Oggi premier time al Senato. Giorgia Meloni a palazzo Madama risponde alle interrogazioni delle forze di maggioranza e di opposizione. La maggioranza punta a far risaltare i risultati del governo in politica interna.
Meloni, entro l'estate ok alla delega per la ripresa del nucleare in Italia
"Approfitto per dire che entro l'estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier time in Senato, rispondendo a un'interrogazione di Azione sull'istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.
Meloni a Calenda: “Porte aperte a chi si confronta nel merito”
"Sulla cabina di regia sarei anche disponibile. Quando finora abbiamo provato a fare delle proposte di questo tipo le risposte dalla stragrande maggioranza dei partiti di opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo uno degli ultimi casi, all'inizio del conflitto in Iran, dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia non c'è alcuna volontà di organizzare passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte serebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l'interesse di partito per l'interesse nazionale". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un'interrogazione di Azione sull'istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese. “Le tensioni geopolitiche incideranno su crescita”, aveva detto in precedenza.
Botta e risposta con Renzi
Duello tra Matteo Renzi e Giorgia Meloni nell'aula del Senato. "Non è colpa mia se invece di un governo sembrate una famiglia Addams, li avete scelte voi", attacca il leader di Italia viva, dopo una lunga serie di critiche all'azione di governo. "Si invoca la presidente in aula ogni giorno - replica la premier - ma al netto di accuse e insulti c'è oggettivamente poco di cui parlare".
Renzi definisce Meloni "sedotta e abbandonata da Trump", zavorrata da una "maggioranza non in grado di affrontare le sfide", e citando i collaboratori di Alessandro Giuli e Daniela Santanché punge: "Questo governo dei leader quando ha un problema licenzia i sottoposti. L'unico barlume di speranza è stato nominare un ginecologo alla Corte dei conti...", conclude.
Meloni risponde rivendicando "la stabilità" del suo governo e rilancia: "Quello che intendiamo fare in questo ultimo anno di governo è continuare a fare quanto fatto: rafforzare salari e potere d'acquisto, incentivare le aziende che assumono, aiutare famiglia e natalità. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro", conclude.
“Salario minimo rischia di diventare una soglia al ribasso”
“Dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più”, Così la presidente del Consiglio rispondendo all'interrogazione presentata da Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d'acquisto. “Ora, chiaramente nessuno pensa che il problema sia risolto, sappiamo che gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, che bisogna continuare a lavorarci, che molte famiglie fanno fatica. Però dopo anni in cui il potere d'acquisto diminuiva, la tendenza si è invertita e questo significa che continuando con questo lavoro e su questa strada possiamo far crescere i salari in modo stabile", ha concluso la premier.
Ad Avs: “Diminuiti i precari e aumentati gli occupati stabili”
"Sotto questo governo i precari sono diminuiti di 550mila unità rispetto ai governi precedenti, e gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo. Perché abbiamo nei nostri provvedimenti disincentivato la precarietà, e abbiamo lavorato particolarmente sul Mezzogiorno, che sappiamo essere il territorio che paga di più quest'emigrazione". Lo ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a un'interrogazione del senatore Peppe De Cristofaro di Avs su iniziative per contrastare l'emigrazione giovanile.
“Grazie alla Zes unica investimenti per 55 miliardi”
"Dall'inizio il governo ha dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere ma una grande opportunità da cogliere: dove per molti anni l'approccio si è concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare l'attenzione su investimenti, lavoro, infrastrutture, semplificazione. La Zes (Zona economica speciale, ndr) unica è l'esempio più concreto: in due anni sono autorizzati, e in parte sostenuti con crediti di imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume complessivo di affari di circa 55 miliardi di euro e ricadute occupazionali". Cosìo Giorgia Meloni rispondendo a un'interrogazione di Stefania Craxi, Forza Italia, sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
(In aggiornamento)





















