“E vedremo se stavolta non ci faranno entrare”. La domanda retorica e dal sapore vagamente minaccioso ripetuta più e più volte sui social e ribadita ora in una nota ufficiale. È il comunicato con cui il Comitato Remigrazione e Riconquista – capofila CasaPound Italia – annuncia che martedì 30 giugno tornerà in Parlamento per depositare “le 150 mila firme raccolte – il triplo di quelle necessarie – per la proposta di legge sulla remigrazione”. L’appuntamento è fissato dunque tra quattro giorni alle ore 12 alla Camera. “Lo avevamo promesso quando i parlamentari del Pd e di Avs occuparono l’aula e fecero annullare la conferenza stampa sulla proposta a Montecitorio. Avevamo promesso che saremmo tornati con migliaia di firme e col sostegno del popolo italiano che sta rialzando la testa, e vedremo se stavolta non ci faranno entrare”, si legge nella nota diffusa questa mattina. Poi, l’appello alla destra di governo e, pare evidente, a Futuro Nazionale che pare sposare e sostenere – almeno politicamente - la remigrazione. “Ci auguriamo che, una volta depositata ufficialmente, la remigrazione possa trovare un sostegno concreto e trasversale. Continueremo a dare battaglia finché la nostra proposta di legge non verrà discussa e votata in aula”. Mentre il comunicato stampa con la sfida lanciata per martedì viene diffuso, il presidente del Comitato “RE” e portavoce di CasaPound Luca Marsella suona la carica sui social. “La remigrazione sta per arrivare in parlamento, siamo pronti… Contro le censure dei media e le bugie della sinistra”.
Di Marsella – affiancato nell’organigramma del comitato da Salvatore Ferrara (Rete dei Patrioti), Ivan Sogaro (Veneto Fronte Skinheads) e Matteo Totò (Brescia ai bresciani), in rappresentanza delle altre tre formazioni neofasciste che compongono il blocco nero remigrazionista – si ricorda l’espressione torva quando il 30 gennaio scorso si presentò insieme agli altri camerati all’ingresso della Camera per quella che doveva essere una conferenza stampa sulla remigrazione, conferenza che poi non si è tenuta perché 32 deputati di Pd, Avs e M5S occuparono la sala (prenotata dal collega Domenico Furgiuele, allora della Lega, oggi in Futuro Nazionale, ndr) per “impedire ai fascisti di entrare in parlamento, la casa della democrazia”. I 32 furono puniti con una sospensione lo scorso 2 aprile. Da allora sono successe due cose di rilievo. Il Comitato Remigrazione ha continuato a raccogliere nelle città le firme necessarie per “sostanziare” la proposta di legge ad a iniziativa popolare e ora annuncia di averne tirate su “il triplo di quelle necessarie”. La seconda cosa. Al netto dei toni trionfalistici e iperbolici usati dai rappresentanti di CasaPound, è un fatto che il 13 giugno scorso migliaia di persone hanno sfilato in corteo a Roma nella manifestazione a sostegno della remigrazione. Non i “10mila” reali di cui ha parlato Luca Marsella, ma cinque o sei mila persone hanno preso parte al corteo, tra tricolori, saluti romani e cori fascisti. Mentre i remigrazionisti sfilavano, un’altra manifestazione – con 20mila persone – diceva no alla “remigrazione-deportazione”.
Se diventasse legge, la remigrazione di cui parla anche Roberto Vannacci riguarderebbe qualcosa come 6 milioni di cittadini stranieri che vivono in Italia, alcuni dei quali nati nel nostro Paese. Cittadini che i remigrazionisti vorrebbero cacciare perché “non assimilati”, senza troppa distinzione tra regolari e irregolari. Se e quale convergenza ci sarà tra la proposta portata avanti dai neofascisti del Comitato “RE” e la destra di governo è da vedere. Ricordiamo che i primi a parlare di remigrazione in Italia nel 2025 furono esponenti di Lega e FdI. Poi sulla battaglia ci ha messo il cappello CasaPound e la galassia nera. Contemporaneamente, prima e dopo la nascita del suo nuovo partito, anche Roberto Vannacci ci è saltato sopra. Ci sarà un’intesa tra CasaPound e Futuro Nazionale? “Ora non ci sono più scuse, la remigrazione può diventare realtà, basta che ci sia la volontà politica – si legge nella nota diffusa dal Comitato “RE” – Martedì in Parlamento avvieremo questo importante iter”. I vannacciani la sosterranno coi loro voti? E Lega e FdI che faranno? Va segnalato un passaggio. A settembre dello scorso anno CasaPound firmò decine di striscioni appesi in città italiane con la scritta “Vannacci taci”: un avvertimento all’ex generale colpevole di essersi espresso a favore dello sgombero di CasaPound dall’edificio di via Napoleone III a Roma (occupato dal 2003) e al ripristino della legalità negli stabili occupati abusivamente. È passato quasi un anno e nel frattempo è deflagrata la campagna remigrazionista. In politica, si sa, le cose possono cambiare in fretta.





















