Alle 8.36 di domenica mattina, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sceglie la sua battaglia. Il bersaglio è la fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi. L’attacco è in un post su X: “Per partecipare, le case editrici dovranno ottenere quest'anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un’apposita dichiarazione”, scrive la premier. “È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”.
Poi l’affondo: “La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – conclude Meloni – si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 14, 2026Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione.
È così che la sinistra concepisce la libertà di…
Il capogruppo del M5S a Palazzo Madama Luca Pirondini legge la crociata mattutino della presidente del Consiglio nella cornice della competizione a destra: “Pensa di rincorrere Vannacci con questi argomenti ridicoli”.
“Con tutto quello che accade in Italia e nel mondo, Giorgia Meloni non trova di meglio da fare che parlare di una fantomatica ‘censura antifascista’ alla kermesse Più libri Più liberi. Un titolo che effettivamente non deve farla dormire la notte”, rimarca il senatore Cinquestelle.
"Il problema grosso”, secondo Pirondini, è che la leader di FdI cerca di inseguire il generale alla guida di Futuro nazionale “da presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione, che fino a quando non verrà riscritta da Meloni o Vannacci, è e rimane antifascista”.
“Se c'è qualcuno o qualcosa che cancellava le idee degli altri, quello era proprio il fascismo”, conclude. “Meloni vuole passare il tempo che le resta gareggiando con Vannacci a chi sta più a destra? Sono veramente messi malissimo”.



























