, le rapine, i borseggi e impedisce ai violenti di prendere parte alle manifestazioni. Aumenta la videosorveglianza, tutela le forze dell'ordine e contrasta l'immigrazione clandestina". Così Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, in una dichiarazione al Tg1 di ieri sera.
Schlein: “Forzatura istituzionale incredibile”
"È una forzatura istituzionale incredibile". Così la segretaria del Pd Elly Schlein ieri sera a Piazzapulita su La7 sulla norma sui rimpatri inserita nel decreto sicurezza. "Ma come gli è venuto in mente di fare una norma che piega la nobile professione dell'avvocato a fare l'esecutore della volontà del governo di turno per rimpatriare? Come gli è venuto in mente di fare una norma che incrina il rapporto di fiducia tra l'avvocato e la persona che assiste? E aggiungo, una norma che viola un principio costituzionale, quello del diritto alla difesa. E oltretutto, quando il Quirinale ha fatto i suoi rilievi, anziché fermarsi, hanno tirato dritto, costringendo l'Aula a votare una norma incostituzionale per poi modificarla due minuti dopo".
Cuperlo cita Cetto La Qualunque contro il bonus rimpatri
Bonus sui rimpatri, c’è l’intesa: norma a tempo e pochi soldi
La fumata bianca sul pasticcio rimpatri arriva a sera. Poco dopo le 8, da Cipro, Giorgia Meloni fa convocare ufficialmente ad Alfredo Mantovano il Cdm che oggi, intorno all’ora di pranzo, dovrà varare il decreto bis sulla sicurezza, la toppa per rammendare l’ultimo strappo dell’esecutivo con il Quirinale. È lo stesso Mantovano a spedire la bozza del provvedimento al Colle, decreto intitolato così: «Disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti». Ultime limature fino al tramonto, poi il disco verde: c’è l’intesa, trapela da fonti governative.
Pd: “Decreto certifica fallimento del governo Meloni”
Si è conclusa alla Camera la fase delle dichiarazioni di voto sul decreto sicurezza, che ha visto un forte impegno del gruppo parlamentare del Partito democratico nel contrasto al provvedimento. Nel corso della “seduta fiume” si sono registrati 106 interventi in Aula, di cui 58 del Partito democratico. Negli interventi delle deputate e dei deputati democratici è stato sottolineato come il decreto rappresenti “la certificazione del fallimento dell’azione del governo Meloni: siamo già al quarto decreto in materia, prova dell’inefficacia delle misure adottate”. Nel mirino anche la linea dell’esecutivo, giudicata “sempre uguale a sé stessa: nuovi reati e pene più alte, senza rispondere ai bisogni reali di sicurezza di cittadini e territori”. Critiche infine al metodo, con “strappi e forzature che hanno compresso il dibattito parlamentare fino al paradosso di una Camera chiamata a votare una norma ritenuta incostituzionale”. Il risultato, per il Pd, è un “pasticcio istituzionale senza precedenti”. Nel corso del dibattito i democratici hanno inoltre richiamato più volte i principi costituzionali sottolineando come sia “profondamente sbagliato colpire i fondamenti della democrazia, a partire dal diritto al dissenso”.
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