惯性聚合 高效追踪和阅读你感兴趣的博客、新闻、科技资讯
阅读原文 在惯性聚合中打开

推荐订阅源

S
SegmentFault 最新的问题
OSCHINA 社区最新新闻
OSCHINA 社区最新新闻
B
Blog RSS Feed
Y
Y Combinator Blog
T
Tailwind CSS Blog
博客园 - 三生石上(FineUI控件)
J
Java Code Geeks
Stack Overflow Blog
Stack Overflow Blog
aimingoo的专栏
aimingoo的专栏
Jina AI
Jina AI
The GitHub Blog
The GitHub Blog
奇客Solidot–传递最新科技情报
奇客Solidot–传递最新科技情报
A
About on SuperTechFans
H
Hackread – Cybersecurity News, Data Breaches, AI and More
D
Docker
酷 壳 – CoolShell
酷 壳 – CoolShell
C
Check Point Blog
M
MIT News - Artificial intelligence
Last Week in AI
Last Week in AI
V
V2EX
腾讯CDC
F
Fortinet All Blogs
博客园 - 叶小钗
T
The Blog of Author Tim Ferriss

Repubblica.it Politica

Manlio Messina vuota il sacco contro FdI: “Apro il mio telefono e svelo come gestiscono il partito” Barelli, dimissioni al veleno con i fratelli Berlusconi: “FI non si guida da fuori” Meloni condanna Trump sul Papa: “Parole inaccettabili”. E anche Salvini critica il presidente Usa Conte e i consigli di Trump sulla Libia: “Mi disse: c’è petrolio, prendilo con la forza” Zingaretti: “Sconfitti i nazionalismi,ora stagione nuova” Il partito tricolore dell’autocrate che lo acclamò da Pontida a Atreju FI apre a Freni in Consob per avere Barelli viceministro A Torino arriva Arianna Meloni: dovrà mettere ordine in FdI dopo gli scandali di Delmastro & Co. Per gli 80 anni della Repubblica show in piazza al Quirinale Consigliera Enac approda in Ita: la scalata della leghista Fiorini Patto Tajani-Giuli per evitare l’arrivo dei russi alla Biennale Lupi: “Le democrazie alzano la testa. Segnale pure a Mosca” Primarie, Schlein frena: “Non è il tema principale, io pronta a fare la premier” Magyar, il patriota che si ribellò a Viktor Orbán: “Ora torniamo normali” Schlein al Vinitaly: “Il governo chieda un tetto europeo al prezzo del gas” Poltrone ai sodali e fondi agli amici. Le mani di Mollicone sul cinema Padiglione russo alla Biennale, l’imbarazzo di Palazzo Chigi. E mercoledì Meloni vede Zelensky Firenze, il David nei manifesti di Vannacci. La Galleria dell’Accademia: “Nessuna autorizzazione” I dolori del centrodestra: settimana in salita tra remigrazione, antimafia e tenuta forzista Caso Minetti, se le ragioni di umanità prevalgono Orfini: “Giusto lo stop imposto dall’Europa, Giuli è responsabile” FI, Costa capogruppo senza voto. Vertice da Marina sui congressi Dalle feste ad Arcore al volontariato in Caritas la nuova vita di Nicole Nodo primarie a sinistra, Renzi: “Salis si candidi” La difesa della Biennale: “Sui russi leggi rispettate”. Lega e M5S contro l’Ue Iran, Salvini: "Trump? Sono amico degli Usa ma bisogna fermarsi". E attacca l'Europa Dall’indagine Hydra al clan Senese, i dossier in Antimafia che preoccupano FdI Nicole Minetti graziata: deve occuparsi di un minore in gravi condizioni di salute Biennale, l’ultimatum della Ue: “Via i fondi se vengono i russi” Vespa, le urla contro Provenzano. Pd: “Inaccettabili”. FdI lo difende
Ungheria, Schlein: “Ha perso anche Meloni”. La premier pl...
Lorenzo De Cicco · 2026-04-13 · via Repubblica.it Politica

ROMA – È una notte densa di amarezze per la Lega e carica di dubbi dentro Fratelli d’Italia. La sconfitta di Viktor Orbán è una doccia fredda per il Carroccio, che perde uno dei suoi più potenti alleati in Europa, nella famiglia dei Patrioti. Matteo Salvini ha convocato per oggi il “federale” del partito a via Bellerio. Si discuterà del caro energia, ovvio, ma anche della débâcle ungherese: la prima ripercussione sul fronte interno, raccontano più fonti lumbard, è che Orbán non sarà presente domenica prossima a Milano, all’adunata leghista. Era stato invitato, ma la presenza era subordinata al successo. Salvini con l’autocrate si è sentito in queste ore. Per il socio magiaro si era speso in questa campagna elettorale come per nessun altro, dal video social di supporto al palco condiviso a Budapest il 23 marzo, il giorno del referendum.

Giorgia Meloni commenta le elezioni alle dieci e mezza di sera, dopo Macron, Merz e Von der Leyen. Ringrazia «l’amico Viktor» per «l’intensa collaborazione», convinta che «servirà la sua nazione dall’opposizione». E intanto si congratula con Magyar «per la chiara vittoria», sostenendo che tra Roma e Budapest resta «un profondo legame, continueremo a collaborare». Pure la premier aveva partecipato, in modo via via sempre più evanescente, alla campagna di Orbán (lontanissimi i tempi in cui l’autocrate veniva invitato ad Atreju, al coro di “avanti ragazzi di Buda”). Il 12 gennaio la premier ha spedito un filmato di sostegno, assemblato da Fidesz con i contributi di altri, imbarazzanti, leader sovranisti, da Netanyahu ad Alice Weidel. Poi, più nulla. Nemmeno da Fratelli d’Italia, che pure, fino a due anni fa, sognava di cooptare Orbán nei Conservatori. Opzione impraticabile, però, per la vicinanza dell’ormai ex premier ungherese con Mosca. E adesso? Ai piani alti di FdI si ragiona così: Orbán, con tutti i suoi limiti, lo conoscevamo, sapevamo come la pensa. Magyar, invece, è un’incognita. Anzi, il primo abboccamento non è stato un successo. Risale a fine settembre, quando il vincitore delle elezioni ungheresi rischiava di perdere l’immunità all’Europarlamento, insieme ad Ilaria Salis. I Fratelli avevano chiesto, sottotraccia, di scorporare le due votazioni, per sostenere Magyar e affossare Salis. Ma l’operazione non è andata a buon fine. Nel centrodestra, i più ottimisti sono gli azzurri di FI, gemellati nel Ppe con il leader di Tisza. «Basta sovranismi esasperati», esulta Deborah Bergamini.

L’opposizione naturalmente brinda alla sconfitta dell’ultradestra di Orbán (e dei suoi sodali italiani). Per la leader del Pd, Elly Schlein, «il tempo delle destre sovraniste è finito. Hanno vinto la libertà, la democrazia e la voglia d’Europa. Ha perso Orban, cavallo di Troia di Trump e Putin, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di supporto a Orbán e alla sua autocrazia». Per Riccardo Magi di +Europa, «vince l’Ucraina, perde la propaganda russa. E perde Meloni, sempre più sola in Europa». Per Avs, oltre a Nicola Fratoianni esulta anche l’eurodeputata Salis, incarcerata per 15 mesi a Budapest, prima del seggio all’Eurocamera. «Sia l’Ungheria che l’Europa saranno posti migliori senza Orbán. Addio per sempre».