Un “saluto” a Giorgia Meloni. E un faccia a faccia, vero, politico, con il suo braccio operativo, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Il blitz di Paolo Barelli a palazzo Chigi, nel giorno dell’addio avvelenato al vertice di FI alla Camera, è servito a discutere del posto che il fedelissimo di Antonio Tajani, sgradito alla famiglia Berlusconi, intende strappare al governo. Con la grana dell’incarico di presidente di Federnuoto, che l’interessato non vuole abbandonare. Nemmeno ai piani alti di FdI gli chiedono il passo indietro dalla guida della Fin. Il motivo? Intorno alla premier, sono convinti che quella poltrona sia ancora ambita da Fabio Rampelli, che già ci aveva provato due anni fa. Meglio non cambiare mano, allora.
Resta però un problema, decreto Frattini alla mano: il presidente di una federazione sportiva che incassa oltre il 50% dei finanziamenti dallo Stato non può avere un posto nell’esecutivo. Ecco allora l’escamotage vagliato anche a palazzo Chigi: a Barelli potrebbe andare un posto da viceministro, ma senza portafoglio. Dove? Un’idea che rimbalza tra FdI e FI sono i Rapporti con il Parlamento. Casella occupata però da un’altra azzurra, Matilde Siracusano. Non tajanea, ma vicina politicamente (oltre che sentimentalmente, sono una coppia) al vicesegretario Roberto Occhiuto. Il governatore calabrese è stato a palazzo Chigi, poco dopo Barelli. «Per discutere di progetti regionali», la motivazione diffusa ufficialmente a mezzo staff. In questo schema, Siracusano potrebbe traslocare alla Cultura, dove vanno assegnati due posti da sottosegretario. In discesa, quindi, l’ipotesi che Barelli avvicendi Valentino Valentini, vicino ai Berlusconi, al ministero delle Imprese. Per ottenere la nomina di Barelli (e un sottosegretario in più) nel Cdm di domani, FI è pronta a dare il via libera al leghista Federico Freni alla guida di Consob. Intanto i forzisti guardano alla Rai: se il direttore generale, Roberto Sergio, dovesse anticipare di qualche mese la pensione, prevista in teoria ad aprile dell’anno prossimo, dopo l’estate gli azzurri puntano ad avere il posto da direttore generale, lasciando al leghista Antonio Marano la presidenza di fatto della tv di Stato (e a proposito, ieri è tornata negli studi di Radio1, Claudia Conte, per registrare la sua trasmissione, sulle «tensioni internazionali»).
Dalla famiglia Berlusconi non giunge alcuna replica alle frecciate di Barelli. Ma viene fatto notare che il malcontento nei suoi confronti, prima che a Cologno Monzese, va cercato tra i colleghi di Montecitorio. Ieri Marina Berlusconi ha visto il governatore piemontese Alberto Cirio, delegato a trattare della spina congressi. La primogenita dell’ex Cavaliere ha convenuto che le assise «avvengano nei modi e nei tempi più adeguati per garantire la piena unità» del partito. Cioè, sì ai congressi, solo dove non si rischia una faida tra correnti. Una frenata che dunque mette a rischio anche la conta in Lombardia, culla del berlusconismo.


























