BOLOGNA – "Non sono d'accordo a fare il favore a Giorgia Meloni iniziando a metterci veti tra di noi. Sarebbe un regalo che non possiamo permetterci". Lo dice il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenendo alla Festa nazionale della Fiom a Bologna sul futuro del centrosinistra e sul campo largo in vista delle elezioni politiche 2027. Dopo di lui parla il leader della Cgil Maurizio Landini. Ieri sullo stesso palco si sono ritrovati Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte.
"Negli ultimi cinque anni - ricorda il presidente dell’Emilia-Romagna - ha governato la destra perché le forze che oggi siedono nello stesso campo sono andate divise. Se fossero andate insieme, la destra non avrebbe vinto. Io voglio vincere, lo dico con tutto me stesso. Chi ogni giorno, per dovere costituzionale, deve confrontarsi con questo governo sa bene quanto sia importante un cambiamento. Ma non sono disposto a tutto per vincere".
Secondo de Pascale, il vero punto è il progetto politico, non la composizione della coalizione, e nemmeno un possibile allargamento a Italia Viva e a Matteo Renzi. "Il nodo non è se c'è Tizio, Caio o Sempronio. Il nodo è cosa facciamo insieme”, e chiarisce: “Nel programma del centrosinistra deve esserci la difesa della sanità pubblica e bisogna spiegare come finanziarla. Deve esserci la tutela dei diritti del lavoro. E io mi chiedo: c'è la parola pace in questo programma? Si può dire pace? Si può costruire una battaglia per la pace?". L'obiettivo, conclude, deve essere costruire "un'alternativa credibile, con un programma chiaro, una tenuta forte e il coinvolgimento del maggior numero possibile di forze che vogliono cambiare l'Italia".





















