


























"Viene in mente la frase cult dell'Audace colpo dei soliti ignoti: 'M'hanno rimasto solo'. Ministro Giorgetti l'hanno rimasto solo...". Il senatore e leader di Iv Matteo Renzi va all'attacco con ironia nell'ambito delle dichiarazioni di voto sul Dpf riferendosi alle assenze nei banchi del governo. Si giri: non c'è Meloni - aggiunge - ma Meloni è in fuga, non come Coppi, da dopo il referendum. Non c'è il leader del suo partito, Salvini che nel frattempo ha trovato però tempo per incontrare la famiglia nel bosco e che ha concionato sul debito ma non è presente in Aula. Non c'è l'altro vicepremier, Tajani, che però è andato a vedere Frosinone-Carrarese, non ci sono gli altri ministri economici, il ministro Urso non c'è sin dall'inizio...". "Non c'è il ministro della Giustizia - ha proseguito - dice che stia studiando una grazia, il ministro della Cultura che sta studiando una Graziella...". "Eravate il governo del 'ci metto la faccia' ma siete quello degli ologrammi - ha proseguito con il sottosegretario che sorrideva ascoltando - è rimasto stoicamente Freni cui va la nostra affettuosa vicinanza: gli vogliamo più ben noi che il centrodestra che lo tiene da un anno fermo per non mandarlo alla Consob perché non si mette d'accordo. Freni per la Meloni non è un cognome è una esortazione: da quando c'è il governo Meloni è frenato tutto" nonostante il Pnrr. La verità, ha concluso, è che "c'è un governo imbarazzante e prima andate a casa e meglio è".
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